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I cannoni francesi tuonano di nuovo ad Abidjan
Con tutta l’arroganza coloniale, senza neppure
nascondersi dietro una « risoluzione » dell’ONU, l’esercito francese
bombarda le posizioni di Gbagbo nella capitale economica della Costa
d’Avorio.
Quale crimine ha dunque commesso Gbagbo agli
occhi di questi signori e signore dell’Eliseo e del Medef?
(L’organizzazione del padronato francese) E’ un dittatore? Ha fatto
più brogli del suo rivale Ouattara ? A questa stregua, i tiranni
come Sassou il sanguinario (Congo) o bébé Bongo (Gabon) non
godrebbero tranquillamente dei loro conti in banca, delle ville e
appartamenti nelle grandi capitali occidentali!
Ma questi conoscono le regole: il petrolio a
Total, l'uranio ad Areva, il legname e i porti a Bolloré, i cantieri
a Bouygues, con le dovute eccezioni d’obbligo per poter recitare la
commedia della “concorrenza libera e non falsata” in Francafrica.
Quando vincono le « elezioni », tutto è
perfetto al Quai d'Orsay : sono legno con cui si fanno i Ouattara,
questo buon allievo degli apostoli dello sfruttamento "civilizzato"
dell'Africa che siedono al Fmi (di cui Ouattara fu segretario
generale aggiunto). Gbagbo non vale certo di più, ma è indocile. Ed
è un crimine di leso imperialismo in un paese economicamente
decisivo nell’Africa dell’Ovest. Eletto nel 1999 contro ogni
previsione, Gbagbo era stato protetto per i suoi agganci col PS, i
cui dignitari non disdegnavano del resto Abidjan by night.
Dopo che
Chirac fu rieletto nel 2002 con un risultato da far ingelosire i
presidenti africani, si organizzò un colpo di stato. Ma fallì nel
sud, e Gbagbo, avvisato, fece persino liquidare preventivamente il
beneficiario putativo... Il paese si trovò tagliato in due, e, di
colpo, cominciò ad imperversare la propaganda « etnicista ». Nel
2004 Gbagbo lanciò una grande offensiva per riconquistare il Nord...
L'esercito francese, che sostava sulla linea del fronte, allora
intervenne per spezzare questa offensiva. Il pretesto? Una bomba
lasciata cadere su un accampamento dell’operazione Licorne
(unicorno) – ma il suo corno è un naso di Pinocchio: quando,
qualche mese dopo, il governo Chirac ebbe tra le sue mani i
mercenari autori del golpe, scelse di farli fuggire...
Questo
intervento francese per mantenere la divisione del paese provocò
allora manifestazioni ad Abidjan. La soldatesca tricolore aprì il
fuoco, come in un paese conquistato, facendo morti e feriti a
centinaia. Con gli applausi dell’ “opposizione” in Francia,
imbevuta essa pure di questa pratica coloniale che è alla radice
delle nostre repubbliche del dopoguerra. Da allora, Gbagbo ha avuto
un bel mostrare di aver le carte in regola, offrendo i contratti a
chi di dovere (dunque, non ai cinesi), di accordo in accordo, di
negoziato in negoziato, la rete della Francafrica era rinchiusa.
Fino a queste “elezioni” in cui tutti hanno barato – ma al termine
delle quali le grandi potenze hanno tutte “riconosciuto” lo stesso
vincitore, i cui tratti sono loro familiari. Con questo sostegno
Ouattara e i suoi giannizzeri hanno lanciato un’offensiva militare,
con i prevedibili crimini di guerra.
Intervenendo per vibrare il colpo di grazia,
l’esercito francese mette la sua firma sotto il delitto: i primi
responsabili della situazione conosciuta dalla Costa d’Avorio dal
2002 sono all’Eliseo, a Matignon, al Quai d'Orsay, e i loro mandanti
sono quei gruppi industriali e finanziari che fanno man bassa delle
ricchezze africane. Chiunque, oggi, al PS o al FG, appoggia o tace,
non merita che il più profondo disprezzo. E se ancora una volta i
capi dei sindacati organizzano l’immobilismo... sia onta
incancellabile su di essi. Perché la Francafrica è la base più
profonda, più importante, più lucrosa, di tutto il marciume
reazionario nella metropoli, il cui concentrato è il clan del
Fouquet's. E l’invito che deve essere fatto alle truppe francese
stazionate in Africa lo si deve fare alla maniera tunisina:
"sgombra"!
contributo di un compagno francese
7 aprile 2011
traduzione di Michele
Basso |