dalla Francia

Convergences Révolutionnaires
 

Siamo tutti lavoratori greci !

Dopo gli ultimatum di Sarkozy e Merkel che intimano un ennesimo piano di strangolamento per il popolo greco,ecco che tocca ora al popolo francese essere messo sotto torchio.

Ecco il nuovo piano di Fillon, primo ministro di Sarkozy, presentato lunedì scorso: come se la riforma scellerata sulle pensioni non bastasse, l’età legale per il pensionamento a 62 anni è anticipata al 2017 invece che al 2018. Ciò rappresenta 4 miliardi di euro supplementari a nostre spese. Molto più della soprattassa simbolica alle imprese giganti, per non parlare  del congelamento degli stipendi dei ministri e del capo di stato, storiella per divertire la platea. Inoltre, disindicizzazione parziale delle prestazioni familiari e degli aiuti per gli affitti, proprio nel momento in cui riparte l’inflazione. Per non parlare dell’innalzamento dei tassi cosiddetti « ridotti » dell’IVA, questa imposta ingiusta che pesa sui meno abbienti. Non sui “prodotti di prima necessità”, ci dicono. Come se ci dovessimo accontentare di pasta e patate…

Distribuzione come nel 1945? Con tessere annonarie e scontrini di razionamento?

Questa volta anche Fillon ha scelto di parlare esplicitamente di « rigore », spiegando che il 2012 sarà l’anno « del piano d’austerità più rigoroso dal 1945 »I  A quando le tessere annonarie e gli scontrini di razionamento ?

I capi degli stati più grandi, riuniti la settimana scorsa a  Cannes, si sono preoccupati soprattutto di annunciare che dovunque, e non solo in Grecia, era l’ora dell’austerità: negli Stati Uniti, in Spagna, in Italia…e anche in Francia, non c’è dubbio” ! Meno salari, meno prestazioni sociali, meno pensioni, meno servizi nella pubblica istruzione e nella sanità…

Ma le casse dei grandi stati non cessano di creare debiti esorbitanti, perché da 20 anni e oltre i governi aiutano gli industriali e i finanzieri ad accrescere i loro profitti e diminuiscono le imposte dei ricchi, rendendo sempre più povere le tasche dei lavoratori, e saccheggiando i servizi pubblici.

Per cercare di farci accettare tutto ciò, mentono sfacciatamente. Ci spiegano, per esempio, che la colpa sarebbe dei Greci, che vivrebbero al di sopra dei loro mezzi e non pagherebbero le tasse. Tutto dipende da quali greci. E’ vero per gli armatori greci, detentori della prima flotta mondiale. Sono quasi completamente esonerati, come lo è dal 2003 la chiesa ortodossa, primo proprietario terriero del paese, i cui pope sono retribuiti dallo stato. Ma tra il 2002 e il 2008, l’imposizione sui salari e le pensioni è quasi raddoppiata! Dal settembre passato, la soglia della non imposizione sul reddito è passata da 8000 a 5000 euro all’anno, il che vuol dire che tutti i redditi sopra i 400 euro sono soggetti a imposta.

Un terzo del debito greco finisce nelle casse dei mercanti di armi francesi e tedeschi !

Troppo spendaccioni i greci ? Le banche sì, tra cui le filiali francesi e tedesche, che sono state rimesse a galla con 28 miliardi di euro. L’esercito pure, perché il bilancio militare ha raggiunto tra il 1998 e il 2010 un totale di 95 miliardi di euro, ossia circa un terzo  del debito greco finisce nelle casse dei mercanti di cannoni…francesi e tedeschi. Non si vede proprio, invece, come i lavoratori e i pensionati sarebbero spendaccioni: i salari del settore privato sono abbassati in media del 12% dal 2010, il salario medio s’aggira sui 1200 euro al mese, e, nella funzione pubblica, una riduzione del 20% dei salari dovrebbe ancora aggiungersi a quella precedente del 15%.

Ma non c’è alcuna fatalità. Dall’Europa agli Stati Uniti i possidenti spingono la loro offensiva contro le classi popolari. Non senza timori che “disordini sociali”’  sconvolgano il loro sporco gioco – come alcuni hanno detto a  Cannes. Eppure sarebbe all’ordine del giorno che la rabbia che si manifesta da Atene  fine al piazzale di  Wall Street,  trasformato in agorà, s’ingigantisca e si propaghi ovunque.


Editoriale del bollettino di fabbrica "l’Etincelle" pubblicato dalla frazione di minoranza di  Lutte Ouvrière - 7 novembre 2011

http://www.convergencesrevolutionnaires.org

traduzione di Michele Basso

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