La Regina del Mare: la Spigola

A volte le abitudini alimentari di un pesce possono mutare a seconda dell’habitat in cui si viene momentaneamente a trovare, nei vari periodi dell’anno, per fattori meteomarini particolari ed altro ancora. Vediamo come la spigola possa cambiare menù a seguito di certi fattori.

Sorniona, spesso noncurante, quasi sempre sospettosa e a volte stupida, la spigola può essere considerato un esempio di predatore dalle caratteristiche alimentari anomale e piuttosto varie. Lungo le coste della nostra penisola, fortunatamente, la sua diffusione è abbastanza costante, naturalmente esistono delle zone "privilegiate" dove la sua presenza è piuttosto massiccia ed altre dove facciamo fatica ad incontrarne qualcuna, ma un poco ovunque, lei, la regina, viene assiduamente tentata da tantissimi pescatori che adottano tecniche di pesca profondamente differenti da zona a zona, da stagione a stagione e che si adeguano alle varie condizioni meteomarine che via via possono presentarsi.

Perché considerare la spigola un predatore anomalo? Quando pensiamo ad un predatore marino o terrestre che sia, si affacciano alla nostra memoria le tante scene viste nei documentari dove la preda fugge e l’aggressore la insegue, quasi sempre la raggiunge e la divora.

La spigola però, probabilmente ha capito che l’inseguimento ad un altro pesce costa fatica e spreco di energie e così si è creata un parco alimentare molto, molto vario che la porta a comportarsi anche come le specie grufolatorie o necrofaghe (che si cibano di animali morti), comunque, il concetto di pesci predatori potrebbe essere esteso: pur essendo un dato scontato che alcuni di essi scavano nella sabbia, nel fango o frantumano le rocce alla ricerca di vermi, piccoli molluschi e crostacei è altrettanto vero che anch’essi si comportano con quest’ultimi come dei veri e propri predatori, a caccia di esseri viventi. E che dire, poi, delle pacifiche mormore catturate con le anguilline, pescando a fondo alla spigola? Oppure i quattro saraghi presi praticando lo spinning con un pesciolino finto da 5 cm? Molti fattori, soprattutto quello ambientale, possano apportare delle mutazioni nell’equilibrio comportamentale dei pesci e che alcune distinzioni caratteriali di molte specie, così care a tanti, possano essere riviste, allargando, decisamente, il nostro quadro di vedute.

Ma ritorniamo a sua Maestà. In Italia, la spigola si può pescare con moltissime esche: abbiamo un vasto parco di pesci-esca come mugginetti, latterini, salpette, sparlotti, ghiozzi, anguille, occhiatine seguito dai crostacei come il "mitico" gambero ed il granchietto, naturalmente vivi; ottimi, risultano essere, anche i piccoli cefalopodi come i calamaretti e le seppioline; un poco ovunque rende la sarda, sia intera che a filetto, ma anche i vermi rappresentano un’esca importante, tanto da risultare vincenti la dove altre falliscono.  

Vermi, luoghi, tempi e condizioni del mare.

La regina del mare, dunque, mangia anche i vermi che rappresentano, per lei, un gustoso e comodo cibo.

Naturalmente bisogna conoscere le abitudini alimentari locali della spigola per saper scegliere, tra i tantissimi anellidi che possiamo noi stessi raccogliere od acquistare quelli che, con buone probabilità, possano garantirci i migliori risultati. Un verme non vale l’altro e se uno di essi risultasse particolarmente catturante in una determinata stagione dell’anno non è detto che vada bene sempre e quali che siano anche le condizioni del mare. Bisogna, cioè, conoscere un poco le nostre esche prima di usarle, cercando anche di immaginare come si presentano quando sono in acqua, innescate su di un amo.

La prima cosa da notare è di quanto può essere importante i vermi che possono essere "scavati" direttamente nella zona di pesca; vi sono delle località italiane dove la proporzione di cattura tra le esche locali e quelle importate è di 1a 10. Come esempio possiamo citare: Gela, dove un particolare anellide, probabilmente una particolare specie di spirografo, può essere trovato spiaggiato e conservato sia sotto sale come congelato e che risulta essere micidiale per le spigole locali; a Napoli, o meglio alla foce del lago Fusaro risulta essere micidiale il "verme rosso", una arenicola che viene scavata in loco e che surclassa, alla grande, tante altre esche. Di simili esempi ne potremmo trovare molti.

Arenicola

Tra i vari tipi di anellidi che possiamo procuraci con le nostre mani oppure acquistare a "peso d’oro", forse qualche lira in più, c’è l’arenicola, un verme rosa-bruno, che raggiunge una quarantina di centimetri di lunghezza e pochi millimetri di diametro. ha la caratteristica di emanare un odore particolarmente attirante nei confronti di molti pinnuti. E’ particolarmente indicata nella pesca a fondo sui fondali sabbiosi e può essere impiegata sia in condizioni di mare calmo come leggermente mosso. Per ottenere un innesco efficace è opportuno realizzare un boccone ricco e voluminoso. L’esca può essere attaccata dai pescetti e sarebbe consigliabile impiegarla nei mesi in cui la minutaglia si dirada, se non si vuole riguardare l’innesco ogni pochi minuti.

Bibi

Durante le mareggiate, lungo molte spiagge italiane, possiamo trovare spiaggiati i bibi. In tali luoghi ed in quei momenti il bibi potrebbe diventare un’esca efficacissima per la spigola anche se di solito viene innescato per la pesca alle orate, ai saraghi, alle mormore. E’ sicuramente da preferire il prodotto fresco, meglio se vivo, rispetto al congelato ed innescato intero. A tale proposito andranno benissimo i bibi di piccola e media taglia. Trovare questa esca non è sempre facile, li possiamo acquistare a peso, in alcuni mercati ittici, oppure in confezioni da 5-6 pezzi, distribuite da una nota ditta importatrice di esca.

Americano o canadese

Il blood worm, verme di sangue, è conosciuto in Italia sotto i due nomi di americano o canadese pur trattandosi dello stesso anellide. Ha come caratteristica principale quella di lasciar fuoriuscire dei fiotti di sangue una volta che viene innescato. E’ appetito da molti pesci e tra questi anche dalla spigola. Dato l’alto indice di gradimento sarebbe opportuno far pescare la nostra esca su fondali non troppo frequentati da minutaglia che distruggerebbe sicuramente un così prezioso, sotto tutti i punti di vista, innesco. Le condizioni ideali di pesca si hanno con mare calmo o poco mosso, specialmente su fondali sabbiosi od in prossimità di qualche foce. E’ preferibile impiegarlo intero montandolo sull’amo con l’ausilio dell’apposito ago da innesco. Lo si può acquistare dai rivenditori di esche.

Coreano

Durante i mesi autunnali ed invernali possiamo praticare la pesca alle spigole innescando su di un amo del N° 8-10 un Coreano intero, appuntandolo appena per la testa. Il movimento e le dimensioni del verme, infatti, ricordano moltissimo la ceca, stadio giovanile dell’anguilla, di cui le spigole sono ghiottissime. I luoghi migliori di pesca sono le foci, le fiumare e l’interno dei porti. La tecnica di pesca si svolge prevalentemente in notturna e prevede l’uso di un galleggiante che fa stazionare l’esca alla profondità desiderata, questa di solito sarà compresa tra la superficie e mezz’acqua. Con tale metodo si possono ottenere dei risultati incredibili, basta localizzare la zona di passaggio delle ceche.

Cinese

Vale tutto quello detto per il koreano trattandosi, in pratica, dello stesso verme, quello che cambia è semplicemente la zona di raccolta.

Tremolina di fango

In foce, in laguna ed in molti canali è possibile raccogliere la tremolina scavando nel fango. Anch’essa è gradita in tali luoghi dalla spigola. Si tratta, però di un verme piuttosto piccolo, rispetto a quelli sin qui trattati, e di morbida consistenza. Viene presentato a fondo e montato a grappolo, innescando sullo stesso amo più esemplari. Ha il difetto di essere attaccata da moltissime specie ittiche ed in presenza di minutaglia, un innesco dura ben poco.

Inquinamento, prelievo intensivo ed altro hanno fatto sì che la raccolta dei vermi-esca non sia più come quella di una volta. Se vogliamo procurarci l’esca dobbiamo ricorrere ai rivenditori e spesso accontentarci di un prodotto qualitativamente non troppo soddisfacente. Tale problema si fa maggiormente sentire durante i mesi estivi quando la grande richiesta di esca, difficoltà di conservazione ed il caldo presente nei paesi di raccolta non giovano certo alla qualità del prodotto, che giunge nelle mani del pescatore 5 o 6 giorni dopo che è stato "pescato". A non essere contenti non sono comunque solo i pescatori poiché anche i distributori, dai grossisti ai piccoli negozianti, dispiace offrire merce di non buona qualità poiché è una regola comune e logica che possa portare a perdite economiche.

Se ci pensiamo bene, poi, nel bilancio di ogni pescatore incide molto la voce esca, della quale, comunque non possiamo fare a meno.

Orientativamente vi forniamo un elenco dei prezzi medi, per confezione, delle esche trattate nell’articolo, pur sapendo che tali prezzi sono suscettibili di variazioni anche nell’ordine del 10%, in più od in meno, a seconda delle zone di vendita.

Arenicola £ 10.000
Bibi £ 6.000
Tremolina francese £ 4.500
Koreano £ 6.000

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