~ THE BREW KIT (ovvero il kit per infusi) ~

Come sanno bene gli inglesi, un buon the si può sorseggiare anche nel bel mezzo della battaglia. Senza scendere a questo tipo di "estremismi", un kit per il thè può essere utilizzato per diversi motivi:

- scaldare l'acqua ad es. per lavaggi a temperature proibitive
- cuocere le zuppe disidratate
- farsi un caffè
- sciogliere il ghiaccio
- scaldare "dall'interno" una persona in condizioni di grave ipotermia
- disinfettare l'acqua per pulizie di ferite (in mancanza di tavolette potabilizzatrici, permanganato di potassio o disinfettanti in genere).

Il "brew kit" che presento è il frutto di diversi anni di ricerca e di prova con diverse tipologie di fornelli e bicchieri vari.
Preciso innanzitutto che con questo kit non è adatto per cuocere direttamente qualcosa (ad es. la carne) ma è ottimizzato per il riscaldamento dell'acqua (che poi viene utilizzata per diversi scopi...).
Il fornello è un barattolo americano epoca Vietnam (un volgarissimo barattolino di latta) riempito di gel a base di alcool, basta avvicinare un fiammifero (o meglio, un lungo bastoncino infiammato ad una estremità) e si crea una fiamma quasi incolore e senza fumo nè scorie (mooolto militare).

Per inciso, una volta esaurito il gel, lo si può ricomprare nei supermercati in quanto quel gel viene utilizzato negli scaldavivande per "fonduta".
Lo spegnimento del tutto avviene facendoci scivolare sopra il coperchio.
Il bicchiere in metallo (con manici "collassabili") viene poi appoggiato non direttamene sopra il fornello (altrimenti soffocherebbe la fiamma) ma tramite un supportino che può essere realizzato anche con una reticella metallica.
Normalmente il kit è composto come da figura ed il bicchiere in metallo contiene dei bicchieri in plastica (perchè voi non volete bere dal bicchiere di metallo incandescente, vero?), varie bustine per the, caffè (anche decaffeinato per il soldato che non si vuole innervosire), zucchero e palette per agitare il caffè.

Chiude il brew kit un foglio di alluminio spesso (ricavato dai contenitori di alluminio usa e getta) che serve sia come riflettore per il calore (evita le dispersioni) e sia come barriera antivento. Ricordo di farlo di dimensioni generose, altrimenti la barriera risulta invece un dispersore di calore verso l'esterno. Ah, ricordate di non far fare pieghe molto strette al foglio: si romperebbe...

Tutto il kit è impacchettato in maniera tale da occupare tutti gli spazi ed essere il massimo della compattezza. Il foglio di alluminio viene posizionato esterno al fornello+bicchiere per farlo piegare il meno possibile. Eventuali spazi vuoti vanno riempiti con fazzoletti di carta ed una bustina per la spazzatura (sacchetti the, buste caffè ed agitatori nonchè bicchierini vari). Il tutto è quindi contenuto in una busta robusta che nel mio caso è stata ricavata dalla busta del Muesli o Corn Flakes con i quali faccio colazione. Il kit viene quindi chiuso con l'elastico.

L'ultimo suggerimento è un lavaggio del bicchiere a fine escursione, un reintegro delle bustine usate e soprattutto una asciugatura totale dei vari "pezzi" se non volete trovarli arrugginiti alla prossima uscita.

 

Non sempre pero’, e’ possibile portarsi dietro un tale “ambaradam”...per gli appassionati del superlight trekking (come me che ho problemi di artrosi alle ginocchia) io suggerisco questa alternativa “minimalista”.

Il bicchierone in acciaio inox e’ sostituito da un mezzo bicchiere di alluminio: pesa poco, la quantita’ di infuso e’ sufficiente, unico svantaggio: l’alluminio tende ad assorbire nella sua porosita’ lo sporco che deve essere pulito piu’ accuratamente dell’inox.

Il bicchierone e’ sospeso su tre “chiodi” fissati nel terreno. Servirebbero almeno i chiodi in acciaio da carpenteria da 12cm ma vanno forse meglio i picchetti della tenda tagliati a 12cm e poi affilati in punta. Tre appoggi garantiscono la sospensione del bicchiere senza traballamenti.

Il combustibile e’ realizzato dalle pasticche di “meta” (come si chiamava in Italia), all’estero esiste in due formati: esamina o trioxano (piu’ calorico).

Possibilmente questo combustibile lo si deve avvolgere nel foglio plastificato per non farlo “seccare”.

Tale combustibile lo si appoggia per terra isolandolo pero’ dal terreno tramite materiale di circostanza (foglie ad es.).

I tre chiodi e le pasticche di combustibile sono avvolte in un impacco di foglio di alluminio che viene steso ad avvolgere i tre chiodi ed a fare da frangivento.