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Vuoti di Memoria, personale di Margherita Polizzi.
Mostra curata dal critico d'arte Francesco Carbone. Sue sono tutte le parole di questa pagina. |
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Il neo-informale occupa nel panorama della pittura di questi ultimi anni, una collocazione certamente diffusa, e per molti aspetti, stesso anche inflazionata.
Questa tendenza o poetica, l'informale nata prevalentemente subito dopo la seconda guerra mondiale è quella che ha rivoluzionato o stravolto i canoni estetici esistenti prima delle avanguardie storiche, cioè la bellezza, l'ordine l'armonia.
Le ragioni sociali e storiche che l'hanno prodotto sono diverse, ma innanzi tutto le conseguenze dell'imbarbarimento dell'uomo a causa, appunto, della seconda guerra mondiale con le crudeltà che ne sono derivate : gli stermini dei lager nazisti, genocidi ed altro altrettanto feroce e drammatico.
L'informale storico ha generato così, una pittura basata sull'uso di materie e di materiali esterocliti, repellenti; una pittura materica cioè che entrava subito in conflitto con la visione della coscienza dell'osservatore. |
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 | NEO INFORMALE
MARGHERITA POLIZZI | |
|  | | Il neo-informale, dunque prodotto dopo quello storico al quale abbiamo accennato, ha assunto aspetti linguistici tra i più vari e contraddittori, dal momento, appunto che non è stato dettato da drammi esistenziali, come per le rivelazioni o le ragioni attinenti a quello storico. |
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Margherita Polizzi che si occupa anche di teatro e di letteratura, concepisce, con sensibilità e intelligenza, un'arte che ha bisogno di un occhio che sappia scandagliare l'anima, che produce una ricerca inquieta di ciò che deve essre visto, che deve affiorare dall'amalgama del contemporaneo per assumere, forma, anche potenzialmente o virtualmente,come avviene nelle sue opere.
Margherita Polizzi, artista della presente mostra, pratica un genere di neo-informale che appartiene ad un suo particolare immaginario creativo che stravolge i comuni canoni del colore, rendendolo materia ibrida, frammentata ma solida, caotica contrassegnata nelle superfici, prevalentemente nere, da lucidi balenii di bianco, da fiocchi come di neve che mobilitano la percezione visiva, insinuandola nel frastagliamento degli oscuri rilievi materici, tra i solidi e sparsi raggrumi degli impasti.
Spesso il nero intenso è sostituito da altri colori capaci di impatti visivi più duttili, ma ugualmente votati a manifestare il senso di una pittura che esce, anche in maniera suggestiva, dalle comuni logiche del "quadro", come comunicazione di sensazioni scontate, per rimanere nell'ambito di una visione ambiguamente fantasiosa ed emblematica, certamente densa di interrogativi su taluni percorsi ancora inquietanti dell'arte dei nostri giorni. |
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|  | | L'arte per questa personalissima artista, è anzitutto ciò che essa vede e sente, indifferentemente dalle tecniche se non in quanto portatrici di una unicità irripetibile che chiamiamo "opera" |
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{ABLOCCO-1002} {ABLOCCO-1002} -5100 |
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| Questa pagina l'ho interamente dedicata a Francesco Carbone. |
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