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Dalla quarta di copertina:
“Una scrittura intensa e inventiva, che si evolve stilisticamente con il
protagonista narrante, e un filo narrativo che guida attraverso i
meandri di eventi plurisecolari verso l’uscita di un labirinto con il
suo minotauro criminoso, costituiscono solo due degli elementi di
fascino di questo lungo racconto; il cui punto focale resta comunque la
virgo semiselvatica, padrona e ostaggio di bestie temibili, nella quale
s’impersona in modo memorabile quanto C. G. Jung definisce Anima. E
l’amore, da lei scaturito a trasformare il protagonista da gallettino
acculturato in un uomo provato dalla vita, è in fondo il medesimo che
ha unito un rude corallaro a una bella e raffinata studiosa, e questa alla
statua della kore, e la stessa fanciulla ninfale all’icona favolosa, di
cui appare l’incarnazione.”
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