Il paziente che non tollera il freddo

Il paziente che non tollera il freddo.

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Il caso clinico reale

 

 Una paziente giovane giunge alla nostra attenzione lamentando intolleranza al freddo. Non appena la temperatura scende nel periodo autunnale, la paziente va in sofferenza: le mani diventano fredde, le dita intorpidite. La paziente ha eseguito le principali indagini di routine, compreso l’emocromo, per escludere anemie carenziali, indici di flogosi ed autoanticorpi per escludere connettiviti. Tutte le indagini risultano nei limiti. In realtà il problema della paziente risiede in un fato costituzionale che si è sviluppato in modo graduale, come espressione di sensibilità al freddo che rispecchia il danno al meccanismo di regolazione della temperatura corporea, basato sulle interazioni tra l'ipotalamo e la tiroide. Nel caso della signora in argomento il problema era imputabile ad una condizione di ipotiroidismo subclinico ed a problemi di regolazione del microcircolo. Solitamente il sintomo è causato da tumori o da un deficit ormonale.  Negli anziani, l'intolleranza al freddo, invece, riflette le modificazioni fìsiologiche normali legate all'età e può essere espressione di alterato metabolismo e di scompenso di pompa cardiaca. L'intolleranza al freddo è comune nelle persone anziane a causa di modificazioni metaboliche legate all'invecchiamento. In questi casi occorre permettere al paziente di esprimere apertamente timori sui cambiamenti della propria immagine corporea che riguardano l'intolleranza al freddo. Insegnare a lui e alla sua famiglia ad adattarsi al suo ambiente per soddisfare le sue necessità. Non appena la causa di intolleranza al freddo viene individuata, spiegare il processo patologico al paziente e ai suoi familiari per aiutarli ad alleviare la loro ansia. Spiegare anche che, con un appropriato trattamento, ci si può aspettare un migliora­mento della sua sintomatologia.

 

 

Anamnesi ed esame obiettivo
Scoprire quando il paziente ha notato per la prima volta un'intolleranza al freddo: quando ha iniziato a usare più coperte o a indossare vestiti più pesanti? Fare domande su segni e sintomi associati, quali variazioni nella visione, nella struttura e nella quantità dei peli. Se il paziente è di sesso femminile, chiedere se ci sono state variazioni nelle caratteristiche del suo ciclo mestruale.
Prima di procedere all'esame obiettivo, raccogliere una succinta anamnesi, valutare se il paziente ha una storia di ipotiroidismo o di malattia ipotalamica, se sta assumendo dei farmaci. Può trattarsi più semplicemente di una intolleranza transitoria al freddo, trattandosi di paziente che passa da un clima tropicale a uno temperato. Un'accura­ta anamnesi del paziente metterà in guardia riguardo questa eventualità. Iniziare l'esame obiettivo rilevando i parametri vitali del paziente e controllando un'eventuale ipotermia, cute secca e perdita di capelli. Chiedere quindi al paziente di raddrizzare ed estendere le braccia. Valutare se le sue mani tremano, notare se il paziente rabbrividisce o lamenta brividi. Se necessario fornire una coperta. In questi casi pensare a Nel caso della signora in argomento il problema era imputabile ad una condizione di ipotiroidismo subclinico ed a problemi di regolazione del microcircolo. Solitamente il sintomo è causato da tumori o da un deficit ormonale.  Negli anziani, l'intolleranza al freddo, invece, riflette le modificazioni fìsiologiche normali legate all'età e può essere espressione di alterato metabolismo e di scompenso di pompa cardiaca. L'intolleranza al freddo è comune nelle persone anziane a causa di modificazioni metaboliche legate all'invecchiamento. In questi casi occorre permettere al paziente di esprimere apertamente timori sui cambiamenti della propria immagine corporea che riguardano l'intolleranza al freddo. Insegnare a lui e alla sua famiglia ad adattarsi al suo ambiente per soddisfare le sue necessità. Non appena la causa di intolleranza al freddo viene individuata, spiegare il processo patologico al paziente e ai suoi familiari per aiutarli ad alleviare la loro ansia. Spiegare anche che, con un appropriato trattamento, ci si può aspettare un miglioramento della sua sintomatologia.

 


Anamnesi ed esame obiettivo
Scoprire quando il paziente ha notato per la prima volta un'intolleranza al freddo: quando ha iniziato a usare più coperte o a indossare vestiti più pesanti? Fare domande su segni e sintomi associati, quali variazioni nella visione, nella struttura e nella quantità dei peli. Se il paziente è di sesso femminile, chiedere se ci sono state variazioni nelle caratteristiche del suo ciclo mestruale. Prima di procedere all'esame obiettivo, raccogliere una succinta anamnesi, valutare se il paziente ha una storia di ipotiroidismo o di malattia ipotalamica, se sta assumendo dei farmaci. Può trattarsi più semplicemente di una intolleranza transitoria al freddo, trattandosi di paziente che passa da un clima tropicale a uno temperato. Un'accura­ta anamnesi del paziente metterà in guardia riguardo questa eventualità. Iniziare l'esame obiettivo rilevando i parametri vitali del paziente e controllando un'eventuale ipotermia, cute secca e perdita di capelli. Chiedere quindi al paziente di raddrizzare ed estendere le braccia. Valutare se le sue mani tremano, notare se il paziente rabbrividisce o lamenta brividi. Se necessario fornire una coperta. In questi casi pensare a
brividi ed a febbre.


Cause mediche
Febbricola serotina. Escludere fatti flogistici e febbricole serotine, infezioni varie a livello delle vie urinarie, infezioni di pertinenza ginecologica, infezioni della pleura, del pericardio, connettiviti.
Scompenso cardiaco con alterato metabolismo.
Ipopituitarismo. Le caratteristiche cliniche di solito si sviluppano lentamente in questa patologia e variano con la gravita. Intolleranza al freddo e brividi di solito accompagnano una cute fredda, secca e sottile associata a pallore cereo e a sottili rughe attorno alla bocca. Altri reperti possono essere astenia, sonnolenza, disturbi mestruali, debolezza, diminuzione della libido, nervosismo, irritabilità, cefalea e fame. Se l'ipopituitarismo è causato da un tumore ipofisario, aspettarsi segni e sintomi neurologici, quali cefalea, emianopsia temporale bilaterale, perdita dell'acuità visiva e, in alcuni casi, cecità.
Lesione ipotalamica. Un paziente con dan­no ipotalamico può mostrare un'inspiegabile fluttuazione dall'intolleranza al freddo a quella al caldo. L'intolleranza al freddo si sviluppa improvvisamente; il paziente lamenta tipicamente brividi e indossa più indumenti per mantenersi caldo. Reperti correlati compren­dono amenorrea, disturbi del sonno, aumento della sete e della minzione, forte appetito con incremento ponderale, deterioramento visivo, cefalea e disturbi della personalità come crisi di rabbia, di riso e di pianto.

Ipotiroidismo. L'intolleranza al freddo si sviluppa precocemente in questa patologia e peggiora progressivamente. Altri reperti precoci comprendono astenia, anoressia con incremento ponderale, stipsi e menorragia. Quando l'ipotiroidismo progredisce, il paziente sperimenta perdita della libido e rallentamento intellettivo e motorio. I capelli diventano secchi e radi, le unghie sottili e fragili e la pelle secca, pallida, fredda e molle. Alla fine il paziente mostra un'espressione rallentata con edema periorbitario e facciale e mani e piedi turgidi. Il rilasciamento dopo stimolazione dei riflessi tendinei profondi e ritardato. Possono comparire anche bradicardia, distensione addominale e atassia.

Considerazioni particolari
Rendere più confortevole l'ambiente del paziente regolandone la temperatura e for­nendo indumenti e coperte extra. Prepararlo a effettuare test diagnostici per determinare la causa dell'intolleranza al freddo.


Osservazioni pediatriche

Un certo grado di intolleranza al freddo è normale nei lattanti a causa della ridotta distribuzione del grasso e dell'immaturità alla nascita del meccanismo di regolazione della temperatura. Bisogna far comprendere ai genitori che il loro bambino perderà ve­locemente calore corporeo se esposto alle temperature fredde. Insegnare a vestire il loro bambino con indumenti caldi per dormire e prima di uscire ed evitare di farlo raffreddare durante il bagno.
Un lattante con intolleranza al freddo da ipotiroidismo può presentare segni lievi, non specifici della malattia di base o nessuno di questi. Generalmente il bambino rabbrividisce e presenta una temperatura inferiore alla norma (inferiore a 30° C), cute fredda, sudata, soprattutto alle estremità e labbra blu.

 

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