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dalla Francia Convergences Révolutionnaires
Imponiamo con le lotte ciò che le elezioni
non porteranno Come previsto, Sarkozy e Hollande si affronteranno al 2° turno... Si affrontano soprattutto per sapere chi sarà il futuro pensionante dell’Eliseo. Perché, altrimenti, quei due concordano sull’essenziale. Entrambi sono d’accordo, di fronte alla crisi, nel dire che bisogna pagare il debito, e l’uno e l’altro hanno intenzione di presentarci il conto. Sarkozy, non spera più di darla a intendere e cerca solo di rubacchiare qualche voto all’estrema destra stuzzicando i pregiudizi contro gli immigrati. François Hollande conta solo sul rigetto di Sarkozy per farsi eleggere. Interrogato sull’aumento dello SMIC (salario minimo), ha promesso solo di « riunire le parti sociali » per discuterne, non di aumentarlo. Il ritorno alla pensione piena e intera a 60 anni, dopo 37 anni ½ di contributi ? Neanche a parlarne. Ha parlato, è vero, di creare 60.000 posti nella Pubblica Istruzione (il che non compenserebbe neppure quelli soppressi in questi ultimi dieci anni), ma attraverso una « riorganizzazione » in seno alla funzione pubblica, cioè senza assunzioni. Quanto agli sforamenti indecenti degli onorari praticati da certi medici, che rimettono in questione l’accesso alla sanità, Hollande non li vuole sopprimere, ma solo « inquadrarli ». Non si pone il problema, né per lui né per Sarkozy, di colpire i profitti della borghesia. Hollande s'è dato da fare a « rassicurare i mercati». Nessuna paura che i grandi azionisti lo prendano per un « comunista » ! Secondo un articolo apparso nel “Capital”, un terzo dei padroni d’impresa del CAC 40 gli sarebbe favorevole. Nel primo turno, purtroppo, l’estrema destra con Marine Le Pen ha raccolto la maggior parte dei suffragi di protesta. Indubbiamente una parte dei lavoratori le ha dato il voto per ostilità verso Sarkozy e non solo per pregiudizi contro gli immigrati. Ma se Le Pen giungesse un giorno al potere, vedrebbero che la sua politica è diretta contro tutta la classe operaia. Con i loro discorsi contro gli immigrati i Le Pen mirano solo a mettere una parte dei salariati contro l’altra, a vantaggio dei padroni. Del resto, il FN non ha mai sostenuto le nostre lotte per l’occupazione, le pensioni o i salari.
Il 6 maggio, nel secondo turno, non si potrà dare alcun « voto
utile », anche se la grande maggioranza dei lavoratori si augura
di sbarazzarsi di Sarkozy. Un augurio che condividiamo. Nessuno
rimpiangerà la sua arroganza contro i più modesti e la
magnanimità verso i più ricchi. Allora, sì, se ne vada! Ma
l'importante sarebbe che con lui se ne andasse la sua politica…
il che non è molto probabile se è sostituito da Hollande. Dobbiamo aver fiducia solo nelle nostre lotte
Hollande presidente, cambierà qualcosa per noi ? Quando non
pensa neppure di ritirare le misure più impopolari prese dalla
destra? • l'interdizione dei licenziamenti, con la divisione del lavoro tra tutti, senza perdite salariali. • l'aumento generale di salari, pensioni e indennità di disoccupazione di 300 euro mensili e loro indicizzazione automatica sulla base dell’aumento dei prezzi. • Nessun reddito inferiore a 1700 euro netti. I voti ottenuti dall’estrema sinistra, Philippe Poutou et Nathalie Arthaud, e senza dubbio una buona parte di quelli che si sono spostati su Jean-Luc Mélenchon, mostrano l’esistenza di una corrente radicalmente opposta a Sarkozy, che però non dà fiducia alla sinistra governativa. Un corrente, certo minoritaria nelle urne, ma decisiva nella mobilitazione militante, che conterà domani per preparare la controffensiva del mondo del lavoro. Perché la forza dei lavoratori non è nelle cabine elettorali, ma nelle lotte collettive.
http://www.convergencesrevolutionnaires.org traduzione di Michele Basso |