Enrico Tempestini ha scritto una mail al giornalista di
Repubblica che denunciò,in un articolo del 6 aprile 2006,
l’esistenza di un rapporto ai
responsabili del Ministero degli Interni circa la possibilità di attacchi
,incursioni,blocchi nel sistema di voto elettronico,in particolare l’esistenza
di due porte che potevano essere utilizzate da intrusi ,aggiuntive a quelle
degli operatori all’interno del Vicinale.
Il giornalista che si interessava da molti anni di cronaca
giudiziaria ha dovuto rompere i rapporti col giornale e passare ad altro lavoro
non inerente al campo giornalistico.
La parte sottolineata della sua mail indica un passo
delicato dei risultati della ricerca eseguita sui meccanismi elettorali che
merita di essere meglio chiarita e approfondita, in effetti è quello l’argine
che è saltato,se il controllo del cartaceo a livello di magistratura avesse
funzionato (e se ne avesse avuto la possibilità) il nostro diritto di voto
sarebbe al sicuro
Invece ,sia dal documentario che dal materiale raccolto via
via da chi ha indagato, risulta che questo controllo è del tutto fittizio.
La spiegazione a questo punto cruciale del processo elettorale,perché non funzioni e possa essere sfruttato da chi abbia cattive intenzioni, esiste vedrò di raccogliere le prove più importanti che confermano quanto questo controllo sia poco efficace e formale.
Ecco l'articolo :
Caro Enrico,
non so se posso esserle di molto aiuto! Non custodisco (fortunatamente!) grandi segreti, e mi sono occupato di questo tipo di cose solo per un periodo non lungo della mia vita professionale. Comunque, per venire alle sue domande:
Ritengo probabile che l'esperimento di scrutinio elettronico voluto da quel governo sia stato inquinato (magari dall'inizio, magari in corso d'opera) da infiltrazioni che permettevano di conoscere e manipolare i risultati. Quello che non so è se queste infiltrazioni puntavano a) a modificare il risultato elettorale b) a saggiare la resistenza del sistema in vista di operazioni future c) erano un hackeraggio fine a se stesso come molti di quelli che avvengono qua e là per il pianeta nella continua gara di skills tra programmatori e incursori
Ho grande stima di Enrico e di Beppe e penso che abbiano fatto un bel lavoro e abbiano sollevato interrogativi interessanti. L'unico passaggio che non mi convince è il modo in cui hanno sciolto la questione nodale: se a fare testo era comunque il risultato del voto cartaceo, che senso aveva taroccare solo il voto informatico? a meno che non si teorizzi una sincronia tra trucco informatico e operazioni sul cartaceo, ma di questo non c'è traccia. Certo, c'è l'anomalia del calo delle bianche, ma mi sembra francamente un po' poco perchè il fenomeno può avere anche spiegazioni lecite.
Mah, io non sono un complottista! Alla fine mi sembra che dell'ipotesi brogli si sia parlato abbastanza, l'argomento è caduto perchè la gente normale di fronte alle denunce di segno opposto che si incrociavano da destra e da sinistra non ci ha capito nulla. L'argomento, peraltro, ha anche aspetti tecnicamente ostici per il cittadino medio.
Semplicemente, credo, per il solito eccesso di pragmatismo della nostra sinistra: perchè avventurarci in un terreno che rischia di aprire la strada alla richiesta berlusconiana di riconta dei voti? Alla fine in qualche modo le elezioni le hanno vinte, si tengono la loro risicata maggioranza e vanno avanti così.
Assolutamente sì.
Assolutamente no.
Le auguro comunque buon lavoro e faccio a lei e ai suoi colleghi i mei
complimenti per la tensione civile che manifestate con il vostro lavoro.
l.f.