Appello urgente contro l'esecuzione di prigionieri politici
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I Curdi sono un grande
gruppo etnico senza terra che ha trovato per poco tempo la sua indipendenza ma
ha sempre dovuto subire le vessazioni di tutte le nazioni confinanti.
In Italia sono generalmente rifugiati politici
Da http://it.wikipedia.org/wiki/Curdi
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Il numero di curdi che vivono nell'Asia sud-orientale sono stimati in circa 30 milioni, con un altro milione che vive nel diaspora. I curdi sono la quarta etnia Medio Orientale dopo gli arabi, i persiani e i turchi.
Secondo la CIA World Factbook, i curdi comprendono il 10% della popolazione in Turchia, il 7-10% in Iraq, forse 6% in Siria,[3] 4% in Iran e l' 1.3% in Armenia. In tutti questi Paesi, ad eccezione dell'Iran, I curdi formano il secondo maggiore gruppo etnico. Circa il 55% dei curdi di tutto il Mondo vivono in Turchia, circa il 20% e in Iran ed Iraq, e il 5% in Siria.[4]
Nel corso anni sessanta del XX Secolo, lo Shah Reza Pahlevi, dovette a lungo confrontarsi con la guerriglia dei Curdi, guidati dalla famiglia Barzani, in particolare dallo sceicco Moustafà Barzani, appoggiati dalle autorità irachene. Tale fenomeno durò fino al 1974, quando gli iracheni si riappacificarono (temporaneamente ed apparentemente) con i Persiani e ritirano l'appoggio.
Dalla rivoluzione islamica a oggi i curdi iraniani hanno subito la dura repressione esercitata dal governo di Teheran nei confronti di tutti gli oppositori (il 14 settembre 1981 18 operai curdi furono uccisi in una fabbrica di mattoni nel villaggio di Sarougliamish). I Curdi iraniani hanno subito esecuzioni sommarie, torture e processi iniqui.
I curdi sono circa il 12% della popolazione irachena. Essi si trovano in maggioranza nelle tre provincie dell'Iraq settentrionale e vanno a formare nell'insieme conosciuto come Kurdistan iracheno. I curdi sono inoltre presenti a Kirkuk, Mosul, Khanaqin, e Baghdad. Circa 300.000 curdi vivono nella capitale irachena,(Baghdad), 50.000 nella città di Mosul e circa 100.000 nell'Iraq meridionale.[5] Dohuk è la città più piccola, ed è considerata la capitale di badinan.
In Iraq si sono verificate e continuano a verificarsi le repressioni di più ampia portata nei confronti dei curdi iracheni: essi hanno infatti sempre rappresentato la resistenza più matura e organizzata, subendo così deportazioni di massa in Iran, bombardamenti di villaggi e attacchi con armi chimiche.
Allo scoppio della guerra tra Iran e Iraq, le autorità irachene ordinarono le deportazioni di migliaia di curdi in Iran. I deportati erano in maggioranza donne, vecchi e bambini, mentre i maschi vennero arrestati e imprigionati senza alcuna accusa.
Parecchie migliaia di curdi iracheni, negli anni sessanta, sono stati arrestati, uccisi, fatti sparire dalle forze di sicurezza o dai servizi segreti iracheni (ad es. 8.000 curdi “sparirono” nel 1983 da Arbil e tutt'oggi di loro non si sa più nulla). Nel 1985 altri 3.000 ragazzi curdi sono stati arrestati e torturati dalle forze di sicurezza irachene: sembra fossero stati catturati come ostaggi per obbligare i loro parenti “a consegnarsi alle autorità”. Nel biennio 1987-1988 è stata fatta la più grande repressione nei confronti dei Curdi: le circostanze in cui le autorità irachene usarono armi chimiche con migliaia di morti indicano un preciso disegno politico teso all'eliminazione dei curdi iracheni. Nel 1988 furono uccisi 5.000 curdi in soli due giorni a seguito di un attacco chimico; dieci giorni dopo nel Qaradash è stato lanciato un altro attacco chimico: 400 sopravvissuti sono stati arrestati e giustiziati poi mentre cercavano di raggiungere un luogo di cura.
Gli attacchi delle forze irachene sono continuati su tutta la zona abitati da curdi, che sono scappati in massa verso i confini turco e iraniano: nel 1988 le autorità turche confermarono di aver dato rifugio a 57.000 Curdi iracheni.
Tra la fine del 1988 e il 1990 centinaia di Curdi sono stati uccisi sommariamente dopo essere stati convinti dalle autorità irachene a rientrare nel paese.
Secondo il CIA Factbook, i curdi formerebberi approssimativamente il 8% della popolazione della Turchia (approssimativamente 7 milioni) nel 2008.[6] Nel 1980, l'ethnologue stimò che il numero di persone che parlavano la lingua curda in Turchia era di circa 5 milioni,[7] quando la popolazione del paese si aggirava sui 44 milioni.[8] I curdi formano la più grande maggioranza etnica della Turchia, e hanno fornito il più serio e persistente contributo all'immagine ufficiale di una società omogenea. Durante gli Anni 1930 e gli Anni 1940, il governo mascherò statisticamente la presenza dei curdi categorizzandoli come "turchi di montagna". Questa classificazione fu sostituita dal un nuovo eufemismo Turchi orientali in 1980.[9]
Nonostante la Turchia abbia approvato le due Convenzioni dell'Onu e del Consiglio d'Europa contro la tortura, Amnesty International ritiene che la tortura in Turchia sia poco diffusa verso gli oppositori politici e gli esponenti della comunità curda. Quindi dichiara aperta la "caccia agli oppositori politici" in maniera di ritornare in un'unica rappresentazione unica della civiltà curda. I curdi per anni hanno accettato il governo sottomettendosi alle imperialità curde, ora invece si tende a liberarsi dalla sottomissione, perciò per mantenere vive le tradizioni imperiali del Kurdistan, le opposizioni politiche sono perseguibili penalmente e si rischia il carcere a vita secondo la legge 1 R.D.L 15 ottobre 1925, n° 1796 (*) a pena di nullità (184ss.) secondo i codici penali curdi.
| Per approfondire, vedi la voce Curdi in Siria. |
I curdi sono il 5% della popolazione in Siria, per un totale di 0,6 milioni[10] Questo fa di loro la più grande minoranza etnica del paese. Sono concentrati prevalentemente nel nord e nel nord-est, anche se anche ad Aleppo e Damasco sono presenti significative popolazioni curde. I curdi usano spesso parlare la loro lingua in pubblico, sempre che le persone presenti facciano altrettanto. Gli attivisti per i diritti umani dei curdi vengono maltrattatti e perseguitati.[11] Non è permessa la formazione di nessun partito politico, Curdo o di altra natura.
Una presenza dei Medi, principale popolo da cui derivano i Curdi, nelle regioni regioni costituenti il moderno Afghanistan,risale alla più remota antichità. Proprio in tali terre, nacque il Profeta Zoroastro. Una presenza curda, esplicitamente definita con tale termine, proveniente dal vicino Khorasan(dove il capo SafavideShah Abbas esiliò migliaia di curdi) vive nelle terre afgane sin dal XVI Secolo.[12] Molti di quelli che furono esiliati si stabilirono definitivamente in Afghanistan, prendendo residenza a Herat e nelle altre città dell'Afghanistan occidentale. Alcuni Curdi ricoprono alte posizioni di governo all'interno dell'Afganistan, come Ali Mardan Khan che fu nominato governatore di Kabul nel 1641.[13] I curdi affiancarono gli Afgani durante le loro guerre contro l'impero di Safavidi, e nei conflitti seguenti con gli altri poteri regionali .[14] Il numero dei curdi attualmente presenti in Afghanistan è difficile da calcolare, nonostante sia noto che si aggiri approssimativamente intorno ai 200.000.[15] Rimane non chiarito fino a che punto la minoranza curda in Afghanistan abbia mantenuto il linguaggio curdo.
Al comando dei turchi, i curdi parteciparono attivamente al massacro di migliaia di giovani armeni durante il genocidio armeno[16]. Fra gli Anni 1930 gli Anni 1980, Armenia faceva parte dell'Unione Sovietica, nella quale i Curdi,come gli altri, erano riconosciuti con lo status di minoranza protetta. Ai curdi armeni fu permesso di avere un loro giornale sponsorizzato dallo Stato e una radio che trasmetteva gli eventi culturali. Durante il conflitto in Nagorno-Karabakh, molti curdi che non erano Yazidi furono costretti a lasciare le loro case. Con la fine dell'Unione Sovietica, i curdi dell'Armenia furono spogliati di tutti i loro privilegi culturali e la maggiorparte di loro fuggirono dalla Russia all'Europa Occidentale.[17]
| Per approfondire, vedi la voce Oblast Autonomo Curdo. |
Nel 1920, le due aree abitate dai curdi di Jewanshir (capitale Kalbajar) e l'orientale Zangazur (capitale Lachin) furono combinate per formare l' Okrug Curdo (o "Kurdistan rosso"). Il periodo di esitenza di un'unità amministrativa curda fu breve e non andrò oltre il 1929. I curdi affrontarono di conseguenze molte misure repressive, comprese le deportazioni. Come conseguenza del conflitto in Nagorno-Karabakh, molte aree curde furono distrutte e più di 5.000 curdi furono deportati nel 1988.[17]
Documentazione :
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