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~ IL KIT DI RIPARAZIONE ~ |
Tra i vari kit che deve portare con sè il "trekker" non dovrebbe mancare un kit
di riparazione.
Questo kit deve contenere tutti gli elementi necessari per riparare i vari
oggetti che la persona porta con sè, dallo zaino alle scarpe passando per il
giaccone.
Spesso, viene sottovalutata l'importanza di questo kit ma in alcuni casi, il suo
intervento è risolutivo.
Ricordo la primavera di qualche anno fa quando "attaccando" il monte Gennaro dal
lato Sud, un mio amico ebbe la sfortuna di veder scollare quasi completamente la
suola dei suoi scarponcini.
Il suolo carsico era corrosivo per ogni tipo di calzatura ed il continuare senza
suola sarebbe stato anche pericoloso.
Utilizzando il kit, ho semplicemente legato "a salame" la suola dello
scarponcino al resto della scarpa ed ho fissato ulteriormente tale legatura con
del nastro telato di tipo "militare" (gli anglosassoni lo chiamano Duct Tape).
All'arrivo, al parcheggio delle auto, la suola ancora era vincolata allo
scarponcino!
Mi viene anche in mente quando, molti anni prima, ad un mio amico si strappò uno
spallaccio dello zaino. Tutto il resto dell'escursione fu un calvario per lui,
con il rischio di veder strapparsi anche l'altro spallaccio.
E questo, per non parlare delle condizioni atmosferiche piovose, quando il
poncho o l'impermeabile si strappa sulla boscaglia, avreste la possibilità di
riparare il danno?
Ecco come ho pensato io di organizzare il mio kit di riparazione.

Il kit stesso è contenuto in un sacchetto impermeabile con chiusura ermetica
(Ziplock). E' importante, che al supermercato prendiate il sacchetto "buono", ne
esistono di così robusti e ben chiudibili che vengono consigliati addirittura
per conservare liquidi, tipo il brodo.
Il sacchetto, normalmente avvolto su sè stesso e tenuto compatto da un
elasticone, può servire, nel caso, anche per usi diversi dall'originario.

All'interno del sacchetto trova posto quanto vedete in figura:

Innanzitutto, una confezione di filo interdentale sul cui retro ho realizzato un
alloggiamento cilindrico ricavato con carta e nastro adesivo: deve contenere un
ago robusto con la cruna grossa (quantomeno adatta a far passare il filo
interdentale).
Il vantaggio del filo interdentale cerato è che si ha una buona scorrevolezza
tra i tessuti tecnici normalmente utilizzati per i materiali da trekking e
militari (penso al "Cordura"); per contro, il filo cerato tende a sciogliersi e
quindi è necessario bloccare la cucitura con un doppio nodo sia all'inizio che
alla fine del rammendo.
Se voi pensate che sia facile cucire uno spallaccio od un altro pezzo di
materiale tecnico vi sbagliate alla grande. Per questo motivo io includo nel kit
un ditale per uomo. Questo ditale, normalmente usato dai sarti uomini è del tipo
aperto e si utilizza nel dito medio.
Come aggiunta (eventuale) al filo interdentale io, generalmente, aggiungo anche
una "sigaretta" di filo di nylon da pesca.
Poi, se la cucitura è "minore" e non ci sono grandi problemi di robustezza,
costa poco aggiungere uno di quei minikit di cucito che danno negli alberghi.
Un elemento invece quasi insostituibile e che già da solo vale l'80% di tutto il
kit è il famoso "Duct Tape" o "Nastro Americano", chiamato anche
"1000-miles-per-hour tape" (così chiamato perchè si usa per chiudere
temporaneamente i fori lasciati dai proiettili sulla carlinga degli aerei
militari). Se ne avete la possibilità io consiglio il nastro originale militare
(da acquistare in negozi di articoli militari) perchè vale effettivamente quello
che costa. Come alternativa economica suggerisco i nastri telati di varie marche
prestigiose (specie tedesche).
Ah, dimenticavo, questo nastro ha una grande resistenza all'usura ed alla
trazione ma ha il vantaggio che i vari spezzoni si strappano a mano.
Chiude il kit, un tris di cordini da un cinque metri l'uno, ricavati
direttamente dalle tapparelle di casa; una molto più valida alternativa è
ricavata dalle funicelle per paracadute (anche qui, nei negozi militari) che
contengono al loro interno 7 trefoli utili per piccole legature.
A parte il materiale contenuto nel kit propriamente detto, esiste un altro accessorio che completa il tutto: la pinza multiuso.
Generalmente questa pinza è posta a parte perchè deve essere rapidamente disponibile e grazie al suo fodero può essere vantaggiosamente agganciata alla cintola od alla fascia addominale dello zaino. Tale pinza conviene che sia del tipo autobloccante (così si possono VERAMENTE svitare i bulloni o tenere un ago per cucire il cuoio o fare un foro).
Come tutte le cose, si fa presto a parlare di kit di cucito. Ho visto "omoni" non in grado di cucire neanche una patch su una giacca...
A questo scopo, nella sezione "varie" ho aggiunto dei piccoli consigli di cucito.