Una di queste è per caso la vostra macchina?
KGB-CIA all'italiana
Ho letto con più attenzione una parte della documentazione di Italia Terra
Nostra, capisco perchè sia stato bersaglio di intimidazioni e
attentati e anche perchè da più mesi non venga conferita la scorta dovuta al
direttore.
Il giornale ha centrato tutti i capitoli della disfatta che sta interessando non
solo il nostro Paese ma il mondo e che si può riassumere con pochi termini : dittatura
militare mondiale.
Le conseguenze che questo stato di cose può avere a livello immediato e che
sono già ben visibili :
1)lo sfacelo incontrollato del territorio a livello paesaggistico e
ambientale-sanitario,la perdita del suo possesso da parte del cittadino che non
riesce più a controllarlo e ne diventa vittima
2)una classe politica che non obbedisce alla cittadinanza e ai suoi interessi ma
a poteri più o meno conosciuti
3)la perdita di garanzie continue e incessante a livello legislativo ed
effettivo e a livello di situazione lavorativa.
4)la presenza di "ospiti non invitati" che si incaricano di una difesa
per conto extranazionale senza possibilità di rivendicazione.
A livello meno immediato le responsabilità che stanno alla base di questo stato
di cose :
la corruzione delle istituzioni,la mafia ma anche qualcosa di meno
evidente che agisce sotterraneamente e che per questo non suscita reazioni e, non
venendo affrontato, rischierà senz'altro di avere la meglio.
Non si tratta di Berlusconi o di qualcuno che ha una faccia ma di un sistema che ha già posto le sue basi e deve solo completarsi;se non verrà sradicato ci ha già sconfitti con largo anticipo perchè ha programmato la nostra fine come esseri umani liberi in ogni dettaglio teorico e pratico : si tratta della schedatura mondiale e del controllo ad personam che ognuno di noi si è aggiudicato che neutralizzerà ogni sua reazione al di là di ogni suo diritto civile e prima di esso.
Sapere dove sei,cosa dici,cosa fai in qualsiasi momento è per qualsiasi avversario l'ideale e penso che qualcosa ne sappiano i tipi come Lannes,ogni tua mossa può essere prevenuta e annullata,basta ascoltare una telefonata,leggere sul tuo pc,sapere tutto dei tuoi movimenti bancari etc,sapere dove ti trovi ora e dove ti trovavi quel giorno.
Chi abbia conferito questo potere all'Esercito è tutto da sapere,se queste
sono le conseguenze della lotta al terrorismo sappiamo anche che una ricerca
dice che le torri del WTC vennero minate precedentemente con nanotermite (un
esplosivo sosfisticato da laboratorio in grandi quantitativi) e che questo non
può essere stato fatto da chi è stato poi incolpato.
Tutto ciò che è seguito :le guerre e le misure dittatoriali di sicurezza con
la scusa della lotta al terrorismo sono il frutto di questa enorme e tremenda
bugia.
Gli autori della strage si servivano di mezzi
militari nazionali sofisticati e in alti quantitativi opportunamente
prodotti.
Le misure restrittive della libertà sono partite dagli USA per arrivare
ovunque.
Una prova : restituite al mittente la vostra smart card ,usate contanti e
formule meno abbreviate per le vostre attività e vedete cosa succede,forse avrete delle
sorprese...
La posizione della automobile per i navigatori satellitari è precisa all'ordine dei
centimetri,ogni casa è immortalata su Google,io posso vedere la
mia macchina parcheggiata anche se la foto risalirà a tempo fa (basta andare
sulle paginebianche.it mettere il proprio nome e l'indirizzo e cliccare su foto
aerea),l'aumento
dei radar e dei ripetitori aumenterà ulteriormente questa precisione
soprattutto grazie ai segnalatori che porteremo addosso.
Che significato ha questo apparato avulso e incontrollabile dal Parlamento e
dai cittadini che raccoglie informazioni e le archivia ,senza alcuna
motivazione,in merito a chiunque, creando uno schedario elettronico pieno di
informazioni personali?
La magistratura non deve avere possibilità di intercettare seguendo la
necessaria burocrazia e in presenza di indizi e di pericolo mentre l'Esercito ha
facoltà di controllare chiunque?
E perdippiù soggetta a un originario segreto di Stato tanto che se ne
nega l'esistenza?
Se è l'Esercito, invece che il Parlamento, a controllare le nostre esistenze
visto che queste informazioni permettono di gestire chiunque senza dover
rispondere a nessuno ,tranne che all'ipotetico ma ormai conclamato Grande
Fratello, tanto vale dichiararci vinti o, come diceva AAron Russo,
smascherare l'equivoco mondiale che lo ha generato e gli ha promesso di
prosperare.
Ho raccolto qui alcuni paragrafi dell'articolo di Lannes sul Ris che
è molto particolareggiato e per essere afferrato completamente
dovrebbe essere analizzato con cura.
E' chiaro che chi può utilizzare questa struttura informativa ha in mano il
Paese ne può usare la criminalità o ne può anche far parte.
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Signor ministro La Russa chi gestisce questa struttura, quale tipo di
informazione utilizza e di quale mandato politico gode? Esistono fondati
sospetti che tale sistema di spionaggio al di fuori del controllo
parlamentare, possa venire utilizzato per fini difformi da quelli della
sicurezza e della pace? Ma di che si tratta? Proviamo a spiegarlo, poiché
il responsabile della Difesa tace inspiegabilmente. Alla stregua di Francesco
Rutelli, presidente del Copasir. Nel Comitato parlamentare per la difesa
della Repubblica figura pure Fabrizio Cicchitto, tessera P 2 numero 2232.
Insomma una garanzia che spiega il fango gettato addosso all’integerrimo
Gioacchino Genchi. E’ la struttura supersegreta e più potente mai realizzata
in Italia, nata anche per intercettare – senza alcuna autorizzazione della
magistratura e all’insaputa di una fetta del Parlamento italiano –
particolari soggetti: magistrati, giornalisti, industriali, politici scomodi
(pochi in realtà), ecologisti, ambasciatori; ma anche a chi si oppone alla
guerra o all’installazione di basi militari straniere nel proprio Paese. E
addirittura poliziotti, carabinieri e finanzieri rispettosi dello Stato di
diritto. Una rete riservata che non fa capo ad apparati pubblici dello
Stato, ma al Reparto Informazioni e Sicurezza, il servizio segreto che
raggruppa i tre vecchi SIOS di forza armata e che ha il compito di accedere,
captare ed elaborare qualsiasi forma elettronica di comunicazione in transito
nel Mediterraneo ed anche oltre. E’ un’attività così gelosamente custodita
che il capo di Stato Maggiore della Marina, Paolo La Rosa, interpellato qualche
tempo fa da due parlamentari della commissione Difesa, nega addirittura
l’esistenza, trincerandosi dietro il segreto di Stato. Risponde
infatti La Rosa, in una lettera di cui siamo legalmente in possesso: «Con
riferimento alla richiesta di autorizzazione alla visita avanzata dai
parlamentari in oggetto, si comunica che non risultano in Cerveteri e nel
territorio nazionale strutture denominate “Echelon Italia” – Conclude
infine l’ammiraglio di squadra – Si soggiunge che in linea generale, quanto
al regime delle autorizzazioni delle visite dei Parlamentari ai siti protetti
dal segreto di cui all’art. 12 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, vige il
disposto della legge 24 giugno 1988 n. 206 e relativo regolamento d’attuazione».
“Echelon” o strutture simili in Italia non esistono? Il cuore
dell’Intelligence fantasma – collegato a varie stazioni di ascolto
distribuite capillarmente nella Penisola – è mimetizzato all’interno di
una caserma dell’esercito nel territorio di Cerveteri in provincia di Roma. Un
lungo recinto e poi un muro protetto all’interno da un terrapieno, filo
spinato e telecamere difendono due palazzine basse, una decina fra antenne
paraboliche – in collegamento col sistema satellitare Sicral – e alcune
casematte per la sorveglianza. «La base viene utilizzata attualmente come
orecchio elettronico per intercettare comunicazioni radio militari e civili
(Sigint), segnali elettromagnetici militari (Elint), comunicazioni via satellite
(Comint), trasmissioni immagini (Imint), telefonia di vario genere» attesta la
documentazione riservata dello Stato Maggiore Difesa. I messaggi vengono
trasferiti, trascritti e analizzati a Roma, all’aeroporto militare di Ciampino
e a Forte Braschi. Ovviamente, tutto in nome della lotta al terrorismo
internazionale e della sicurezza generale. Ma al servizio di chi?In
Italia non si può intercettare nessuno senza l’autorizzazione della
magistratura. Nel caso dei Servizi segreti occorre il nulla osta delle Procure
Generali della Repubblica presso le Corti d’Appello. L’assoluta
discrezionalità e l’assenza di regole democratiche sembrano essere i
tratti essenziali del RIS, peraltro mai sottoposto finora ad un controllo
parlamentare. Sembra un scherzo: un organo dello Stato non sottoposto a
controlli, che occupa due interi edifici a 37 km da Roma. Ma la faccenda diventa
seria se si pensa che il RIS è la mente operativa dell’Intelligence italiana
dove si concentra la massima mole di notizie riservate esistente nel Paese:
informazioni particolari su aziende e privati cittadini.
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Computer di ultima generazione sono la mente operativa. Software ultraveloci in grado di entrare nelle nostre case, ascoltare e registrare le telefonate, setacciare la posta elettronica e le altre forme di comunicazione che viaggiano su Internet, aprire e decifrare tutto quanto viene trasmesso dalle banche dati. Penetrare nel mondo della finanza, svelare i movimenti di denaro, individuare le scelte strategiche dei gruppi industriali, rivelare notizie riservate sulle indagini giudiziarie in corso, sui politici sotto inchiesta, sui boss mafiosi sotto controllo, sui giornalisti ficcanaso. Una concentrazione senza precedenti di informazioni sensibili – inaccessibile ai parlamentari della Repubblica – gestita da un ramo speciale dei servizi segreti e conservate senza limiti di tempo. Il sistema è attualmente in grado di captare e analizzare miliardi di comunicazioni private al giorno che passano attraverso il telefono, il fax, la rete internet.
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Quando l’Intelligence si interessa a personaggi su cui non avrebbe titolo
per indagare, usa la tecnica dei galleggianti: si apre cioè un fascicolo
genericamente intestato a un certo affare, o ad una fonte, e poi si allegano ad
esso i fascicoli galleggianti sul personaggio che interessa. Un calcolo preciso
è impossibile farlo. E’ possibile ipotizzare che circa 1 milione di persone
siano stata schedata dai nostri infaticabili 007 con la divisa. Molto in voga è
l’abitudine di archiviare fascicoli particolarmente delicati non a Forte
Braschi, ma in uffici di copertura dislocati in tutto il territorio nazionale. Tali
operazioni non richiedono e nemmeno presumono che chi è oggetto delle
intercettazioni stia violando la legge. Già nel ’95 venne alla luce
un’attività informativa prestata negli anni 1989-91 al capo del Sismi,
Martini, dal colonnello Demetrio Cogliandro: in sostanza, un’illegittima
raccolta di informazioni di natura personale su uomini politici, ed esponenti
del mondo finanziario, sindacale ed industriale. Il Comitato parlamentare che
sovrintende all’attività dei servizi aveva esaminato la documentazione
concludendo il 5 marzo 1996: «Salvo qualche nota sporadica, il contenuto
delle carte è del tutto estraneo alle finalità istituzionali del Servizio
(…) Essi appaiono destinati ad offrire strumenti di pressione e di ricatto
(…) contro soggetti politici ben individuati (…) Sono state raccolte
informazioni di ogni genere, notizie relative agli intrighi che si sviluppavano
nel sistema di governo». Non è cambiato nulla. Attualmente, gli archivi
dei Servizi Segreti presentano un’estensione sempre più smisurata.
Nonostante il trascorrere dei decenni e malgrado ripetuti segnali d’allarme
che hanno rivelato l’accumulo disinvolto di milioni di fascicoli e la loro
illegale e spregiudicata utilizzazione, il materiale scottante ora viene
depositato in banche dati elettroniche. Il 17 novembre 1987, l’ex ministro
della Difesa, Attilio Ruffini, alla «Commissione Affari Costituzionali della
Camera rivelava: «Nessun governo è in grado di controllare singolarmente i
milioni di fascicoli per verificare se rientrano meno nell’ambito dei compiti
istituzionali dei Servizi. Ci si deve necessariamente fidare di quanto affermano
i direttori dei servizi o i loro subordinati». La situazione verrà confermata
dall’ammiraglio Martini alla stessa Commissione, il primo dicembre ’87: «Quando
il Presidente del Consiglio mi chiese se potevo affermare in Parlamento
l’inesistenza negli archivi di qualcosa che potesse prestarsi a un giudizio
negativo, gli risposi che potevo dargli questa assicurazione, sottolineando come
negli archivi di Forte Braschi esistessero circa 18 milioni di pratiche»Lo
“zio Sam” con Echelon ha fatto scuola anche in Italia: la base di ascolto di
San Vito dei Normanni (attualmente dismessa e recentemente incendiata), in
provincia di Brindisi ha registrato istante per istante la strage di Ustica (27
giugno 1980) e intercettato i sequestratori dell’Achille Lauro nel 1985.
Eppure, nessuno ha mai chiesto conto in sede ufficiale alle autorità Usa il
chiarimento dei misteri d’Italia. Intercettare,
catalogare ed archiviare la vita di chiunque è una violazione dei diritti
umani. La democrazia è costruita su diritti che prevalgono su qualsiasi
interesse collettivo, individuale, economico politico e di sicurezza. Il vero
problema è capire se si stia sistematicamente smantellando il concetto di
privacy individuale, uno dei diritti umani più basilari.
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Le affermazioni di Obama sulla guerra in Afghanistan, passate e attuali, sono
alquanto equivoche,bisognerebbe chiedere ai giornali e in particolare al
Corriere della sera (che in una pubblicità dice di lottare per la libertà di
informazione) di pubblicare la ricerca dell'equipe internazionale guidata da
Niels Harrit
La guerra in Afghanistan non ha senso, neppure l'apparato di sicurezza che è
scattato in tutto il mondo con la scusa degli attentati alle Torri gemelle.
La ricerca di Niels Harrit, uscita nell'agosto 2008, non è stata diffusa, che
sappia, da testate giornalistiche e televisioni (se non una danese),solo dal
web.
La libertà di informazione dunque non manca solo in Italia.
Quali disastrose conseguenze può avere l'insabbiamento di questa notizia?
Nella pagina successiva inserisco i links della ricerca,alcune iniziative, i testi e gli indirizzi