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....appello ai magistrati di tutte le Procure d’Italia affinché venga applicato correttamente il codice penale in tutte le sue forme e non invece le circolari della Banca d’Italia (che non ha mai inteso modificarlo), che con l’articolo 644 definisce in dettaglio che cos’è l’usura.

Fonte: SOS UTENTI

                                                                     L'Italia dissanguata 

 

anno indebit. interessi
1980 -14.168 9.003
1981 -26.488 12.409
1982 -28.784 18.891
1983 -33.855 26.153
1984 -43.957 32.095
1985 -53.210 36.200
1986 -56.801 41.710
1987 -59.833 41.058
1988 -63.785 47.891
1989 -72.462 58.099
1990 -80.248 70.727
1991 -87.168 86.913
1992 -83.631 98.534
1993 -83.330 105.040
1994 -79.793 99.704
1995 -70.234 109.794
1996 -69.830 115.611
1997 -28.050 97.448
1998 -30.481 86.282
1999 -19.550 74.367
2000 -9.962 75.561
2001 -38.501 78.764
2002 -37.085 71.519
2003 -46.614 68.350
2004 -48.066 65.694
2005 -59.523 64.213
2006 -65.504 67.552

Da questa tabella in definitiva si ricava che nel 2006 ,per esempio, abbiamo avuto una spesa pubblica non compensata da tasse di 65.504 milioni di euro( 65,504 miliardi di euro),a questo dobbiamo aggiungere gli interessi accumulati fino al 2005 di 64.213 milioni di euro (64,213 miliardi di euro).
Sommati questi valori  agli interessi del debito del 2006 otteniamo il debito totale per l'anno 2006  cioè (65,504+67,552)= 133,056 miliardi di euro (ovvero 133.056 milioni di euro).

L'indebitamento totale(privo di interessi) si ottiene invece sommando i valori di indebitamento di ogni anno(qui si parte dall'80).
L'indebitamento totale accresciuto degli interessi viene ,nella pag.precedente, indicato pari a 1667 miliardi

Come dice Marco Della Luna questa cifra cioè 133,056 miliardi di euro potrebbe essere risparmiata ma soprattutto si potrebbe evitare la svendita del patrimonio italiano che viene giustificata dal debito pubblico.
Battendo moneta lo Stato non avrebbe debito con le banche a cui non dovrebbe versare gli interessi dei BT col rischio che,non versandoli,questi vengano sequestrati sotto forma di Beni dello Stato.
Mandare sul lastrico uno Stato significa appropriarsi di tutto ciò che gli appartiene : beni pubblici ma anche  privati,visto che col meccanismo permesso dalla riserva frazionaria vengono finanziati "certi" che essendo della stessa cerchia possono impoverire o rovinare  una buona fetta della popolazione mentre  ne vengono tartassati con usura altri.
Sempre grazie ai nostri depositi che le banche dovrebbero solo custodire,moltiplicati per 50 volte.

I calcoli riportati da Wikipedia sono controllabili da chiunque prendendo una calcolatrice e con pazienza sommando i valori residui ottenuti sottraendo ogni volta il 2% da una quota iniziale di 100 euro (che dà per legge una cifra da prestare di  5000 euro):

(100-100x2%)+ (98-98x2%)+(96,04-96,04x2%)........
(100-2)+(98-1,96)+(96,4-1,92)....
98+96,04+94,12....
la formula indicata dal Premio Nobel è solo un'abbreviazione per poter effettuare in un solo passaggio questa successione di calcoli e con numeri a molte cifre.

Non è giusto che le banche mandino in rovina ingiustamente chi da piccolo o medio imprenditore sostiene l'economia nazionale (o anche solo chi chiede un mutuo o un prestito) perchè trattano soldi altrui ,presi in custodia, che non sono autorizzati a prestare e perdippiù moltiplicati  50 volte.

Ho saputo dal gestore di un bar(lavoro quotidiano di 12 ore) che rischiava la chiusura, sia per la riduzione degli affari,sia per il freno posto ad ogni iniziativa atta a lanciare il locale attraverso varie modalità,mi ha anche detto che il 63% dei negozi del centro erano prossimi alla chiusura.
A vantaggio di chi ci si chiede?Quello che prospera da una 15na di anni sono sedi bancarie,agenzie immobiliari,centri commerciali,supermercati la cui origine mi sembra più o meno scontata e comune insieme alla natura dei soldi che trattano.


Da :http://www.ilconsapevole.it/articolo.php?id=8357


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E tirando le somme, che cosa abbiamo?
Il potere di creare il denaro, sia contante che scritturale, ossia la sovranità monetaria, in Italia, è esercitato da banchieri privati nel proprio interesse e a spese del lavoro dei cittadini, mentre l’art. 1 della Costituzione stabilisce che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Sul lavoro, non sul parassitismo e sull’appropriazione della ricchezza prodotta dai lavoratori. Uno Stato che finge di lottare contro l’evasione fiscale, mentre attua il sistematico saccheggio dei lavoratori e dei risparmiatori in favore della finanza privata, producendo recessione, povertà, disoccupazione e precarietà, è uno Stato radicalmente contrario ai principi fondamentali della Costituzione italiana. Contrario quanto lo poteva essere lo Stato fascista.
 
La vostra associazione ha un nome che ricorda il Comitato di Liberazione Nazionale. Ma, per finire, che cosa proponete?
Proponiamo, innanzitutto, che si attui la Costituzione. Che si esegua una seria revisione dei conti della Banca d’Italia e dei suoi azionisti, per fare emergere i loro effettivi redditi, derivanti dalla creazione e vendita della moneta. Che la sovranità monetaria sia esercitata dal popolo attraverso lo Stato, il quale potrà emettere il denaro ufficiale, e lo creerà senza indebitare sé stesso o altri soggetti. Le enormi somme così risparmiate e le somme che si recupereranno facendosi restituire dai finanzieri privati i loro illeciti guadagni, andranno a finanziare le infrastrutture, la ricerca, il welfare e la riduzione della pressione fiscale.
 
A chi vi rivolgete?
Innanzitutto a chi produce, ai lavoratori – dipendenti e autonomi. Ai pensionati e pensionandi. Ai giovani e ai disoccupati. Agli studiosi e ai politici. E particolarmente alla Chiesa, per invitarla ad approfondire queste problematiche e a pronunciarsi attraverso il suo Magistero, contro l’usura e lo sfruttamento del lavoro altrui, sulla scia delle encicliche Vix pervenit e Quadragesimo anno. Ho messo a punto, e sto sottoponendole, un documento riassuntivo sui temi di etica cattolica della moneta e del credito. Vi sono stati rilevanti segnali di interesse e di volontà di agire. Vedremo.
 

Marco Della Luna
Avvocato e psicologo. Autore di Euroschiavi (Arianna, 2ª ed. 2006) e Le Chiavi del Potere (Koiné Nuove Edizioni 2003).


La privatizzazione di un bene naturale indispensabile per la sopravvivenza:

dirittodiresistenza

l'acqua dal pubblico al privato
post pubblicato in diario, il 5 dicembre 2008
In questi anni in itaGlia si sta provvedendo a privatizzare la rete idrica dei comuni. L'operazione non ha alcun senso economico ed è unicamente un furto a danno dei cittadini ed un regalo agli amici o nel migliore dei casi (migliore per chi privatizza) a se stessi.
Per non farsi raggirare dalle solite chiacchiere e capire la truffa bisogna avere alcune basilari nozioni di economia.

Prima fra tutte: una rete idrica è un monopolio naturale. Significa che un'azienda che acquista una rete idrica comunale diventa di fatto monopolista, sebbene teoricamente altre imprese potrebbero costruire reti parallele a quella esistente per fare concorrenza, nella pratica i costi e i tempi sono proibitivi quindi nessuno lo farà mai.

Quando si privatizza una utility come l'acqua si da di fatto il monopolio di un bene primario ad una azienda privata. E questa come tale agirà.
Sempre conoscendo le basi dell'economia, un impresa in regime di monopolio, per di più su un bene primario come l'acqua, aumenterà a dismisura il prezzo del prodotto per incrementare i profitti. Lo potrà fare perchè sta vendendo un prodotto per cui la domanda è anaelastica, significa che i cittadini continueranno ad acquistare acqua (perchè non possono farne a meno) indipendentemente dal prezzo e avendo a che fare con un monopolista non potranno rivolgersi ad altri.

A fronte di questo regalo non c'è alcun vantaggio per i cittadini. La più classica delle scuse alle privatizzazioni è che le reti idriche italiane perdono un po' di acqua. Se le reti perdono si può selezionare, questa si dal privato, una nuova società di manutenzione. Pensare di dover privatizzare l'acqua invece di cambiare società di manutenzione è come sostenere che vada privatizzata la polizia di stato perchè la società che gestisce pulizia nei commissariati non lavora bene. O se vogliamo entrare nel mondo reale, sostenere che vanno bloccate le intercettazioni telefoniche perchè è stato pubblicato un sms di anna falchi al marito.

Comprese queste semplici regole economiche e quanto siano ridicole le motivazioni a favore si intuisce l'enorme regalo che viene fatto a qualunque azienda ottenga la gestione di queste piccole miniere d'oro. 
Qualunque sindaco o assessore che proponga di privatizzare l'acqua nel vostro comune è perciò un idiota o un ladro. Guardatelo in faccia per capire in quale categoria rientra.
gwcached,65


                                        Articolo LiberoReporter su Babbo Natale Appestato Bancario
                                                  


 

http://www.firmiamo.it/annullamentoelezioni

http://www.firmiamo.it/propostascioglimentoforzanuova

 

                                                                                                           

                                                       vedi     anche pag 109(anche impeach Bush) e pag.110                                         

                                                       
                                                        vedi pag.103 e pag.153

                                                      

Sign for Applicazione della riforma Brunetta ai Deputati e Senatori Italiani

                                                                                                NEW!!!

Un modo per fare sentire la nostra voce e dire a chi conta che non abbiamo dimenticato Ustica con le sue 81 vittime sull'aereo e le altre 21 seguite a causa sua,le altre stragi e chi ancora non se ne è assunto la responsabilità :

                                                        

Sign for APPELLO AL PRESIDENTE NAPOLITANO PER FARE CHIAREZZA SULLE RECENTI DICHIARAZIONI DEL SEN. COSSIGA

                                                                                         vedi pag.159

  

 

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