Manfred Marktel

Riflessioni ed alimentazione sana

Mangiare bene e sano…..non è impossibile Recentemente ho letto un libro scritto da un navigatore ben conosciuto in Germania. Aveva programmato di navigare per circa 300 giorni, ma la situazione meteorologica lo ha costretto a restare in mare per ben 343 giorni senza poter toccare terra. Per fortuna Wilfried Erdmann, www.wilfried-erdmann.de , non alla sua prima esperienza, era prudente e già prima di metà viaggio aveva iniziato a rifare l’inventario delle scorte e conseguentemente ridurre la quantità di cibo quotidiano. Solo in tal modo poteva sperare di terminare il suo lungo viaggio intorno al mondo da E verso W, contro i venti predominanti occidentali. Questa sua situazione di disagio si è poi rispecchiata nel libro che ha scritto, era un continuo lamento per la fame subita e la voglia di potersi riempire lo stomaco con qualsiasi cosa. Erdmann non era arrivato agli estremi come Shackleton e i suoi uomini, ma poco ci mancava. Si sa che esiste una stretta connessione tra alimentazione, salute fisica e psicologica che è fondamentale per la buona riuscita di una crociera di qualsiasi durata. A tale scopo occorre programmare la composizione e quantità di cibi che abbiamo bisogno per una alimentazione equilibrata che richiede l'organismo quotidianamente. Il nostro corpo non è in grado di adattarsi a un rifornimento di nutrienti, troppo differenti o insufficienti dalle sue esigenze, cioè da un mantenimento di equilibrio biologico armonioso che è necessario per un buon stato di salute. Per fortuna non tutte le crociere vanno a finire come quella di Erdmann, normalmente i viaggi anche transoceanici durano meno di 30 giorni, un periodo facilmente prevedibile, e anche se dovesse mancare qualcosa non si corrono grandi rischi. Molti anni prima di salpare per la mia prima crociera transcontinentale avevo iniziato ad interessarmi di come mi sarai nutrito, che cosa avrei dovuto stivare, quale era l'apporto calorico necessario durante un tale periodo. Per sapere tutto questo non esistono segreti, però non bisogna nemmeno improvvisare e basarsi esclusivamente sul fai da te. Ritengo che sia necessario consultarsi preventivamente con un buon dietologo e in base alle sue indicazioni preparare il tutto necessario per riempire la cambusa. Quello che scrivo non deve essere visto come la verità assoluta, però potrà darvi un'indicazione generale delle necessità di una persona di costituzione normale che è alta 189 cm, con un peso di 83 kg e che mangia volentieri un piatto di pasta. Secondo il mio medico di fabbrica e dietologo di vent’anni fa, il famoso Dottor Colombo (nome non inventato), quel peso di 83 kg era ancora troppo alto. Per quel motivo mi aveva preparato una dieta, volendomi obbligare di perdere 7 kg! Secondo Colombo avrei dovuto assumere non più di 1800 kcal al giorno composte da 72 g di proteine, 215 g glucidi, cioè di carboidrati e 38 g di grassi. Devo dire la verità, a quell'epoca non avevo l’intenzione di seguire la dieta, ma l'ho conservata gelosamente finché un giorno, prossimo alla pensione, l'ho presa in mano per prepararmi una lista viveri che mi permettesse di restare per un tempo abbastanza rispettabile in mare, cioè da circa 120 - 150 giorni. Oltre al famoso fascicolo Colombo, ho acquistato un libro che elencava le calorie di tutti gli alimenti è alla fine anche un piccolo ricettario di piatti gustosi ma semplici che erano alla mia portata da cuoco di bordo. A questo punto possedevo i ferri del mestiere e tutto era diventato molto semplice. Subito dopo aver esaminato la mia abilità ho preparato dei menu tipici per una settimana intera, potevo cosi moltiplicare la quantità dei singoli cibi necessari per il numero di giorni e settimane che sarei rimasto fuori portata dai supermercati. Successivamente ho suddiviso tutto in proteine, lipidi e glucidi, quanto e come lo aveva indicato Colombo, ho fatto qualche aggiustamento secondo il mio palato e la cosa era fatta. Parlo a ruota libera, ho raccontato da quale fonte arriva il mio sapere in materia, però fino adesso mi ero dimenticato che le calorie che mi erano state concesse si riferivano ad una vita lavorativa molto sedentaria. La dieta era assolutamente insufficiente per stare in mare, ne in compagnia, e meno ancora per poter fare il solitario che è sottoposto ad un lavoro quasi da forzato, cioè da minatore. Mi spiego meglio, navigando in compagnia esiste la ben conosciuta frase: già che sei giù, prendi per favore...il solitario non ha la possibilità di scaricare, di chiedere, no, lui si deve muovere! Deve scendere o salire gli scalini. Tradotto in numeri significa che sulla mia barca, dove ho cinque gradini che salgo e scendo in media circa sei volte all’ora, cioè 144 volte nelle ventiquattro ore arrivo ad un risultato sorprendente: salgo e scendo circa 25 piani di un palazzo, e in conseguenza… consumo molto!. Colombo mi aveva prescritto ca 1800 kcal al giorno, ma di seguito ho scoperto che in navigazione l’apporto calorico lo posso tranquillamente raddoppiare senza rischiare di ingrassare e mettere su pancia. Anzi, nonostante il raddoppio delle razioni quotidiane perdo durante ogni lunga crociera qualche chilo di peso, assomiglio all’arrivo più ad un uomo del dopoguerra che ad uno del duemila. Ben conscio di queste premesse e fatto gli acquisti necessari bastava considerare qualche regola base, dove e come stivare le oltre 900 confezioni che pesano 400 kg. Carne, prosciutto, formaggi, uova e altro facilmente deperibile, li metto normalmente in ghiacciaia che da me è diventata un frigorifero con una piccola cella che funge da freezer. Bibite, dolci etc trovano posto in sentina e approfittano del fresco naturale, mentre lo scatolame, buste varie, pasta e riso, devono rimanere all’asciutto e ben divise per tipologia nei vari stipetti. Un discorso a parte è la frutta e la verdura che quando posso metto in ceste areate oppure reticelle appese all'interno della barca. Al momento dell’acquisto e per essere più tranquilli è necessario il controllo delle date di scadenza che non sempre sono affidabili. Questo riguarda i salumi, lo scatolame ma interessa in particolare la pasta. Peccato, proprio nella pasta di un produttore italiano, ad Aprile del 2008, avevo trovato dei parassiti all’interno dei pacchetti già prima della scadenza del prodotto (vedi foto). In questo caso ha sofferto non solo l’immagine di tutta l’Italia ma soprattutto avrei potuto finire come Erdmann. A noi navigatori piacciono i tropici, a terra è sempre possibile trovare tutta la frutta bella e gustosa nei più svariati colori e in abbondanza, ma partire da la diventa un vero problema. Purtroppo a differenza delle nostre mele, pere e arance la frutta tropicale è poco adatta allo stivaggio e conservazione. Succede così che poco dopo la partenza arrivano i giorni delle banane. Prima, ancora poco mature si mangiano fritte, allegate ai piatti principali. Dopo per un paio di giorni si possono mangiare come frutta al mattino, mezzogiorno e anche la sera. Alla fine le banane per non essere buttate devono essere servite come pasticcio con una certa quantità di rum o altro super alcolico.

"Senza partire non si arriva, e ogni traguardo si raggiunge con i primi e piccoli passi"

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