Crampi muscolari

Crampi muscolari

 

Un paziente giunge alla nostra attenzione presentando delle contrazioni muscolari ad un polpaccio. Si tratta di un paziente anziano, allettato da tempo, con storia di vasculopatia cerebrale. Gli spasmi muscolari sono delle contrazioni forti e dolorose. Possono insorgere in quasi tutti i muscoli, ma sono più frequenti al polpaccio e al piede. Gli spasmi muscolari si verificano solitamente in seguito al semplice affaticamento muscolare, dopo l'esercizio e durante la gravidanza. Tuttavia, possono anche svilupparsi negli squilibri elettrolitici e nelle patologie neuromuscolari, oppure da effetto di alcuni tipi di farmaci. Sono spesso scatenati dal movimento e possono generalmente essere alleviati da un lento stiramento. In rapporto alla causa, aiutare ad alleviare gli spasmi del paziente stirando tentamene il muscolo interessato nella direzione opposta a quella della contrazione.

Se necessari somministrare un leggero analgesico. Gli esami diagnostici possono includere i dosaggi del calcio e del sodio sierici, la funzionalità tiroidea e lo studio del circolo ematico o l'arteriografia. Gli spasmi muscolari si verificano raramente nei bambini. Tuttavia, la loro presenza potrebbe indicare ipoparatiroidismo, osteomalacia, rachitismo o, raramente, torcicollo congenito.  Se il paziente lamenta spasmi frequenti o ininterrotti in molti muscoli, accompagnati da parestesie alle mani e ai piedi, tentare rapidamente di evocare i segni di Chvostek e di Trousseau (rispettivamente della contrattura riflessa dei muscoli innervati dal faciale o dello spasmo carpo pedale). Se tali segni risultano presenti, il medico deve sospettare l'ipocalcemia ed occorre prestare attenzione alla funzionalità respiratoria del paziente, prestando particolare attenzione allo sviluppo di laringospasmo; in tal caso occorre fornire un supplemento di ossigeno al paziente e se necessario e prepararsi a intubare il paziente e a praticare la ventilazione meccanica. Prelevare sangue per la misurazione dei livelli di calcio e per l'emogasanalisi arteriosa e inserire un accesso venoso per la somministra­zione di un supplemento di calcio. Monitorare la funzionalità cardiaca e prepararsi a iniziare la rianimazione, se

 necessaria.
 

Anamnesi ed esame obiettivo.
Se il paziente non è in gravi condizioni, occorre valutare quando sono iniziati gli spasmi, la loro durata, la qualità del dolore e valutare anche la sussistenza di altri sintomi, come debolezza, ipoestesia o parestesie. Inoltre occorre apprezzare il tono e la forza muscolari. Quindi, esaminare tutti i maggiori gruppi muscolari e notare se qualche movimento scatena gli spasmi. Valutare la presenza e le caratteri­stiche di tutti i polsi periferici ed esaminare gli arti prestando attenzione al colore e ai cambiamenti della temperatura. Esaminare il tempo di riempimento capillare e ricercare la presenza di edema, soprattutto nell'area interessata. Infine, esaminare i riflessi e la sensibilità in tutti gli arti.
 
Cause mediche
• Sclerosi laterale amiotrofìca. In questa patologia, gli spasmi possono accompagna­re il progressivo deficit di forza e l'atrofia, che iniziano solitamente in una mano, si estendono al braccio e quindi alla mano e al braccio controlaterali. Infine, il deficit di forza e l'atrofia colpiscono tronco, collo, lingua, laringe, faringe e gambe; il progressivo deficit di forza dei muscoli preposti alla respirazione, conduce all'insufficienza respiratoria. Altri reperti possono includere flaccidità muscolare che evolve verso la spasticità, grossolane fascicolazioni, aumento dei riflessi tendinei, disfagia, alterazioni del linguaggio, scialorrea e depressione.
 • Arteriopatia obliterante degli arti inferiori.
Crampi muscolari per accumulo di acido lattico, calciatore. L'occlusione arteriosa produce solitamente spasmi e claudicano intermittens nella gamba, con dolore residuo. I segni associati sono generalmente localizzati alle gambe e ai piedi e includono perdita dei polsi periferici, pallore o cianosi, ipoestesia, perdita di capelli, cute secca o desquamante, edema e ulcerazioni.
• Disidratazione. La perdita di sodio potrebbe provocare crampi addominali e agli arti. Altri reperti possono includere lieve febbre, ridotto turgore della cute, secchezza delle mucose, tachicardia, ipotensione ortostatica, spasmi muscolari, convulsioni, nausea, vomito e oliguria.
• Fratture. Gli spasmi localizzati e il dolore sono moderati se la frattura è composta, intensi se è gravemente scomposta. Altri reperti includono gonfiore, limitata mobilità, ed eventualmente, crepitio osseo.
• Ipocalcemia. La manifestazione caratteristica è la tetania, una sindrome caratterizzata da crampi e contrazioni muscolari, spasmo della muscolatura facciale e carpopodalico e convulsioni, eventualmente, con stridore. Sia il segno di Chvostek che di Trousseau possono essere evocati. Reperti correlati comprendono parestesie delle labbra e delle dita della mano e del piede, movimenti coreiformi, aumento dei riflessi osteo-tendinei, astenia, palpitazioni e aritmie cardiache.
• Ipotiroidismo. L'interessamento muscolare può produrre spasmi e rigidità, oltre a ipertrofia dei muscoli della gamba o atrofia e deficit di forza delle porzioni prossimali degli arti. Altri reperti includono deficit di memoria e insta-bilità mentale, astenia, intolleranza al freddo, cute secca, pallida, fredda e pastosa, viso, mani e piedi gonfi, edema periorbitale, capelli secchi, diradati e fragili, bradicardia e incremento ponderale nonostante l'anoressia.
 • Trauma muscolare. Un eccessivo stiramento muscolare può causare spasmi da lievi a intensi. L'area lesionata può apparire dolorante, tumefatta, arrossata e calda.
 • Alcalosì respiratoria. L'insorgenza acuta di spasmi muscolari può essere accompagnata da contrazioni e debolezza, spasmi carpopodalici e peribuccali, parestesie periferiche, vertigini, sincope, pallore ed elevata ansietà. Nell'alcalosi grave possono verificarsi aritmie cardiache.
 • Lesione o malattia spinale. Gli spasmi muscolari possono derivare da una lesione spinale, come in caso di danno da estensione cervicale o frattura dei processi spinosi, oppure da una malattia spinale, come un'infezione.
Altre cause
• Farmaci. Comuni farmaci che producono spasmo comprendono: diuretici, corticosteroidi ed estrogeni.
 

 

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