XERODERMA PIGMENTOSO

Lo xeroderma pigmentoso

 

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     Lo xeroderma pigmentoso è un disordine ereditario dei meccanismi che presiedono alla riparazione del DNA, che si manifesta clinicamente con alterazioni cutanee, oculari e del sistema nervoso centrale e con l'insorgenza precoce di tumori.

    Epidemiologia
    L'affezione non ha predilezione di razza né di sesso ed è notevolmente rara. Si manifesta infatti circa in un individuo ogni 200000 nati vivi.

    Eziopatogenesi
    La frequente consanguineità dei genitori dei soggetti colpiti, l'assenza di manifestazioni conclamate negli ascendenti, il rilievo di un aumentato rischio di sviluppare tumori nei familiari portatori eterozigoti del difetto genetico, fanno ritenere che lo xeroderma pigmentoso venga trasmesso in modo autosomico recessivo. La malattia non è peraltro un'unica entità, ma l'espressione fenotipica comune di alterazioni genetiche diverse. Sono stati infatti dimostrati fino ad ora dieci diversi difetti molecolari dei meccanismi che presiedono alla riparazione del DNA, danneggiato dai raggi ultravioletti e/o da carcinogeni ambientali. Questi difetti hanno una diversa distribuzione geografica, una variabile associazione con i danni a carico del sistema nervoso centrale e una Xeroderma pigmentososintomatologia cutanea od oculare non sempre sovrapponibile. In ogni caso il deficit di riparazione del DNA determina la morte cellulare, un ritardo nella replicazione delle cellule e la più facile trasformazione delle stesse in senso neoplastico. Queste e osservazioni hanno portato alla identificazione di specifici gruppi di complementazione, per cui lo XP è classificato in otto sottotipi genetici secondo la capacità di riparazione del DNA; gruppi indicati con le lettere da A a G, ai quali si aggiunge la variante XP (XPV). Questa possiede un una normale sintesi di DNA non programmato dopo esposizione UV ;la ridotta capacità di riparazione del DNA risiederebbe nella fase di riparazione postreplicazionale.Nei pazienti con sintomi neurologici i fibroblasti presentano la maggiore sensibilità alla UV e i più bassi livelli di di sintesi non programmata di DNA. Nel gruppo A si ha il più basso livello di capacità riparativa del DNA e sono presenti le più rilevanti alterazioni neurologiche. I gruppi A, D e C e la variante XP costituiscono più del 90% dei casi.

    Clinica
    Lo xeroderma pigmentoso si manifesta già nei primi anni di vita con un'estrema fotosensibilità, con secchezza della cute e con la comparsa di lentiggini solari al volto, al collo, alla parte alta del tronco, alle mani e in genere in tutte le sedi fotoesposte. Si sviluppano in seguito molteplici cheratosi attini-che e compaiono epiteliomi basocellulari, carcinomi spinocellulari e talora anche melanomi. Il rischio della comparsa di tumori è infatti in questi soggetti circa 1000 volte superiore a quello della restante popolazione e l'età media di insorgenza enormemente più bassa. Sono frequenti inoltre alterazioni oculari, quali: fotofobia, arrossamento cronico delle congiuntive, cheratite con vascolarizzazione corneale, perdita delle ciglia, ectropion o entropion e neoplasie palpebrali. Nel 40% dei soggetti infine si manifestano segni progressivi di deficit neurologico per perdita di neuroni cerebrali e cerebellari già nella prima infanzia o nella seconda decade di vita. La sintomatologia più severa si osserva nella sindrome di De Sanctis-Cacchione (idiozia xerodermica) e comprende: microcefalia, deterioramento mentale, iporeflessia, coreoatetosi, atassia, spasticità e sordomutismo. Più spesso peraltro il danno neurologico è di minore gravità.
     

     


    Diagnosi
    La diagnosi è clinica ed è in genere possibile già al 2"-3° anno di vita, per la precoce comparsa delle modificazioni pigmentarie. Andranno escluse principalmente malattie ereditarie del metabolismo porfirinico — come, ad esempio, la porfiria eritropoietica di Gùnther — mediante gli opportuni esami biochimici.

    Decorso
    L'evoluzione è sfavorevole con exitus abitualmente prima dei 30 anni. La morte è una conseguenza delle continue recidive di neo-plasie cutanee ma può verificarsi anche per tumori cerebrali, polmonari, uterini, mam-mari e testicolari, o per la comparsa di leucemie.

    Eziopatogenesi
    L'epidermolisi bollosa non è un'unica entità ma un insieme di affezioni, geneticamente trasmesse in dominanza o in recessività, ac-comunate solo dalla localizzazione dell'alte-razione strutturale a livello della zona di passaggio fra epidermide e derma. Il danno di questa zona, anatomicamente molto complessa, interessa, nelle diverse entità, strutture diverse; una suddivisione largamente accettata distingue epidermolisi bollose epidermolitiche, giunzionali e dermolitiche. Solo per queste ultime è noto il difetto strutturale, che consiste in una perdita parziale o totale delle fibrille di ancoraggio, probabilmente per alterazione degli enzimi che presiedono alla sintesi e alla degradazione del collagene VII.

    Terapia
    Non esiste alcun trattamento in grado di modificare il difetto genetico. La vita del paziente può peraltro essere prolungata con l'uso di creme schermanti ad alta protezione; con l'adozione di occhiali che assorbano i raggi ultravioletti, con periodiche visite mediche e col trattamento chirurgico, con azoto liquido o con un unguento a base di 5-fluoroura-cile, di tutte le lesioni cutanee sospette di trasformazione neoplastica.
     

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