Il drammatico assassinio a Firenze
di due lavoratori senegalesi e del ferimento di
altri tre connazionali per mano di un cinquantenne
fascista legato a Casapound ha riportato alla
cronaca il tema del razzismo. Un fenomeno di cui si
parla solo in occasione di fatti gravissimi, in un
coro unanime di condanna da parte dei politici. Ma
chi ora si straccia le vesti davanti alle telecamere
ha davvero la coscienza pulita? Omicidi, pestaggi e
molteplici forme più celate di razzismo quotidiano
non sono che il frutto di una propaganda politica
serrata che per anni ha utilizzato la figura
dell'immigrato come capro espiatorio su cui deviare
il malcontento popolare. E così via con la lunga
fila di menzogne di cui i partiti, come la Lega
Nord, si riempiono la bocca come “gli immigrati
rubano il lavoro agli italiani”, “rubano le case
popolari”, “i loro figli rubano i posti ai bambini
italiani negli asili nido pubblici” e via dicendo.
Ma la Lega Nord non è certo l'unico partito
colpevole di scatenare guerre tra poveri o di
affermare che è necessario sparare sui gommoni
affollati dagli immigrati in fuga da paesi poveri o
in un guerra. Ricordiamo che nel corteo che a Torino
è sfociato nell'incendio di un campo rom c'erano in
prima fila esponenti del Partito Democratico, sempre
pronti a cavalcare l'onda della paura. Lo stesso PD
non ha mai denunciato la disumane condizioni in cui
versano gli immigrati nei Cie (centri di
identificazione ed espulsione) e non si è certo
opposto a leggi criminali come la Bossi Fini o il
Pacchetto Sicurezza di Maroni che ha istituito il
reato di clandestinità. Non ci stupiamo, se pensiamo
che la stessa Bossi Fini non è altro che figlia
della precedente Turco Napolitano.
Non è infatti un caso che anche molte giunte di
“centro sinistra” abbiano fatto della sicurezza un
loro cavallo di battaglia come a Torino, Bologna,
Padova e Firenze.
A Firenze un anno fa, in occasione del 10 febbraio,
il Presidente del Consiglio Comunale Eugenio Giani
(PD) marciava insieme a Casapound, Azione Giovani e
altre formazioni neofasciste.
Lo stesso accade a Padova quando il sindaco Zanonato
concede numerosi spazi ai fascisti di Casapound e
partecipa in prima persona anche ai loro dibattiti.
Sono gli stessi esponenti che blaterano di
“integrazione”, ma che poi avvalorano e fomentano a
fini elettorali quella propaganda che associa
immigrazione e criminalità e che tratta i cosiddetti
“clandestini” in termini di “emergenza” e
“invasione”.
In realtà, gli immigrati servono ai padroni come
serbatoio di manodopera di riserva, sfruttabile e
ricattabile ancor più dei lavoratori nostrani.
Soprattutto oggi, nella fase di crisi profonda del
sistema capitalista, la classe dominante cerca di
scagliare la rabbia e la frustrazione delle masse
sempre più impoverite contro gli immigrati,
fomentando la mobilitazione reazionaria per uscirne
sempre “pulita”. Dobbiamo ribaltare questo
meccanismo, smascherando i veri nemici dei
lavoratori, dei pensionati e dei giovani e unendoci
a tutti gli sfruttati, italiani e immigrati, contro
chi ha determinato la crisi: la borghesia
imperialista e la sua rappresentanza politica al
potere.
Non facciamoci quindi incantare dalle belle parole
di circostanza, ma lottiamo uniti contro la
detenzione nei Cie e contro ogni forma di razzismo
quotidianamente, a scuola, nei luoghi di lavoro, nei
quartieri.