MARIO FADDA CALCOGRAFIA PITURA SCULTURA
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L’incisione è solo una faccia della poliedrica personalità artistica di Fadda.
L’opera d’arte è produzione del genio creatore ed insieme uso sapiente, sperimentato, di tecniche espressive. In talune forme artistiche la genialità pare prevalere sullo strumento tecnico: penso al poeta, che pure addomestica mirabilmente la parola e le complesse strutture del linguaggio verbale.
Nell’incisione, la comunicazione artistica è sommamente legata allo strumento.
Fadda artista, sperimenta tutte le forme dell’arte figurativa: l’olio, la tempera, l’affresco, la scultura. Nella sua ricerca della bellezza e del modo più efficace per darne comunicazione, colora, impasta, manipola, modella.
Il bulino lo scopre frequentando il fascinoso Girolamo Battista Tregambe. Applica alla tecnica la sua innata perizia artigianale, prova i metalli, penetra i segreti della morsura, costruisce da sé il suo primo torchio. Le lastre si moltiplicano e diventano il mezzo privilegiato per trasmettere senzazioni, emozioni, pensieri.
Possiamo quindi leggere nel segno della sua opera incisoria la storia e il suo percorso interiore.
Scopriremo il richiamo dell’ancestralità, a cui non può sfuggire un figlio di Sardegna, che ha avvertito il respiro profondo del rito pagano trasformatosi in mito polare, oggi carattere distintivo di una identità inconfondibile.
Lo leggeremo nei volti pensosi e fieri dei suoi personaggi, spesso solo intravisti attraverso porte socchiuse, o nella penombra degli angusti ambienti della fatica quotidiana.
Negli elementi simbolici che sovente ritroviamo nelle sue stampe, immagini anch’esse tratte dall’archivio dei ricordi, l’artista indulge al pessimismo: è un mondo che muore, lentamente ingoiato dal tempo.
Non è però uno stato d’animo che opprime Fadda: riappare una pacata gioia di vivere negli scorci d’ambiente padano, che egli oggi percorre alla ricerca di emozioni d’artista.
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