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Le mie origini

 

              Biccari: piccolo borgo appenninico della provincia di Foggia, a ridosso del monte Cornacchia.

              Paese dei miei genitori Agostino e Giuseppina.

 

Comune di Biccari

 

Mappa Biccari

 

Previsioni Meteo Biccari

 

Il territorio

 

Piazza Matteotti

 

Un po’ di storia.

Sulle origini di Biccari non è possibile tracciare una ricostruzione storica ordinata e dettagliata, sia per la mancanza di un’organica opera di ricerca, sia per la mancanza di documenti od oggetti che possano portare ad un’indiscutibile prevalenza di una delle tesi avanzate. Di Seguito elenchiamo le principali:

  • per alcuni le origini di Biccari sono dovute  all’opera del condottiero normanno Roberto il Guiscardo dal quale prende il nome di VISCARUM o VISCARDIUM (poi Biccari).  

  • per altri, la nascita di Biccari risale al 663 quando Costante II, nella sua campagna anti-longobardi, abbatté varie città fra cui anche Lucera. Gli abitanti di Lucera fuggendo verso i monti avrebbero fondato Tertiveri e spingendosi oltre, anche Biccari.

  • altri, gli danno origini Bulgare, il nome del paese sarebbe stato Bukavar ossia Torre di Guardia (Buk= Guardia, Var = Torre).

  • altri, ancora, ne fanno risalire le origini al secolo VIII a.c. come un paese d’origine greca, il cui nome è BIKOS che significa Coppa di Giove (Bic= Coppa, Karius= Giove).

Il nome di Biccari appare per la prima volta nel 1054, in un atto di donazione di una vedova dal nome Sikalgaita abitante di Vaccarizza, che dona i suoi averi al monastero di S. Pietro in Vulgano    vicino Vicari (poi Biccari).

 La nascita del nucleo abitato è senz’altro da porre fra il 1024 ed il 1054. Nei primi anni del XI secolo, durante l’impero Bizantino, a causa della sua posizione ai confini con il ducato di Benevento, il paese fu reso una roccaforte che avrebbe dovuto ostacolare un possibile ritorno dei longobardi nelle nostre zone. In questo periodo furono costruite molte città-fortezza fra cui Troia, dentro i cui confini  si colloca il territorio di Biccari. Si può supporre che lo sviluppo  di Biccari nel borgo della Torre fu favorito dal Vicario di Troia nel 1024 circa, da questo si può supporre che il nome Biccari derivi da Vicari o Vicarii (cioè del Vicario).

Il Santo patrono

La storia del santo patrono di Biccari risale al 1527 quando un Biccarese trovandosi al sacco di Roma, entrò nelle catacombe e fra le ossa dei santi martiri, prese l’osso del braccio di S. Donato vescovo d’Arezzo. Al suo arrivo a Biccari, fu chiesto il possesso delle reliquie al papa.

 

Approfondimenti

 

La chiesa  madre - Santa Maria Assunta -    

Il progetto della chiesa fu affidato ad Anselmo Gasparri e Federico De Nunzio. La costruzione iniziò nel 1850, e durò 25 anni. L’attuale chiesa è sorta  sulla precedente più antica chiesa pastorale. Per la costruzione di un complesso così imponente ed il suo ampliamento fu necessario costruire le fondamenta  su un piano stradale ( Via Le Grazie) molto al di sotto di quello che avrebbe dovuto avere la chiesa.

Il primo nucleo abitato di Biccari non andava oltre l’altura su cui era posata e posa la chiesa madre.

 
 

Chiesa Annunziata 

Questa chiesa  poggia  su  un piano di sasso che la colloca al di sopra dell’attuale piano stradale. Da questo si deduce che originariamente il piano stradale corrispondeva all’ingresso della chiesa, successivamente con l’espandersi del paese, si è dovuto  livellare la collina, per diminuirne la pendenza, al fine di costruire nuove abitazioni, così  per accedere alla chiesa si è dovuto costruire una scalinata dell’altezza di circa tre metri. Sulla parte destra della chiesa si notano le fondamenta e il sasso su cui fu costruita nel lontano secolo XII.

Chiesa di S. Quirico 

Probabilmente nel XIV secolo fu adibita a luogo di dimora, deposito, o dimora di cavalli, delle soldatesche spagnole.  Con la fine della dominazione spagnola nel 1707, la chiesa rimase libera, così privati cittadini o il clero, si diedero cura di rimetterla in sesto, in quel periodo fu aggiunto il campanile, e ricostruito l’interno. Il campanile porta inciso l’anno della sua costruzione: 1709.

Il Convento

Il convento fu costruito nel 1473. Nel 1776 fu destinato a luogo di studio. Nel 1811 con il decreto di Murat, il convento fu chiuso e adibito a caserma. Fu riaperto nel 1819 dopo la caduta dell’impero Napoleonico. Con il Regio Decreto del 1866 sulla soppressione degli ordini monastici, il convento diviene di proprietà del comune, il quale lo mise ad asta pubblica nel 1896 e fu acquistato dal padre provinciale dei Frati Minori e subito adibito a studentato e noviziato, funzione che ha svolto fino ai tempi recenti.

La croce viandanti 

Innalzata fuori le mura del paese, aveva un significato preciso: difendere il paese e proteggere i viandanti (fu voluta da Matteo Stendardo di nobile dinastia Francese).

La croce è a forma greca, racchiusa in un anello arricchito da un intreccio di foglie d’alloro. Dagli angoli della croce s’irradiavano verso l’anello quattro spade.L’anello è sorretto da due mani con i polsi congiunti che fornivano un valido appoggio alla croce, sulla colonna su cui fu collocata. Su un verso la croce porta l’immagine del crocifisso, sull’altro verso, vi è il Cristo seduto da giudice con una mano levata al cielo e sull’altra un libro aperto. Su una facciata dell’anello vi è inciso l’anno di costruzione 1473, sull’altro lato il nome dell’autore: Antonio Diatropeo di Troia. Dal 1990 la croce è posta in una teca di vetro presso i locali del municipio.

La Torre 

Costruita a 480 metri di quota, si presenta per quasi due terzi cilindrica e per l’altro a lenta scarpata. Ha un diametro esterno di oltre 12 metri, l’altezza di 23 metri ed i suoi muri superano lo spessore di metri 3. E’ una costruzione massiccia ed imponente a pietre irregolari. Solo lo zoccolo, che gira sulle fondazioni oramai scoperte presenta blocchi squadrati.  Era divisa in quattro vani di cui uno interrato al quale oggi si accede attraverso una porticina praticata nelle fondazioni. I piani erano sorretti da grosse travi di legno infisse nei muri, alle quali se ne incrociavano altre più sottili che reggevano il pavimento anch’esso in legno. Sotto il pavimento del pianterreno vi era, nelle fondamenta, un rifugio, da cui partiva un cunicolo che conduceva fuori delle mura del paese. Questo cunicolo è andato distrutto a causa dello sterro effettuato per diminuire la pendenza della collina, al fine di costruire altre abitazioni per la successiva crescita del paese. Sopra le fondamenta, ora alla luce, si può vedere l’ingresso originario della torre, con i suoi tre gradini, che oggi si trovano a circa tre metri dal piano stradale, mentre l’ingresso alla torre attualmente avviene attraverso la porticina del cunicolo sopra citato. 

Palazzo Caracciolo  (Sede Comunale)

Fu costruito nel 1534 dal conte di Biccari Marcello Caracciolo. Questo palazzo nel corso dei secoli è stato adattato alle diverse esigenze e quindi strutturato in modo tale da snaturare la sua originaria architettura rinascimentale. Ultima ristrutturazione è la sopraelevazione fatta intorno al 1930. Si può affermare che  di originario è rimasto solo il balcone a spigolo di Via Carceri. Nel 1860, il palazzo rappresentava il centro del potere.     Nel cortile, oggi Piazza del Municipio, c’era il carcere criminale e gli alloggi degli addetti. Nelle stanze dell’ex ufficio postale, c’era la sede della Guardia Nazionale. Dal cortile si accedeva ai piani superiori attraverso una scalinata esterna, che aveva un pianerottolo da cui si entrava nell’appartamento del giudice e nel carcere civile, continuando a salire si entrava negli uffici comunali.

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