Manfred Marktel

Cape Town - Salvador de Bahia

2009 - Dal Sud Africa al Brasile Gli amici scomparivano agitando le braccia sui pontili, giravo intorno alle montagne che circondavano Hout Bay, ed ero di nuovo in mare aperto. La mia rotta era per NNW, verso una meta distante 1800 mg, St Helena, un’isola in mezzo nel Sud Atlantico che fu l’ultima residenza di Napoleone Bonaparte. Dopo qualche centinaio di miglia, e aver lasciato le zone pericolose del Capo di Buona Speranza, sono stato abbracciato dagli alisei di SE che mi hanno spinto con vigore nella direzione desiderata. Meno di 13 giorni e lo scoglio si era presentato esattamente dove si doveva presentare, cioè a prua. 5 giorni erano bastate per visitare l’isola, tutti i siti storici, compreso la casa di Napoleone e anche la sua tomba. Non era possibile fare molto, l’isola assomiglia ad un museo vivente con ca 3500 persone che sono completamente isolate dal resto del mondo. Nessun aeroporto, un porto precario e l’offerta di merce varia nei pochi negozi molto limitata. Non solo è difficile trovare qualcosa, la merce che arriva, è trasportata 5 o 6 volte l’anno da una nave proveniente dal Sud Africa. Anche lo sbarco per raggiungere la terra ferma non è facile, bisogna aiutarsi con le cime per non essere scaraventati dalla continua risacca in mare. Tutte queste mancanze sono però compensate dalle persone che sono allegre e molto gentili verso i pochi turisti che capitano durante l’anno. L’isola si meriterebbe certamente qualcosa in più, e sono sicuro che un aeroporto cambierebbe il flusso dei turisti e porterebbe di sicuro un altro benessere agli isolani. A me quella breve sosta era bastata, e dopo aver issato l’ancora da ben 20 metri di fondale ero partito. La prua impostata per 270 gradi. La prossima destinazione era Salvador, appena la’…a 2100 mg dietro l’orizzonte. Adesso, la traversata è terminata. I pesci pilota che mi avevano accompagnato da S Helena al brasile si sono congedati. Il viaggio non è stato velocissimo, ma nemmeno veloce. Ho potuto riposare durante le notti e sbrigare in tranquillità i lavoretti quotidiani. In tutto ho dovuto armare due volte il tangone, e sempre sulla dritta, mettere la randa sulla sinistra. A farfalla ho navigato per quasi tutto il tempo dal Sud Africa fino in Brasile. Questo vuol dire navigare negli alisei con calma, piacere e senza stancarsi. Devo attendere il periodo che non ci sono i cicloni per poter proseguire fino nei Caraibi e le Azzorre. Celle Ligure, meta’ Agosto 2009 Sono ormai quasi due mesi che mi trovo a casa, in compagnia della famiglia, e come tutti si potranno immaginare mi sento abbastanza irrequieto. Non posso dire che la pace e la vita regolare non mi piacciano, direi una bugia, ma…forse non sono fatti per me. Forse è troppo presto per fare il padre di famiglia, ma di sicuro e’ anche troppo presto per fare il nonno. Penso di dover attendere ancora qualche anno per smettere e spero il maggior numero possibile. Importante è che la salute mi permetta di proseguire la vita attuale. Ed è proprio in questo stato d’animo che penso al prossimo futuro. M’immagino di poter solcare presto gli oceani. Di vedere la prua del Maus spaccare in allegria le onde, generare piccoli arcobaleni e sfiorare i dorsi dei delfini che in realtà non sono mai in pericolo di scontrarsi con il tagliamare della mia barca. In questo momento Maus mi attende a Salvador de Bahia. So che sta tranquillamente all’ormeggio, ben protetto e senza rischiare di essere travolto, da qualche bastimento più grande di lui. So anche che freme perché ha voglia di muoversi, desidera di vedere altri mari, nuovi orizzonti sempre uguali ma nello stesso tempo diversi. E io qui che cosa faccio? Sogno nuove rotte, confini al di la di quelli già visti e visitati in passato, osservo la parte atlantica del mappamondo e mi accorgo che devo cercare qualcosa di nuovo, qualcosa al di fuori delle rotte già seguite in questi ultimi 10 anni, mi accorgo che l’Atlantico nonostante la sua enormità mi sta stretto, non credo che mi soffochi, ma in ogni caso sento che ho bisogno di lasciarlo per un breve periodo di tempo. Dove dirigere la prua del Maus? Sembra strano, ma le possibilità non sono molte. Partendo da Salvador il navigatore si può dirigere verso Nord o verso Sud, l’ovest non è possibile, Maus è una barca a vela e la vastità del continente sudamericano si adatta meglio ad un fuoristrada. L’est invece non è consigliabile per i venti predominanti che arrivano proprio da quella direzione. In pratica le due possibilità che rimangono sono verso nord, cioè verso i Caraibi e Panama, con una navigazione abbastanza semplice e sempre nei climi tropicali. Una navigazione senza alti né bassi, dove succedono ben poche cose. Sarebbe una navigazione lungo le rotte che normalmente sono seguite da quasi tutti i navigatori che non hanno molte aspirazioni di avventure particolari. Come alternativa si presenterebbe ancora il grande sud, con i suoi venti predominanti occidentali che infuriano lungo i 40 e 50 paralleli. Sono venti portanti ma spesso più forti del necessario. Loro non hanno la possibilità di riposarsi lungo il cammino intorno all’emisfero meridionale, non trovano ostacoli significanti che possono frenare la loro voglia di correre. Sarebbe una vera navigazione, senza dover soffrire eccessivamente il caldo e dove gli incontri si limitano ai delfini, balene, albatri e isole sperdute nel mezzo al nulla. Una navigazione con le vele al minimo e ben regolate, con gli occhi sempre aperti e il barometro sotto osservazione. Sono zone dove le burrasche si danno gli appuntamenti continui. Per chi, come me, aspira quel tipo di navigazione, non sempre tranquilla, la vita si presenta molto intensa, e consapevolmente bisogna accettare una certa percentuale di rischio. Per fortuna ho ancora abbastanza tempo da riflettere, mancano quattro settimane alla partenza dall’Italia e altrettante per la preparazione della barca, però dopo, anzi qualche settimana prima, dovrò decidermi se scegliere una rotta verso il nord oppure quella più esaltante verso il grande sud. Importante è di fare la scelta in maniera consapevole, e di imbarcare provviste a sufficienza, da poter restare almeno 150 giorni in mare. Celle Ligure, fine Agosto 2009 L'estate casalinga sta per terminare, il caldo è ancora presente, i temporali di metà mese si sono fatti desiderare, e hanno costretto per la loro assenza, a far fare, ai molti diportisti, delle lunghissime navigazioni a motore. Però le giornate si sono accorciate di molto e fanno intravedere l’autunno in veloce avvicinamento. Noto che i nostri porticcioli si sono di nuovo riempiti di barche che hanno iniziato il loro riposo invernale che durerà una decina di mesi. Per fortuna, oggi assomiglio più ad un uccello migratore e non ad una colomba stazionaria. Sento da settimane un leggero fremito nelle vene e guardo ogni giorno il mio biglietto aereo che mi dovrebbe riportare in Sudamerica per raggiungere Maus. So che anche la mia barca ha aumentato il suo battito cardiaco. Lo fa sempre in previsione di qualche viaggio prolungato che potrà intraprendere insieme al suo comandante. Sarà un viaggio lungo? Non lo posso ancora dire, in ogni modo una decisione non facile: navigare verso nord o sud, due rotte diametralmente opposte, climi, venti ed eventuali burrasche diverse. La prima rotta verso i dolci e i miti Caraibi, la seconda alla ricerca dei pinguini, foche e diverse isole subantartiche che fino a ieri si trovavano al di fuori delle rotte da me seguite. In tutti i modi la barca deve essere preparata, ed essere in grado di poter affrontare il mare con sicurezza. La cambusa, soprattutto per una decisione e navigazione verso sud, deve essere studiata con meticolosità per garantire un apporto calorico adeguato. Si tratta di una quantità di cibo, che se assunta a terra, mi farebbe gonfiare in breve tempo come se fossi una mongolfiera. Nell’attesa di prendere la decisione, ho preparato è migliorato la mia lista ”cambusa”, ho voluto programmare alla grande e ho preparato tutto per un’assenza che dovrebbe bastare per ben 250 giorni. Quasi 600 kg, 845.000 kcal che devono essere stivate sotto le cuccette, in sentina e negli armadietti destinati ai cibi, sono quelli che servono per garantire 3400 kcal il giorno. Si tratta di una quantità che sarebbe adeguata per poter nutrire un operaio che si trova ai lavori forzati, ma sono appena sufficienti ad un navigatore solitario come me. Ho accennato la lista, la composizione, le kcal, proteine, carboidrati e glucidi. Non intendo dire che si tratta del meglio che si possa elaborare, un dietologo lo farebbe certamente meglio, ma il poco elaborato da me, è sempre più del niente elaborato da qualcuno che da consigli. Invito tutti quanti a ragionarci sopra e adeguare le indicazioni alle proprie esigenze di crociera. Ho fatto in modo che tutti gli amici avessero la possibilità di studiare la tabella completa, cliccando semplicemente sul bottone: “Dieta e provviste” Salvador De Bahia, 10 Ottobre 2009 Sono pronto per salpare per una Nuova Avventura, intanto guardate questo sito : http://iviaggideljonathan.blogspot.com/ Dicembre 2009 Sono tornato dall'ultima traversata per passare le feste di Natale in famiglia. La barca si riposa in sud Africa, cioè a Hout Bay, a circa 10 km a nord del Capo di Buona Speranza. In questo momento si effettua qualche manutenzione, sempre necessaria dopo una lunga traversata atlantica. Mi fermo fino al 20 febbraio del 2010 per poi riprendere il mare e navigare lungo il percorso degli alisei da sud est, per raggiungere ancora una volta l'isola mitica di Sant'Elena e successivamente il sud America. Che cosa fare dopo, sinceramente me lo domando anche io, sud oppure nord, lo deciderò in autunno del 2010

"Senza partire non si arriva, e ogni traguardo si raggiunge con i primi e piccoli passi"

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