Salemi,
27 novembre 2009 – Questa mattina alle 12,00 in Piazza Alicia si
è svolta la cerimonia di intitolazione della «Via studenti di Teheran»,
iniziativa voluta da Vittorio Sgarbi e dall’Unione dei Giovani
Ebrei d’Italia. Oltre 200 studenti delle scuole cittadine, docenti,
autorità civili e militari, amministratori, consiglieri comunali
e numerosi cittadini hanno preso parte all’emozionante cerimonia. Nel
corso del suo intervento introduttivo Vittorio Sgarbi ha spiegato: «Abbiamo
deciso di indicare una via senza nomi, un po’ come avviene con le
statue dedicate al Milite Ignoto, che non ha un nome, ma indica qualcuno
che è morto per degli ideali. La «via studenti di Teheran» indica
dunque tutti quei ragazzi che, schierandosi contro il regime, hanno
pagato con la vita la lotta per la libertà. Sono studenti morti per
ideali importanti, perché si sono opposti al fascismo e al nazismo di
Amadinejad, il nuovo Hitler» Ahamad Rafat, esperto delle vicende
iraniane e mediorientali presso l’agenzia Adnkronos International di
Roma, membro fondatore dell’Associazione «Iniziativa per la Libertà
d’Espressione in Iran» e componente del comitato esecutivo di «Information
Safety and Freedom», ha detto:«Certamente pochissimi iraniani sanno
dov’è Salemi. Sanno però che in una parte a loro sconosciuta del
mondo c’è chi condivide le loro battaglie, sanno di non essere
abbandonati e di avere il sostegno morale di tanti altri
giovani.L’intitolazione di questa strada è importante peraltro perché
avviene una settimana prima della giornata nazionale dello studente che
verrà celebrata a Teheran il 7 dicembre. Le premesse non lasciano
sperare nulla di buono. Già 100 dirigenti del movimento degli studenti
sono stati arrestati, e il regime ha lasciato intendere chiaramente che
non resterà a guardare. Avere il sostegno dei paesi europei è dunque
importante.Salemi è la seconda città del mondo, dopo Berlino,
che accende i riflettori su quello che accade in Iran. Nel 1979 a
Berlino, durante le manifestazioni contro il regime, mori uno studente
tedesco. Quel tragico evento è ricordato in Iran il 2 giugno di ogni
anno come la festa
dell’amicizia tra Germania e Iran. Io penso che anche la giornata di
oggi potrà essere ricordata ogni anno in Iran come la giornata
dell’amicizia tra gli studenti iraniani e l’Italia». Daniele Nahum,
Presidente dell’Unione dei Giovani Ebrei d’Italia: «Questa ed altre
iniziative fanno di Salemi una delle capitali della cultura europea ed
in particolare della difesa dei diritti umani. Quando, alcuni mesi fa,
proponemmo di dedicare a Salemi una strada agli studenti di Teheran, lo
stesso giorno – sarà stata una casualità – il regime iraniano
incarcerò una cinquantina di studenti. Noi, che viviamo al calduccio, e
cioè che non abbiamo il problema della libertà personale, contattammo
gli studenti per dire loro: andiamo avanti ? Siete
sicuri che simili iniziative non vi espongano a ritorsioni ? Ci
risposero: per noi la vostra amicizia, i vostri gesti di solidarietà,
sono fondamentali perché contribuiscono a fare breccia nel regime,
sottoponendolo alle pressioni dei media internazionali e dei governi
europei. Se l’Occidente si muove, il regime sarà costretto a
cambiare. Ecco perché prima delle esportazioni delle lavatrici, occorre
pretendere il rispetto dei diritti umani». Nicolas Ballario, direttore
artistico del «Festival della Cultura Ebraica e d’Israele», in
conclusione, ha detto:«Rispetto a quanto accade in Iran registriamo il
silenzio di gran parte della politica e delle istituzioni governative.
Segno che prevalgono calcoli di opportunismo economico e non poche
ipocrisie. Sui Diritti Umani non esistono contrattazioni. O si è dalla
parte di chi lotta per la libertà oppure si è complici».
