Manfred Marktel

Salvador de B.- Guadeloupe

Finalmente sono tornato in mare, tornato da più di due settimane, ed è la prima volta che ho il tempo di poter utilizzare il computer. Ma per adesso, proseguiamo passo dopo passo e ti racconto tutto quello che ho fatto da quando sono partito da Savona. Tornato a Salvador ho trovato la barca in buono stato, e per fortuna senza alcun danno. Un'assenza così prolungata è sempre rischiosa, ma sono stato fortunato. Ho dovuto fare la carena, e già che ero nei lavori, ho fatto anche riverniciare lo scafo. Terminati i lavori, sono andato a visitare le isole adiacenti, sono anche andato a visitare due città all'interno del paese per rendermi conto di come vivono i brasiliani. Non è Salvador, non è Rio o San Paolo che fanno il paese, sono le centinaia e migliaia di piccole cittadine che rappresentano un paese di quasi 220 milioni d’abitanti. Poi tornato a Salvador ho fatto cambusa e naturalmente ho atteso il momento buono per lasciare la terra ferma. Infatti, un periodo di venti da sud mi ha fatto proseguire abbastanza velocemente per i primi due giorni, però come sempre, un fatto sono le previsioni, un altro è la realtà. Così già dopo due giorni il vento ha girato, ed è arrivato da nord-est, esattamente sul muso per andare verso Fernando de Noronha. Un bordo in fuori, un bordo in dentro, e tanta fatica per guadagnare poche miglia nelle 24 h. Due anni fa ho impiegato sei giorni da Salvador a Fernando, quest'anno otto! La mi ero fermato per tre giorni, un po' di riposo, qualche giro sull'isola principale, pagare i diritti d'ormeggio e il tempo era già terminato. Si, ti volevo parlare dei diritti d'ormeggio, sono abbastanza onerosi, per due giorni e una barca di 11 m con una persona a bordo, si pagano ben $ 140, tutto quanto, perché Fernando de Noronja è stato dichiarato un parco marino, una riserva naturale che parte dalla riva e va fino ad una profondità di 50 m. Nonostante tutto, penso che il prezzo sia giustificato. Dalla barca si vedono tartarughe con diametri oltre 1 m, nuotano in mezzo alle barche che sono all'ormeggio e non si fanno impressionare e disturbare dalle persone. Appena che t’immergi nell'acqua, vedi un fondale meraviglioso con una miriade di pesci, tutti colorati e uno diverso dall'altro. Un'altra curiosità, l'arcipelago assai piccolo, l'isola maggiore e’ lunga poco più di 10 km con una larghezza massima di due, arriva da una profondità di circa 4500 m! Laggiù, sul fondo ha un diametro di circa 60 km, si tratta proprio di un cucuzzolo che sale in maniera vertiginosa. Durante la tappa precedente, cioè dalla Georgia a Salvador, si era disintegrato lo Yankee, adesso tra Salvador e Fernando, si è disintegrato il genoa. Tutti due, apparentemente senza nessuna ragione particolare, senza aver preso delle raffiche oppure un maltrattamento da parte mia. No, erano semplicemente vecchi e avevano ognuno oltre 30.000 miglia alle spalle. Non posso essere arrabbiato con il velaio, e nemmeno con me stesso. Come noi, invecchiano anche le vele. Tra Salvador e Fernando si è congedato anche il pilota automatico, un autohelm 6000, interviene adesso solo in una direzione, mentre ignora completamente il lato opposto. Penso che sia un problema meccanico, lo farò riparare, ed eventualmente acquisterò un gruppo di rispetto. Per fortuna ho potuto sistemare tutti due i problemi, per le vele avevo già un nuovo Yankee a bordo, per il pilota posso utilizzare uno piccolo che monto tra pulpito e timone a vento, non va bene come il 6000, ma per il momento deve bastare. Sono partito da cinque giorni da Fernando, ho percorso circa 650 miglia, ma il vento e assai debole. Credo che almeno un terzo delle miglia fatte, le ho fatte per la corrente favorevole, e purtroppo mi hanno detto che sto entrando in una zona con poco vento. Vedrò come si potrà fare perché non ho nessun’intenzione di accendere il motore, sono in alto mare, e sono le vele che dovrebbero fare il loro lavoro. Anche questo del poco vento è un peccato, due anni fa ero riuscito a percorrere ben 180 miglia nelle 24 h, oggi mi accontento con 130. A casa tutti pensano sempre, che chi va in alto mare combatta continuamente con le bufere, con i venti superiore ai 40 o 50 kt, ma non è così. La vera battaglia è sempre con i venti deboli che non fanno avanzare la barca in maniera adeguata. Navigo a circa 200 miglia dalla costa e tutte le città, Natal, Macaui, Macuripa, Salinopolis, e tante altre lascio sottovento. È un peccato, perché sarebbe bello visitarle tutte quante. Fra un paio di giorni mi troverò al largo del Rio delle Amazzoni con quel delta enorme, e dove il mare cambierà radicalmente colore. Dall'azzurro profondo passerà gradualmente ad un marrone impenetrabile, e bisognerà, anzi bisognerebbe, perché io di notte dormo, fare attenzione di non scontrarsi con qualche tronco d’albero, oppure anche piccola isola, trasportata da quel fiume enorme a centinaia di miglia in mare aperto. È anche capitato che gente, navigando in quelle acque, e con molta curiosità si era avvicinato ad un’isola galleggiante, e si è trovata con delle bestie a bordo. Si è proprio così, quando si staccano quelle enormi zolle lungo le sponde del fiume, si staccano con tutti gli animali che in quel momento ci si trovano sopra. Penso che sia meglio, almeno in questo caso, non essere troppo curiosi, e di non avvicinarsi eccessivamente. Anche così, la vita in mare non è mai noiosa e si trova sempre qualcuno che ha voglia di condividere quel piccolo spazio vitale. Tutte le mattine, devo fare pulizia sul ponte perché mi trovo da 10 a 20 pesci volanti, che non so bene perché, pensavano di potere viaggiare con me. Purtroppo per loro è sempre un viaggio senza ritorno. Poi da qualche giorno, ho un altro passeggero clandestino che si avvicina tutte le sere dopo l'imbrunire. Si posa sulla battagliola sopra vento con la testa ben verso il vento. Con il becco si pulisce le piume e non si fa disturbare troppo dalla mia presenza. Certo non posso avvicinarmi, ma posso tranquillamente stare seduto nel pozzetto, accendere le luci all'interno della cabina e fare tutto quello che devo fare. È un bell'uccello sui 20 cm di lunghezza, ma quello che è bello, è che ha avuto una buon’educazione, non mi ha mai caccato sul ponte. Lui poi di mattino sparisce e se ne va per i fatti suoi, mentre io mi chiedo che cosa fa tutto il giorno, e qual è la sua meta. 2006 11 09 Sono sempre in navigazione, da Fernando ho percorso circa 900 miglia, tutte fuori delle rotte commerciali, ma ben dentro nella dorsale della corrente. Pensa Carlo, appena uscito dalla baia dove ero ormeggiato, ho tangonato lo Yankee sulla sinistra, e ancora oggi non ho toccato il tangone. È rimasto su come e dove l'avevo piazzato. Certo non è così semplice come sembra, due giorni dopo la partenza ho dovuto issare anche la randa perché il vento è diminuito notevolmente, dopo qualche giorno ho dovuto prendere una mano o due mani di terzaroli, perché il vento era di nuovo aumentato, ogni tanto do qualche giro allo Yankee, e ogni tanto devo mollare quello fatto qualche ora prima. Come vedi, non c'è da annoiarsi, il lavoro non manca!!!!!!!! quasi quasi come in Mediterraneo. 2006 11 14 dovevo restare più verso terra, almeno usufruivo della corrente che mi avrebbe trascinato verso NW, cosi, 50 miglia più al largo veleggio con 2 o 3 nodi, con vento in poppa, e devo arrivare a 8 gradi N per riprendermi gli alisei da NE. Ieri ho fatto un record negativo, in 6 ore quasi 10 miglia, ci vuole tanta pazienza e calma per non attaccare il motore, ma che senso avrebbe con la meta ancora a 800 miglia. Non importa, chi va piano va lontano, vale sulla strada e vale anche in mare. Questa sera ho fatto un’eccezione, 1400 giri, 3,5 nodi ed energia elettrica a volontà, finalmente ho aumentato il frigorifero, potrò lasciare il radar tutta la notte senza paura per le batterie, e farò il pieno di Ah. Non ho problemi di nafta perché da Salvador (oltre 2000 miglia) ho fatto solo 20 ore di motore, e mi rimangono ben 400 litri che potrebbero bastare per ca 12 giorni, cioè quasi 900 miglia, perché a 1400 giri utilizzo circa 7 hp, con un consumo che varia da 1,2 a 1,3 litri l’ora. 2006 11 15 passano le ore, passano i giorni, e qui non succede molto. Sono proprio intrappolato nelle calme equatoriali che, se tutto va bene, lascerò fra un paio di giorni. Mi trovo già a 7° 30’ N e 51° 10’ W, e da quello che ho sentito e visto dalle carte sinottiche di Miami, dovrebbe arrivare il vento da E o NE prima di sabato, speriamo! Oggi poi, ho avuto fortuna, ho ritrovato la corrente favorevole che mi ha dato un bell’aiuto. Pensa le bandierine segnavento pendevano, e io facevo quasi 4 nodi, la manna è durata poche ore, ma qui ogni miglio conta. Adesso proseguo di nuovo a motore, solo 1300 1/min, però mi porta verso nord e riuscirò a dormire senza troppo rumore. In cambusa ho ancora qualche arancia e due meloni acquistati a Salvador, che spero mi durino fino all’arrivo. Per il resto ho tutto a bordo, di qualcosa anche troppo…..sono andato a visitare una distilleria quasi artigianale che produce la famosa casaca (si dice casascia) che è un distillato di canna da zucchero brasiliano. Sai prendo sempre di più di quello che serve, per gli attrezzi e ricambi il doppio, ma qui…..forse ho esagerato, ho preso 36 bottiglie, un vero investimento, ca 43 € in tutto. Sono sicuro che mi basterà fin oltre la Guadaloupa, e sono sicuro che tanti amici occasionali saranno contenti di trovarsi una bottiglia nel loro bar di bordo. 2006-11-21 mancano ancora 250 miglia, però sono stato fortunato, da ieri è tornato il vento, e finalmente si cammina come si deve. Non è troppo, nemmeno troppo poco, basta per avanzare a 6 nodi e poter contemporaneamente anche riposare, mangiare e leggere. Se non dovesse cambiare, potrei arrivare entro un paio di giorni, e finalmente potrò sistemare tutto quello che, dopo oltre 3000 miglia, si deve sempre fare. 2006 11 24 il vento è rimasto, gli ultimi due giorni ho percorso 152 e 154 miglia nelle 24 ore, non male. Adesso sono qui nel marina di Rivier Seins in Guadaloupa. Da Salvador ho percorso 3000 miglia, non era eccezionale, però poteva anche andare peggio. Devo sistemare la barca e fra pochi giorni prenderò l’aereo per tornare a casa, la famiglia…..penso che abbia diritto, reclama per la mia assenza. Un abbraccio Manfred

"Senza partire non si arriva, e ogni traguardo si raggiunge con i primi e piccoli passi"

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