PLANOVOLUMETRICO CAR S.C.P.A.
2008
ASILO NIDO PER 60 BAMBINI
C:A.R. S.C.P.A. 2007
Pianta Asilo
Rilievo Area Archeologica 2000
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La Statua di Hercules fanciullo e la scultura di Dioniso seduto


“ [ HER ]CULI SOSPITALIS , CUSTODI DOMUS GALLONIANAE [---] ATIUS SABINUS, PROCURATOR ,(GALL)ONORUM NIGRI ET FRONTONIS, (VOT )O SUSCEPTO; FECIT. “

Questa è la dedica per un voto fatto ad Hercules da parte del procurator Sabinus, i Galloni Niger e Fronto, scolpita su una lastra di travertino ( poi usata come soglia in un ambiente minore nel IV secolo a.C. ) nella villa d’Ercole fanciullo .
Che Ercole fosse il destinatario di voto e dedica non può certo stupire, dal momento che la villa sorge presso la Via Tiburtina Valeria, che conduceva al più famoso santuario del Lazio consacrato al Dio, ma che fosse stata ritrovata la statua di Hercules fanciullo, sicuramente ci lascia quantomeno affascinati.
Ciò che ha attirato l’attenzione degli studiosi è certamente l’epiteto di SOSPITALIS con cui Ercole è invocato ,iscrizione che trova nel seguente “ CUSTOS “ la conferma del suo significato di“ Protettore “ epiteto mai inciso per nessuna divinità.
Il Dio Hercules nasce in Boezia ,ma le origini sono peloponnesiache ( la madre e il padre terrestre provenivano da Tirino in Argolide),da Alcamena e da Zeus , che per concupire la giovane sposa assume le sembianze del marito Anfitrione , assente per una spedizione .

Il Dio era anche venerato come protettore della pastorizia e della transumanza nonché del Commercio.
Forse nei d’intorni di Tivoli o nei pressi del Tempio ad esso dedicato c’era un mercato e vi trovava posto uno stanziamento temporaneo di pastori transumanti veneranti il Dio. Nel II sec. a.C. l’aspetto commerciale del culto si ampliò, grazie alla fortuna degli imprenditori Tiburtini specie sul fiorentissimo mercato di Delo.
L’area, usata fino a circa il 1990 dall’azienda Agricola della tenuta del cavaliere , azienda del Comune di Roma ,per la coltivazione di erba da taglio alimento naturale del bestiame ,ha contribuito a lasciare intatta tutta la parte
archeologica interrata ad una profondità di circa 50-60 cm.
Nel 1985 durante i lavori di aratura fu ritrovata la statua di Ercole bambino da cui ha preso il nome la villa.

Nell’area della Tenuta del Cavaliere ricadente nel territorio del Comune di Guidonia - Montecelio di proprietà del Car S.c.p.A. è stata condotta una doverosa e onerosa , campagna d’indagine archeologica prima della costruzione del Nuovo Centro Agroalimenare di Roma .
La zona del ritrovamento è stata monitorata da saggi fino al banco tufaceo ( di cui è ricca la zona ) con aperture di scavo su tutto il
fronte est della villa ,fino al ritrovamento del muro di recinzione .
Una volta individuato il confine murario della proprietà si è potuto , grazie all’esperta Sovrintendente del Lazio dott. Benedetta Adembri, approfondire la ricerca in alcuni punti e trovare un’altra statua di particolare importanza , la statua di DIONISIO.
Il ritrovamento è stato inaspettato ed emozionante , in quanto la statua è stata trovata ad una profondità, dal piano di campagna , a circa 1,50 mt, in posizione eretta e posta a sud – ovest del muro di recinzione della Villa .
L’asportazione del terreno fino al banco di tufo ( materiale ideale per fondare una costruzione), ha dato agli studiosi ,nuovi elementi di analisi da cui si è potuto avere una cronologia edificatoria della villa (sino ad oggi datata al II sec. d.C ) evidenziando almeno due fasi costruttive .
La prima fase nella età Augustea, è caratterizzata dalla testimonianza di piccoli reperti dei rivestimenti architettonici ( frammenti ); la seconda fase invece, è caratterizzata da muri in opera listata, i quali fanno pensare che probabilmente nel IV sec. d.C., la villa è stata oggetto di ristrutturazione dell’impianto originario intorno ad una continuità di vita, che copre tutta l’età imperiale, come testimoniano i ritrovamenti dei bolli laterizi, monete e lucerne.
Anche la vicina necropoli, costituita da tombe a cappuccina, dispone cronologicamente la villa fra il I sec. d.C.e l’età tardo- antica.
Sicuramente la ristrutturazione coincide con una vitalità della zona nel suo complesso, tanto che a nord dei mercati sono stati trovati alcuni rinvenimenti di un’altra villa, senza contare il ritrovamento intatto di una parte della Antica Consolare con una serie di strutture a margine, tra cui un’area di necropoli ed alcune tabernae.

Quindi durante i lavori di aratura fu ritrovata la statua di Ercole fanciullo e durante la campagna d’indagine archeologica fu ritrovata la scultura di Dioniso.
Inizialmente tutte e due le statue sono state interpretate come immagine di Ercole.
La prima in marmo bianco fu rinvenuta nel 1985 durante i lavori di aratura della terra ed è stata presentata da “ Annali Associazione Nomentana, 1995, p.16, E. Moschetti”.
Un fanciullo nella prima adolescenza, rivolto con il viso verso il fronte di chi guarda, con la testa rivolta leggermente sulla destra, nudo e coperto solamente dalla pelle di leone sulle spalle che copre la testa e accasciandosi poi sul braccio sinistro piegato e proteso in avanti. Nella mano sinistra, purtroppo persa, doveva reggere i pomi delle Esperidi, mentre il braccio destro posto lungo il fianco distaccato da questo doveva impugnare la clava abbassata. Il volto è di forma ovale ha iride e pupille incise e spostate sulla parte superiore, si ha una sensazione patetica, le orecchie sono a ventola e sono in evidenza sotto la pelle del leone. L’immagine mostra un fanciullo alla soglia dell’adolescenza, sottile nel corpo, con pochi muscoli. Quindi si può dedurre dalla descrizione che si tratta di un fanciullo raffigurante Ercole bambino secondo un uso dell’età imperiale.
La concentrazione d’immagini di Eracle in uso fanno pensare ad una datazione della scultura tra la fine del II secolo e gli inizi del III secolo d.C.
Si potrebbe quasi ipotizzare che la statua è il ritratto di un giovane della famiglia dei Gallonis proprietari della villa legati alla divinità di Ercole.

DIONISIO

Beviamo. Perche’ aspettare le lucerne?
Breve e’ il tempo.
O amato fanciullo, prendi le grandi tazze variopinte,
perche’ il figlio di Zeus e di Semele
diede agli uomini il vino per dimenticare i dolori.
Alceo

La seconda statua in un primo tempo ritenuta una rielaborazione dell’Ercole pitrapezios lisippeo; fu rinvenuta in 19 frammenti nel corso degli scavi della sovrintendenza ,prima della costruzione dei nuovi mercati, in un’area della villa destinata a giardino .
La scultura rappresenta una figura maschile nuda, seduta su una roccia, trono o sedile, perché geometricamente sagomato in modo regolare e coperto da una pelle di leone. La figura evidenzia una forte torsione del busto verso la parte destra con identico movimento della testa rispetto allo spettatore. L’arto inferiore è piegato al ginocchio ed il piede molto arretrato poggiante solo con la punta. La gamba destra, andata perduta è più avanzata e il piede completamente appoggiato al basamento della figura. Il braccio sinistro portato in avanti è appoggiato all’estremità della coscia, la mano socchiusa sul ginocchio, il braccio destro doveva essere l’appoggio della figura sul sedile; di questo resta solo l’alloggiamento dell’avambraccio.
La statua rappresenta Dioniso in formato giovanile poco noto da altre repliche; infatti la pelle di pantera rappresentata in figura, la posizione del corpo tesa e allo stesso tempo rilassata, la testa girata verso il lato meno teso della figura e verso il punto dove era rivolto lo sguardo del Dio, ci fa pensare a Dioniso.
La composizione lascia stupefatti per i riferimenti ad influenze fidiache del tipo, in particolare con il Dioniso seduto del Partenone .
La cattiva conservazione del marmo, non può farci notare comunque una esecuzione della scultura di buona qualità che trova confronti con altre opere databili in epoca adrianea.
In questo periodo si ricorre spesso all’arredamento di giardini con statue di tipo di Dioniseo, ma la qualità scultorea e l’insieme degli ambienti ci suggerisce un luogo socialmente e culturalmente elevato.

…Sapendo che:

Ercole era anche venerato come protettore della pastorizia e della transumanza nonché del Commercio ………….e………………….

e sapendo che………………. i tratti di Dioniso incarnano lo spirito di tutto ciò che vuole vivere. Egli è il Dio della vegetazione, la cui cieca rigogliosità si spinge ovunque le sia permesso spingersi, nonché della fertilità, il cui principio sostiene che dalle cose vive si generano i viventi; inoltre è il Dio dell'uva e del vino.

Sarebbe auspicabile, quindi, che tali opere fossero collocate in uno spazio ad essi dedicato, nel luogo di origine, cioè all’interno dell’area del Centro Direzionale in prossimità della sala conferenze del CAR adiacente alla Consolare Tiburtina Valeria.
In maniera tale da poter rendere più fruibili e pubblicizzati questi ritrovamenti, in accordo con la Sovrintendenza del Lazio, con tutte le associazioni culturali e con il Comune di Guidonia Montecelio.
Ritrovamento Dionisio Seduto
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