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posta
2011 |
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11 novembre da
Graziano Giusti
SAME DEUTZ FAHR DI TREVIGLIO
Compagni, dal 2 novembre un gruppo di precari espulsi dalla Same (21 su 100
presenti in azienda, che andranno a loro volta a casa il 23 dicembre) sta
presidiando i cancelli della fabbrica.
La rsu fiom (in maggioranza cremaschiana) non ha saputo far altro che uno
sciopero di solidarietà di un'ora e mezza il penultimo giorno di lavoro,
dopo aver tentato accordi "concertativi" con l'azienda (Cassa in Deroga,
Cassa a rotazione, aumento di due giornate per tutti della settimana di
Cassa fatta dalla Same l'ultima settimana di ottobre).
L'azienda, che viene da un'annata record di fatturato e che ha testè
annunciato un investimenti di 60 milioni di euro in Cina, ha individuato in
noi 21 gli "indesiderabili": mancanza di "performance", dopo averci
torchiato per mesi. Se gli 80 rimasti dentro potrebbero essere richiamati,
sempre e solo come precari, qualora il Mercato lo permettesse, noi siamo
fuori definitivamente.
Le nostre "colpe"? Quasi tutti abbiamo aderito agli scioperi, alcuni di noi
si sono fatti male sul lavoro o sono stati male, qualcun altro non è gradito
ai capi e robette del genere...
Durante questo scioperetto di commiato ho preso il microfono ed ho detto a
tutti i lavoratori che è ora di finirla con queste prese per il c... gli
scioperi si fanno per arrivare all'obbiettivo e non ci si ferma finchè esso
non è raggiunto. Quindi ho invitato i licenziati a mettersi con me ai
cancelli dal 2 novembre. Purtroppo non ne conoscevo nemmeno uno, perchè
venivamo da reparti diversi, dunque ho solo potuto raccogliere in fretta e
furia qualche nome e fare una riunione preparatoria durante il ponte.
Le adesioni non sono state poche (8 in tutto ), ma poi chi si è ammalato per
l'umido e la pioggia dei primi giorni, chi è stato avvisato dalle Agenzie di
non fare il fesso e non compromettersi il futuro, che ha avuto paura o non
se l'è sentita più... insomma siamo rimasti in due a tenere duro.
Ovviamente decisivo è stato il "tutti a casa" lanciato dalle rsu quando
eravamo ancora in fabbrica.
In questi giorni noi abbiamo cercato di tenere interlocuzione coi
lavoratori, per spingere la fiom a fare la lotta (essa conta 400 iscritti su
1200 dipendenti ) e riaprire la trattativa.
Nulla da fare. Silenzio, isolamento, abbandono a morte d'inedia. Il
funzionario Fiom ha cercato addirittura di capovolgere la frittata
dicendomi: "E gli altri 19 dove sono?" Ed io:" Chiedilo alle tue rsu!!!".
Ora si tratterebbe di esprimere, lunedì 14, verso le 15, davanti ai
cancelli, una solidarietà di classe per non lasciar cadere nell'anonimato
questa vergognosa vicenda.
Chi vuole mi contatti. Domenica a mezzogiorno sarò al presidio della
Esselunga di Pioltello.
Ciao a tutti, Graziano. |
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29 ottobre da Solidarietà a
Valerio Pascali
Salve compagni,
siamo amici, conoscenti, parenti di Valerio Pascali.
Sconcertati dall'immagine falsa e lesiva che la stampa ha
creato dalla figura di Valerio, abbiamo deciso di replicare.
Valerio è un ragazzo di ventun'anni residente a Lecce,
impegnato politicamente e attivo nel volontariato.
La stampa ha voluto etichettarlo come un "teppista"
"violento", così tutte le Realtà politiche e culturali di
Lecce si son riunite, per cercar di descrivere al meglio:
chi e cosa era Valerio, per noi e per la società.
Caro direttore,
come lei ben sa il 15 ottobre scorso un giovane leccese di
21 anni, Valerio Pascali, è stato arrestato a Roma durante
la manifestazione dei cosiddetti indignati.
Parlare di un amico al momento detenuto in cella non è
facile. Non possiamo però fare a meno di precisare alcuni
aspetti della vicenda trattati con troppa sufficienza dai
media in questi giorni. Nel complesso, ciò che è venuto
fuori di Valerio è un ritratto di un individuo pericoloso e
antisociale. Si parla di “precedenti” penali che non
esistono e non si parla del suo trascorso di profonda
umanità.
Sin da adolescente Valerio si é fatto conoscere per il suo
impegno e il suo coraggio, per la sua correttezza estrema,
per il suo metterci la faccia. Altro che "incappucciato".
Non vi è persona che lo conosca che non rimanga
impressionata dalla sua determinazione, a volte cocciuta, ma
sempre cosciente.
Valerio è un attivista vero. Prima di Roma ha partecipato
con passione a molte mobilitazioni cittadine e nazionali. E
non per andare a sfasciare vetrine o bruciare auto. Lui,
come molti della sua generazione, sente il dovere di dare il
suo contributo, in prima linea, non per distruggere ma per
costruire alternative credibili all’attuale scenario
politico, economico e sociale. E lo fa con una
consapevolezza e una determinazione non usuali per un
ragazzo della sua età.
I media tutto questo non lo hanno scritto. Eppure hanno
attinto a piene mani dai suoi cosiddetti "precedenti". E’
bene chiarirlo, dall’accusa di aver acceso un fumogeno
durante la manifestazione del 17 ottobre 2007, Valerio venne
assolto con formula piena. Ciò significa che non ha
precedenti penali, la fedina parla chiaro.
Si è detto che Valerio è un pericoloso ultrà. Non è così. E’
vero, il calcio lo conosce bene e lo stadio lo frequenta. Al
di là del tifo per il Lecce ama lo sport, perché considera
lo sport un momento di socialità importante. Ha partecipato
all'organizzazione di tutte le edizioni dei tornei
antirazzisti "Fair Game" nel quartiere Santa Rosa e “Calcio
senza Confini” all’ex Opis.
Ovviamente di tutto questo non si parla.
Siamo consapevoli che dopo i fatti di Roma occorra dare in
pasto all’opinione pubblica il nome e il volto di colpevoli,
di qualcuno da poter indicare come un "violento" o un
"teppista". Ma Valerio non è né l’una né l’altra cosa.
Valerio è un ragazzo che ama. Ama la sua famiglia, ama la
sua ragazza. Ama i suoi amici, tra cui si è sempre distinto
per lealtà e gentilezza, ma è anche un ragazzo che odia.
Odia l'indifferenza di chi non sceglie da che parte stare,
odia il fascismo, odia la prospettiva di non avere un futuro
nel suo Paese. Odia le ingiustizie. Per questo si impegna e
lotta concretamente. Quest’estate Valerio è stato volontario
in un campo per i diritti umani dei migranti, organizzato da
Amnesty International a Lampedusa. Ma l’estate è finita.
Oggi Valerio é detenuto in una cella di 4 metri quadrati a
Regina Coeli, insieme ad altri due giovani immigrati. Per
via del sovraffollamento ha dormito due notti per terra.
Ieri gli hanno chiesto se voleva cambiare cella. Ha risposto
di no.
Tutto questo per ribadire che Valerio non è il violento che
i media, con colpevole superficialità, hanno descritto in
questi giorni.
Ci piace chiudere questa lettera con una citazione di
Charles Bukowski che pensiamo essere perfettamente calzante.
“L’anima libera è rara ma quando la vedi la riconosci,
soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli
sei vicino”. E’ questo quello che trasmette Valerio.
Caos Lecce
Circolo Zei
Udu
Uds Lecce
Bfake agenzia culturale
Fiom Lecce
Alternativa comunista
Alternativa ribelle (Gc-Fgci)
reAzione Castrì
Collettivo di solidarietà internazionalista “Dino Frisullo”
Gli amici e le amiche di Valerio
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27 ottobre da SLAI COBAS
PRENDERA’ IL VIA DOMANI IL PROCESSO MARLANE?
Altro
appuntamento domani 28 ottobre presso il Tribunale paolano, con quello che
si avvia a diventare un processo farsa se non verrà meno il censurabile
“modus operandi” di qualche noto avvocato dell’offesa.
E proprio a questi “Carneide” vogliamo rammendare l’inconsistenza del loro
percorso professionale, sottolineando che se qualche successo si è
registrato il merito esclusivo è del sindacato SLAI Cobas e non di chi per
circa un decennio ha remato contro nonostante i proclami e il millantato
credito.
E la storia continua, nella quasi generale indifferenza.
L’udienza di domani dovrebbe dare il “La” ad un procedimento penale
difficilmente comparabile nel nostro paese, e per numero di decessi e per
numero di ammalati, volendo trascurare il reato di truffa pur considerato
durante la fase istruttoria propedeutica all’ incidente probatorio.
La triste sequela di vittime Marlane potrebbe non aver fine, con buona pace
di coloro che invocano il silenzio in nome di un opinabile turismo già
compromesso in questa parte di Calabria.
La magistratura deve far luce anche sul destino degl’innumerevoli
finanziamenti pubblici erogati all’azienda praiese e alle eventuali
complicità politiche o d’altro genere che hanno consentito alla proprietà di
operare per anni nella quasi assoluta impunità.
Ma bisogna far presto, perché su molti ricorrenti incombe la mannaia della
prescrizione.
Gli errori procedurali non hanno consentito finora l’avvio della fase
dibattimentale e ciò non dovrebbe far dormire sonni tranquilli a chi ha
determinato le ulteriori lungaggini.
Domani sapremo anche se ci saranno ancora defezioni e legittimi impedimenti
tra le fila della difesa e se verrà incrementato ulteriormente il “generoso
parterre” dell’offesa. |
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26 ottobre da Inchiesta Operaia
Lettera di una operaia-mamma “invisibile” della Fiat Mirafiori
Una
operaia della Fiat ha scritto una lettera/cartello che è stata appesa alla
roulotte del Presidio organizzato dai lavoratori Fiat Mirafiori iscritti al
Cobas e all’USB presente ormai da un mese alla porta n.2 della Mirafiori.
Questo il testo:
CARI COLLEGHI
Da circa un anno non siamo più “le tute blu di Mirafiori”, ma siamo
diventati “gli invisibili”.
Non ci sentono, non ci vedono.
Ma ci siamo e respiriamo !
I padroni e i signori che ci governano ci hanno tolto tutto.
L’unica cosa che non sono riusciti a portarci via è la dignità e di quella
ne abbiamo da vendere (all’incontrario di loro).
Siamo persone umane, uomini e donne come loro, con lo stesso diritto al
lavoro e alla vita, con sogni, progetti e speranze …
Vorrei poter dare alle mie figlie la metà della metà di quello che hanno i
loro figli.
E questo basterebbe a farmi sentire ricca; ma per colpa loro non me lo posso
permettere nonostante i miei 33 anni di duro lavoro.
Il mese scorso ho fatto i conti, io mensilmente prendo oggi in euro quello
che 33 anni fa prendevo in lire.
E’ vergognoso !!!
L’unica differenza che c’è tra noi e loro è che noi ci guardiamo allo
specchio e non ci vergogniamo !
Vi voglio dire un’ultima cosa, alziamo la testa e andiamo avanti, non
abbiamo più niente da perdere.
Riprendiamoci quello che ci spetta …
Colleghi … CORAGGIO !!!
Ce la dobbiamo fare …
P.S.: MARCHIONNE SEI LA ROVINA E LA VERGOGNA DEL LAVORO ! |
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29 maggio da
accadeinsicilia@tiscali.it
- Blog in Italia. E' l'inizio della soluzione
finale?
Cari
amici,
purtroppo è accaduto il peggio. Per la prima volta in Italia e in Europa
una Corte d'Appello ha condannato l'autore di un normalissimo blog, qual
era "Accadeinsicilia", per stampa clandestina. Si tratta del secondo
giudizio di merito, che in questo momento, nel clima pesante che
l'Italia vive, può fare giurisprudenza e determinare la fine di una
libertà civile che è emblema della nostra epoca. Sono arrivati attestati
di sostegno dalla FNSI, da "Ossigeno per l'informazione" diretta da
Alberto Spampinato, da Sabina Guzzanti, da numerosi giornalisti e
blogger italiani. E di queste testimonianze si ringrazia sentitamente.
Oggi è uscito su "Il Fatto" edizione on Line, un articolo firmato di
Enzo Di Frenna, che sintetizza bene ciò che non è più un "rischio", ma
una realtà drammatica, che coinvolge circa 50mila blogger, dal 2 maggio
etichettati come fuorilegge. Il giornalista del "Fatto", nel prendere
atto che "in un polveroso palazzo di giustizia celebriamo la morte dei
blog" avanza delle proposte, che meritano di essere discusse con la
massima urgenza, perché non si arrivi all'irreparabile. Vi prego di fare
circolare questo intervento e di pubblicarlo nei vostri blog e giornali,
perché la discussione sia la più ampia possibile.
Un caro saluto e a presto.
l'articolo su ilFattoQuotidiano
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11 aprile:
Comunicato stampa dell’Associazione Nazionale di
Amicizia Italia - Cuba sulla sentenza di assoluzione del
terrorista Luis Posada Carriles
Il giorno
8 aprile scorso una giuria di El Paso in Texas ha assolto l'ex agente
della Cia e connotato terrorista anticastrista Luis Posada Carriles,
dove era accusato di spergiuro, ingresso illegale e violazione delle
leggi sull'immigrazione. Il processo di tre mesi per falsa testimonianza
ha mostrato che sia Posada che il governo statunitense sono dei
mentitori.
Il giudice
del caso non ha permesso ai giurati di vedere le prove che li avrebbero
persuasi a trovare colpevole Posada Carriles. Il giudice inoltre si è negato
ad ascoltare informazioni relative alle azioni delittuose commesse dal Bin
Laden dell’America Latina.
Ancora una
volta il Governo degli Stati Uniti quando si parla di Cuba, usa due pesi e
due misure nella lotta contro il terrorismo di cui si sono autonominati
paladini.
Gli USA si
arrogano il diritto di stilare una lista di paesi patrocinatori del
terrorismo, includendo Cuba, e poi assolvono un terrorista reo confesso come
Luis Posada Carriles, autore intellettuale dell’attentato che nel 1976 ha
causato la morte di 73 persone nell’esplosione di un aereo della compagnia
di volo cubana e finanziatore della serie di attentati che nel 1997 hanno
colpito La Habana e in uno di questi è morto il nostro connazionale Fabio Di
Celmo.
Il verdetto è
una vergogna, l’ennesima macchia sul sistema giudiziale di questo paese,
come lo furono le condanne di Sacco e Vanzetti e dei Rosemberg e di tanti
altri.
Per quanto ci
riguarda continueremo a denunciare le responsabilità del governo degli Stati
Uniti nel proteggere un terrorista assassino reo confesso come Luis Posada
Carriles, mentre Cinque cubani che hanno smascherato la doppia morale degli
USA nella lotta al terrorismo da 12 anni sono rinchiusi ingiustamente nelle
prigioni federali.
Segreteria Nazionale Associazione
Nazionale di Amicizia Italia-Cuba
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25 marzo da:
Officina Rebelde -
Siracusa
Sabato 26 Marzo 2011 - ore
18.00 - sede “federazione della sinistra” Viale Tica n.° 120, Siracusa
presentazione del
libro “Guerre solo ingiuste” di Carlo Ruta
Sarà
presente l’autore che esporrà i temi trattati nel
suo lavoro per aprire un confronto ed un ampio
dibattito tra i partecipanti.
Con il libro
“Guerre solo ingiuste”, uscito per i tipi di Mimesis
Eterotopie, Carlo Ruta pone una questione centrale
nell’era della globalizzazione. Non riguarda, in
astratto, i conflitti e la loro natura, le questioni
più o meno plausibili che essi sollevano, ma
l’analisi critica della teoria di Michael Walzer in
una sua opera ormai classica, “Guerra giusta e
ingiusta”. Una lettura critica da parte di un
intellettuale americano che ha come campo di
osservazione l’istituzionalizzazione delle logiche
di dominio di un Paese democratico come l’America...
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16 marzo da:
A NAPOLI LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO: MARLANE LA FABBRICA DEI
VELENI
LIBRERIA PERDITEMPO -
PIAZZA DANTE - ABATO 26 MARZO ORE 19,30
SARANNO PRESENTI
FRANCESCO CIRILLO E LUIGI PACCHIANO - PROIEZIONE
VIDEO-INCHIESTA SULLA MARLANE
Come al solito i libri di Francesco Cirillo sono libri
che fanno male. Questo sulla Marlane di Praia a Mare,
l’ultimo suo lavoro fa davvero malissimo. Ci squarcia un
velo di verità che avremmo preferito non conoscere. Una
fabbrica dentro il nostro territorio che invece di
produrre, benessere, lavoro, tranquillità, ha prodotto
una serie ...di
morti, sofferenze, dolore. 117 operai morti di tumore,
accertati dalla Procura di Paola, almeno altri cento
ancora non accertati ma in via di accertamento. Una
strage, silenziosa, che Cirillo racconta quasi giorno
dopo giorno, in un periodo di tempo lungo oltre dieci
anni. Cirillo come un cane segugio , insieme ad un
manipolo di operai, coraggiosi e temerari, fra i quali
Luigi Pacchiano coautore del libro, hanno seguito le
tracce dei veleni, hanno interrogato operai malati di
tumore, hanno fotografato luoghi tenuti segreti, ma che
poi sono venuti alla luce grazie agli articoli usciti
sulla stampa, alle “Iene” venute da Roma con Alessandro
Sortino, grazie alle piccole mobilitazioni che gli
operai sono riusciti a fare per attirare l’attenzione su
quanto stava succedendo in quel pezzo di territorio
praiese. Una storia che fa male e che Francesco Cirillo,
così come ha fatto con le navi dei veleni tenute
nascoste ha tirato fuori con il suo solito modo di
scrivere diretto, preciso, che punta al cuore.
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10 marzo
Comunicato
stampa del Pcl
NON CI FAREMO INTIMIDIRE
DALL'ESPOSTO DEL PDL
L'annuncio di “esposto” alla
magistratura da parte dei massimi dirigenti del PDL piemontese
contro la mia persona e il PCL per la campagna “Fare in Italia come
in Tunisia e in Egitto”, non ci farà arretrare di un solo
millimetro. L'accusa di “istigazione “ alla rivolta contro
Berlusconi- che i signori Ghigo e Ghiglia mi rivolgono – è mal
posta. Il primo “istigatore” alla sollevazione popolare è infatti
Berlusconi e il suo governo. Un Sultanato che domina un Parlamento
di nominati, che si regge sulla corruzione e la menzogna, che
attacca gli stessi equilibri costituzionali, che vanta un Ministro
come Bossi che addirittura evoca “ le armi lombarde”, è il vero
seminatore di rivolta. Il governo Tambroni nel 1960 fu rovesciato
per molto meno. Lo scandalo vero non sta nel nostro appello a
rovesciare il governo, ma nella paralisi impotente delle
“opposizioni” parlamentari. In ogni caso il PCL andrà avanti nella
sua campagna di massa per “una grande marcia nazionale su Palazzo
Chigi che imponga a Berlusconi le dimissioni”. Tutti i nostri
candidati sindaci, a partire da Torino, Milano, Bologna, Napoli,
Cagliari, saranno megafono pubblico di questa campagna. Se questo è
“reato”, ne rivendico la responsabilità. E mi auguro che tutte le
sinistre facciano altrettanto.
Marco Ferrando
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22 gennaio da:
Milko Sorini e Otello Sartorio
Lettera aperta a Silvio
Berlusconi
“Egregio” Cavaliere Silvio,
molto probabilmente lei non leggerà mai questa nostra lettera,
semplicemente per il fatto che noi non siamo nessuno e lei è troppo
impegnato a fare altro.
In questi gironi si sono ascoltate tante cose su di lei.
Più o meno, tutti i suoi critici hanno detto ciò che comunque si
poteva dire: da qualsiasi angolazione la si voglia prendere, la
faccenda è umanamente vergognosa!
Dal nostro punto di vista, come lavoratori (portalettere a Lodi) le
diciamo solo che dovrebbe vergognarsi assieme a tutti quei suoi
amici che fingono di occuparsi di crisi, povertà e cassintegrati,
mentre poi bruciano quantità di denaro nei festini di Arcore.
Se potessimo decidere noi vi faremmo provare il rovescio delle
sensazioni: vi metteremmo immediatamente in cassa integrazione a 800
euro al mese con figli a carico e nel caso protestaste, vi
riserveremmo l’accoglienza offerta ai pastori sardi!
Ma questa benedetta “nipote” di Mubarak possiede qualche particolare
privilegio rispetto a coloro che perdono il lavoro? A quale citofono
possono suonare i cassintegrati per ricevere aiuto? Ma le pare
credibile che in feste di quel tipo lei faccia beneficenza?
Ma lo sa che se volesse fare della beneficenza vi sono migliaia di
luoghi come Rosarno dove veramente ci sarebbe bisogno di aiuto?
Le sembra così insensato il nostro ragionamento?
Abbiamo sentito addirittura di psicologi che si sono occupati del
suo profilo psicologico; sicuramente lei rappresenta un soggetto
alquanto interessante per la ricerca psicologica, ma vorremmo
dirglielo senza mezze misure: di lei non se ne devono occupare gli
psicologi ma il tribunale. Sorini
Milko
Sartorio Otello
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2012 2010
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