Dino Erba

 

Nascita e morte di un partito rivoluzionario.
Il Partito Comunista Internazionalista (1943-1952)

 

All’Insegna del Gatto Rosso, Milano, 2012.

Pagine 300. € 20, comprese le spese di spedizione.

 

Richiedere a: dinoerba@libero.it

 

Quando, nel luglio 1943, gli Alleati iniziarono la lentissima occupazione dell’Italia – che richiese quasi due anni –, il Paese si presentò ai loro occhi come un possibile «laboratorio» politico, per sperimentare soluzioni, che poi avrebbero potuto essere applicate in altri Paesi. Da parte sua, la classe dirigente americana, che già guardava al dopoguerra, cercò soluzioni che favorissero il decollo dell’Italia verso una piena maturità capitalistica, con caratteristiche che fossero complementari a quelle degli Usa.
Ed è in questo contesto socialmente mutante che si inserì l’azione del Partito Comunista Internazionalista. Un partito che aveva ancora un forte legame con gli anni rossi 1919-1920, grazie al rapporto con un proletariato che, nel suo insieme, non aveva mai abbandonato la prospettiva della rivoluzione socialista. Durante il Ventennio, la carota della legislazione sociale fascista non aveva lenito il bastone del dispotismo padronale che, con l’appoggio del Regime, regnava nelle fabbriche e, ancor più, nelle campagne.
Negli anni del primo dopoguerra, in un clima di forti tensioni sociali, il Partito Comunista Internazionalista fu l’unico partito che difese gli interessi degli operai, dei braccianti e dei contadini che, dopo gli orrori della guerra, aspiravano a una vita migliore.
La storia del Partito Comunista Internazionalista rappresenta un filo conduttore per ripercorre le varie fasi di una feroce normalizzazione capitalista, in cui la presenza di proletari sovversivi costituiva una variabile più che prevedibile per la borghesia, e come tale fu affrontata: prima fu inibita dalla politica nazionalpopolare del Pci di Togliatti, poi fu repressa dallo Stato, quindi fu disgregata dal grande flusso migratorio e infine fu assorbita nel boom economico, indotto dal Piano Marshall.
Questi passaggi furono tutt’altro che lineari e pacifici; essi dettero adito a momenti di resistenza e di lotta, che spesso trovarono un punto di riferimento nel Partito Comunista Internazionalista.
Al tempo stesso, la storia del Partito Comunista Internazionalista mostra come il filo rosso della sovversione non possa essere spezzato: ancor oggi esso continua a dipanarsi, sottotraccia, tra i pori di una società che, malgrado i suoi splendori, corre verso il baratro.
Il Partito Comunista Internazionalista nacque nell’Italia del Nord verso la fine del 1942, per iniziativa di alcuni militanti della Sinistra comunista, che si richiamavano all’indirizzo originario del Partito Comunista d’Italia.
Durante la Resistenza, il Partito Comunista Internazionalista fu in aperto contrasto con la politica di unità nazionale, sostenuta da Palmiro Togliatti.
Dopo la Liberazione, si unirono al Partito altre formazioni marxiste rivoluzionarie, che si erano costituite nell’Italia Centro-Meridionale. In breve tempo, sorsero sezioni nelle principali città italiane, coprendo buona parte del territorio nazionale. E si formò quello che si può definire un piccolo partito comunista «di massa».
I comunisti internazionalisti erano presenti in molte grandi fabbriche, dove animarono una tendenza sindacale in opposizione alla linea di Giuseppe Di Vittorio, che faceva ricadere i costi della ricostruzione nazionale sulle spalle degli operai. Nelle campagne, soprattutto in Calabria e in Puglia, gli internazionalisti parteciparono al movimento dei braccianti e dei contadini. In tutte le lotte, furono in prima fila contro la reazione padronale, contro la violenza statale e contro i compromessi dei nazional-comunisti.
Ma, come si precisava, più che dagli attacchi dei nemici di classe, la loro sconfitta fu segnata dalla profonda trasformazione che il Piano Marshall produsse nella società italiana e, di conseguenza, nella composizione del proletariato.

 

Roberto Quaglia

IL MITO DELL'11 SETTEMBRE
E L'OPZIONE DOTTOR STRANAMORE

per richieste  seguire le indicazioni sul sito www.ponsinmor.info

La misteriosa uccisione (?) di Osama bin Laden riporta all’attenzione delle coscienze un incubo incombente da dieci anni. I misteri di questa vicenda si infittiscono, mentre più complessi e spregiudicati diventano gli usi e abusi della manipolazione mediatica volta al controllo delle grandi masse insorgenti in un mondo in crisi e soprattutto all’accettazione delle nuove guerre «buone», «umanitarie»…

A 10 anni di distanza, l’attentato alle Torri Gemelle resta ancora un enigma che attende una soluzione ufficiale ragionevolmente plausibile, mentre sembra che la logica e il senso critico debbano cedere al mito e all’irrazionale. Anche per questo motivo, questo libro, nella sua seconda edizione aggiornata, resta uno strumento critico indispensabile da cui partire per mettere a fuoco i misteri di quel tragico evento che, a ragione, ha cambiato il corso della storia.

Molti lettori ci hanno comunicato, dopo averlo letto, che queste pagine affascinanti hanno cambiato anche la loro vita, educandoli a diffidare e dubitare.

Il libro è apparso recentemente in traduzione rumena e inglese, ma molti lettori italiani attendono ancora di leggerlo!

 

 

DANTE LEPORE

Decadenza del capitalismo e regressione sociale.

In Appendice:

LOREN GOLDNER

L’immensa sorpresa di ottobre. Un collasso del mondo capitalista.


Il libro (252 pag., con grafici e illustrazioni) può essere richiesto

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o Tel e fax 011 9606374

effettuando una sottoscrizione minima

di 15 + 2,5 € per spedizione postale

Sulla base degli indicatori economici e sociali propri del metodo materialista, che entrambi gli autori utilizzano, il libro svolge un'analisi della condizione e delle tendenze in corso del modo di produzione capitalistico nel mondo, da cui già emerge, con stupefacente velocità, una precisa determinazione dell'attuale insorgenza sociale sia nel Nord Africa e in Medio Oriente che altrove nel capitalismo megalopolizzato, destinata a rivolgimenti politici e a possibilità inedite per l’uscita dell’umanità dal sistema sociale fondato sulla divisione in classi.

INDICE:

GEMEINWESEN O GEMEINSCHAFT?

DECADENZA DEL CAPITALISMO E REGRESSIONE SOCIALE

(di DANTE LEPORE)

PREMESSA

INTRODUZIONE: CRISI E DECADENZA

1. L’«urbanizzazione del mondo»

2. Le nuove coordinate della «guerra tra la gente»

3. La crisi del capitalismo globalizza la questione agraria: «mai la merce sfamerà l’uomo»

4. Karl Marx: dialettica e alienazione nella crisi della forma «valore»

5. Lo specchio del capitale: l’economia del debito

6. Capitale fittizio, speculazione e «orgia del debito pubblico»

7. Dietro la maschera irenica della superpotenza USA (sul Vertice di Washington, 12-13 aprile 2010) 

8. Quando anche i ricchi piangono: ribellarsi è giusto…ma per chi?

9. Un lato positivo della crisi: la rapida obsolescenza dei miti.

10. Crisi sistemica e fibrillazione della forma «valore»

11. Epilogo: Un nemico che non cerca visibilità ma si nasconde.

 

L’IMMENSA SORPRESA DI OTTOBRE . UN COLLASSO DEL MONDO CAPITALISTA

(di LOREN GOLDNER)

I Un capitalismo in avanzata fase di declino

II Il capitale arretra a spirale per risolvere le sue crisi

III Bilancio di tre decenni di «Washington Consensus»

IV I sostenitori teorici del mitico Ponzi tramano nella storia

V Decadenza di un modo di produzione

VI Il capitale abbandona lo sviluppo umano per conservarsi

VII Forma e contenuto di una transizione fuori dal capitalismo

VIII Sguardo un avanti: l’occasione più grande per la Working class mondiale dal 1917-21

 

 mostra fotografica


“TESTA per DENTE”
CRIMINI FASCISTI IN JUGOSLAVIA 1941/1945

 

IMMAGINI, DOCUMENTI, LETTERE DAI TERRITORI OCCUPATI
e dai campi di deportazione italiani per civili slavi


scelti e presentati da Pol Vice
grazie ai contributi di Claudia Cernigoi, Alessandra Kersevan, Sandi Volk, Coord. Naz. per la Jugoslavia ONLUS, Giancarlo Feriotti e altri.

Scopo della mostra è di fornire  uno strumento didattico e culturale che serva da stimolo per colmare un grave “vuoto” di in-formazione nella  memoria storica collettiva, soprattutto quella dei nostri giovani. Pur essendo note da tempo presso gli studiosi più attenti, le verità sulle tragiche vicende che hanno accompagnato e seguito le avventure imperialiste del fascismo italiano (in particolare quelle verso la sponda orientale dell'Adriatico) sembrano essere state rimosse (per non dire censurate) da parte degli organi più o meno “ufficiali” di informazione e di divulgazione, praticamente dal dopoguerra fino ad oggi.

Gli autori, impegnati da diversi anni in approfondite  ricerche su questi argomenti, sono convinti che sia quanto mai necessario e urgente provvedere a risvegliare e a far ri-crescere nella società civile italiana (e non solo) la coscienza che i valori della Resistenza antifascista (al di là della retorica ufficiale) non sono mai stati realmente e coerentemente perseguiti dalla classe di governo della nostra Repubblica – a partire dai mancati processi ai criminali di guerra -. La storia recente infatti ha visto non l’affermarsi in Italia di una democrazia sostanziale, ma l’occupazione dello Stato da parte di diversi “blocchi di potere”: da quello “democristiano”, a quello “massonico” (prima deviato e golpista, poi normalizzato con l’attuazione del «piano di rinascita democratica»), fino all’attuale gestione bipartisan e neocorporativa della crisi generale di accumulazione capitalista, con segnali di degenerazione sempre più evidenti.

Sarà bene precisare che nella mostra non c'è nulla che possa essere paragonato a una “fiction”. Il forte impatto emotivo di alcuni contenuti è legato esclusivamente alla loro funzione documentaria. Le immagini e gran parte dei testi sono tratti da pubblicazioni e documenti originali dell'epoca (cfr. elenco delle fonti e bibliografia completa). Senza pretendere una completezza e una profondità di analisi impossibili da ottenere con un tale mezzo divulgativo, la cura nella ricerca e nella scelta del materiale è tale da non temere critiche fondate sul piano storico e metodologico

(a cura di Pol Vice)

E' in distribuzione il CD della mostra "TESTA per DENTE" crimini fascisti in Jugoslavia 1941-1945, con i file .PDF, gli allegati e altro.

Sarà inviato per posta a chiunque ne faccia richiesta dietro versamento di un contributo di 20 euro, in uno dei due modi seguenti:

- inviando (via fax, posta o email) copia della ricevuta del versamento nel  c.c.p. n° 16641334 intestato a
Edizioni Kappa Vu, via Zugliano 42, 33100 Udine
tel / fax 0432530540 - info@kappavu.it  / www.kappavu.it

- oppure con bonifico in
CONTO BANCOPOSTA n. 88411681 intestato a JUGOCOORD ONLUS, Roma
IBAN:  IT 40 U 07601 03200 000088411681
causale TESTA PER DENTE - per informazioni: jugocoord@tiscali.it

   

Ottobre 1917 - Wall Street 1929

La Sinistra Comunista italiana tra Bolscevismo
e Radicalismo: la tendenza di Michele Pappalardi

di Dino Erba
 

All’inizio degli anni Venti, sorsero tendenze comuniste radicali che, prima criticarono, poi cercarono di contrastare le scelte del movimento comunista internazionale, trascinato dal riflusso della rivoluzione d’Ottobre e sempre più sottomesso al governo sovietico. Fin dai suoi primi passi, si distinse la Sinistra italiana. I suoi militanti, costretti all’esilio, ebbero occasione di conoscere altre voci critiche. Da questo confronto, nel 1927, si costituì in Francia il gruppo animato da Michele Pappalardi, che ebbe come riferimenti la Sinistra tedesco-olandese, in particolare il gruppo di Karl Korsch, e la Sinistra russa di Gavril Mjasnikov. L’attività del gruppo si concluse nel giro di pochi anni, dal 1927 al 1931. Ma furono anni decisivi, in cui l’onda lunga dell’Ottobre russo si andava esaurendo, rivelandosi impotente ad affrontare una crisi di profonda portata, come il crollo di Wall Street, con le implicazioni che la precedono e la accompagnano: fascismo, keynesismo e guerra. Le cui conseguenze, nello scontro di classe, sono oggi di impellente attualità.

per acquistarlo:

http://www.paginemarxiste.it/modules.php?name=quaderni&op=pag&nome=wallstreet.html

   
 

KARL MARX, L’alienazione
a cura di Marcello Musto,

Donzelli ed., Roma, 2010. pp. 125,
 € 7,00

 

Da alcuni anni si riscontra un interesse crescente per le opere di Karl Marx, che ricompaiono nelle librerie di tutto il mondo, accompa-gnate da una fioritura di studi su questo o quell’aspetto del grande ri-voluzionario di Treviri, il quale vede finalmente prospettarsi l’edizione critica della sua opera, mai data sistematicamente alla stampa e lascia-ta in gran parte, quando era in vita, «alla critica roditrice dei topi».
Questa antologia dell’editore Donzelli ha il pregio di essere curata da uno dei massimi studiosi di Marx, Marcello Musto, impegnato nell’edizione critica integrale delle sue opere. Essa è veramente «essenziale» (come indica il titolo della collana in cui è inserita), divulga-tiva e agile, ma al contempo rigorosa e aderente all’intero percorso della riflessione marxiana dal 1844 fino alla sua morte.
Non è un caso che il tema dell’antologia sia quello dell’
alienazione, che caratterizzò in misura ri-levante le discussioni dalla metà del secolo scorso e, all’interno di esse, sulla specifica concezione di Marx che tante polemiche ha acceso e suggestioni persino pindariche ha provocato. Quel che raramente è emerso dalle discussioni a seguito della pubblicazione, nel 1932, dei Manoscritti eco-nomico-filosofici del 1844 e dell’ Ideologia Tedesca, e, dal 1939 al 1941, dei Lineamenti fonda-mentali della critica dell’economia politica (i «Grundrisse») del 1857-58, è che l’alienazione non è un argomento accanto ad altri in Marx, ma è la formulazione dei risultati di una riflessione che prende l’avvio dalla polemica nei confronti del pensiero speculativo di Hegel, prima, e dell’econo-mia politica, poi, e che accompagnerà pensiero, azione politica e scritti successivi di Marx fino alla fine della sua esistenza. Si tratta di un lato del suo approdo materialista che, visto nella sua elabo-razione più «matura», si delinea progressivamente come il suo filo conduttore dialettico e storico.

(dalla recensione di Dante Lepore)
                                                               
che puoi leggere integralmente qui

   
 

www.sottolebandieredelmarxismo.it