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notizie
2011-2012 |
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26 agosto - Lo sciopero dei minatori sudafricani di Marikana si estende
ad altre miniere
La lotta può essere contagiosa. Malgrado le sofferenze, le privazioni e
talvolta, come in questo caso, il sangue che bisogna versare, può
allargarsi. E più si estende più diventa possibile strappare una
vittoria.
Il massacro di 34 minatori sudafricani lo scorso 16 agosto (ed il
ferimento di altri 78) non è bastato a far recedere i minatori della
Lonmin di Marikana dai loro propositi: continuano lo sciopero nonostante
le minacce di licenziamento della compagnia britannica ed il rischio,
ormai più che reale, di mettere a repentaglio la propria vita. Vogliono
un aumento dello stipendio: dai circa 400€ attuali ai circa 960€.
Lottano per migliori condizioni di lavoro.
Le stesse rivendicazioni sono state fatte proprie dai minatori di altre
due compagnie che operano in Sud Africa. 600 lavoratori della Royal
Bafokeng hanno incrociato le braccia chiedendo aumenti pari a quelli che
vogliono i colleghi a Marikana. E, secondo quanto riferito da fonti
della compagnia AngloAmerican Platinum Ltd, lo stesso hanno fatto i
trivellatori del sito di Thembelani.
Imprese transnazionali e governo sudafricano sentono eccome le
pressioni. Cominciano a temere di dover cedere.
clash city workers
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24 agosto - Gli operai dell'ALCOA continuano la lotta contro la chiusura
della fabbrica
Due giorni fa in centinaia sono riusciti a bloccare per alcune ore il
traffico aereo all'aeroporto di Cagliari. Stamattina avevano deciso di
bloccare l'imbarco e lo sbarco di auto e passeggeri presso il porto di
Cagliari. Ma hanno trovato uno spiegamento di forze dell'ordine mandato
lì col compito di impedire la protesta.
Gli operai dell'ALCOA stanno cercando di mantenere viva l'attenzione sul
loro caso, dando vita ad azioni dall'alto impatto mediatico, per cercare
di impedire la chiusura dell'unico stabilimento italiano dedito alla
produzione di alluminio, prevista per i primi di settembre. La
situazione si è complicata da quando sono fallite le trattative per
l'acquisto della società da parte del gruppo tedesco Aurelius. Ora i
lavoratori devono sperare in qualche nuovo compratore.
Nel frattempo i sindacati cercano di non perdere il controllo della
protesta, dovendo però ammettere abbastanza placidamente le difficoltà
che stanno incontrando. In un accorato appello alle istituzioni, i
sindacalisti hanno affermato quanto segue:
“Non siamo più in grado di mantenere la situazione sotto controllo. Gli
animi sono esasperati, basta una scintilla per far saltare tutto. Ogni
momento è buono per tornare in piazza. Finora siamo riusciti a
coordinare tutte le iniziative di protesta, ma i lavoratori non ce la
fanno più: è come una pentola a pressione pronta ad esplodere”.
Che poi significa dire: dateci qualche briciola da offrire in pasto ai
lavoratori, altrimenti non garantiamo di mantenere i livelli di protesta
'civile' che avete visto fino ad ora. Una volta di più il sindacato
mostra di essere più strumento di controllo della forza lavoro che mezzo
per la difesa degli interessi economici di coloro che dovrebbe
rappresentare.
clash city workers
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8 agosto - “Pubblicità ingannevole”: l’Aduc contro l’8 per mille
La pubblicità dell’”8 per Mille” che la Chiesa Cattolica fa è
ingannevole. E’ quanto sostiene l’Aduc, l’associazione dei consumatori,
che ha inoltrato nei giorni scorsi un esposto all’Autorità garante della
concorrenza e del mercato.
L’ Aduc sostiene che, contrariamente a quello che viene veicolato
attraverso lo spot della Cei, soltanto una minima parte delle somme
ricevute vengono impiegate in “attività caritatevoli”. “Per il 2012 –
sostiene l’Aduc – le somme stanziate per opere caritatevoli sono pari ad
€ 255.000.000 a fronte di uno stanziamento complessivo pari ad €
1.148.076.594,08. In sostanza solamente il 22,2 % (meno di un quarto)
delle somme derivanti dall’otto per mille dell’IRE (ex Irpef) per l’anno
2012 verrà destinato a quanto illustrato dagli spot. Il resto, come
specificato nella rendicontazione, verrà destinato ad altri scopi in
conformità a quanto previsto dalla legge n. 222/85”. Ciò è sufficiente a
sviare il contribuente che in questo modo non riesce a farsi un quadro
chiaro della destinazione complessiva delle sue donazioni.
L’associazione dei consumatori chiede di valutare gli estremi della
pubblicità ingannevole e, comunque, di sospendere la trasmissione dello
spot.
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22 luglio - L'Aquila, Obama non versa i soldi promessi
Poca risonanza nella grande stampa alla denuncia del sindaco di
L’Aquila, Cialente, intervistato da Radio 24 a proposito della
destinazione dei fondi raccolti per il terremoto del 2009.
Alcune promesse – ha sottolineato Cialente – sono state mantenute: è il
caso, ad esempio, della Russia, che ha finanziato la ricostruzione del
palazzo Ardinghelli e di un altro edificio per un importo di sei milioni
di euri, del Kazakistan, che ha subito inviato il suo ambasciatore con
un contributo di un milione e settecentomila euri, del Giappone,
intervenuto generosamente per costruire l’Auditorium e ora impegnato
anche per il Palazzetto dello Sport.
Cialente ha voluto evidenziare che non un centesimo, invece, è arrivato
da Stati Uniti e Gran Bretagna.
“Con Obama (recatosi a L’Aquila dopo il cataclisma e ripreso fra le
macerie da tutte le televisioni, ndr) parlai cinque minuti, mi assicurò
che avrebbe pensato alle università, ai giovani studenti – ha spiegato
il primo cittadino della capitale abruzzese – Non hanno fatto niente,
alla conta finale i soldi non sono mai arrivati”. Nemmeno i quattro
milioni e mezzo di dollari esplicitamente promessi dal Presidente
americano per la ricostruzione della chiesa di Santa Maria Paganica.
Quanto alla Gran Bretagna, per la verità, non si può nemmeno parlare di
impegni non mantenuti:
“Il governo britannico – ha chiarito Cialente – non si è mai impegnato
alla destinazione di fondi pubblici per la ricostruzione dell’Aquila”.
(Aldo Braccio)
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22 luglio - Proteste di massa contro l’austerità nelle strade
spagnole
Libération, 20.07, Gli
spagnoli manifestano la loro esasperazione contro l’austerità
Wsj, 20.07, Le preoccupazioni
spagnole alimentano timori globali
Handelsblatt 19.07, Risparmi
in Spagna – Le masse di Madrid nelle strade
●
Il governo
spagnolo di Rajoy ha approvato una mozione parlamentare che definisce la
“violenza urbana” un crimine specifico che consente alla polizia la
detenzione preventiva di sospetti prima di essere incriminati.
-
Alle proteste hanno aderito i
lavoratori del PI, che nel 2010 avevano avuto una riduzione salariale del 5%
(RT parla di perdite salariali tra il 10 e il 15%), poi il congelamento ed
ora l’eliminazione della 13a, equivalente dal 3,5% al 7% del
salario annuale; bloccate le principali vie di Madrid; le azioni sono state
organizzate e coordinate tramite mail, spontaneamente.
-
La protesta ha raccolto i gruppi
più disparati, e visto l’appoggio degli “Indignados” ai lavoratori del PI.
Scontri
tra manifestanti e polizia a Madrid, Puerta del Sol, e a Barcellona. La
polizia ha usato sfollagenti e proiettili di gomma. Secondo alcune agenzie
stampa a Madrid gli arresti stati 15 e circa 40 i feriti, tra cui 10
poliziotti.
-
Quasi tutti i settori hanno partecipato ad un’enorme
manifestazione (centomila), giovedì sera a
Madrid,
contro le misure d’austerità
varate come contropartita al salvataggio (€100MD) delle banche spagnole.
Oltre 1 milione di manifestanti complessivamente in 80 città
spagnole.
o
Una marea umana, contro
l’aumento dell’IVA (dal 18% al 21%, con entrate calcolare di €22MD entro
il 2014),
o
e tagli al bilancio che
colpiscono PI (2,5 milioni di dipendenti) e disoccupati (attorno al
25%, oltre 5,6),
con riduzione del sussidio di disoccupazione per i nuovi disoccupati, dopo
sei mesi di disoccupazione. Tagli per ulteriori €65MD, dopo i
precedenti tagli da €27,3 MD già varati nel 2012.
o
Obiettivo ridurre il deficit di
bilancio spagnolo dall’8,9% del 2011 al 2,8% nel 2014. L’opposizione ha
votato unita contro.
(Feliciano
Tisera e Clare Kane) |
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5 luglio - Freedom Flotilla: partita barca francese
Eludendo divieto Grecia,
unica unità riuscita a lasciare il paese.
Una nave francese della Flottiglia 2, la ''Dignite' Al-Karama'', é riuscita
a uscire dalle acque territoriali greche, diretta verso Gaza. ''La nave non
era al Pireo, non é stata registrata tra quelle della Flottiglia ed é così
riuscita a ingannare le autorità greche", ha riferito un portavoce. E' una
barca di 19 metri con a bordo otto persone, tra cui il leader di estrema
sinistra francese Olivier Besancenot. E' l'unica nave della flottiglia ad
essere riuscita a lasciare la Grecia. |
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30 giugno - Il
provvedimento contro il compagno iraniano Sanan Ashrafi
è stato revocato,
grazie alla grossa solidarietà espressa in tutto il mondo. Il
Governo svedese riesaminerà la sua domanda di asilo politico. |
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15 febbraio - Giappone . A Tokio il
livello di radiazioni è 21 volte superiore al normale
Il livello di radiazioni nella città di Tokyo è ora di
21 volte più del normale ma le autorità continuano ad affermare che non ci
sono pericoli per la salute.
La vita a Tokyo
sembra scorrere come sempre con i negozi, ristoranti ed uffici aperti ma c’è
molta meno gente in strada. Oggi il livello delle radiazioni ha registrato
un’impennata rispetto ai livelli normali, nocivo per la salute, e questo
comincia a preoccupare seriamente gli abitanti. Coloro che devono recarsi in
città vengono invitati a non raggiungerla se non per necessità assoluta.
Secondo il governo metropolitano di Tokyo, nel distretto centrale di
Shinjuku sarebbe stato rilevato un livello di radiazioni superiore di 21
volte la soglia normale, ma le autorità cittadine continuano a dire che
questo non è un livello pericoloso per la salute, mentre alle porte della
capitale la situazione è abbastanza preoccupante: nella prefettura di
Ibaraki, a nordest di Tokyo e confinante con l'area martoriata di Fukushima,
le radiazioni hanno raggiunto un livello pari a circa 100 volte quello
ordinario. E cresce così la paura, mentre qualcuno inizia già ad avvertire
possibili reazioni fisiche da contaminazione.
Il premier
nipponico Naoto Kan ha annunciato in televisione che l'esplosione di
stanotte (le 6 del mattino locali) in un altro reattore di Fukushima ha
provocato una fuoriuscita radioattiva che ha fatto salire il livello ben
oltre la norma a livello nocivo, e chiede agli abitanti nel raggio di 30km
di rimanere chiusi in casa. Ma il terrore si sta diffondendo in tutta la
nazione nonostante le autorità dichiarino che il livello delle radiazioni
non sia dannoso per l'uomo. Le radiazioni nella sala di controllo della
centrale di Fukushima sono ormai troppo elevate perche" gli esperti della
Tepco vi possano lavorare riferisce l"agenzia Kyodo. I tecnici hanno dunque
abbandonato la centrale. |
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18 febbraio -
Rifinanziata la missione militare per
continuare la guerra
Ieri sera
il Senato ha dato il via libera definitiva all'ennesimo rifinanziamento
semestrale della missione italiana di guerra in Afghanistan.
Per i 181 giorni di campagna militare che vanno dal 1° gennaio al 30 giugno
2011, è prevista una spesa complessiva di oltre 410 milioni di euro, vale a
dire più di 68 milioni al mese (2,26 milioni al giorno).
Solo i nove senatori dell'Idv presenti hanno votato contro il decreto:
Felice Belisario, Giuseppe Caforio, Giuliana Carlino, Aniello Di Nardo, Elio
Lannutti, Luigi Li Gotti, Alfonso Mascitelli, Francesco Pardi e Stefano
Pedica.
In dissenso dal Pd, che ha votato compatto il rifinanziamento della
missione, non hanno partecipato al voto i senatori radicali del gruppo Pd
Marco Perduca e Donatella Poretti.
Con l'invio di nuovi rinforzi, nei prossimi mesi il contingente italiano sul
fronte afgano arriverà a contare 4.350 uomini, 883 mezzi terrestri (tra
blindati leggeri e pesanti, carri armati, camion e ruspe) e 34 velivoli (tra
caccia-bombardieri, elicotteri da combattimento e da trasporto e droni).
In nove anni e mezzo (compreso quindi il rifinanziamento attualmente in
esame), questa inutile campagna militare ha risucchiato dalle esangui casse
dello Stato più di 3 miliardi di euro. (Peacereporter) |
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7 gennaio -
Disoccupazione ai massimi storici. Un
giovane su tre è senza lavoro
E’ questa
l’impietosa fotografia scattata oggi dall’Istat. L’Istituto di statistica,
nella stima provvisoria, conferma infatti che il tasso di disoccupazione
italiano a novembre resta “sostanzialmente stabile” all'8,7 per cento
rispetto al mese precedente, ma cresce di 0,4 punti percentuali nel
confronto con lo stesso mese del 2009. Cresce ancora, invece, il tasso di
disoccupazione giovanile, che tocca il record dal 2004, cioè dall'inizio
delle serie storiche. A novembre, stima l’Istituto, sale infatti al 28,9 per
cento con un aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre e di 2,4
punti percentuali nel confronto con novembre 2009. |
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2010
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