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Malassorbimento da alterazioni della mucosa dell’intestino-
Alcune condizioni della mucosa intestinale determinano una
compromissione funzionale dell’assorbimento dei nutrienti. Per
es. può accadere che la mucosa del tenue risulti alterata nel
suo aspetto anatomico o ridotta per estensione. In tale gruppo
rientrano la maggior parte delle patologie da malassorbimento
tra cui, per esempio, il morbo di Whipple, affezione sistemica
cronica causata da un bacillo Gram-positivo, il Tropheryma
whippelii. Nella maggior parte dei casi interessa il tenue, ma
possono essere coinvolti diversi organi, inclusi le
articolazioni, l'apparato cardiovascolare e il sistema nervoso
centrale. I sintomi e le caratteristiche cliniche sono
proteiformi e comprendono calo ponderale, diarrea,
malassorbimento, febbre, artralgie, iperpigmentazione cutanea e
demenza. Le alterazioni istopatologiche che rendono ragione del
malassorbimento comprendono la distensione dei villi a causa di
un'infiltrazione di macrofagi PAS-positivi nella lamina propria
e presenza dei singoli batteri extracellulari nello stroma della
mucosa. Comune è anche un'ostruzione dei linfonodi mesenterici e
retroperitoneali che contribuisce ad aggravare il quadro
clinico. Un'altra patologia in cui la funzione assorbente della
mucosa è notevolmente ridotta è la sindrome dell'intestino corto
(short bowel syndrome), che può essere definita come una
sindrome da malassorbimento , risultato di un'estesa resezione
intestinale con digiuno "residuo" inferiore ai 100 cm. Le
principali cause di tale sindrome sono le malattie
infiammatorie intestinali croniche, in particolare il morbo di
Crohn, l'in farto mesenterico, i bypass digiunoileali e i danni
provocati da radiazioni. La conseguenza principale delle
resezioni intestinali estese è la perdita della superficie
delle aree di assorbimento, che porta ad un malassorbimento dei
macronutrienti, dei micronutrienti, degli elettroliti e
dell'acqua. Il grado di malassorbimento dipende dalla lunghezza
dell'intestino residuo, dalla parte specifica di tenue e crasso
asportata, dalla perdita di processi di trasporto e di cellule
endocrine in essa contenuti e dalla capacità di adattamento
dell'intestino residuo nel tempo. Altri fattori, insieme
all'assenza della mucosa intestinale, contribuiscono allo
sviluppo di diarrea e steatorrea. La rimozione dell'ileo e
specialmente della valvola ileociecale, rispetto alla rimozione
digiunale, comporta una diarrea più severa. In assenza di una
parte o di tutto l'ileo, la diarrea può dipendere dall'aumento
degli acidi biliari nel colon, con conseguente aumento della
secrezione di acqua ed elettroliti. L'assenza della valvola
ileociecale è anche associata ad un ridotto tempo di transito
intestinale e a contaminazione batterica colica. Oltre alla
diarrea e alla steatorrea, in alcuni pazienti insorgono anche
sintomi extraintestinali. Nei pazienti sottoposti solo a
resezione del tenue si riscontrano con maggior frequenza
calcoli renali costituiti da ossalato di calcio, per aumento
dell'assorbimento di ossalato da parte del colon con
conseguente iperossaluria. In molti pazienti con resezioni
estese del piccolo intestino aumenta la secrezione acida dello
stomaco per un meccanismo ancora da definire. L'ipersecrezione
acida potrebbe dipendere dalla ridotta inibizione ormonale della
stessa secrezione oppure dall'aumento dei livelli di gastrina
conseguente al ridotto catabolismo della gastrina circolante.
• Malassorbimento da alterazioni della sottomucosa intestinale.
Rientrano in questo gruppo le patologie in cui vi è una
compromissione della tonaca sottomucosa a causa della
deposizione di tessuto che impedisce l'assorbimento delle
molecole assorbibili, pur conservando inalterata la tonaca
mucosa. È il caso della sclerodermia, patologia del connettivo,
caratterizzata precocemente da vasculopatia, che causa ischemia
e progressiva disfunzione d'organo. Il quadro istologico tipico
include atrofia degli strati muscolari con aumento dei depositi
di elastina e collagene nella sottomucosa e nella sierosa e tra
i fasci di muscolatura liscia della muscolare esterna. La
biopsia del tenue può rivelare un aumento del numero di
plasmacellule nella lamina propria e depositi di collagene
attorno e tra i lobuli delle ghiandole di Brunner nella
sottomucosa duodenale. Anche l’amiloidosi, patologia da accumulo
di una sostanza proteica, fibrosa ed insolubile, detta
amiloide, si caratterizza per la deposizione della stessa
principalmente negli spazi extracellulari di vari organi e
tessuti tra cui il tratto gastroenterico, dove è responsabile di
malassorbimento oltre che ostruzioni, ulcerazioni, emorragie,
perdite proteiche e diarrea.
• Malassorbimento da alterazioni post-mucosa o di trasporto.
Si tratta di quadri di disfunzione o ostruzione vascolare o
linfatica che comportano il mancato trasporto in circolo e la
perdita di nutrienti nel tratto gastroenterico. Un esempio è
dato dalla linfangectasia intestinale, enteropatia
protidodisperdente in cui, come conseguenza di una disfunzione
linfatica intrinseca dell'intestino o di una parziale ostruzione
dei linfatici per ingrossamento linfonodale o per cardiopatia,si
instaurano una marcata ipoproteinemia, edemi declivi, steatorrea
e diarrea da acidi grassi.
La tabella esamina, al proposito, le differenze fra questo tipo
di diarrea e quella da acidi biliari.
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Parametri considerati |
Diarrea da acidi
biliari |
Diarrea da acidi grassi |
|
Estensione della malattia ileale |
Limitata |
Diffusa |
|
Assorbimento ileale |
Ridotto |
Ridotto |
|
Escrezione fecale |
Aumentata |
Aumentata |
|
Perdita fecale compensata dalla sintesi epatica |
Si |
No |
|
Pool di acidi biliari |
Normale |
Ridotto |
|
Steatorrea |
Assente o lieve |
>20g |
|
Risposta alla colestiramina |
Si |
No |
|
Risposta alla dieta ipolipidica |
No |
Si |
È estremamente raro il
riscontro di una perdita selettiva soltanto di albumina o di
globulina; inoltre, attraverso i linfatici anomali e dilatati,
possono essere persi anche i linfociti periferici, risultandone
una discreta linfopenia. Oltre alla steatorrea e alla
protidodispersione, tutti gli altri aspetti della funzione
intestinale di assorbimento sono normali. Il trattamento dell'ipoproteinemia
è basato sulla dieta ipolipidica e sulla somministrazione di
trigliceridi a catena media (MCT), che passano in circolo
tramite il sistema portale anziché attraverso i linfatici. Per
quanto riguarda la valutazione della funzione digerente e
dell'assorbimento gastrointestinale, i principali test
diagnostici utilizzati sono riassunti in tabella.
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MALASSORBIMENTO |
TEST |
|
|
Lipidico |
Dosaggio grassi fecali
Breath test alla trioleina
marcata |
|
Glucidico |
Breath test: all'idrogeno,
al lattosio al fruttosio |
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Proteico |
Misurazione contenuto di
azoto nelle feci (raro utilizzo) |
|
Cobalamina |
Test sierologici (B12
sierica ed intraeritrocitaria) |
|
Sali biliari |
SeHCATtest C-TCAtest |
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Da insufficienza
pancreatica esocrina |
Dosaggio grassi fecali
Chimotripsina o elastasi fecale |
Inoltre bisogna correggere i
deficit nutrizionali. Nelle pancreatopatie gravi, nei disordini
dell'assorbimento intestinale dei grassi e nella sindrome
dell'intestino corto, possono essere somministrati trigliceridi
a catena media come fonte di calorie nella dieta.
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