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Strage di Viareggio: Il ferroviere Riccardo Antonini, diffidato,
sospeso dal lavoro, viene ora licenziato
Alla fine Riccardo Antonini è
stato licenziato. La formula di circostanza della “perdita del
rapporto di fiducia” usata da FS allude a quanto già sostenuto nella
diffida e nella sospensione dal lavoro di dieci giorni ossia un
presunto conflitto di interessi fra la status di dipendente delle
ferrovie e tecnico di parte nel processo dell’incidente di Viareggio
in cui FS sono imputate.
Un imbavagliamento per tutti i
ferrovieri che vengono impediti ad esprimere un contributo
d’esperienza negli accadimenti ferroviari. E’ altresì scandaloso che
il consulente di parte possa brigare, mentire, distorcere: il
giudice si avvale proprio del contraddittorio fra le parti per
valutare le argomentazioni messe sul tavolo.
“La fedeltà aziendale” prevista
dai contratti nazionali non può essere un ostacolo all’interesse
pubblico e alla verità. Un altro ferroviere, anch’egli consulente
tecnico, si era dimesso dall’incarico dopo la diffida.
Altri casi che tutti conoscono
tra i molti ferrovieri sanzionati, il secondo licenziamento del
macchinista Dante de Angelis, poi reintegrato dal giudice, a
proposito dello spezzamento del treno ETR 500, oppure i ferrovieri
che collaborarono alla trasmissione televisiva Report.
A Riccardo Antonini è stato
contestato un conflitto di interesse con FS. Non è forse tale
l’azione di un imputato (le FS) che impedisce alle parti avverse di
esprimersi (avvalersi della competenza di lavoratori delle ferrovie)
in forza dell’esercizio del potere gerarchico aziendale? Si vuole
impedire ai ferrovieri di esprimere il loro punto di vista, così
come si è nei fatti impedito agli operai di Mirafiori di votare gli
aut-aut di Marchionne, così come si obbligano i giovani ad accettare
lavori precari e sottopagati.
Scopriamo inoltre in questi
giorni che uno dei periti del GIP che indaga sulla strage di
Viareggio ha contratti di lavoro con FS. Sulla base delle perizie,
Il GIP sta per convalidare la versione FS circa lo squarciamento del
carro cisterna ribaltato da parte, non già di picchetti di rotaia
piantati in verticale la cui rimozione era stata decretata da tempo,
ma di un elemento strutturale dello scambio di stazione (disteso,
liscio e sporgente dalla rotaia meno di quanto sia lo spessore
dell’involucro tagliato della cisterna) che, come tale, non può
essere imputabile ad alcuno.
A completamento del teorema che
conclude il licenziamento, a Riccardo Antonini viene cucito addosso
il vestito dell’agitatore che avrebbe inveito improperi a Mauro
Moretti in occasione del convegno a Genova sulla sicurezza delle
ferrovie, lo certificano tra tutti i presenti solo alcuni
dell’entourage che fa da guardia del corpo dell’amministratore
delegato.
Un
provvedimento disciplinare ed un licenziamento puramente
strumentali.
Una arroganza padronale che colpisce non solo un lavoratore ma anche
i parenti ed amici dei morti di Viareggio.
CHIEDIAMO CON FORZA IL RITIRO DEL LICENZIAMENTO A RICCARDO ED
ESIGIAMO INSIEME ALLE ASSOCIAZIONI DEI FAMILIARI I “VERITÀ E
GIUSTIZIA PER VIAREGGIO”.
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8 novembre 2011 |