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| PICCOLEZZA EVANGELICA
di Don Liborio Tambè |
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| PARLA O SIGNORE
Presentazione
Sono brevi considerazioni, che si affiancano al volumetto “AMORE E PICCOLEZZA”, approfondendone alcuni temi, in una forma diversa: quella del colloquio di Dio con l’anima.
Questi inviti del Signore non sono messaggi rivolti a qualche anima privilegiata (come potrebbero apparire), ma semplici riflessioni, adatte a tutti, particolarmente a coloro che hanno bisogno di una cura di fiducia, per camminare più serenamente nella via dell’amore.
E’ stata scelta questa forma di “colloquio di Dio con l’anima”, con l’intento di rendere più penetranti ed efficaci queste considerazioni.
Queste pagine non vanno lette “d’un fiato”, ma meditate lentamente...
Appena ti colpisce qualche idea, fermati su quella; mettendoti in ascolto di Dio, con molta calma, dialogando con Lui sullo stato della tua anima e sui mezzi da seguire per progredire.
AMORE MISERICORDIOSO
“Noi abbiamo creduto all’Amore”
1. Figlio mio diletto, credi fermamente al mio immenso Amore, che è tutto Misericordia… che ama non la tua miseria, ma te, che ne sei vittima.
Anche dei miserabili, come te, Io voglio fare un “sacramento” (cioè un segno e uno strumento) di questo mio Amore senza limiti.
Hai ragione: non c’è nessuno più misero di te...
Ma, è proprio questa tua abissale miseria che attira il mio Amore e la mia Misericordia.
Perchè ti stupisci?... E’ il mio Amore smisurato (che tu non riuscirai mai a capire) che mi rende così:
desideroso di consolarti, felice di perdonarti!
Per questo Io cerco, amo, prediligo i miserabili come te...
e non mi stanco mai di perdonare!
Solo Io posso amare fino a tal punto!...
Solo Io so amare con un Amore assolutamente gratuito:
Ti amo senza alcun tuo merito.
Ti amo, non perchè tu hai qualcosa di buono da donare a Me, ma perchè sono il Sommo Bene che vuole donarsi a te:
Più tu sei misero e bisognoso di amore e più Io mi dono!
Ti amo, anche quando tutti ti odiano e ti condannano...
Io sono sempre dalla tua parte, sempre pronto a scusarti:
“Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”.
Tu mi offendi...e Io ti difendo…sempre!
Che amore folle è il mio!...
2. Figlio mio, sentimi sempre vicino!
Sentiti amato teneramente… carezzato... compreso... incoraggiato... difeso... dal tuo Dio!
Quanto ti amo!... lasciatelo ripetere.
Se tu potessi capirlo , “impazziresti” di gioia.
Vorrei tenerti sempre abbracciato a Me “come un bambino”.
Non mi fai ribrezzo, no; al contrario, le tue piaghe repellenti
suscitano tutta la mia compassione e la mia tenerezza.
Più ti vedo coperto di piaghe (i tuoi peccati) e più mi fai compassione.
Non ti rimprovero per la tua mostruosa ingratitudine, ma ti invito a “far festa con me”.
La mia più grande gioia è quella di perdonare:
Credimi!
Come puoi ancora dubitare , dopo tante prove?... dopo tutto quello che ho svelato nel mio Vangelo:
“Rallegratevi con me!… Si fa più festa in cielo per un peccatore che si converte…” (Lc. 15,7)
“Bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita”. (Lc. l5,32)
Gioia, ”festa grande” voglio anche da te!
Ti voglio felice, “piccolo” mio! Devi essere felice:
felice di essere “l’ultimo” dei peccatori... immerso in questo oceano infinito d’Amore che è il tuo Dio!
Non cadere nel tranello di satana, che vuole farti guardare sempre a te stesso e alle tue miserie, per distogliere il tuo sguardo da me e dai miei meravigliosi progetti.
3. Sapessi quanto bene ti fanno quelle tue cadute che ti fanno
tanto soffrire… e che tu tanto detesti:
- ti danno l’esatta dimensione del nulla che sei;
- ti costringono a non esaltarti mai nei successi e a non fidarti dei tuoi apparenti progressi;
- ti portano a crederti meritevole di ogni disprezzo e umiliazione e a non meravigliarti mai dei difetti degli altri...
- ti fanno toccare con mano la bontà del mio Cuore, che è tanto grande, da far dire a una santa, come S.Teresa:
“Oh, potessi peccare senza offendere nessuno, io
peccherei, perché imparerei meglio a capire il mio Dio”;
- e, infine, ti spingono a “buttarti” tra le mie braccia, che ti danno tanta sicurezza... e a vivere in me ininterrottamente.
Come vedi, le tue cadute Io le utilizzo per scavare più profonde in te le fondamenta dell’umiltà e della “piccolezza”; così che, se tu vuoi, possono diventare il punto di partenza per nuove ascensioni e per più sicuri progressi:
“Dio fa tendere ogni cosa al bene di quelli che lo amano”
(Rom.8,28)…“anche il peccato” (aggiunge S.Agostino).
Non ti basta tutto questo per farti vivere sempre nella gioia?
Neppure il peccato (che è la disgrazia più grande) te ne può dispensare.
Offrimi subito ogni tua debolezza, ogni tua caduta:
Lascia che ti aggiusti tutto Io, come fa la mamma con il suo “piccino” caduto per terra, sporco o ferito... e non tormentarti più!
Quanta consolazione mi dai quando ti vedo tornare al mio Cuore, “piccolo piccolo”!
Oh, se rimanessi sempre così.. umile e mite, come ora , come quando sei caduto:
Quale forza otterresti... e progrediresti sempre più nella “piccolezza” e nell’Amore!
4. E ora vieni a Me: Lasciati stringere al mio Cuore!
E che?... Hai paura?...
O ti sembra una sdolcinatura, indegna di un Dio?
Devi smetterla di pensarmi come un dio freddo o lontano: Nessun innamorato è tanto infuocato d’amore!
Ancora non mi conosci…
Non capisci niente di amore, tu!
Leggi il mio Libro, anche solo qualche riga:
“Non temere, perché non dovrai più arrossire; non vergognarti… poiché tuo sposo è il tuo Creatore…(Isaia, 54,4)
“La attirerò a me…Mi chiamerai….MARITO MIO e non più mio padrone… Ti farò mia sposa… ti dimostrerò il mio amore e la mia tenerezza. Sarai mia per sempre”. (Osea, 2, 16-18-21).
Abbracciati a me, “piccolo mio”: Dammi questa gioia!
Gusta anche tu la gioia di sentirti abbracciato dal Tuo Signore.
Non è sentimentalismo, no.
Il mio è Amore di un Dio, che ama anche con cuore di uomo:
dolcissimo, tenerissimo, compassionevole...
più di ogni altro amore:
di padre, di madre, di sposo, di amico.
Vieni, penetra dentro il mio Cuore...
sì, dentro...dentro...
Se potessi vedere questo Fuoco che mi brucia!
Vorrei comunicartelo…sì, proprio a te...
a te che hai sperimentato fin dove arriva la mia Misericordia.
Ho bisogno di te , più che di qualunque persona forte e prestigiosa:
Dammi la gioia e la gloria di potermi servire di te (che sei tanto misero), per dare a tutti, nella tua persona, la dimostrazione più eclatante della mia Misericordia senza limiti.
5. Eccoti infine un “segreto” formidabile:
Ricorri spesso al Sacramento della mia Misericordia.
Non potrai trovare un “segno” più efficace , che ti faccia toccare con mano tutta “l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e
la profondità dell’amore di Cristo”…
Tuffati, con regolare frequenza, in questo mare di gioia e di freschezza:
Quanta pace vi troverai... e quale tenerezza!
E’ davvero il sacramento della giovinezza!
Se tu lo vuoi , se ti accosti ad esso con l’umiltà e la confidenza dei “piccoli”, ne uscirai ogni volta rigenerato e rinnovato:
Vieni a “dissetarti al torrente delle mie delizie”!
Vale la pena superare gli ostacoli inconsistenti, che il maligno ti ingrandisce per tenertene lontano.
6. E ora vai!
Corri...grida a tutti il mio Amore!
E’ questo il principale compito di ogni cristiano:
Far conoscere il mio amore!
Ti crederanno...perchè l’umanità è assetata di Amore.
Ti crederanno, se ne sarai traboccante, se lo griderai con la tua vita.
Ma devi farti “piccolo”, perchè soltanto“i piccoli” possono
comprendere il mio Cuore…e accogliere tutti con la mia dolcezza…e far loro gustare la mia misericordia senza limiti! |
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| 1. “La tua vita sono Io”, “piccolo” mio!
Ah, come vorrei esserlo rea1mente!
Come tutto cambierebbe in te:
“il mio giogo” sarebbe “dolce e il mio carico leggero”, perché Io riverserei nel tuo spirito tutta la dolcezza del mio amore...tutta la carica inesauribile della mia forza.
Ma, non dovrai staccarti mai da me.
Se credi veramente che Io sono il tuo Dio e che tutto ti viene da me, la tua unica aspirazione deve essere di stare sempre unito a me:
“Rimanete uniti a me e io a voi… Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane unito alla vite, così anche voi, se non rimanete uniti a me.
Io sono la vite, voi i tralci. Se uno rimane unito a me, produce molto frutto, perchè senza di me non potete far nulla.
Se uno non rimane unito a me, viene gettato via come i tralci secchi”. (Gv.l5,4).
Hai capito?...In continua preghiera ti voglio:
“Bisogna pregare sempre, senza stancarsi mai”. (Lc.18,l)
2. La preghiera deve formare come la trama o il tessuto connettivo, che dà unità a tutta la tua giornata.
Ancora di più:
Dalla preghiera deve scaturire ogni tua azione e decisione; l’attività esteriore deve essere come una proiezione della tua vita interiore, della tua unione con me, come l’uva proviene dal “tralcio che sta unito alla vite”.
No, non possono produrre frutti salutari quelle attività che nascono solo dal tuo naturale entusiasmo o dal
dinamismo frenetico, che lascia poco spazio alla preghiera…
Potranno produrre solo frutti artificiali: seducenti, ma non nutrienti.
Io sono “La Vite”, Io sono la linfa vitale,
Io sono “il Sole” che dà luce, calore e vita...
Tu sei il mio “piccolo tralcio”:
staccato da me, diventi un tralcio secco, coperto di foglie secche.
Non ti sottovaluto con questo, al contrario:
- Se “rimani unito a me, produrrai frutti abbondanti”, gli stessi frutti sorprendenti del tuo Dio…
- Perchè Io, che sono “la Vite”, posso produrre “i frutti” solo nei miei “tralci”.
- Se tu sei “una cosa sola” con me, le tue attività, anche se poche, “faranno molto frutto”, perché sgorgheranno dal mio Cuore vivente in te..
Se sarai come un “tralcio” tutto compenetrato del mio Spirito, anche il tuo più piccolo gesto farà sprigionare tanta luce... la mia luce! |
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| II - “UNA SOLA E’ LA COSA NECESSARIA”
Convinciti una buona volta:
Devi correre di meno e contemplare di più...
Specialmente quando hai “molte cose” che ti assorbono:
“Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose; ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno”.
Perché ti affanni tanto, povero figlio mio?
Ancora non hai capito chi sono Io... e chi sei tu!
Tu sei un povero “nulla” senza di me:
“Anche il più perfetto tra gli uomini, privo della tua sapienza sarebbe stimato un nulla”! (Sap.9,6).
Me devi volere! Me devi cercare, prima di ogni cosa.
Da me ti viene tutto... perchè “Io sono tutto”!
Tutto quello che di bello, di buono, di grande ti serve per realizzare te stesso puoi trovarlo in me, soltanto in me!
Vivi immerso in me, continuamente... come il pesce nel mare! Devi “perdere” più tempo con me!
Se “lascerai” ogni altra cosa per incontrarti con me, “Io ti darò il centuplo”…anche quaggiù:
Ti farò ricuperare il tempo che “perdi” con me, moltiplicando le tue energie, rendendo più feconda ogni tua attività, ogni tua parola.
Sì, perché sono Io il Signore del tempo.
Quando tu sei unito a me, stai certo che puoi realizzare molto di più, in minor tempo, e con maggiore efficacia. |
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| III - “ORA ET LABORA”
1. Certo, Io voglio che tu faccia la tua parte e collabori con me, trafficando “i talenti”…nel tempo e nella misura che voglio Io (non di più).
Ma, senza farti tante illusioni:
Il filo serve per trasportare la corrente, ma non è capace di produrla.
La finestra che si apre permette alla luce di entrare nella stanza, ma non è la finestra aperta che genera la luce.
Tu sei la finestra, non il sole.
La tua attività è il filo, non la luce, che viene invece prodotta dalla centrale.
Tienilo sempre presente: montagne di attività e di mezzi efficientissimi, pur essendo necessari, (come il filo), non potranno mai generare nelle anime una sola briciola di Grazia, che è di natura soprannaturale e rimane sempre un dono gratuito di Dio.
Ne sei fermamente convinto tu?...
Molti dei miei amici e collaboratori si preoccupano di moltiplicare i “fili” del proprio inquieto attivismo, anzichè rafforzare, con la preghiera, i collegamenti con la centrale.
E le conseguenze sono deleterie per tutti: orgoglio, presunzione, rivalità , polemiche interminabili, tensioni interiori ed esteriori.
2. No, figlio mio, non così.
Qualsiasi altra cosa potrai tralasciare, (quando non trovi il tempo), eccetto la preghiera:
Più grandi sono le opere da compiere e più hai bisogno della mia luce e della mia forza, che viene a te soltanto dalla preghiera, cioè dalla tua unione con me.
Te Io cerco, non le tue cose.
Tu mi premi, prima che il tuo lavoro.
Tu mi servi, prima e più che le tue attività:
La mia prima opera sei tu.
Te voglio preparare, prima di tutto:
Voglio cambiare il tuo cuore, per “rinnovare tutte le cose”.
3. ---“Ma, anche il lavoro è preghiera”---
(Così pensano tanti)... E, in parte, è vero.
Sì, anche l’azione può diventare preghiera; ma solo quando sgorga dall’orazione e ad essa riconduce.
Allora tutto diventa preghiera, perché tutto è permeato di preghiera, (cioè orientato verso Dio).
E la preghiera si traduce in opere d’amore.
Cerca nella preghiera ogni ispirazione...
in qualunque momento...per qualsiasi cosa:
- La preghiera ti suggerisce l’attività giusta al momento giusto.
- La preghiera ti fa trovare le parole più convincenti, quelle che penetrano i cuori.
Quando le tue parole e le tue attività passano attraverso il filtro della preghiera, si fanno più limpide e più incisive.
Se confidi nella mia Grazia, più che nella tua saggezza, la mia luce verrà sovrabbondante in te, proprio nei momenti più impensati, nei tempi e nelle circostanze meno favorevoli,
(come ti ho insegnato nel Salmo 126):
“Invano vi alzate presto il mattino, andate a riposare tardi la sera, e vi guadagnate il pane con fatica: ai suoi
amici il Signore lo dona anche “nel sonno” (cioè: anche quando riposano).
(nella versione nuovissima):“il Signore ne dà il doppio a chi ama”.
E’ chiaro che non dovrai trascurare i doveri del tuo stato, per metterti a pregare.
Al contrario, la preghiera (quella autentica) ti spingerà a compierli con maggiore puntualità e precisione, perché partecipino del tuo atteggiamento orante e diventino anch’essi preghiera.
Dovrai, però, organizzare meglio la tua giornata dando ad ogni cosa il tempo che merita, secondo una equilibrata gerarchia di valori (e non secondo l’attrattiva o la pressione che essa esercita su di te).
5. Comincia fin dal mattino a ritagliare un po’ di tempo da tutte le tue cose, per dedicarlo esclusivamente a me.
- La meditazione deve essere la tua prima occupazione: il colloquio mattutino col tuo “Maestro e Signore”
inquadrerà meglio tutta la tua giornata e renderà illuminata ogni tua decisione
ed equilibrata ogni tua azione.
- E poi, comincia con la preghiera ogni singola azione, chiedendo a me la luce per vedere qual’ è la mia volontà e la forza per compierla bene.
- Durante il lavoro, solleva rapidamente lo sguardo a me: non puoi immaginare quale gioia mi dai (e quanto bene fai a te stesso) quando interrompi il tuo lavoro, proprio sul
più bello, per ricorrere a me ed esprimermi il tuo amore e la fiducia che riponi in me.
Ripetimelo sempre (anche quando lavori):
“O mio Dio, senza di te nulla io posso… Tutto mi viene da Te: Tutto io posso in Te! |
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