Manfred Marktel

Azzorre Canarie Salvador de Bahia

Ciao Carlo So bene che divento ripetitivo, parlo sempre di mare, di traversate, di tempo e di poco altro, ma so anche che trovo qualche vittima che ha voglia di leggere quello che scrivo. Sono discorsi dei quali ho già parlato, però è la vita che ho scelto di fare, e che mi rende felice. L'alternativa sarebbe un’esistenza cittadina in mezzo alle case, macchine, smog e confusione. Meglio così, libertà a 360°. Le mie ultime notizie le hai avute dalle Azzorre dove mi ero fermato per pochi giorni. Dovevo sistemare il Windex, qualche riparazione e altri piccoli lavori, che non potevo rimandare fino alle Canarie. Ho fatto la spesa, soprattutto verdura, frutta e formaggi che sull’arcipelago sono particolarmente buoni. Tutto ciò, mentre pensavo alle prossime traversate, non erano più verso nord, verso le bufere del Nord Atlantico. A partire da Horta, la prua del Maus era di nuova diretta verso sud, verso Mari meno tempestosi, verso zone dove anche la bolina sarebbe stato meno impegnativa. Ma vediamo step by step. Horta 13 aprile (venerdì) Non sono superstizioso, non più di tanto, e lascio Horta alle spalle, cioè a poppa. Poco vento, ma molto mare che annuncia l'arrivo di una perturbazione che mi raggiungerà poche ore dopo la partenza. E, infatti, già durante la notte ho dovuto togliere la randa e con pochi metri quadri nello Yankee, viaggiavo tranquillo. Di notte, mentre sistemavo le scotte e cime, mi era entrato un'onda da poppa bagnandomi completamente. Ero fradicio. Una bella pasta, burro e salvia, naturalmente alle 6 del mattino, ha salvato la situazione e non ha fatto collassare il morale. 15 aprile Ho passato un’altra brutta notte con mare incrociato e poco vento, fatica tanta e il riposo che lascia a desiderare 17 aprile 34° 21 primi nord, 23° 57 ovest Tutto si è calmato e proseguo bene a vela in direzione Canarie. Sento alla radio che ha Horta si anima il porto, arrivano i primi italiani che d'inverno lavorano con le proprie barche nei Caraibi, e d'estate in Mediterraneo. Sono barche da 17 a 24 m e impiegano da 12 a 20 giorni per la traversata. Certo loro non fanno economia di carburante e quando entrano in porto i serbatoi delle loro barche sono sempre agli sgoccioli. Ho detto che loro lavorano con le barche, e chi lavora ha degli impegni e le date devono essere rispettate 20 aprile 31° 31 primi nord, 19° 13 ovest I vecchi parlavano, Ottone lo ha descritto, e io l'ho preso ” l'aliseo portoghese”, che mi spinge velocemente verso sud est. Madeira e a 80 miglia sulla sinistra, oltre a Madeira devo passare dalle isole Selvagen, ho poco lavoro, regolo le vele dormo e mangio. In queste condizioni il timone a vento lavora al suo meglio perché la barca è equilibrata. Il guastafeste, è certo che non può mancare, è il braccio, quale, per dire la verità, sono tutti due che m'impediscono certi movimenti. 22 aprile 28° 35 nord, 15° 41 ovest Già alle quattro vedo Tenerife sulla dritta, si trova a circa 20 miglia, vedo chiaramente le luci di un insediamento situato a nord est dell'isola sulla Punta Anaga. Poco dopo scorgo anche le luci di Gran Canaria, Il viaggio sta per terminare e alle 14.00 sono ormeggiato sul pontile della Texaco, vorrei riempire il serbatoio del carburante. L’ho fatto a febbraio a San Martin, ma adesso che sono qui e ho percorso in tutto 4100 miglia, mi mancano quasi 120 litri! Dalle Azzorre a Las Palmas ho percorso 1000 miglia in nove giorni. Las Palmas Il marina è enorme, e tutto è lontano. Bisogna camminare molto. In mare si resta nel centro dell'universo, ma a terra la situazione cambia radicalmente. Tutte le persone hanno i propri problemi, le priorità ed esigenze sono diverse. Chi arriva si deve adeguare, deve attendere senza disperare, l’uomo in viaggio diventa un numero qualsiasi che non può pretendere o aspettare certi favoritismi.. La zattera, la randa, il motorino d'avviamento e il motore dell'autopilota sono da revisionare. Riesco a completare i lavori in poco più di una settimana. Soprattutto il motore dell'autopilota era in uno stato disastroso. La sede dei carboncini è completamente rovinata, un difetto di produzione. Guardando il motorino e come se il materiale avesse continuato a catalizzare rendendo tutto poroso con la tendenza allo sbriciolamento. L'ho dovuto cambiare per non restare in panne. È pur vero che il motorino ha lavorato tanto, ma era un difetto insolito e soprattutto non da addebitare al numero delle ore fatte. La cinghia di trasmissione e gli stessi carboncini erano perfetti. Anche qui e Las Palmas, come in tutti gli altri porti del mondo, s'incontrano sempre degli amici. Qui ho conosciuto una coppia di romani, che romani non sono. Roberto e Lidia su uno splendido Garcia 48, lavorano ancora a Roma, ma nel loro tempo libero navigano verso…? Adesso sono arrivati a Las Palmas, fra qualche mese andranno in Senegal, Caraibi e poi… sono entusiasti del viaggiare e vivere in barca, passiamo qualche bella serata insieme Incontro anche ragazzi che hanno costituito un gruppo di volontariato per aiutare i poveri del mondo: ”los correos de la Mar” www.correosdelamar.org , oppure: info@correosdelamar.com mi chiedono e accetto volentieri di portare diversi pacchi e valigie a Capo Verde. Per me è una gioia poter aiutare quei ragazzi in fase d’espansione delle loro attività. Avevo già intenzione di fermarmi a San Nicolao, dove si trovavano i miei amici padri francescani di Mondovi. Qualcuno di loro vive a Capo Verde da 50 anni. Sono arrivati quando le isole erano una colonia portoghese. Negli anni ci sono stati degli sconvolgimenti politici, ma loro sono rimasti. Il governo era diventato marxista, poi maoista, sono diventati filo cubani e adesso la Repubblica si è aperta al turismo e capitalismo. I padri hanno visto tutto, non si sono mai impressionarti e hanno portato avanti il loro lavoro quotidiano che consente di catechizzare e alfabetizzare la popolazione, danno una mano a chiunque senza distinzione. Naturalmente hanno bisogno d’aiuto e chi ha voglia può scrivere per saperne di più direttamente a Padre Pietro: fiasco12300@yahoo.it Las Palmas , 1 maggio, parto da Las Palmas con vento teso, molto teso tra le isole. Molto lavoro con mare incrociato durante la prima notte, ho dovuto strambare cinque o sei volte finché al mattino successivo non si è stabilizzato l'aliseo di nord est. Mi ricordo bene, anche in passato ho sempre avuto dei problemi intorno alle isole Canarie. Le isole fanno rinforzare, deviare e anche calmare i venti. È necessario spostarsi di almeno 50 miglia per ritrovare i flussi d'aria con una certa regolarità. Passo di nuovo giorni tranquilli, da 15 a 20 kt da nord est, vela di prua tangonato e randa con una robusta ritenuta per non farla sbattere troppo contro il sartiame. 4 maggio, 24° 31 nord, 18° 34 ovest la superficie degli oceani è enorme, le rotte commerciali sono ben definite e in questo momento non riesco a credere ai miei occhi. Prima lo vedevo solo sul radar, e pensavo ad un falso eco. Poi ad occhi nudi, un due alberi che arriva dalla direzione opposta a motore, picchiando forte contro un'onda di circa 3 m. La “Patagonia Ice Lady”, che avevo già incontrato alla radio. Non potevo immaginarmi che si trattasse di un motorsailer di 43 metri e 1800 cavalli installati. Chiamo con il VHF, mi passano a meno di 100 m. rispondono, è Marcello, argentino, che in questo momento è alla timoneria. Anni fa lavorava per un'industria aeronautica italiana. Mi racconta che normalmente viaggiano in Antartide dove fanno ricerca sui cambiamenti climatici. In questo momento vanno a Tenerife, Valencia e in Italia per far conoscere il loro progetto. Penso che sarebbe bello poter ospitarli qualche giorno nel porto di Savona, come la pensi a proposito? 8 maggio, 17° 27 nord, 23° 45 ovest ritengo che la navigazione dalle Canarie verso capo verde e una delle più belle che possa esistere. L'aliseo rimane sempre costante, non cambia direzione, e regolato le vele, si prosegue giorno e notte con medie più che sufficienti. Stando soli in barca, si possono raggiungere da 100 a 140 miglia, sarebbe possibile fare di più, rischiando però di strambare ogni tanto, involontariamente a causa di un'onda più alta delle solite. Così, all’ottavo giorno di navigazione tranquilla, sono approdato alle 21.00, con un buio pesto, nella rada di Tarafal sull'isola di San Nicolao. Ho percorso 903 miglia in sette giorni e 8 h. San Nicolao, 9 maggio 12.00 poche ore di sosta, giusto per scaricare i pacchi, prendere un caffè con padre Pietro e di nuovo in navigazione verso sud. L'intenzione era di passare tra le isole di Fogo e Brava, un canale largo circa otto miglia che io chiamo: “ la porta verso l'ignoto” mi spiego meglio, so bene che oltre le isole non cadrò dal piatto, lo sappiamo tutti, da secoli. Però in passato ho già navigato diverse volte verso sud, e mai avevo trovato il tempo che pensavo. Così anche questa volta e nonostante tutte le previsioni del caso. Se prima di arrivare a Fogo viaggiavo con tre mani e poco Yankee, nel canale erano bastati da sette a 8 m² dello Yankee, e a 10 miglia dalle isole mi trovavo in calma piatta. All'altezza di Fogo non cambia solo il vento, ma con il vento da nord-est arriva normalmente anche la sabbia. Sai quando ogni tanto, dopo esserci stato il libeccio, si trova una leggera pattina di rosso sulle barche, qui il fenomeno e alla potenza. Non ti posso dire se alla seconda, terza o quarta. Il fatto è, che la barca si è trasformata. La tuga è diventata rossa, negli angoli ci sono millimetri di sabbia, le scotte e drizze sono diventate di due colori, l'albero e tutto quello esposto sopra vento sembra arrugginito. Il pannello solare che è particolarmente sensibile allo sporco, ha smesso di produrre. Un disastro totale che si risolverà, forse, con gli scrosci d'acqua dolce che mi attendo nella zona dell'equatore. In caso contrario mi porterò tutta la sabbia, anche quella che ho in mezzo ai denti, fino a Salvador. L’erosione è enorme, e tutte le volte che passo mi chiedo: ma quante centinaia o migliaia di tonnellate di sabbia partono quotidianamente da ogni isola, ma quanto tempo ci vorrà per far sparire tutto l'arcipelago. 11 maggio, 14° 02 nord, 24° 37 ovest nessun evento particolare, nessun record di percorrenza, comunque è una data da ricordarsi. Sono esattamente due mesi da quando sono partito dalla Guadalupe e ho navigato per quasi 5000 miglia. Ho attraversato il nord Atlantico a cavallo dell'inverno e della primavera, faceva molto freddo e il mare non era sempre piacevole. Adesso il caldo prevale sul freddo, e purtroppo le calme prevalgono sui venti tesi. Mi devo adeguare al tempo, e per essere sincero, sono anche stanco. 12 maggio, 12° 36 nord, 24° 35 ovest la situazione non è cambiata di molto, l'aliseo una settimana fa ancora robusto si è addormentato. La zona intertropicale normalmente tra 4 è 8° nord si è ritirato fino all'equatore, e io combatto con venti assai deboli che mi hanno costretto di issare lo spi. Tanto lavoro per guadagnare un nodo. Normalmente sono sempre restio, ho poca voglia di trafficare a prua, ma non potevo fare a meno. Devo pure superare le quasi 800 miglia che mi separano dall’aliseo da sud-est. Non so se anche a te capita, a me, quando sono in mezzo ad una burrasca e faccio cinque o 6 kt, ho l'impressione di volare. Quando invece scivolo senza alcun movimento su una superficie che assomiglia ad una pozzanghera d'olio e con una velocità di quattro nodi, mi sembra d’essere fermo. Ogni 5 min osservo il GPS per controllare se effettivamente mi muovo, oppure... In quelle condizioni e nonostante le miglia fatte mi meraviglio, quasi non ci credo di essere in viaggio. Ieri pomeriggio ero sdraiato in cuccetta, la barca si trascinava lentamente verso sud. Lo sai bene che in mare aumenta la sensibilità ai movimenti e rumori. Istintivamente sentivo, ma non mi spiegavo, ho dovuto alzarmi per vedere. La sorpresa era grande. Sono ormai abituato a vedere delfini in gran numero, ma ieri era diverso. Un gruppo di, credo che si chiamano: Granpus, fanno parte della famiglia dei delfini, ma sono molto più grandi, nuotava intorno al Maus. I libri parlano che possono raggiungere la considerevole lunghezza da 2,5 a 3,5 metri. Quelli che avevo intorno alla barca, avevano la dimensione, almeno mi sembrava, ben maggiore. La loro lunghezza superava la metà della lunghezza del Maus. Le ho potuto osservare e fotografare, si strisciavano sulla fiancata, sull'opera viva. Poi uno era particolarmente interessato, stava sempre sotto la pala del timone a vento con la pancia verso l'alto. Chissà se era riuscito a soddisfare la sua curiosità? tutto il gruppo è rimasto per oltre 30 min prima di riprendere il loro cammino verso l'ignoto. Che animali stupendi. 16 maggio, 7° 00 nord, 25° 00 ovest Ho fatto molta fatica, come vedi sono a 7° nord e negli ultimi quattro giorni mi sono spostato di appena 5° e 30 minuti verso sud, sono proprio pochi. Paragonando il tempo a quello che ottenne 110 anni fa Josua Slocum, sono tanti. Lui per superare 5° aveva impiegato ben 10 giorni, non aveva il motore, ma in compenso una randa che per una barca di appena 11 m era di oltre 80 m². Per fortuna non devo combattere con una tale randa, ma ho il motore. Peccato, ho incontrato una situazione strana. Solo 10 giorni fa l'aliseo di nord-est arrivava quasi a 5° nord, e già a 4° nord entrava l'aliseo di sud-est. Le calme erano larghe meno di 60 miglia. Questa volta, dopo, appena partito da San Nicolao un cuneo di bassa pressione che si trova normalmente sopra il deserto del Sahara, si è ritirato verso l'Africa e ha fatto livellare la pressione in tutta la zona. 1014 mbar per ben 800 miglia di latitudine, con il risultato che ho dovuto subire, spinnaker su, spinnaker giù, vele a farfalla, acceso il motore e spento il motore. Infatti, le medie, ottime dalle Canarie fino a Capo Verde sono scese notevolmente. Tutto sommato non sarebbe così grave, se non ci fosse il problema delle notti. Non posso mica navigare senza luci di navigazione che servono poco. Più importante, è non dover navigare senza l'ausilio del radar, vedere è la parola d'ordine! L'unica soluzione accettabile era di navigare di giorno a vela con lo spinnaker, presumo che anche il più addormentato ufficiale di guardia si accorga di quella bolla enorme rossa in mezzo all'oceano. Di notte invece attaccare il motore per aver l'energia sufficiente. Peccato, con questo sistema, che mi è stato imposto, ho fatto più ore di motore in questi ultimi giorni che su tutto il percorso attraverso il nord Atlantico. Non importa, osservo attentamente da giorni le carte sinottiche e vedo che la situazione sta di nuovo cambiando. Ho visto che l'aliseo da sud-est guadagna in latitudine mentre quello da nord est sta scendendo. In questo momento navigo con lo spinnaker che mi permette di proseguire con rapidità… verso sud. Per capire tutto quanto non serve solo la carta sinottica, basta aprire gli occhi e allungare le orecchie. Giorni fa, senza essere stato nuvoloso, non si vedeva l'orizzonte, il sole, anche a mezzogiorno, rimaneva come un disco giallo pallido sullo zenit. Si poteva guardarlo direttamente senza occhiali da sole. Tutto il cielo era velato. Poi da ieri è diventato più nitido, più chiaro e da sud si fa sentire l'onda lunga bassa senza dare fastidio. Tutto quanto fa capire che a qualche centinaio di miglio esiste il vento, ed è quello che attendo che farà galoppare il Maus. Penso che il peggio sia passato e che da adesso in poi consumerò ben poca nafta, la speranza è sempre l’ultima a morire. 21 maggio, 2° nord, 25° ovest Pensavo, attendevo, speravo...inutilmente. In questi ultimi giorni assomigliavo più a Fantozzi, e non ad uno che faceva una crociera a vela. Con la tipica lentezza di chi doveva fare attenzione al consumo di carburante, mi spostavo verso sud. Purtroppo, contemporaneamente a me, i centri dell'alta pressione, in pratica quella delle Azzorre scendeva lentamente verso sud e portava il vento alle zone dove io ero passato e che erano in perfetta calma qualche giorno prima, mentre quella che staziona sull’Atlantico del sud e crea il famoso aliseo da sud-est che si dovrebbe estendere fino a 4 a 7° nord, si era spostata verso sud. Tutto con la spiacevole conseguenza, che io sono rimasto, e mi trovo tuttora, nelle calme. In pratica da 12° nord fino all'equatore che vorrei raggiungere entro un paio di giorni non ho avuto vento. Fin qui pazienza, però con questo mutamento, mi sono anche subito gli scrosci e le piogge torrenziali che sono famose per queste zone. Dal 19 pomeriggio fino a questa mattina, ha piovuto ininterrottamente, con l'unico vantaggio che non dovrò più salire sull'albero perché tutta la sabbia di Capo Verde se n'è andata. Con questa situazione anomala anche le correnti si devono essere modificate. Dico si devono, perché grazie al GPS si sa quasi tutto. Pensa, l'altra notte senza vento e pioggia, ero così stufo di andare a motore, viaggiavo da 1,5 a 2 kt e ritenevo di aver preso qualche rete sotto il timone a vento e che faceva rallentare la barca. Volevo spegnere tutto, dormire e attendere il mattino per poter controllare. Subito dopo aver spento il motore, con la barca ferma e io fradicio, credevo di non vedere bene: derivavo a circa 2 kt verso nord ovest. Chiaro che ho dovuto riprendere il cammino, l’enigma era risolto e le medie talmente basse degli ultimi giorni (75, 63 e 51 miglia) hanno avuto una loro ragione e spiegazione logica. Per fortuna vedo adesso, che l’alta spinge da sud verso nord, già in questo momento nella zona intorno + / - 0° ci sono da 10 a 12 kt da sud-est, spero di raggiungerli velocemente, la dove dovrei camminare abbastanza bene. Qualche miglio più a sud la situazione dovrebbe ancora migliorare, perché il vento secondo le previsioni arriva da est sud est e potrebbe raggiungere anche i 15 kt. Queste sono le previsioni, la realtà come sarà? Mancano ancora 1400 miglia e devo iniziare ad economizzare il carburante, non trovo distributori lungo la mia rotta. 24 maggio, 00° 00 nord, 26° 00 ovest Proseguo con la navigazione...lenta verso sud, d'altra parte devo proseguire perché non ho ripari nelle vicinanze. Però come vedi, la navigazione è proprio lenta. Quello che l'altro giorno avevo accennato non si è avverato, anzi è di nuovo peggiorato. Mentre io viaggio verso sud, anche l'alta dell’Atlantico meridionale, continua a muoversi verso sud. Le isobare sono sempre più distanti tra loro e il vento rimane debole. Nella sfortuna di questa situazione, sono però consapevole d’essere fortunato. Dico così, perché prendo tutti giorni le carte meteo e almeno, anche senza grossa soddisfazione, posso seguire l'evoluzione. Parlavo già dei record negativi, 58, 70, 52, e oggi 43 miglia, ho fatto un capolavoro. Ieri sera alle 18, navigando tra uno e 2 kt, mi mancavano ancora 12 miglia per raggiungere l'equatore. Sai, arrivano momenti che con tutta la buona volontà e pazienza non ce la fai più. La barca ferma o quasi, la giornata difficile per il tanto lavoro sulle vele che è molto superiore nelle calme e non nelle burrasche, ho mandato al diavolo tutto quanto, ho preso quella bella vecchia lampada a petrolio, l’ho accesa e appesa bene in alto. Dopodiché sono andato a dormire. Dimenticavo, contro tutti i miei principi, ma per mancanza di fonti energetiche, avevo spento anche il radar. D'altra parte ero fermo, come se fossi stato all’ancora in mezzo all'oceano. Dormire fa sempre bene e alle quattro di questa mattina sbattevano le vele, erano tornati 10 kt e la barca si trovava a quattro miglia dall'equatore. Avevo fatto ben otto miglia in 10 h!!! La tradizione, anche se oggi poco seguita, impone una piccola festa al passaggio, Nettuno ha avuto un bel sorso di vino ”Caravella”, il nome si adatta allo scopo. Eolo, non ha dovuto rimanere a secco, anche se per dire la verità, a partire da C Verde non mi ha dato molto aiuto. Ieri, oltre a tutti i problemi di vele, di mancanza di vento, il caldo umido, ho dovuto cambiare i filtri nafta. Lo volevo fare a Salvador, ma le tante ore di motore fatti in queste ultime due settimane me lo hanno suggerito, ho dovuto anticipare. Non è un lavoro difficile, basta seguire poche regole, e dopo se non si creano imprevisti il motore riparte. Si tratta però sempre del: se...imprevisti. Purtroppo quelli ci sono stati, ieri pomeriggio pensavo già di dover diventare velista puro, pensavo che la pompa manuale di spurgo era guasta. Dopo aver sostituito il filtro, il prefiltro e pulito il separatore d'acqua, ho iniziato a pompare. Ho continuato, ma la nafta non arrivava più, non ne voleva sapere, ed ero proprio sconfortato. Solo dopo diversi tentativi, controlli, smontaggio e montaggio del sistema, e tanta inventiva, avevo scoperto che il prefiltro di una nota marca che io certamente non utilizzerò mai più, era difettoso. La pompa a mano invece di aspirare nafta, aspirava aria! A distanza di 24 h posso anche ridere, ma ieri non n’avevo proprio voglia. Sono ancora a 1200 miglia da Salvador, e nonostante il poco carburante che ho nei serbatoi, è sempre meglio un motore funzionante che uno da ornamento. 25 maggio, 1° 30 a sud, 26° 40 ovest Anni fa un amico che oggi ha probabilmente il più bel Baglietto 19 m, stagionato, vecchio, sarebbe un'offesa, mi disse: sai Manfred tu non sei come tutti i velisti, ho scoperto che sei un uomo che ama il mare, e sei come tutti noi. Queste parole mi hanno fatto riflettere, ed evidentemente aveva ragione, sono come tutti quelli che amano veramente il mare, sono romantico. Le belle barche d'epoca mi piacciono, le belle barche attuali, ma ci sono veramente poche, mi piacciono anche. Gli accessori, studiati, perfezionati e anche se non sempre funzionali, attirano la mia attenzione. Sono un sognatore che anche in mezzo al mare, sogna ancora il mare. La vita professionale mi ha però portato di vedere tutto anche sotto un punto di vista razionale. E qui iniziano le prime incertezze. Nel terzo millennio, non ha più senso attraversare gli oceani a vela, non esistono più terre da scoprire, e sarebbe possibile fare gli stessi giri con una barca a motore ben attrezzata. Sarebbe meno faticoso, garantirebbe una maggior regolarità degli spostamenti, e alla fine dei conti, credo che la spesa da affrontare non sarebbe certamente superiore a quella di una barca a vela. Non ho intenzione a distruggere sogni nascosti, cullati per decenni da innumerevoli velisti. Vorrei piuttosto tornare al vedere tutto quello che gira intorno alle barche con un occhio romantico e uno razionale. Prima ho parlato di barche e accessori. Chi non ha sognato di cavalcare le onde atlantiche con la propria barca. Il timone a vento montato, che lavora giorno e notte tutto da solo. In fondo lo hanno fatto anche i grandi del passato. Guardando gli archivi non si trova una barca importante degli anni 60 o 70, che non aveva un tale meccanismo montato sullo specchio di poppa. Proprio negli anni 70, l'avevo comprato anch'io, però è sempre rimasto un oggetto misterioso montato più per curiosità che per necessità sulle mie barche. Non mi ero mai posto dei problemi o fatto delle domande serie, ero contento di averlo e sembravo agli occhi di altrui, il possessore di una barca importante. Oggi però, con abbastanza esperienza fatta, ho utilizzato quel vecchio timone a vento per molte decine di migliaia di miglia, e per altre tante ho utilizzato uno di concezione più moderna, mi pongo le domande non fatte in precedenza e mi chiedo spesso se acquisterei un altro timone a vento. Oggi, anche se è bello vederlo montato a poppa, da sempre un aspetto importante alla barca, esistono delle valide alternative. Non è vero che” il vento fa governare meglio”. Indubbiamente, non esiste il consumo d’energia elettrica, forse si rompe anche meno, forse bisogna fare meno attenzione ai salti di vento. Sono tutti forse, ma per contrario, la precisione, e le velocità ottenute che sono da mezzo ad un nodo superiore utilizzando quello elettronico, il prezzo che è il doppio rispetto al pilota automatico, non giustifica più l'acquisto di un timone a vento. Sarebbe meglio avere una bella scorta di pezzi di ricambio, meglio ancora un secondo sistema elettronico a bordo, dimenticando quell'aggeggio romantico da sognatore. Organizzando oggi una barca da lunga crociera, e grazie all'esperienza fatta in questi anni, grazie anche per i piloti automatici che esistono sul mercato, opterei per una scelta razionale e non più romantica. 26 maggio, 2° 30 a sud, 27° 30 ovest Le difficoltà degli ultimi giorni sono un brutto ricordo. Non erano difficoltà vere, per la mancanza di vento, erano momenti poco piacevoli. Avevo sempre sostenuto, che in alto mare è più difficile combattere contro l'immobilità della barca e non contro i venti, alcune volte anche robusti. Ero stanco, non solo fisicamente, sono quasi 60 giorni salvo le brevi soste a Horta e Las Palmas, che sono ininterrottamente in mare. Posso anche dire che non ho più il fisico, sto invecchiando. Oltre a quella stanchezza, il poco vento, il non avanzare, il..., e forse lo dovrei elencare per primo, dovevo anche diventare nonno. Bene, lo sono diventato, non so ancora se il giorno 24 o 25, la notizia mi è arrivata per mail da Riccardo e Pippo, poi via radio sono stato informato, dall'amico fraterno Pino. So che tutto è andato bene e che Sarah e Gaia, la nipote, stanno bene. Ieri sera, appena ricevuto il mail mi sono sentito, credo come un locomotore a vapore al quale si toglie improvvisamente il vapore che lo tiene in vita. Ho chiuso tutto, ho aperto una bottiglia di vino e ho festeggiato Gaia, l'allegra. Dopo sono andato a dormire senza preoccuparmi troppo della rotta, dei venti, delle navi in transito e tutto il resto. Avevo fatto bene perché questa mattina avevo avuto la bella sorpresa che senza i miei continui interventi, Maus ha percorso durante la notte altre 50 miglia con soli 10 kt di vento apparente. I festeggiamenti di ieri sera non potevano terminare, l’evento era troppo importante. E così questa mattina, appena terminata la prima colazione mi ero affacciato al pozzetto e pensavo di non vedere bene. Il vento non era aumentato, le onde uguali a ieri sera, ma il mare sembrava in burrasca. Spruzzi e piccole onde a vista d'occhio, migliaia di dorsi di delfini, Granpus, che nuotavano paralleli alla barca. In 35 anni che vado per mare, non ho mai visto un tale spettacolo. Non è facile rendersene conto, ma ho filmato e fotografato, la superficie del mare sembrava tutto in movimento di corpi neri. Dal pozzetto sentivo decine d’animali respirare contemporaneamente. Circa 30 min di film e 250 foto sono i miei testimoni di come i delfini hanno voluto festeggiare per circa 3 h la nascita di mia nipote. A questo punto mi chiedo: ma chi gli ha informati? 1 giugno, 10° 00 sud, 33° 50 ovest Da quando l'ultima volta ho preso la penna in mano ho fatto parecchia strada. Qualche giorno di tipico aliseo da sud est, da 10 a 12 kt mi hanno fatto proseguire con allegria e senza problemi. Ho pensato che finalmente Eolo mi desse quello che prima si era tenuto gelosamente per sé. Ho anche pensato che Yemanja, la dea del mare brasiliana, e descritta tanto bene nei libri di Jorge Amado non avesse l'intenzione di farmi proseguire. Ma anche da noi la Bibbia lo dice: dopo i tempi magri e arriveranno quelli grassi. Per me non poteva essere diverso, ho visto da qualche giorno che i sistemi del sud e Nord Atlantico stavano di nuovo mutando, è poco consueto in questa zona. E sempre quando accadde, i venti e temporali sono in rapido aumento. In queste condizioni navigo da due giorni, anzi direi che tento di schivare un temporale dopo l'altro. Non sempre riesco ed è proprio l'altro giorno che mi era sembrato di entrare in una parete nera, tanto era buio intorno a me. Certo in queste condizioni ho il mio gran daffare. Però da ieri anche il vento è aumentato notevolmente soffia tra 20.e 30 nodi, purtroppo da sud sud est a sud est che mi costringe ad un'andatura di bolina larga. Con tre mani nella randa, il fiocco da cutter e lo Yankee quasi completamente sparito dalla superficie, riesco malapena tenere da 60 a 80°. Mi dirai che non è un gran che, non è così, si tratta di un'andatura difficile. Il mare intorno a me e bianco e le onde superano i 3 m, la vita a bordo è abbastanza movimentata e l'interno senza poter aprire qualche boccaporto rimane caldo umido. In queste condizioni è anche difficile restare in pozzetto per i frangenti che ogni tanto lo inondano. Ieri sera, tra un temporale e l'altro, si era aperto il cielo con la luna quasi al pieno del suo splendore. Illuminava tutto quello che non era coperto dalle nuvole. Proprio mentre stavo la, seduto, osservando, ho visto arrivare un uccello. Non so di che razza si trattava, ma era quasi grande come un nostro gabbiano, più affusolata e di colore marrone. Evidentemente stava cercando un posto dove poter posarsi per la notte. Capita anche dalle nostre parti che gli uccelli durante le ore notturne prendono residenza sulle barche o navi che sono in transito. Quello sfortunato di ieri sera continuava a voler atterrare a poppa, sopra il pannello solare, in vicinanza del generatore eolico. Proprio non ho fatto in tempo a fermarlo perché l’uccello si ha fatto prendere dalle pale, che a volte possono girare anche fino a 2500 giri il minuto. Mi dispiace per lui, ha fatto una brutta fine ed è la prima volta che mi era capitato una cosa del genere. Quando vedo uccelli che volano attorno alla barca ma soprattutto intorno alla poppa lo spengo sempre. Lo spengo perché non ho intenzione di ferire o ammazzare, però lo spengo anche per un motivo non da altruista, non ho nemmeno voglia di danneggiare le pale dell'eolico. Si, quel poveraccio ha fatto la fine stupida come lo fanno gli innumerevoli pesci volanti che raccolgo tutte le mattine in coperta. 3 giugno, 110° 48 sud, 36° 27 ovest, Tutte storie, non sono arrivati i sette giorni buoni, sono ancora in mare e proseguo a due, e anche meno nodi con circa 5 kt di vento da sud est. Mi mancano 150 miglia, e in questo momento credo che sia la corrente che mi fa procedere a questa velocità folle. Potrei accendere il motore, ho ancora circa 140 l di gasolio a disposizione, ma disturberei la calma immensa che mi circonda, ho deciso che andrò avanti con questo ritmo naturale. Dicevo, che mi trovo a circa 150 miglia da Salvador che è una città enorme. Penso che nessuno conosce i numeri esatti, però si parla che abbia oltre 12 milioni d’abitanti. L'anno scorso, arrivando da sud est ho visto i riflessi della sua luce già a 70 miglia prima dell'arrivo. Adesso che mi avvicino da nord est, la direzione nella quale si estende la città, non è da escludere che già questa notte potrò vedere i primi bagliori anche a più di 100 miglia. Sarà una notte splendida. Nelle mie condizioni molti sarebbero disperati, io non lo sono, anzi proprio oggi sono allegro e ti racconto il motivo. Devo premettere che i cibi freschi sono rimasti ben pochi. Qualche fettina di carne, sei uova, formaggi vari e una testa di crauti ormai ben ridotta. I crauti vanno molto bene in barca, si conservano a lungo, e mano mano si prelevano sempre le foglie esterne che sarebbero i primi ad andare in malora. Prima di pranzo, considerando quello che era a mia disposizione, pensavo che cosa avrei potuto preparare per riempire lo stomaco e soddisfare lo spirito. A questo punto, mi era venuto in mente un film, un western all'italiana che aveva come protagonisti due fratelli. I due non potevano essere più diversi tra loro, si comportavano sempre da primitivi, uno picchiava forte, e l'altro lo faceva con astuzia. Quelle rare volte che tornavano a casa mangiavano delle grandi scodelle di fagioli. Oggi, proprio ricordandomi loro due, mi ero preparato una scodella con fagioli e uova. Quel vecchio film mi ha suggerito il menù domenicale! Per fortuna nessuno mi ha visto, mi avrebbero potuto scambiare per uno dei due fratelli. Credo che stare tanto tempo in mare, l'uomo si riduce all'essenziale, se non al primitivo. Dove è la differenza, dipende sempre di chi lo giudica. Per fortuna, alla fine si torna ad essere uomini di terra e si riprende presto le abitudini che tanto ci sono care. 5 giugno ore 12.00 sono arrivato, il viaggio era lungo, ma soprattutto lento. Non importa, sono qui e fra poco inizieranno i lavori necessari per poter solcare verso nuovi orizzonti. Un caro saluto a tutti Manfred

"Senza partire non si arriva, e ogni traguardo si raggiunge con i primi e piccoli passi"

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