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Lottare, non sfilare
L’inettitudine dei sindacati di base, oggi
Forse mai
come in questa circostanza della manovra Monti si è manifestata l’incapacità dei sindacati di base di assolvere il ruolo dichiarato di
sindacato di classe.
Ovvero se un sindacato di classe non fa scendere immediatamente in
lotta i suoi iscritti e non chiama subito i lavoratori alla lotta, a
che serve ?
Il sindacato non è un partito che
può darsi i tempi lunghi di una strategia politica, riempiendoli con
l’agitazione e la propaganda, un sindacato degli operai, se i
lavoratori vengono colpiti duramente come ha fatto il governo dei
banchieri, deve rispondere chiamando alla mobilitazione e alla lotta
subito.
La
critica che il sindacato di classe deve sviluppare contro il
sindacato concertativo non può essere solo nelle parole e
giustificare con argomenti del tipo: 3 ore di sciopero non servono a
niente se non a tentare di legittimare l’ esistenza delle burocrazie
sindacali, cosa verissima ma che non assolve affatto l’assenza del
Sindacalismo di Base, l’incapacità di stare in campo.
L’inettitudine è figlia dell’autoreferenzialità.
Certamente nel non assolvere il compito di guida di una risposta
immediata al massacro sociale deciso dal governo Monti, c’è innanzitutto la debolezza del Sindacalismo di Base. Ci sono in
questa debolezza condizioni oggettive, ma le responsabilità
soggettive non mancano e in questo senso l’autoreferenzialità dei
gruppi Dirigenti del Sindacalismo di Base ( è un ossimoro ma e
realtà palpabilissima ) è la prima delle responsabilità. Esso
determina frammentazione e autocelebrazione.
Il muoversi esclusivamente nel proprio recinto organizzativo, dentro
i confini di quelli che hanno la posizione giusta, non da nessun
aiuto a chi prende 1000 euro al mese, a chi è in cassa integrazione,
a chi è precario, a chi è operaio. Se non ce la facciamo ( e uso il
noi, perché condivido la necessità della piena indipendenza
organizzativa del sindacalismo conflittuale dal sindacalismo
concertativo ) è perché abbiamo sì la ragione (la ragione
intellettuale, il Sindacalismo di Base porta con se l’idea giusta
del Conflitto di Classe), ma non abbiamo la forza.
Se abbiamo la ragione
ma non la forza, bisogna costruire la forza.
Costruire la forza nella
concreta realtà del Sindacalismo di Base oggi in Italia, significa
almeno due cose subito, unità e una efficace modalità di presenza
nelle lotte.
Sull’unità, bisognerebbe stendere un velo pietoso sulle contumelie
di vecchi leader uguali a se stessi da un tempo inenarrabile;
comunque o l’unità coloro che hanno in mano il Sindacalismo di Base
la fanno o il Sindacalismo di Base dovrà registrare la fine delle
ragioni per cui è nato.
Per quello che
riguarda l’efficacia, cioè la capacità di rispondere alle domande e
ai bisogni dei lavoratori, non è una colpa non farcela, perché la
condizione dei rapporti di forza sono molto negativi. La questione è
se se ne vuole uscire, se si vuole almeno cercare di uscirne.
Ne discende
che bisogna fare ciò che la situazione impone. Quando non siamo in
grado di costruire iniziative autonome, si va a portare il nostro
punto di vista in quelle degli altri, ovunque ci siano lavoratori
colpiti dai provvedimenti antipopolari, nelle forme più efficaci
possibili, non si sta a casa. I tempi delle risposte quando si
lotta, sono importanti quanto i modi e gli obiettivi.
I lavoratori non servono all’organizzazione, è l’organizzazione che serve ai lavoratori.
Sarà pure
una “ scadenza fondamentale” per il sindacalismo di base quella del
27 gennaio, ma non lo è per i lavoratori. Dopo oltre un mese che la
mannaia del governo dei banchieri ha colpito in un modo devastante,
uno sciopero di organizzazione, obiettivamente minoritario, non
serve a niente, anzi aggiungo provocatoriamente, toglie solo soldi
dalle tasche dei lavoratori che non ce la fanno più.
Per questo mi servirò dell’USB alle prossime elezioni RSU, per continuare la resistenza dei
lavoratori sul posto di lavoro, ma non sono più disponibile a
partecipare a iniziative, di fatto, rituali.
Oggi, i Sindacati di Base
non mi rappresentano più di questo.
Aurelio Fabiani - Rappresentante RSU
all’IISS di Spoleto eletto nelle liste RdB
21 gennaio 2012 |