Ipoperistaltismo

Ipoperistaltismo

aggiornamento per il medico pratico

I rumori intestinali ipoattivi, individuati con l'auscultazione, si differenziano dalla normale peristalsi per una riduzione di frequenza, tono e intensità. Di per sé, essi non sono segno di un'emergenza: infatti, sono considerati normali durante il sonno.

 
 

Tuttavia, possono preannunciare un'assenza di peristalsi, che è invece un indizio di patologia grave. Rumori intestinali ipoattivi sono causati da una ridotta peristalsi, la quale, a sua volta, può derivare da un'ostruzione intestinale in fase di sviluppo. L'ostruzione può essere di natura meccanica (come un'ernia, un tumore o una torsione), vascolare (come un'embolia o una trombosi) o neurologica (per una compromissione dell'innervazione intestinale di tipo meccanico, ischemia) o tossico). Rumori intestinali ipoattivi possono anche essere effetto dell'utilizzo di certi tannaci, della chirurgia addominale e della terapia radiante.

Anamnesi ed esame obiettivo
Dopo l'identificazione di una ridotta peri­stalsi, ricercare i sintomi correlati. Chiedere al paziente informazioni su localizzazione, esordio, durata, frequenza e gravità di ogni dolore.

 

Peristalsi ipoattiva  

Crampi o coliche addominali solitamente indicano un'ostruzione di tipo meccanico, mentre il dolore addominale diffuso indica una distensione intestinale correlata a ileo paralitico. Chiedere al paziente informazioni su recenti episodi di vomito: quando è iniziato? Quanto spesso si presenta'.' Il vomito appare emorragico? Inoltre, chiedere se ci sono state variazioni nelle abitudini intestinali: è presente un'anamnesi di stipsi? Quando si è verificata l'ultima evacuazione o espulsione di gas? Ottenere una dettagliata anamnesi medi­co-chirurgica per qualsiasi condizione che possa provocare ostruzione intestinale di tipo meccanico, come un tumore o un'ernia. È presente un'anamnesi di dolore intenso, traumi, condizioni che possono provocare ileo paralitico, quali la pancreatite, malattie infiammatorie intestinali o infezioni gineco­logiche, che possono causare peritonite o di condizioni tossiche, come l'uremia? Ha di recente ricevuto cure radianti o chirurgiche sull'addome o ingerito farmaci come gli oppiacei, che possono ridurre la peristalsi e causare rumori intestinali ipoattivi? Dopo aver completato l'anamnesi, effettuare un accurato esame obiettivo. Ispezionare l'addome alla ricerca di distensione, cicatrici chirurgiche e masse. Percuotere e palpare delicatamente l'addome per identificare masse, gas, liquidi, dolorabilità e rigidità. Misurare la circonferenza addominale per rilevare qualsiasi successivo aumento nella distensione. Valutare la presenza di ridotto turgore cutaneo e ipo­tensione, restringimento del polso e altri segni di disidratazione e squilibrio elettrolitico, che possono derivare da ileo paralitico. Rivalutare frequentemente il paziente con rumori intestinali ipoattivi alla ricerca di sintomi premonitori dello shock (sete, ansia, agitazione, tachicardia, cute fredda e asciutta, polso debole e filiforme), che si può sviluppa­re nel caso la peristalsi continui a diminuire con conseguente perdita di liquidi. Si deve fare attenzione in caso di scomparsa improvvisa della peristalsi, soprattutto nella fase postoperatoria e nei pazienti ipo-kaliemici, che sono a maggior rischio di ileo paralitico. I parametri vitali e la peristalsi vanno valutati ogni 2-4 ore. Dolore forte, rigidità addominale, difesa e febbre, accompagnata da rumori intestinali ipoattivi, possono indicare l'evoluzione di una peritonite verso l'ileo paralitico. Se questi sintomi si manifestano, ci si deve preparare all'intervento chirurgico d'urgenza. Il paziente con ridotta peristalsi può richiedere aspirazione gastrointestinale e de­compressione, tramite sondino nasogastrico o intestinale. In questo caso, assicurarsi di limitare qualsiasi assunzione di cibo o di liquidi. E bene poi sollevare la testata del letto di almeno 30 gradi e girare il paziente per facilitare il passaggio del sondino attraverso il tubo digerente. Ricordarsi di non applicare un sondino intestinale al viso del paziente. Assicurarsi della pervietà della sonda controllando che il drenaggio e l'aspirazione siano correttamente funzionanti. Irrigare il sondino e monitorare il drenaggio. Continuare la terapia endovenosa con liquidi ed elettroliti e dosare gli elettroliti sierici almeno una volta al giorno. Valutare se sono necessari studi radiografici o endoscopia o altri esami per definire la causa dell'ipoattività. Garantire tutte le comodità al paziente. La posizione di semi Fowler, in caso di ileo paralitico, è quella che offre il beneficio maggiore. Posizione che può essere mantenuta da un soggetto tramite un letto inclinabile o un supporto cuneiforme; si tratta di una posizione con il dorso a contatto della superficie di appoggio con il corpo che assume un profilo a V essendo la testa e le ginocchia sollevate e convergenti verso il cinto pelvico corrispondenti al vertice. Talvolta, la deambulazione può contribuire a far riattivare i movimenti del colon. Tutta­via, se il paziente non riesce a deambulare, è utile effettuare esercizi di mobilizzazione e rotazioni da un lato all'altro per stimolare la peristalsi. Ileo adinamico, notare la cornice colica rigonfiaRuotare periodicamente il paziente da un lato all'altro favorisce anche il movimento dei gas attraverso l'intestino.
 

Cause mediche
Diabete mellito come causa di disautonomia e di paresi gastro-intestinale, con addome globoso, meteorico, alvo tendenzialmente stitico ed evacuazione incordinata e difficoltosa.

Ileo paralitico (adinamico). La peristalsi ipoattiva può scomparire. Segni e sintomi as­sociati comprendono distensione addominale, malessere generalizzato e stipsi o passaggio di gas intestinali e scarse feci liquide. Se il disturbo segue un episodio di infezione addominale acuta, si possono avere febbre e dolore addominale.

Ostruzione meccanica intestinale. I rumori intestinali possono diventare ipoattivi dopo un periodo di iperattività. Il paziente può anche presentare dolore addominale acuto simile a una colica nel quadrante dell'ostruzione, che si può irradiare al fianco o alla regione lombare, nausea e vomito (tanto più alto è il livello dell'ostruzione, tanto più precoce e intenso sarà il vomito), stipsi, distensione addominale e ri­gonfiamento. Se l'ostruzione diventa completa, possono subentrare i segni dello shock.

Occlusione dell'arteria mesenterica. In questa patologia, dopo un breve periodo di iperattività, la peristalsi diviene ipoattiva e poi rapidamente scompare, preannunciando una crisi potenzialmente letale. Segni e sintomi associati comprendono l'ebbre, anamnesi di coliche addominali con improvviso e forte dolore epigastrico o periombelicale, seguite da distensione addominale e presenza di soffi, vomito, stipsi e segni di shock. La rigidità addominale può comparire tardivamente.

Altre cause
Farmaci. Alcune classi di l'armaci riducono la motilità intestinale e questo provoca ridu­zione della peristalsi. Tra questi ci sono gli oppiacei, quali la codeina, gli anticolinergici, quali il bromuro di propanlelina, le fenotiazine, come la clorpromazina e gli alcaloidi della vinca, quali la vincristina. Anestetici generali o locali inducono una riduzione della peristalsi.

Radioterapia. Riduzione della peristalsi e dolorabilità addominale, possono verificarsi dopo irradiazione dell'addome.

Chirurgia. Una riduzione della peristalsi si può verificare dopo una manipolazione chi­rurgica dell'intestino. La motilità e la peri­stalsi nell'intestino tenue riprendono di solito entro 24 ore; quelle dell'intestino crasso, in genere in 3-5 giorni.

Osservazioni pediatriche
Rumori intestinali iperattivi nei bambini possono semplicemente essere dovuti alla distensione intestinale provocata da eccessiva deglutizione d'aria durante il pasto o il pian­to. Tuttavia, e importante valutare eventuali altri segni di malattia.
 

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