Da questa tabella in definitiva si ricava che nel 2006 ,per esempio, abbiamo
avuto una spesa pubblica non compensata da tasse di 65.504 milioni di euro( 65,504
miliardi di euro),a questo dobbiamo aggiungere gli interessi accumulati
fino al 2005 di 64.213 milioni di euro (64,213 miliardi di euro).
Sommati questi
valori agli interessi del debito del 2006 otteniamo il debito totale per l'anno 2006
cioè
(65,504+67,552)= 133,056 miliardi di euro (ovvero 133.056 milioni di euro).
L'indebitamento totale(privo di interessi) si ottiene invece
sommando i valori di indebitamento di ogni anno(qui si parte dall'80).
L'indebitamento totale accresciuto degli interessi viene ,nella pag.precedente,
indicato pari a 1667 miliardi
Come dice Marco Della Luna questa cifra cioè 133,056 miliardi di euro potrebbe
essere risparmiata ma soprattutto si potrebbe evitare la svendita del patrimonio
italiano che viene giustificata dal debito pubblico.
Battendo moneta lo Stato non avrebbe debito con le banche a cui non dovrebbe
versare gli interessi dei BT col rischio che,non versandoli,questi vengano
sequestrati sotto forma di Beni dello Stato.
Mandare sul lastrico uno Stato significa appropriarsi di tutto ciò che gli
appartiene : beni pubblici ma anche privati,visto che
col meccanismo permesso dalla riserva frazionaria vengono finanziati "certi" che essendo della stessa cerchia possono
impoverire o rovinare una
buona fetta della popolazione mentre ne vengono tartassati con usura altri. Sempre
grazie ai nostri depositi che le banche dovrebbero solo custodire,moltiplicati per 50
volte.
I calcoli riportati da Wikipedia sono controllabili da chiunque prendendo una
calcolatrice e con pazienza sommando i valori residui
ottenuti sottraendo ogni volta il 2% da una quota iniziale di 100 euro (che dà
per legge una cifra da prestare di 5000 euro):
(100-100x2%)+ (98-98x2%)+(96,04-96,04x2%)........
(100-2)+(98-1,96)+(96,4-1,92)....
98+96,04+94,12....
la formula indicata dal Premio Nobel è solo un'abbreviazione per poter
effettuare in un solo passaggio questa successione di calcoli e con numeri a
molte cifre.
Non è giusto che le banche mandino in rovina ingiustamente chi da piccolo o
medio imprenditore sostiene l'economia nazionale (o anche solo chi chiede un
mutuo o un prestito) perchè trattano soldi altrui ,presi in custodia, che non
sono autorizzati a prestare e perdippiù moltiplicati 50 volte.
Ho saputo dal gestore di un bar(lavoro quotidiano di 12 ore) che rischiava la
chiusura, sia per la riduzione degli affari,sia per il freno posto ad ogni
iniziativa atta a lanciare il locale attraverso varie modalità,mi ha anche
detto che il 63% dei negozi del centro erano prossimi alla chiusura.
A vantaggio di chi ci si chiede?Quello che prospera da una 15na di anni sono
sedi bancarie,agenzie immobiliari,centri commerciali,supermercati la cui origine
mi sembra più o meno scontata e comune insieme alla natura dei soldi che
trattano.
E tirando
le somme, che cosa abbiamo? Il potere di creare il denaro, sia contante che scritturale, ossia la
sovranità monetaria, in Italia, è esercitato da banchieri privati nel proprio
interesse e a spese del lavoro dei cittadini, mentre l’art. 1 della
Costituzione stabilisce che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul
lavoro. Sul lavoro, non sul parassitismo e sull’appropriazione della ricchezza
prodotta dai lavoratori. Uno Stato che finge di lottare contro l’evasione
fiscale, mentre attua il sistematico saccheggio dei lavoratori e dei
risparmiatori in favore della finanza privata, producendo recessione, povertà,
disoccupazione e precarietà, è uno Stato radicalmente contrario ai principi
fondamentali della Costituzione italiana. Contrario quanto lo poteva essere lo
Stato fascista.
La vostra associazione ha un nome che ricorda il Comitato di Liberazione
Nazionale. Ma, per finire, che cosa proponete?
Proponiamo, innanzitutto, che si attui la Costituzione. Che si esegua una seria
revisione dei conti della Banca d’Italia e dei suoi azionisti, per fare
emergere i loro effettivi redditi, derivanti dalla creazione e vendita della
moneta. Che la sovranità monetaria sia esercitata dal popolo attraverso lo Stato, il quale potrà emettere il denaro
ufficiale, e lo creerà senza indebitare sé stesso o altri soggetti. Le enormi
somme così risparmiate e le somme che si recupereranno facendosi restituire dai
finanzieri privati i loro illeciti guadagni, andranno a finanziare le
infrastrutture, la ricerca, il welfare e la riduzione della pressione fiscale.
A chi vi rivolgete? Innanzitutto a chi produce, ai lavoratori – dipendenti e autonomi. Ai
pensionati e pensionandi. Ai giovani e ai disoccupati. Agli studiosi e ai
politici. E particolarmente alla Chiesa, per invitarla ad approfondire queste
problematiche e a pronunciarsi attraverso il suo Magistero, contro l’usura e
lo sfruttamento del lavoro altrui, sulla scia delle encicliche Vix pervenit e
Quadragesimo anno. Ho messo a punto, e sto sottoponendole, un documento
riassuntivo sui temi di etica cattolica della moneta e del credito. Vi sono
stati rilevanti segnali di interesse e di volontà di agire. Vedremo.
Marco Della Luna
Avvocato e psicologo. Autore di Euroschiavi (Arianna, 2ª ed. 2006) e
Le Chiavi del Potere (Koiné Nuove Edizioni 2003).
La privatizzazione di un bene naturale indispensabile per la
sopravvivenza:
In questi anni in itaGlia si sta provvedendo a privatizzare la rete idrica
dei comuni. L'operazione non ha alcun senso economico ed è unicamente un
furto a danno dei cittadini ed un regalo agli amici o nel migliore dei casi
(migliore per chi privatizza) a se stessi.
Per non farsi raggirare dalle solite chiacchiere e capire la truffa bisogna
avere alcune basilari nozioni di economia.
Prima fra tutte: una rete idrica è un monopolio naturale. Significa che
un'azienda che acquista una rete idrica comunale diventa di fatto
monopolista, sebbene teoricamente altre imprese potrebbero costruire reti
parallele a quella esistente per fare concorrenza, nella pratica i costi e i
tempi sono proibitivi quindi nessuno lo farà mai.
Quando si privatizza una utility come l'acqua si da di fatto il monopolio di
un bene primario ad una azienda privata. E questa come tale agirà.
Sempre conoscendo le basi dell'economia, un impresa in regime di monopolio,
per di più su un bene primario come l'acqua, aumenterà a dismisura il
prezzo del prodotto per incrementare i profitti. Lo potrà fare perchè sta
vendendo un prodotto per cui la domanda è anaelastica, significa che i
cittadini continueranno ad acquistare acqua (perchè non possono farne a
meno) indipendentemente dal prezzo e avendo a che fare con un monopolista
non potranno rivolgersi ad altri.
A fronte di questo regalo non c'è alcun vantaggio per i cittadini. La più
classica delle scuse alle privatizzazioni è che le reti idriche italiane
perdono un po' di acqua. Se le reti perdono si può selezionare, questa si
dal privato, una nuova società di manutenzione. Pensare di dover
privatizzare l'acqua invece di cambiare società di manutenzione è come
sostenere che vada privatizzata la polizia di stato perchè la società che
gestisce pulizia nei commissariati non lavora bene. O se vogliamo entrare
nel mondo reale, sostenere che vanno bloccate le intercettazioni telefoniche
perchè è stato pubblicato un sms di anna falchi al marito.
Comprese queste semplici regole economiche e quanto siano ridicole le
motivazioni a favore si intuisce l'enorme regalo che viene fatto a qualunque
azienda ottenga la gestione di queste piccole miniere d'oro.
Qualunque sindaco o assessore che proponga di privatizzare l'acqua nel
vostro comune è perciò un idiota o un ladro. Guardatelo in faccia per
capire in quale categoria rientra.
Un modo per fare
sentire la nostra voce e dire a chi conta che non abbiamo dimenticato Ustica con
le sue 81 vittime sull'aereo e le altre 21 seguite a causa sua,le altre stragi e
chi ancora non se ne è assunto la responsabilità :
permalink | inviato da diritto di resistenza il 5/12/2008 alle 11:9 |