{TESTO}
Briciole di speranza
Testimonianza
della Signora Gloria Polo

La Misericordia di Dio si manifesta grazie alla intensa e spontanea preghiera
di un paesano sconosciuto di Gloria Polo.

La signora Gloria Polo, dentista a Bogotà (Colombia), era a Lisbona e Fatima, l’ultima settimana di Febbraio 2007, per dare la sua testimonianza. Sul suo sito internet: www.gloriapolo.com, appare un estratto (in inglese) di un intervista che lei ha dato a Radio Maria in Colombia. Noi ringraziamo il signor Ph. D. di aver voluto volentieri farci la traduzione.
“Fratelli e sorelle, è meraviglioso per me condividere con voi in questo istante, l’ineffabile grazia che mi ha dato Nostro Signore, ormai più di dieci anni fa.
Mi trovavo all’Università Nazionale della Colombia a Bogotà (nel maggio 1995). Con mio nipote, dentista come me, noi preparavamo una lezione.
Quel venerdì pomeriggio, mio marito ci accompagnò perchè noi dovevamo prendere dei libri alla Facoltà. Pioveva molto e mio nipote ed io stessa, ci riparavamo sotto un piccolo ombrello. Mio marito, coperto da un impermeabile si avvicinò alla biblioteca del Campus. Mio nipote ed io lo seguivamo, ci siamo diretti verso degli alberi per sfuggire agli scrosci d’acqua.
In quell’attimo siamo stati tutt’e due colpiti da un fulmine. Mio nipote è morto sul colpo; era giovane e nonostante la sua giovane età, si era consacrato a Nostro Signore; aveva una grande devozione per Gesù Bambino.
Portava ogni giorno la Sua Santa Immagine in un cristallo di quarzo sul suo petto. Secondo l’autopsia il fulmine era passato per l’immagine; carbonizzò il suo cuore e uscì sotto i suoi piedi.
Esteriormente non presentava alcuna traccia di bruciature.
Per quanto mi riguarda, il mio corpo fu bruciato in modo orribile, sia all’interno che all’esterno. Questo corpo che voi ora avete davanti, risanato, lo è per la grazia della misericordia divina. Il fulmine mi aveva carbonizzato, io non avevo più i seni e praticamente tutta la mia carne e una parte delle mie costo erano scomparse. Il fulmine è uscito dal mio piede destro dopo aver bruciato quasi completamente il mio stomaco, il mio fegato, i miei reni e i miei polmoni.
Io praticavo la contraccezione e portavo una spirale intra uterina in rame. Il rame essendo un eccellente conduttore d’elettricità, carbonizzò le mie ovaie. Mi trovai perciò con un arresto cardiaco, senza vita, il mio corpo aveva dei soprassalti a causa dell’elettricità che aveva ancora.

Ma questo è solamente per quello che riguarda la parte fisica di me stessa perché, quando la mia carne fu bruciata, nello stesso istante mi ritrovai in un bellissimo tunnel di luce bianca, piena di gioia e di pace; nessuna parola può descrivere la grandezza di quel momento di ferità. L’apoteosi dell’istante era immensa.
Io mi sentivo felice e piena di gioia, perché non ero più soggetta alla legge di gravità. Alla fine del tunnel, io vidi come un sole da dove proveniva una luce straordinaria. Ve la descriverei come bianca per darvene una certa idea, ma in realtà
Nessun colore di questa terra è paragonabile a questo splendore. Io ne percepivo la sorgente di tutt’amore e pace.
Nel mentre che mi elevavo, realizzai che stavo morendo. In quell’istante ho pensato ai miei figli e mi sono detta: “Oh, mio Dio, i miei figli, che penseranno di me? La mamma molto attiva che ero stata, non ha mai avuto tempo da dedicare a loro!” Mi era possibile vedere la mia vita quale era stata realmente e questo mi rattristava.
Io lasciavo la casa ogni giorno per cambiare il mondo e non ero mai stata capace di occuparmi dei miei figli.
In quell’istante di vuoto che provavo a causa dei miei figli io vidi qualcosa di magnifico: il mio corpo non faceva più parte dello spazio e del tempo. In un istante mi era possibile abbracciare con lo sguardo tutto il mondo: quello dei vivi e quello dei morti.
Ho potuto sentire i miei nonni e i miei genitori defunti. Ho potuto stringere a me tutto il mondo, era un bellissimo momento!
Capii allora di aver sbagliato credendo alla reincarnazione di cui mi ero fatta avvocato.
Io avevo l’abitudine di “vedere” dappertutto mio nonno e mio bisnonno. Ma là essi mi abbracciavano ed ero in mezzo a loro. Nel medesimo istante noi eravamo vicini a tutte le persone che io avevo conosciuto nella mia vita.
Durante questi così belli fuori dal mio corpo, io avevo perduto la nozione del tempo. Il mio modo di vedere era cambiato: (sulla terra) io distinguevo tra chi era grasso, chi era di altra razza o disgraziato, perché avevo sempre dei pregiudizi.
Fuori del mio corpo io consideravo le persone interiormente (l’anima), . Com’è bello vedere la gente interiormente (l’anima)!
Io potevo conoscere i loro pensieri e i loro sentimenti. Io li abbracciavo tutti in un istante mentre continuavo a salire sempre più in alto e piena di gioia. Capii allora che potevo godere di una vista magnifica, di n lago di una bellezza straordinaria.
Ma in quel momento, sentii la voce di mio marito che piangeva e mi chiamava singhiozzando:”Gloria, ti prego, non andartene! Gloria svegliati! Non abbandonare i ragazzi, Gloria” L’ho guardato e non solo l’ho visto ma ho sentito il suo profondo dolore.
E il Signore mi ha permesso di tornare anche se non era mio desiderio. Io provavo una si grande gioia, tanta pace e felicità! Ed ecco che discendo ormai lentamente verso il mio corpo ove io giacevo senza vita. Esso era posto su una barella, al centro medico del Campus.
Io potevo vedere i medici che mi facevano l’elettrochoc e tentavano di rianimarmi dopo l’arresto cardiaco che avevo avuto. Noi siamo rimasti lì per due ore e mezzo. Prima, questi dottori non ci potevano toccare perché i nostri corpi erano ancora troppo conduttori di elettricità; dopo quando poterono, si sforzarono di richiamarci alla vita.
Io mi posai vicino alla testa e sentii come uno choc che mi entrò violentemente all’interno del mio corpo. Questo fu doloroso perché questo faceva scintille da tutte le parti. Io mi vidi incorporato a qualcosa di così stretto. Le mie carni morte e bruciate mi facevano male. Esse sprigionavano fumo e vapore.
Ma la ferita più orribile era quella della mia vanità: Io ero una donna di mondo, un dirigente, un’ intellettuale, una studiosa schiava del suo corpo, della bellezza e della moda. Io facevo della ginnastica quattro ore al giorno, per avere un corpo snello: massaggi terapie, diete di ogni genere, etc. Questa era la mia vita, una routine che mi incatenava al culto della bellezza del corpo. Io mi dicevo: “Ho dei bei seni, tanto vale mostrarli. Non c’è nessuna ragione di nasconderli.”
Lo stesso per le mie gambe, perché io credevo di avere delle belle gambe e un bel petto! Ma in un istante, avevo visto con orrore che avevo passato la mia vita a prendere cura del mio corpo. L’amore per il mio corpo era divenuto il centro della mia esistenza.
Ora, in questo momento, non avevo più corpo, niente petto, niente se non un orribile buco. Il mio seno sinistro in particolare era sparito. Ma il peggio, era che le mie gambe non erano che piaghe aperte senza carne, completamente bruciate e carbonizzate.
Di là, mi trasportano all’ospedale ove mi dirigono d’urgenza alla sala operatoria ove cominciano a raschiare e pulire le bruciature.
Quando ero sotto anestesia, ecco che esco di nuovo dal mio corpo e che vedo ciò che i chirurghi sono in procinto di farmi.
Io ero preoccupata per le mie gambe.
Di colpo passai un momento orribile: tutta la mia vita, io non ero stata che una cattolica di “regime”: Il mio rapporto con il Signore era la Santa Messa della domenica, per non più di 25 minuti, là dove l’omelìa del sacerdote era più breve, perchè non ne potevo sopportare di più. Tale era la mia relazione con il Signore. Tutte le correnti (di pensiero) del mondo m’avevano influenzato come una banderuola.
Un giorno, quand’ero gia Dentista professionista avevo sentito un prete affermare che l’inferno come i diavoli, non esistevano. Ora questa era la sola cosa che mi tratteneva per frequentare la Chiesa. Sentendo tale affermazione, io mi dissi che saremo andati tutti in paradiso, indipendentemente da quello che noi siamo e mi allontanai completamente dal Signore.
Le mie conversazioni divennero malsane perché non potevo più reprimere il peccato. Io cominciai a dire a tutti che il diavolo non esisteva e che quella era una invenzione dei preti, che c’era della manipolazione…
Quando uscivo con i miei colleghi dell’università, dicevo loro che Dio non esisteva e che noi eravamo un prodotto dell’evoluzione. Ma in quell’istante, là, nella sala operatoria, io ero veramente terrificata vedevo dei diavoli venire verso di me perché io ero la loro preda. Dai muri della sala operatoria io vidi spuntare molta gente.
All’inizio, sembravano normali, ma in seguito essi avevano dei visi pieni di odio, detestabili. In quel momento, per una certa perspicacia che mi fu data, capii che io appartavo a ciascuno di loro.
Io compresi che il peccato non era senza conseguenze e che la menzogna più infame del demonio, era quella di far credere che egli non esisteva.
Io li vedevo tutti venire a cercarmi, immaginate il mio spavento! Il mio spirito intellettuale e scientifico non mi era di nessun aiuto. Io volevo ritornare nel mio corpo , ma quello non mi lasciava entrare. Io corsi allora verso l’esterno della stanza, sperando di nascondermi da qualche parte tra i corridoi dell’ospedale ma di fatto finii di saltare nel vuoto.
Io cadevo in un tunnel ce mi aspirava verso il basso. All’inizio c’era della luce e questo assomigliava a un alveare d’api. C’era moltissima gente. Ma presto cominciai a discendere passando per dei tunnels completamente oscuri.
Non c’è alcun paragone tra l’oscurità di quel luogo e la più totale oscurità della terra quando non potrebbe comparire la luce delle stelle. Questa oscurità suscita sofferenza, orrore e vergogna. L’odore era pestilenziale.
Quando infine finii di discendere questi tunnels, io atterrai su una piattaforma. Io che avevo l’abitudine di dichiarare che avevo una volontà d’acciaio e che nulla era troppo per me… là, la mia volontà non serviva a niente, io non riuscivo affatto a risalire.

A un certo punto, io vidi aprirsi al suolo come un gigantesco baratro e vidi un immenso abisso senza fondo. La cosa più orribile di questo buco spalancato era che vi si percepiva l’assenza assoluta dell’amore di Dio e questo, senza la minima speranza.
Il precipizio mi aspirava ed io ero terrificata. Sapevo che se andavo là dentro, la mia anima ne moriva. Io ero trascinata verso questo orrore, qualcuno m’aveva preso per i piedi. Il mio corpo entrava ormai in questo buco e fu un momento di estrema sofferenza e di spavento.
Il mio ateismo mi abbandonò e cominciai a gridare verso le anime del Purgatorio per avere dell’aiuto.
Mentre urlavo, sentivo un dolore fortissimo perché mi fu dato di capire che migliaia e migliaia di esseri umani si trovavano là, soprattutto dei giovani.
E’ con terrore che sento stridore di denti, grida orribili, e dei gemiti che mi scuotevano nel più profondo del mio essere.
Mi sono stati necessari degli anni prima di rimettermi perché ogni volta che mi ricordavo di questi istanti, piangevo pensando alle loro terribili sofferenze. Compresi che è là che vanno le anime dei suicidi, che in un attimo di disperazione, si ritrovano in mezzo a questi orrori. Ma il tormento più indicibile, era l’assenza di Dio. Non si poteva percepire Dio.
In quei tormenti, mi sono messa a gridare:”Chi ha potuto commettere un errore simile?
Io sono quasi una santa: non ho mai rubato, non ho mai ucciso, ho dato da mangiare ai poveri, ho fatto cure dentarie gratuite a che ne necessitava; che ci faccio qui? Io andavo alla Messa la domenica… io ho mai mancato alla messa domenicale non più di cinque volte nella mia vita! Allora perché sono qui? Io sono cattolica, vi prego, sono cattolica, fatemi uscire di qui!”
Mentre gridavo che ero cattolica scorsi un debole bagliore. E io vi posso assicurare che in quel posto la più piccola luce era il più bello dei doni. Io vidi dei gradini al di sopra del precipizio e ho riconosciuto mio padre, deceduto cinque anni prima.
Molto vicina e quattro gradini più in alto, stava mia madre in preghiera, illuminata di più dalla luce.
Il vederli, mi riempì di gioia e dissi loro: ”Papà, Mamma, fatemi uscire! Vi supplico, fatemi uscire!
Quando si chinarono verso l’abisso. Voi dovreste vedere il loro immenso dispiacere.
Il quel posto, voi potete percepire i sentimenti degli altri e sentire le loro pene. Mio padre si mise a piangere tenendo la testa tra le sue mani:”Figlia mia, figlia mia!” diceva. Mamma pregava e capii che essi non mi potevano far uscire di là, la mia pena si accrebbe della loro perché essi condividevano la mia.
Così, io mi misi a gridare di nuovo: “Vi supplico, fatemi uscire di qui! Io sono cattolica! Chi ha potuto commettere un tale errore? Vi supplico, fatemi uscire di qui!
Questa volta, una voce si fece sentire, una voce così dolce che fece tremare la mia anima. Tutto allora fu inondato d’amore e di pace e tutte queste tetre creature che mi circondavano scapparono perché esse non possono stare di fronte all’Amore. Questa voce preziosa mi dice: ”Benissimo, poiché tu sei cattolica, dimmi quali sono i comandamenti di Dio.”
Ecco una mossa sbagliata da parte mia. Sapevo che aveva dieci comandamenti, punto e nient’altro. Che fare? Mamma mi parlava sempre del primo comandamento d’amore: non avevo che da ripetere ciò che lei mi diceva. Pensai di improvvisare e nascondere così la mia ignoranza degli altri (comandamenti). Io credevo di potermela cavare, come sulla terra dove trovavo sempre una buona scusa; e mi giustificai difendendomi per mascherare la mia ignoranza.
Dissi: “Amerai il Signore, tuo Dio al di sopra di tutto ed il prossimo come te stesso”. Sentii allora: “Benissimo, li hai tu amati?” I risposi. “Sì li ho amati, li ho amati, li ho amati!”
E mi fu risposto: “No. Tu non hai amato il Signore tuo Dio al di sopra di tutto e ancora meno il tuo prossimo come te stessa. Tu ti sei creata un dio che tu adattavi alla tua vita e tu te ne servivi solamente nel caso di urgente bisogno.
Tu ti prosternavi davanti a lui quando eri povera, quando la tua famiglia era umile e quando desideravi andare all’università. In quei momenti, tu pregavi sovente e ti inginocchiavi per delle ore per supplicare il tuo dio di farti uscire dalla miseria; perché ti accordasse il diploma che ti permetteva di diventare qualcuno. Ogni volta che tu avevi bisogno di soldi tu recitavi il rosario. Ecco la tua relazione con il Signore”.
Sì, devo riconoscere che prendevo il rosario e aspettavo del denaro in cambio, tale era la mia relazione con il Signore.
Mi fu dato da vedere subito il diploma preso e la notorietà ottenuta, non ebbi mai il minimo sentimento d’amore per il Signore. Essere riconoscente, no, mai!
Quando aprivo gli occhi al mattino, io non avevo mai un grazie per il giorno nuovo che il Signore mi dava da vivere, non Lo ringraziavo mai per la mia salute, per la vita dei miei figli, per tutto ciò che mi aveva donato.
Era l’ingratitudine più totale. Io non avevo compassione per i bisognosi. In pratica, tu collocavi il Signore così in basso che avevi più confidenza con i responsi di Mercurio e di Venere.
Tu eri accecata dall’Astrologia, proclamando che le stelle dirigevano la tua vita!
Tu vagabondavi verso tutte le dottrine del mondo, Tu credevi che saresti morta per rinascere ancora! E tu hai dimenticato la misericordia. Tu ti sei dimenticata che sei stata riscattata dal Sangue di Dio. Ora mi mette alla prova con i dieci comandamenti. Ora mi dimostra che pretendevo di amare Dio ma che in realtà, era satana che io amavo.
Così, un giorno, una donna era entrata nel mio studio dentistico per offrirmi i suoi servizi di magìa ed io le avevo detto: “Non ci credo, ma lasciate questo portafortuna qui nel caso che funzioni”. Io avevo messo in un angolo, un ferro da cavallo ed un cactus, tenuti per allontanare le energie cattive.
Come tutto questo era vergognoso! Questo fu un esame della mia vita a partire dai dieci comandamenti. Mi fu mostrato quel che era stato il mio comportamento faccia a faccia col mio prossimo. Mi fu fatto vedere come io pretendessi di amare Dio mentre avevo l’abitudine di criticare tutti, di puntare il dito su ciascuno, io la santissima Gloria! Mi si mostrò come ero invidiosa ed ingrata! Io non avevo mai provato riconoscenza verso i miei genitori che mi avevano dato il loro amore ed avevano fatto tanti sacrifici per educarmi e mandarmi all’Università. Dall’ottenimento del diploma, essi divennero anche miei inferiori; aveva anche vergogna di mia madre a causa della sua povertà, della sua semplicità e della sua umiltà.
Per quanto concerne il mio comportamento come moglie,mi fu mostrato che mi lamentavo sempre, dalla mattina alla sera. Se mio marito mi diceva: “Buongiorno”, io replicavo: “Perché questo giorno sia buono quando fuori piove”. Mi lamentavo anche continuamente dei miei figli: Mi fu mostrato che non avevo mai amato né avuto compassione per i miei fratelli e sorelle della terra.
E il Signore mi dice: “Tu non hai mai avuto considerazione per i malati nella loro solitudine, tu non hai mai tenuto loro compagnia. Tu non hai mai avuto compassione degli orfani, di tutti questi bambini infelici”. Io avevo un cuore di pietra dentro un guscio di noce. Su questa prova dei dieci comandamenti, io non avevo una mezza risposta corretta.
Era terribile, devastante! Io ero completamente sconvolta. E mi dicevo: “Almeno on mi potrà rimproverare di avere ucciso qualcuno! Per esempio, compravo delle provviste per i bisognosi; questo non era per amore, piuttosto per apparire generosa, e per il piacere che avevo di manipolare quelli che erano nel bisogno. Dicevo loro: “Prendete queste provviste e andate al mio posto alla riunione dei genitori e dei professori perché io non ho il tempo di parteciparvi”.
Inoltre, amavo essere circondata da persone che mi incensavano. Mi ero fatta una certa immagine di me stessa.
Il tuo dio era il denaro, mi ha ancora detto. Tu sei stata condannata a causa del denaro. E’ per questa ragione che sei sprofondata nell’abisso e che tu ti sei allontanata dal Signore.
Noi eravamo stati effettivamente ricchi, ma alla fine eravamo diventati insolvibili, senza un soldo e peni di debiti. Per tutta risposta, gridai: “ Che denaro? Sulla terra, noi abbiamo lasciato un sacco di debiti!”
Quando venni ad un secondo comandamento, io vidi con tristezza che nella mia infanzia, avevo presto capito che la menzogna era un eccellente mezzo per evitare le severe punizioni di mamma.
Io cominciai mano nella mano con il padre della menzogna (satana) e divenni bugiarda. I miei peccati aumentavano come le mie menzogne. Io avevo osservato come mamma rispettava il Signore ed il Suo Nome Santissimo. I vi trovai un’arma per me e mi misi a bestemmiare il Suo Nome. Dicevo: Mamma, io giuro su Dio che…”. E così evitavo le punizioni. Immaginate le mie menzogne , implicando il Nome Santissimo del Signore…
E notate, fratelli e sorelle che le parole non sono mai vane perché quando mia madre non mi credeva, avevo preso l’abitudine di dirle: “ Mamma, se io mento, che un fulmine mi colpisca qui e subito”. Se le parole sono volate via con il tempo, si riscontra che il fulmine mi ha bella e ben colpito; mi ha carbonizzato ed è grazie alla misericordia divina che io ora sono qui.
Mi fu mostrato come, io che mi dichiaravo cattolica, non rispettassi nessuna delle mie promesse e come utilizzavo futilmente il nome di Dio.
Io fui sorpresa di vedere che alla presenza del Signore, tutte queste orribili creature che mi circondavano, si prosternavano in adorazione. Io vidi la Vergine Maria ai piedi del Signore che pregava ed intercedeva per me.
Per quel che riguarda il rispetto del giorno del Signore. Ero pietosa e ne provai un dolore intenso. La voce mi diceva che le domeniche, passavo quattro o cinque ore ad occuparmi del mio corpo; io non avevo nemmeno dieci minuti di azione di grazia o di preghiera da consacrare al Signore. Se cominciavo un rosario, mi dicevo: “ Lo posso fare durante la pubblicità, prima del telefilm”. La mia ingratitudine di fronte al Signore mi fu rimproverata. Quando non volevo partecipare alla Messa, dicevo a mamma: “ Dio è dappertutto, perché dovrei andare lì?...
La voce mi ricordò ugualmente che Dio vegliava su di me notte e giorno e che in cambio io non Lo pregavo per niente; e le domeniche, non Lo ringraziavo e non Gli manifestavo la mia gratitudine o il mio amore. Al contrario, prendevo cura del mio corpo, ne ero schiava e dimenticavo totalmente che avevo un’anima e che la dovevo nutrire. Ma mai la nutrii della parola di Dio, perché dicevo che chi legge la Parola di Dio (Bibbia), diviene pazzo.
E per quanto concerne i Sacramenti,
avevo sbagliato in tutto. Dicevo non sarei mai andata a confessarmi perché quei vecchi signori erano peggiori di me. Il diavolo mi stornava dalla confessione ed è così che impediva la mia anima d’essere pulita e di guarire.

La bianca purezza della mia anima ne pagava il prezzo ogni volta che peccavo. Satana lasciava il suo marchio: un marchio oscuro.
Eccetto che per la mia prima Comunione , io non avevo mai fatto una buona confessione. A partire di là, non ho mai ricevuto il Signore degnamente.
La mancanza di coerenza aveva raggiunto un tale degrado che io bestemmiavo:“ La Santa Eucaristia?
Si può immaginare Dio vendo in un pezzo di pane?” Ecco in che stato era ridotta la mia relazione con Dio. Non avevo mai nutrito la mia anima e più ancora , criticavo i preti costantemente. Voi dovevate vedere come mi ci dedicavo! Dalla mia più tenera infanzia, mio padre aveva l’abitudine di dire che quella gente là erano ancora più donnaioli dei laici. E il Signore mi dice: “Chi sei tu per giudicare così i Miei consacrati? Questi sono degli uomini e la santità di un sacerdote è sostenuta dalla sua comunità che prega per lui, che l’ama e lo aiuta.
Quando un prete commette un errore, è la sua comunità che ne è responsabile, mai lui”. Ad un certo momento della mia vita, accusai un prete di omosessualità e la comunità ne fu informata. Voi non potete immaginare il male che ho fatto!
Per quanto attiene al quarto comandamento”Onorerai tuo padre e tua madre” come vi ho detto, il Signore mi fece vedere la mia ingratitudine faccia a faccia dei miei genitori. Io mi lamentavo perché essi non potevano offrirmi tutte quelle cose di cui disponevano i miei compagni.
Io ero ingrata verso di essi per tutto quello che hanno fatto per me ed io non ero nemmeno arrivata al punto dove dicevo che non conoscevo mia madre perché lei non era al mio livello. Il Signore mi mostrò come avrei pertanto potuto osservare questo comandamento.
In effetti io avevo pagato le fatture delle medicine e del medico quando i mie genitori erano malati, ma come analizzavo tutto in funzione dei soldi. Io allora ne approfittai per manipolarli ed ero arrivata a schiacciarli.
Io mi sentivo male nel vedere mio padre piangere tristemente perché anche se fu un buon padre che m’aveva insegnato a lavorare duramente ed ad intraprendere, egli aveva dimenticato un dettaglio importante: che io avevo un’anima e che per il suo cattivo esempio la mia vita aveva cominciato a vacillare. Egli fumava, beveva, andava dietro alle donne a tal punto che un giorno suggerii a mamma di abbandonare suo marito. “Tu non dovrai più continuare per lungo tempo con un uomo come lui. Sii dignitosa, fagli vedere che vali qualcosa”. E mamma risponde: “No mia cara, io soffro ma mi sacrifico perché ho sette figli e perché alfine della giornata, tuo papà dimostra di essere un buon padre; non potrei mai andarmene e separarvi da vostro padre; di più se io me ne andassi, chi pregherebbe per la sua salvezza. Io sono la sola che lo possa fare perché tutte queste pene e ferite che mi infligge, io le unisco alle sofferenze di Cristo sulla Croce. Ogni giorno dico al Signor: il mio dolore è niente in confronto della vostra Croce, così, vi prego, salvate mio marito e i miei figli”.
Da parte mia, non riuscivo a comprenderla e divenni ribelle, cominciai a prendere la difesa delle donne, ad incoraggiare l’aborto, la coabitazione ed il divorzio.
Quando venne al quinto comandamento, il Signore mi fece vedere l’assassinio orribile che avevo fatto commettendo il più orribile dei crimini: l’aborto.
Di più, io avevo finanziato diversi aborti perché io sostenevo che una donna aveva il diritto di sceglie di rimanere incinta o no. Mi fu dato da leggere nel Libro della Vita e fui profondamente mortificata, perché una ragazzina di 14 anni aveva abortito su miei consigli.
Io avevo ugualmente prodigato dei cattivi consigli a delle ragazzine tre delle quali erano mie nipoti parlando loro della seduzione, della moda, consigliando loro di approfittare del loro corpo, e dicendo loro di usare la contraccezione: Questo è una specie di corruzione dei minori che aggravava l’orribile peccato dell’aborto.
Ogni volta che viene versato il sangue di un bambino, è un olocausto a satana, che ferisce e fa tremare il Signore. Io vidi nel libro della Vita come la nostra anima si formava, al momento che il seme perviene nell’ovulo Una bella scintilla scocca, una luce che come un raggio di sole di Dio Padre. Appena il ventre della mamma è in seminato si illumina della luce dell’anima
Durante l’aborto, l’anima geme e grida per il dolore e se ne ode il grido al Cielo perché ne è scosso. Questo grido risuona ugualmente all’Inferno, ma è un grido di gioia. Quanti bambini sono uccisi ogni giorno!
E’ una vittoria dell’Inferno. Il prezzo di questo sangue innocente libera ogni volta un demone di più. Io, mi sono immersa in questo sangue e la mia anima divenne totalmente ottenebrata. In seguito a questi aborti, avevo perduto la percezione del peccato. Per me, tutto era O. K.. E che dire di tutti quei bambini a cui io avevo rifiutato la vita a causa della spirale (anticoncezionale) che utilizzavo. E così sprofondavo ancora di più nell’abisso. Come potevo affermare che io non avevo mai ammazzato!
E tutte le persone che io ho disprezzato, odiato, che non ho amato! Anche così sono stata un’assassina perché non si uccide solamente con una pallottola della pistola. Si può egualmente uccidere odiando, commettendo degli atti di cattiveria, invidiando ed essendo gelosi.
Per quel che riguarda il sesto comandamento, mio marito fu l’unico uomo della mia vita. Ma mi fu dato di vedere che ogni volta che
Mettevo in mostra il mio petto e che portavo i miei pantaloni – leopardati Io incitavo gli uomini all’impurità e li inducevo al peccato.
Di più, io consigliavo alle donne d’essere infedeli al loro marito,
predicavo contro il perdono e incoraggiavo il divorzio. Realizzai allora che i peccati della carne sono terribili e condannabili anche se il mondo attuale trova accettabile che ci si comporti come degli animali.


Era particolarmente doloroso vedere come i peccati d’adulterio di mio padre avevano ferito i suoi figli.
I miei tre fratelli divennero delle copie conforme al loro padre, donnaioli e bevitori, incoscienti del torto che facevano ai loro figli. Ecco perché mio padre piangeva con tanto dispiacere constatando che il cattivo esempio che aveva dato s’era ripercosso su tutti i suoi figli.
Quanto al settimo comandamento, - non rubare -., io che mi giudicavo onesta, il Signore mi fece vedere il cibo era sprecato nella mia casa mentre il resto del mondo soffriva la fame. Egli mi disse: “Io avevo fame e guarda quello che tu hai fatto con quello che ti ho dato, come l’hai sprecato! Io avevo freddo e tu guarda come eri schiava della moda e delle apparenze, buttando via tanto denaro nelle diete per dimagrire.
Del tuo corpo ne hai fatto un dio!
Mi fece comprendere che io avevo una parte di colpa nella povertà del mio paese. Mi dimostrò anche che ogni volta che criticavo qualcuno, rubavo il suo onore. Sarebbe stato più facile per me rubare del denaro, perché il denaro, si può sempre restituire, ma la reputazione!... Di più io derubavo i miei figli la grazia i avere una madre tenera e piena d’amore.
Io abbandonavo i miei figli per andare nel mondo, li lasciavo davanti alla televisivo, al computer, ai video giochi; e per tacitarmi la coscienza, compravo loro dei vestiti di marca. Com’è orribile! Che immenso dispiacere!
Nel Libro della Vita si vede tutto come in un film. I miei figli dicevano: ”Speriamo che mamma non rientri troppo presto e che ci siano degli ingorghi perché è fastidiosa e brontolona”.
Infatti, io avevo rubato loro la madre, avevo rubato loro la pace che dovevo portare nella mio focolare. Non avevo insegnato l’amore di Dio né l’amore del prossimo. E’ semplice: se non amo i miei fratelli, non ho niente a che vedere con il Signore: se io non ho della compassione, io non ho niente a che vedere con Lui non più.
Ora parlerò delle false testimonianze e della menzogna perché ero diventata un’esperta nella materia. Non ci sono bugie innocenti, tutto viene da satana che è il loro padre. Le colpe che ho commesso con la lingua erano veramente spaventose.
Ho visto come ho ferito con la mia lingua. Ogni volta che io spettegolavo, che mi facevo beffe di qualcuno, o gli attribuivo un sopranome dispregiativo, io ferivo quella persona. Quanto un sopranome può far male! Io potevo complessare una donna chiamandola: “la grossa”...

Nel corso di questo giudizio sui dieci comandamenti, mi si mostrò che tutti miei peccati avevano come causa la bramosìa, questo desiderio malsano. Mi sono vista felice con tanti soldi. E il denaro divenne la mia ossessione. E’ veramente triste, perché per la mia anima il momento più terribile era stato quando avevo a disposizione molto denaro.
Io avevo anche pensato al suicidio. Avevo tanto denaro e mi sentivo sola, vuota, amara e frustrata. Questa ossessione del denaro mi allontanò dal Signore e fece sì che mi allontanai delle sue mani.
Dopo l’esame dei 10 comandamenti, il Libro della Vita mi fu mostrato. Io avrei voluto le parole adeguate per descriverlo. Il mio Libro della Vita cominciò quando le cellule dei miei genitori si unirono. Presso che immediatamente, ci fu una scintilla, una magnifica esplosione e un’anima era così formata, la mia, creata dalle mani di Dio, nostro padre, un Dio così buono! E’ veramente meraviglioso! Egli veglia su di noi 24 ore su 24. Il Suo Amore era il mio castigo perché Lui non guardava il mio corpo di carne ma la mia anima e Lui vedeva come mi allontanavo dalla salvezza.
Io vorrei anche dirvi che a quel punto ero un’ipocrita! Io dicevo ad una amica: “Sei incantevole in questo abito, ti sta così bene!” Ma io pensavo tra me e me: è un vestito grottesco, e si crede pure una regina!
Nel Libro della Vita, tutto appariva esattamente tale e quale l’avevo pensato si vede anche l'ambiente interno dell’anima. Tutte le mie menzogne erano esposte ed ognuno poteva vederle.
Marinavo sovente la scuola, perché mamma perché mamma non mi permetteva di andare dove volevo.
Per esempio, le mentivo a proposito di un lavoro di ricerca che dovevo fare alla biblioteca universitaria e di fatto, andavo invece a vedere un film porno o a bere una birra i un bar con degli amici. Quando penso che mamma ha visto sfilare la mia vita e che niente è stato dimenticato!
Il Libro della Vita è veramente bellissimo. Mia madre aveva l’abitudine di mettere nel mio cestino delle banane per il mio pranzo, pasta di guava così del latte, perché nella mia infanzia, eravamo poverissimi. Mi capitava di mangiare le banane e di buttare per terra le bucce senza pensare che qualcuno poteva scivolare su di esse e farsi male.
Il Signore mi mostrò come una persona scivolò su una delle mie bucce di banana; avrei potuto ucciderla per la mia mancanza di compassione.
L’unica volta della mia vita che mi confessai con dispiacere e pentimento, quando una donna mi rese 4500 pesos in più in un negozio alimentare di Bogotà. Mio padre ci aveva insegnato l’onestà. Andando al lavoro, mentre guidavo, mi resi conto dell’errore.
“Quest’idiota m’ha dato 4500 peso in più e devo subito ritornare al suo negozio”, mi dissi. C’era un ingorgo enorme e decisi di non tornare indietro. Ma il rimorso l’avevo dentro di me ed andai a confessarmi la domenica seguente accusandomi di aver rubato 4500 pesos senza averli restituiti. Io non prestai ascolto alle parole del confessore.
Ma sapete cosa mi disse il Signore? “Tu non hai compensato questa mancanza di carità. Per te, non era che del denaro per le piccole spese, ma per quella donna che non guadagnava che il minimo, quella somma rappresentava tre giorni di nutrimento”.
Il Signore mi mostrò come ella ne soffrì, privandosi per più giorni così anche i suoi due piccoli che avevano fame.
In seguito il Signor mi fa la seguente domanda: ”Che tesori spirituali porti?”
Dei tesori spirituali? Le mie mani sono vuote!
“A cosa ti serve, aggiunse, di possedere due appartamenti, delle case e degli uffici se tu non puoi nemmeno portarmene non sarà ciò che un po’ di polvere?
Che hai fatto dei talenti che ti ho dato? Tu avevi una missione: questa missione, era quella di difendere il Regno dell’Amore, il Regno di Dio”.
Sì, avevo dimenticato che avevo un’anima, così come mi potevo ricordare che avevo dei talenti; tutto questo bene che non ho potuto fare , ha offeso il Signore.
Il Signore mi parlò ancora della mancanza d’amore e di compassione. Mi parlò ugualmente della mia morte spirituale. Sulla terra, ero viva, ma in realtà ero morta. Se voi poteste vedere cos’è la morte spirituale*! E’ come un’anima odiosa, un’anima amara e disgustata di tutto, piena di peccati e che ferisce tutto il mondo.
Io vedevo la mia anima che esteriormente, era ben agghindata e stava bene, ma interiormente era una vera fogna e la mia anima abitava nelle profondità dell’abisso. Non è strano che fossi così acre e depressa.
E il Signore mi disse: “La tua morte spirituale e cominciata quando tu hai cessato di essere sensibile al tuo prossimo”.
Io ti avvertii mostrandoti la loro miseria. Quando tu vedevi dei servizi televisivi, dei morti, dei rapimenti, la situazione dei rifugiati, tu dicevi: “povera gente, com’è triste”. Ma in realtà, ma in realtà tu provavi dolore per essi, tu non sentivi niente nel tuo cuore. Il peccato ha cambiato il tuo cuore in pietra”.
Voi non potete immaginare la grandezza del mio dolore quando il Mio Libro della Vita si richiuse.
Io avevo dispiacere per Dio, mio Padre, per essermi comportata così perchè, a riscatto di tutti i miei peccati, per la mia salvezza, di tutte le mie indifferenze e dei miei orribili sentimenti, il Signore a cercato di attendermi fino alla fine.
Mi ha inviato delle persone che ebbero una buona influenza su di me. Mi ha protetto fino ala fine. Dio mendica la nostra conversione!
Sia ben inteso, io non avrei potuto biasimarlo di condannarmi Di mia propria volontà, io scelsi come mio padre, satana, al posto di Dio. Dopo che il Libro della Vita si richiuse, mi accorsi che mi stavo dirigendo un pozzo nel cui fondo c’era una botola.
Nel mentre vi precipitavo cominciai a chiamare tutti i Santi del Cielo per salvarmi.
Voi non avte un’idea di tutti i nomi dei Santi che mi vennero in mente, a me che ero una pessima cattolica! Chiamai Sant’Isidoro o San Francesco d’Assisi e quando la mia lista finì, cadde il silenzio.
Provai allora un grande vuoto ed una pena profonda.

Pensavo che tutte le persone della terra, credevano che fossi morta in odore di santità, può essere che essi stessi s’attendessero la mia intercessione!
E guardate dove atterravo! Alzai allora gli occhi e il mio sguardo incrociò quello i mia madre. Con un grandissimo dolore gridai verso di lei: “Mamma, come ho vergogna! Sono condannata, mamma. Là dove vado, tu non mi vedrai mai più.
In quel momento una grazia magnifica le fu accordata. Ella si tendeva senza muoversi ma le sue dita si misero a puntare verso l’alto. Delle scaglie si distaccarono dolorosamente dai miei occhi: l’accecamento spirituale. Rividi allora in un istante la mia vita passata, quando un mio paziente una volta mi disse. “Dottore, voi siete troppo materialista, e un giorno voi avrete bisogno di questo: in caso di pericolo immediato, chiedete a Gesù Cristo di coprirvi del Suo Sangue, perché mai Egli vi abbandonerà. Egli pago il prezzo del Suo Sangue per voi”.
Con grandissima vergogna, mi misi a singhiozzare: “Signore Gesù, abbiate pietà di me! Perdonatemi, datemi una seconda occasione!”
E il più bel momento della mia vita mi si presenta, non ci sono parole per descriverlo. Gesù viene e mi tira fuori dal pozzo e tutte quelle orribili creature si appiattirono al suolo.
Quando mi depose, mi disse con tutto il Suo amore: “Stai per ritornare sulla terra, ti do una seconda possibilità”.
Ma precisò che non era a causa delle preghiere della mia famiglia. “E’ giusto da loro parte implorare per te.
Questo è grazie all’intercessione di tutti quelli che ti sono estranei e che hanno pianto, pregato e hanno alzato il loro cuore con un profondo amore per te”.
Vidi molte luci accendersi, come delle piccole fiamme d’amore. Io vidi delle persone che pregavano per me. Ma c’era una fiamma molto più grande, era quella che mi dava molta più luce e che brillava più d’amore.
Tentai di conoscere chi fosse questa persona. Il Signore mi disse. 2 Colui che ti ama tanto, neanche ti conosce”. Mi spiegò che quest’uomo aveva letto un ritaglio di giornale del mattino.
Era un povero paesano che abitava ai piedi della Sierra Nevada di Santa Marta ( a nord-est della Colombia). Questo pover’uomo si era recato in città per acquistare dello zucchero di canna. Lo zucchero era stato avvolto nella carta da giornale e c’era una mia foto, tutta bruciata come ero.
Come l’uomo mi vide così, senza neanche aver letto l’articolo interamente, cadde inginocchio e cominciò a singhiozzare con profondo amore. Disse: “Signore, abbiate pietà della mia piccola sorella. Signore salvatela. Se voi la salvate vi prometto che andrò in pellegrinaggio al Santuario di Buga ( che si trova nel sud-ovest della Colombia). Ma Vi prego, salvatela”.
Immaginate questo pover’uomo, non si lamentava di aver fame, e aveva una grande capacità d’amore perché si offriva di attraversare tutta una regione per qualcuno che neanche conosceva!
E il signore mi disse: “Questo è amare il suo prossimo”. E aggiunse: “ Tu sta per tornare (sulla terra) e darai la tua testimonianza non mille volte, ma mille volte mille volte.
E sventura a quelli che non cambieranno dopo aver inteso la tua testimonianza, perché essi saranno giudicati più severamente, come te quando ritornerai qui un giorno; lo stesso per i miei consacrati, i sacerdoti, perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.
Questa testimonianza , fratelli e sorelle miei, non è una minaccia. Il Signore non ha bisogno di minacciarci. E’ una occasione che vi si presenta, e a Dio grazie, io ho esperimentato ciò che è necessario per vivere!
Quando qualcuno di voi morirà e si aprirà davanti a lui il suo Libro della Vita, voi vedrete tutto quanto come io l’ho visto.
E noi tutti vedremo come siamo, la sola differenza è che noi sentiremo i nostri pensieri alla presenza di Dio: La cosa più bella è che il Signore sarà di fronte a noi, mendicando ogni giorno la nostra conversione affinché diventiamo una nuova creatura con Lui, perché senza di Lui non possiamo fare niente.
Che il Signore vi benedica tutti abbondantemente.
Gloria a Dio.
MAMMA FANTASTICA……….GRAZIE!

Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio dodicenne si presentò in cucina con un foglietto in mano.

Con aria stranamente ufficiale il bambino porse il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò le mani con il grembiule e lesse quanto vi era scritto:

Per aver strappato le erbacce dal vialetto: 1 Euro

Per aver riordinato la mia cameretta: 1,5 Euro

Per essere andato a comprare il latte: 0,5 Euro

Per aver badato alla sorellina

(tre pomeriggi): 3 Euro

Per aver preso due volte “ottimo”

a scuola: 2 Euro

Per aver portato fuori l’immondizia

tutte le sere: 1 Euro

Totale 9 Euro

La mamma fissò il figlio negli occhi, teneramente. La sua mente si affollò di ricordi.

Prese una biro e, sul retro del foglietto, scrisse:

Per averti portato in grembo per 9 mesi: 0 Euro

Per tutte le notti passate a vegliarti

quando eri ammalato: 0 Euro

Per tutte le volte che ti ho cullato

quando eri triste: 0 Euro

Per tutte le volte che ho asciugato

le tue lacrime: 0 Euro

Per tutto quello che ti ho insegnato

giorno dopo giorno: 0 Euro

Per tutte le colazioni, i pranzi,

le merende, le cene e i panini

che ti ho preparato: 0 Euro

Per la vita che ti do ogni giorno: 0 Euro

Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma diede il foglietto al figlio.

Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la mamma aveva scritto, due lacrimoni si formarono nei suoi occhi.

Girò il foglio e sul suo conto scrisse:”Pagato”.

Poi saltò al collo della madre e la sommerse di baci.
(di autore non identificato)
I PURI DI CUORE 23/Settembre/1998

Io sono nell’anima del mondo

O il mondo è dentro me.

Ondeggia lieve la tristezza,

O è il filosofo che s’agita in me.

Certo vorrei essere parte del coro,

Che in primo piano canta radioso.

Come i fiori irradian la bellezza,

Così gli uccelli la loro leggerezza.

E’ l’opposto del viver come pietre,

Ruolo assegnato ai puri di cuore.

Remo Rosati
Telefono Preghiera
http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/cronaca/preghiere-telefono/preghiere-telefono/preghiere-telefono.html

Riscuote successo l'iniziativa di una parrocchia di Barletta
"In poche ore tante chiamate. Non confessiamo, ma ascoltiamo"

Vuoi pregare? Telefona al parroco
Un cellulare attivo 24 ore su 24
di GIULIANO FOSCHINI

Don Francesco Fruscio

BARI - Rispondono al primo squillo. "Pronto, telefono preghiera. Pace e bene, sono Giuseppe". Un po' confessionale e un po' servizio clienti aziendale, da 48 ore è nato a Barletta il primo call center della fede. Chiunque può chiamare al 347.30.60.594 per avere un supporto psicologico 24 ore su 24 e "cercare una parola di conforto e pregare insieme per risalire da un momento difficile della propria vita", spiega don Francesco Fruscio. È a lui, 31 anni, parroco della chiesa Sacra Famiglia a Barletta, che è venuta l'idea. "La coltivavo da anni, praticamente da quando sono diventato prete. L'obiettivo era arrivare il più lontano possibile, riuscire ad ascoltare anche chi non riesce a raccontarsi. Qui in parrocchia ho trovato il team giusto, ci abbiamo provato ed è successo quello che soltanto il Signore poteva immaginare".

In due giorni sono arrivate più di sessanta telefonate, quaranta soltanto ieri. Hanno chiamato dalla Liguria e dalla Sicilia. La prima è stata una signora di Segrate che "voleva pregare perché sua figlia trovasse la felicità", l'ultimo un uomo pugliese che "non ricordava l'Ave Maria e quando l'abbiamo recitata insieme è scoppiato a piangere".

A rispondere al telefono non c'è soltanto don Francesco. Si alterna una squadra di nove persone - "i centralinisti di Dio", li definisce il sacerdote - che fanno turni di otto ore e si passano il cellulare mano per mano. Cinque uomini e quattro donne: tre pensionati, quattro casalinghe, un finanziere e un agricoltore. "Ognuno di noi - spiega Carlo, 56 anni, ferroviere in pensione, il turno di ieri pomeriggio era il suo - ha un percorso tortuoso ma simile verso la fede: dopo esperienze personali difficili, abbiamo incontrato tardi il Signore. E ora cerchiamo di aiutare chi è in difficoltà".

I volontari della cornetta non vengono pagati. "La nostra è fede", assicurano, confusi dal successo dei primi due giorni di lavoro. "Chiamano da tutta Italia, ieri anche della Germania", racconta Gennaro, che perse la moglie e i due figli nel terremoto del 1980 in Irpinia. "In questi giorni ho pregato insieme con una signora che sta accudendo il marito malato terminale, ma ho cercato anche di essere d'aiuto a una ragazza catanese che sopportava le violenze del marito".

Chiamano soprattutto donne. "Ma è troppo presto per poter fare ogni tipo di statistica", precisa don Francesco. Che non si sente affatto come i cartomanti delle televisioni private. "A parte il fatto che il servizio è completamente gratuito (il telefonino che utilizziamo non ha nemmeno il contratto dell'autoricarica) noi non regaliamo illusioni alla gente. Cerchiamo di essere loro vicini, offrendogli comprensione e speriamo anche serenità". Ciascuno degli operatori deve rispettare una serie di linee guida. "Ascoltare senza fare domande, pregare insieme, annunciare il Vangelo e mai provare a entrare nelle coscienze. Una telefonata non può mai sostituire un sacramento come la confessione: se viene fatta una richiesta del genere, dovranno invitare il fedele a recarsi nella parrocchia più vicina".

Anche il lessico da call center, il consiglio o una preghiera come se fosse un guasto alla caldaia, non scompone don Francesco. "Vorremmo aiutare le donne e gli uomini, chi crede ma anche chi è lontano dalla Chiesa. Per farlo dobbiamo usare gli strumenti del tempo: il telefono, quindi. Ma anche Internet". Per pubblicizzare il servizio ha scelto le sue due mailing list e i blog di alcuni ragazzi che frequentano la parrocchia. "Questo clamore non ce l'aspettavamo: non avevo nemmeno avvertito il vescovo. Ho temuto che si arrabbiasse e invece oggi ha benedetto l'iniziativa". Per telefono.
SRI LANKA
SRI LANKA

Oltre 1500 devoti mariani a Tewatte per chiedere la pace
di Melani Manel Perera
da Asia News - 07.02.07

I fedeli celebrano la Festa nazionale dell’Indipendenza al famoso santuario dedicato a Maria. “È un nostro dovere pregare per il Paese e per una vera libertà” dicono i pellegrini. Leader cattolici invitano ad “aprire i cuori così che Dio possa ascoltare le nostre suppliche”.


Tewatte (AsiaNews) – Devoti a Maria da tutto lo Sri Lanka hanno celebrato la festa nazionale dell’Indipendenza, il 4 febbraio scorso, alla basilica di Nostra Signora di Lanka a Tewatte. Oltre 1500 pellegrini si sono recati al santuario mariano, dove si è pregato per la pace nel Paese. I responsabili della comunità cattolica hanno invitato i fedeli a “purificare i cuori e le menti per ascoltare la voce di Dio, solo così anche lui potrà ascoltarci”.

Cinque messe sono state celebrate in tre lingue diverse - singalese, tamil e inglese; la funzione principale al mattino è stata presieduta da p. Placidus De Silva, direttore del Collegio di Alti Studi Tommaso d’Aquino e dall’amministratore della Basilica, p. Merl Shanthi Perera. Nella sua omelia p. De Silva ha lanciato un interrogativo su cui riflettere: “Perché Nostro Signore non ascolta le nostre preghiere quotidiane per la pace? Forse la nostra fede non è così salda come quella dei nostri padri? Dobbiamo pregare con fede incrollabile e aprire i nostri cuori alla voce di Dio”. “Lui ci ascolterà” ha concluso.

Tra i fedeli accorsi al santuario vi era Alexius de Silva, 68 anni insegnante della diocesi di Galle. Ad AsiaNews ha detto di essere “felice" di trovarsi a Tewatte con i suoi familiari ed offrire le sue preghiere “per la pace ed una vera libertà in Sri Lanka”. “Sono sicuro che la Madonna ascolterà presto le nostre continue preghiere”. La stessa convinzione ha espresso Rita Kaluarachchi, 51 anni, della parrocchia di Wattala, che aggiunge: “Sento che è nostro dovere pregare per il nostro Paese soprattutto nel giorno in cui ne ricordiamo l’indipendenza”. “Non dobbiamo perdere la speranza di pregare Maria - secondo un fedele tamil, Anthony Ramalingam – ma ci deve essere più unità tra la popolazione”.

Il 4 febbraio lo Sri Lanka ha celebrato il 59esimo anniversario dell’Indipendenza dalla Gran Bretagna. Il più famoso santuario mariano nazionale è quello di Madhu, nel nord (attualmente nell'area controllata dai ribelli Tamil). Anche la basilica di Tewatte è santuario nazionale; è stata costruita nel 1946, per volere di ringraziare la Madonna di aver salvato l'isola dagli orrori della II Guerra mondiale.
Federica, miracolo di vita Fuori da coma e cancro
Vent’anni e due tumori. Al risveglio ha scoperto la fede
Tornata cosciente, la richiesta di recitare il Padre nostro, che quasi non conosceva
Poi battesimo, comunione e cresima nello stesso giorno

Da Roma Lucia Bellaspiga daL'Avvenire

Poco più di un anno fa qualsiasi medico la dava per spacciata. Era già praticamente morta, Federica, aggredita da due tumori subdoli e cattivi, cresciuti in posizione per cui prima era impossibile vederli, poi, quando la Tac li aveva ormai stanati, nessuno si arrischiava a toglierli. Uno, la metastasi, era nascosto dietro a un linfonodo nel collo, un bozzettino da nulla, scambiato a lungo per un mal di denti e curato ad antibiotici. L'altro, il tumore primario, si era annidato dietro il naso, e lì cresceva, spingeva nella testa, sembrava volerla spaccare tanto erano i dolori. Il tutto, infine, complicato da una gravissima miocardite, infiammazione al cuore che molto di rado è conseguenza delle cure chemioterapiche, e che la stava per uccidere. «Molto di rado, sì - ride Federica - ma a me è capitato. Si vede che non bastava tutto quello che mi era cascato addosso».
La incontriamo alla stazione Termini, dov'è arrivata insieme ai genitori dal paese di Santa Lucia, vicino a Mentana, non lontano da Roma. Un incontro fissato per raccontare la sua storia alla vigilia della Giornata per la Vita che domani si celebra. Ed è proprio la forza vitale che colpisce in Federica, 25 anni, bella, visibilmente felice come di rado lo si può dire della gente che si incontra. È un vulcano in eruzione, perché «io in quella stanza di ospedale ho improvvisamente scoperto la gioia e ora lo voglio raccontare a più persone possibile, a chi non sa quanto è bello affidarsi al Signore, quanto è fantastico esserci, a questo mondo...». Non resta che lasciarla parlare e provare a capire.
Parla di «miracolo», in senso lato, o forse non solo, però qui il miracolo assoluto è la forza di una conversione che sarà pure passata attraverso l'esperienza del dolore, ma ora sprizza gioia incontenibile. Parla Federica, incurante degli sguardi che talvolta si appoggiano sul suo fisico di ragazza che di mestiere fa l'estetista e che nemmeno adesso rinuncia a un trucco sapiente e a due mani affusolate d alle unghie curatissime. Accanto a lei mamma Lucia, 43 anni, casalinga, tutta mitezza e pazienza, e papà Franco, 49, impiegato, grandi baffi e amore incontenibile per questa loro unica figlia, rivivono ogni istante di quel lungo calvario. Lui scoppia a piangere spesso, ma intanto sorride. Lei tace e ascolta. «Per otto mesi - comincia Federica - dal gennaio all'agosto 2005, quel bozzetto nel collo sembrava innocuo, anche l'esame dell'ago aspirato non rilevava la metastasi nascosta dietro. A settembre al Bambin Gesù me lo tolsero, ma i dolori aumentavano, atroci, mi prendevano tutta la faccia, fin dentro il cervello, non potevo più nemmeno aprire la bocca. I medici non se lo spiegavano. Era il tumore che da dietro spingeva». È adesso che la Tac rileva quel cancro, non operabile, così Federica entra in un altro ospedale e inizia i cicli di radio e chemioterapia: «Per non bucarmi di continuo - racconta - mi misero all'ascella un catetere endovenoso, con una macchinetta che mi portavo sempre dietro. Intanto però i dolori erano ormai da impazzire, ma io resistevo perché i medici mi assicuravano che era normale, che era colpa delle cellule tumorali che reagivano alla chemio. In più mi dicevo, possibile che i vecchietti ce la fanno, e io che sono giovane mi lamento? Così stringevo i denti».
Ma il 28 settembre Federica non si alza più da terra, ormai non può più stare né seduta né a letto, solo sul pavimento si illude di trovare un po' di requie ai tormenti. E dal dolore nasce il primo sintomo di rinascita quando improvvisamente, chissà perché, la ragazza si rivolge a sua madre Lucia: «Sono rimasta stupefatta - dice la donna -. Per la prima volta nella vita mi ha chiesto di pregare insieme, voleva dicessimo il Padre Nostro». Una preghiera che non conosceva bene, «nella nostra famiglia non si era mai pregato, anzi, io non ero nemmeno battezzata - riprende Federica -. Ne sapevo solo qualche strofa perché lo avevo magari sentito ai matrimoni, o ai funerali...». Chi invece in famiglia aveva sempre pregato, «senza mai saltare un giorno in vita mia», era papà Franco, che ora si prende la sua rivincita: «Mi sfottevano in casa, mi chiamavano il frate, perché di nascosto mi inginocchiavo in sala quando sapevo di essere solo e pregavo».
Siamo al 28 sera, Federica brucia, letteralmente, le bagnano il petto con pezze fresche. Il giorno dopo di nuovo una seduta di chemio, ce la portano a peso morto. Ma quando i medici le dicono ancora di stringere i denti, che è «tutto normale», stavolta la madre si rifiuta: «Per fortuna l'ho fatta ricoverare al Gemelli, dove le hanno detto "tu stai bene, sei qui come ospite", ma l'hanno pure coperta di attenzioni».
I ricordi successivi si fanno convulsi: la mattina dopo, 30 settembre, Federica non ci vede più, la pressione è 30 di minima, 50 di massima. Miocardite. Praticamente è già morta, ma si accorge di tutto: «Rivedo una decina di medici che si affannano su di me, l'infermiera Sara che piange e mi carezza dicendomi "micetta, non ci lasciare". Io li guardavo e pensavo: se non ce la fanno loro... Finché di colpo, mentre i dolori erano ormai qualcosa di umanamente insopportabile, ho sentito un grido dentro me: Dio mio, portami via».
Stride il contrasto tra le parole, da togliere il fiato, e gli occhi di Federica, ridenti e ancora stupiti. «In quel momento ho visto un'immagine di Cristo sulla croce, ma era un uomo vero, di carne, non un quadro. Poi un mantello mi ha avvolta. Di colpo una pace stupenda, uno stato di benessere che io non posso provare a descrivere, una serenità paradisiaca. Nello stesso istante il dolore è cessato e non è tornato mai più». I medici intanto pensavano a un infarto, non capivano, solo una cosa era certa: Federica stava morendo. Il primario Rebuzzi uscì in corridoio ad avvertire la madre. Poi il coma. «Eppure "vedevo" tutto, anche il mio fidanzato Fabio che piangeva e io, che mi sentivo benissimo, non capivo perché lo facesse. Guardavo il mio corpo sul letto e non ci volevo rient rare».
La seconda vita di Federica inizia ora, dopo pochi giorni a metà tra coma e rianimazione. Ora è un'altra persona, che prima non esisteva. «Non era solo che non avevo più dolori - precisa -, era che adesso sapevo. Appena mi sono svegliata ho iniziato a fare una testa così a tutti i malati su quanto sia importante l'amore, la famiglia, la fiducia in Dio. I medici erano stupefatti, ma credevano che io fossi credente già da prima». «Mi chiedevano da dove arrivasse a mia figlia quella luce negli occhi - aggiunge Lucia - ma io non sapevo cosa dire». È Franco a tirare fuori dalla tasca un figlio piegato con cura, lo apre come fosse una reliquia: "Sono tornata per voi", c'è scritto tra il resto, le prime parole tracciate da Federica quando ancora non riusciva a parlare. «Sì, perché da allora ho capito che il mio vero sogno era la famiglia. Io che avevo chiesto a Dio di portarmi via, ora assaporo ogni istante della vita e non mi fa più paura niente: malattia, morte e dolore li incontrerò ancora, è ovvio, ma adesso che ho la fede che cosa posso più temere? Quando sai che c'è Dio, vedi tutto con occhi diversi...». Di recente Federica ha voluto ricevere nello stesso giorno battesimo, comunione e cresima. Il padrino? «Il marito di una paziente in ospedale: ho coinvolto proprio tutti», ride.
La miocardite è guarita. Ma il tumore non operabile? «Cinque mesi fa gli esami non ne hanno più trovato traccia, sparito! Ed era grande come un mandarino». A guarirla è stata la medicina, ma a farle vedere il mondo «per la prima volta, come un bambino che nasce» è stata la fede: «Ora accetto ciò che Dio mi manda e mi affido con gioia. Pensare che prima vivevo giusto perché ero nata... La vita mi era indifferente».
Il più spaventato - in tutta la vicenda - è Fabio, il giovane fidanzato, che si era innamorato di una Federica e di colpo se ne trova un'altra, «ma adesso anche lui ha scoperto la fede. E a maggio ci sposiamo».
La santità ... anche per noi!
01/02/2007
Newsletter (Padre Livio)

Cari amici,
nella catechesi dell'ultima udienza generale Benedetto XVI ha fatto una affermazione che ci consola molto: " La santità non consiste nel non aver mai sbagliato, peccato". Infatti se così non fosse, chi potrebbe essere ritenuto santo, se non i soli Gesù e Maria? Tuttavia è significativo che il Papa abbia sottolineato che non si tratta soltanto di piccole imperfezioni o di sbagli, ma di veri e propri peccati. Anche i più grandi peccatori possono diventare santi. Se è vero che molti santi hanno conservato la grazia battesimale durante tutta la vita, è anche vero che altri hanno rivissuto in se stessi la parabola del figlio prodigo. Il vangelo trabocca di queste testimonianze e persino le due colonne della Chiesa, Pietro e Paolo, hanno conosciuto l'amarezza del male.
Questo significa, cari amici, non solo che anche noi, così piccoli e miseri, possiamo diventare santi, ma che non è mai troppo tardi per incominciare. S. Agostino, ancora esitante prima di decidere la conversione, guardando alla fervente comunità raccolta intorno a S. Ambrogio, diceva fra sé " Se questo e quello, perché non io?" I santi sono uomini come noi e questo significa che il cammino che hanno percorso loro, lo possiamo fare anche noi con l'aiuto della grazia. Coraggio. Non è mai troppo tardi.

Vostro P. Livio

http://www.radiomaria.it/
Il Signore è nel tuo cuore e .... aspetta.
E' una meravigliosa giornata di sole!
Alle prime luci dell'alba, il cielo sembrava un dipinto meraviglioso, con un alternarsi di colori miscelati fra loro, sfumati dal blu al rosa.
Meraviglia di Dio la natura!
Al nascere del nuovo giorno, con questo sfondo meraviglioso, il mio puntuale "Papà, eccomi ... ma vieni, presto!"
Il mio cuore desidera ardentemente avere in sè la gioia e la pace, quella sensazione speciale che solo da Dio può venire.
Continuo ad essere nascosta nel mio
Cantuccio per difendermi dalle tempeste che imperversano sull'umanità e rendo grazie a Dio perchè vedo che il mio Cantuccio è sicuro: mi sono nascosta nel Cuore Santo del Padre!
Solo così posso essere utile a me
stessa ed ai miei fratelli, soprattutto a coloro che sono nella tempesta, sballottati dal vento, confusi, infraciditi ....
Fratelli, il mondo ha bisogno di noi!
Qualcuno potrà chiedersi: ma cosa posso fare io per l'umanità? Sono piccolo e debole ....
Tanto, si può fare tanto!
Noi abbiamo scelto Dio; noi abbiamo compreso che solo in Lui possiamo
trovare conforto, pace, amore e giustizia; noi riceviamo Amore e
possiamo donare Amore!
Il nostro ruolo è quello di donare, perchè abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere tanto, e possiamo a nostra
volta donare.
Come?
Con la nostra vita, con la testimoniamza, con la preghiera, con il digiuno, con i nostri piccoli sacrifici ... tutto offerto per l'umanità e per la Gloria di Dio Padre!
"Ma io sono sofferente!?"
Offri la tua sofferenza!
"Ma io ho l'aridità nel cuore!"
Continua a sforzarti, il tuo sforzo è superiore a colui che nel cuore
ha la pace, e verrà abbondantemente apprezzato da Dio!
"Ma io sono incapace ...."
Offri la tua incapacità e chiedi a Lui di renderti capace!
"Ma io sono confuso!"
Offri la tua confusione e chiedi la Luce!

Siamo tutti amati, molto amati, siamo i Suoi figli prediletti: tutto ciò che chiederemo col cuore ci sarà dato per noi e per i nostri fratelli.
Lasciate il passato alle spalle, non pensate ad organizzarvi
il futuro, vivete il presente mettendo Dio al primo posto nella vostra vita ... sarà Lui a far tutto se avrete fiducia e vi lascerete condurre.
Dio ci parla, Dio è tra di noi, Dio sta bussando ai nostri cuori continuamente!
ApriteGli la porta del vostro cuore: grandi cambiamenti scoprirete nella vostra vita.

Siate sempre attenti al Cielo, distogliete la vostra attenzione concentrata sulle cose della
terra, staccatevi da ciò che vi distrae da Dio .... potrete così vedere
ciò che molti non riescono a vedere: fiumi di grazie che scendono per
tutti noi!

Ricordate che il Signore non fa rumore, il Signore opera in silenzio per questo è necessario creare silenzio nel nostro cuore, distogliendoci dal fragore del mondo ... Lui è lì, nel vostro cuore ed
attende di poter essere ascoltato.

Insieme preghiamo, offriamo,
lodiamo ed adoriamo!

Che Dio Padre Misericordioso doni pace ai vostri cuori!

Nicoletta
Gettarsi.... dove?!
Federico: lo ricordo nei suoi tratti melanconici e nel suo sguardo schivo... La prima volta che lo vidi era di spalle, magro, un po' così tra l'inesperienza giovanile e l'anzianità di impegno di chi sta guadagnandosi il pane come può. Le parole tirate una ad una finché una specie di sorriso permette di completare frasi appena accennate... una persona semplice, in attesa di un futuro migliore in cui realizzare se stesso e i propri desideri, i più leciti ad ogni essere umano. Oggi lo ritrovo tra le righe del giornale, schiantato sull'asfalto. Che volo! Tre righe di notizia che sono un pugno nello stomaco, non ho neanche la forza di piangere perché un abisso di angoscia mi sommerge, fitta come la nebbia che non lascia vedere i raggi del sole. Perché? Un vuoto che non si riempirà, un'assenza che potrà a lungo parlare di solitudine amara e di delusioni. Perché un ragazzo trova il coraggio di fare un salto in giù da un palazzo e non trova il coraggio di continuare a vivere? Perché? Non possiamo chiudere il giornale, compiangere la madre, dire una preghiera dopo un pianto sincero di partecipazione... non basta! Quel volto, quel nome, quei passi, quella malinconia sono stampati a fuoco nella mia memoria e mi interpellano! Quanta fatica facciamo ad accorgerci del malessere interiore di chi ci sta accanto... quante parole di speranza negate e quante strette di mano omesse a chi sente di aver poche risorse per superare la battaglia del quotidiano esistere... quanti momenti di sazietà, colpevoli di sterilità, divorano i tentativi ingenui di farsi strada con poco... Può un cerbiatto spaventato sopravvivere nelle vicinanze delle tane dei leoni? Se non muore sbranato, muore di infarto.
In questa settimana: guardati intorno e varca la soglia della solitudine di chi hai sempre tra i piedi, entra nell'intimità dell'altro. Come? parlando di te, di ciò che senti dentro, delle tue paure e delle tue delusioni, delle tue conquiste e dei tuoi obiettivi... per gettare verso l'altro un ponte: invito a comunicarsi a te e a dargli spazio nel tuo cuore, per consentirgli di ricominciare a sperare qualora avesse esaurito le scorte della fiducia. Non temere di scoprirti, tu hai bisogno dello sguardo dell'altro dentro di te.
sr teresa della + o.carm.
SEGNI DAL CIELO?
Potrà essere anche di irrilevante importanza, ma io ve lo passo!
Ciò che, in particolare, ha attirato la mia attenzione è la data della scoperta da parte dello scienziato: 7 AGOSTO.
Chi ha letto il Messaggio del Padre ai Suoi figli potrà comprendermi.

Nicoletta

-------

l'Uai spiega: ''Passerà vicinissima al sole, ma l'incontro potrebbe esserle fatale''
Astronomia, oggi nei nostri cieli la suggestiva cometa McNaught
Scoperta dall'ononimo astronomo australiano lo scorso 7 agosto, per il Cnr sarà visibile questa sera al tramonto con un semplice cannochiale
Roma, 10 gen. - (Adnkronos) - Sarà visibile oggi al tramonto e segnerà una nuova attrazione nei nostri cieli, ma quando si accosterà al Sole l'incontro le potrebbe essere fatale. E' la cometa McNaught scoperta dall'astronomo australiano Robert McNaught lo scorso 7 agosto e a raccontarne il cammino non privo di rischi è il Cnr che on line annuncia il nuovo spettacolo astrale. ''Poiché la cometa passa molto vicino al Sole, si potrà vederla più nitidamente intorno al tramonto o anche al sorgere del Sole e, fra i punti d'osservazione favoriti, si trovano Canada, Scandinavia e Alaska, con le loro lunghe tenebre. Ma la cometa sarà visibile anche in Kansas, Stati Uniti e appunto Italia'' riferisce il Consiglio nazionale delle Ricerche.

Battezzata e catalogata con la sigla C/2006 P1, la scorsa estate l'astronomo McNaught ha scoperto la cometa osservando una foto realizzata dal Siding Observatory del New South Wales, ed il cammino di questa cometa sembrava ancora incerto. ''Il suo itinerario si è fatto in seguito più chiaro con l'aumento della sua luminosità. Le previsioni orbitali dicono che potrebbe arrivare perfino a soli 25,4 milioni di chilometri dal Sole il 12 gennaio, più vicina al Sole anche di Mercurio, che è il pianeta che gli è più prossimo'' riferisce ancora il Cnr. E se ciò accadesse, aggiunge l'Ente, ''la C/2006 P1 potrebbe divampare in un corpo celeste estremamente brillante''. Triste previsione confermata anche da altri esperti.

''E' possibile che non sopravviva a questo incontro ravvicinato. La cometa C/2006 P1 ha infatti una probabilità di distruzione pari al 94%'' spiega l'Uai, l'Unione Astrofili Italiani che sul suo sito mostra tutta la spettacolare bellezza di questo suggestivo corpo celeste. ''Questo dato -spiegano gli esperti dell'Uai- è stato stimato utilizzando un approccio statistico sulla probabilità di distruzione delle Nearly Isotropic Comets, utilizzando come base di analisi 339 orbite cometarie, secondo il Minor Planet Center, delle quali 47 hanno mostrato fenomeni di frammentazione o dissoluzione del nucleo''.

Secondo gli astronomi, il raggio della sua magnitudine è compreso fra 2,1, come la Stella Polare o stella del nord, e -8,8, ovvero circa 40 volte più brillante di Venere. Più bassa è la magnitudine, più l'oggetto celeste è luminoso. Ad esempio, la Luna piena ha magnitudine -12,7, il Sole -26,7, le stelle meno brillanti ma visibili di notte hanno una magnitudine di circa +6, mentre la stella più luminosa visibile è Sirio, di magnitudine -1,4.

''La luminosità della cometa -continua il Cnr- è aumentata man mano che la distanza fra Terra e Sole diminuiva e, durante questa settimana, raggiungerà una brillantezza tale da poter essere osservata al tramonto anche mediante un semplice binocolo. La cometa diventerà infatti più luminosa della magnitudine 0, toccando il valore di -1.6 il 10 Gennaio, ma sarà osservabile comunque con qualche difficoltà data la sua vicinanza al Sole, e solo nel primissimo crepuscolo''.

''Il 10 gennaio alle ore 17 -aggiunge ancora il Cnr- sarà 6-8 gradi sopra l'orizzonte, a seconda del luogo di osservazione, in Italia: probabilmente questo sarà l'ultimo giorno utile, prima che il corpo celeste scompaia nel bagliore del Sole, per poi essere osservata alla fine del mese solo nel cielo australe. Sarà comunque visibile sia al crepuscolo serale che al sorgere del Sole, e col passare dei giorni sarà favorita l'osservazione all'alba''.

Ma attenzione, avvertono gli esperti Gianluca Masi (Università di Roma Tor Vergata, Bellatrix Observatory) e Sergio Foglia (Osservatorio Astronomico di Suno, Bellatrix Observatory) dall'Uai ''chi volesse osservare la cometa deve fare molta attenzione a non puntare il Sole con un qualsiasi binocolo, cosa che potrebbe provocare danni permanenti alla vista''.

A partire venerdì 12 e fino al lunedì 15 gennaio, infine, la cometa McNaught attraverserà il campo visivo di Soho, il Solar and Heliospheric Observatory, l'osservatorio spaziale mandato in orbita nel 1995 per studiare il Sole.
LA PROVVIDENZA ....
04.01.2007 - Mio messaggio agli iscritti alla ML "Dio Padre ed i Suoi figli":

"Ho sentito A. (iscritto alla lista) questa mattina telefonicamente: era molto giù.
Non sta bene fisicamente, soffre di diabete che gli ha creato tanti problemi ed aveva dolori alle gambe (non può camminare).
A questo si è aggiunto il problema del pc che lo tiene fuori dal suo mondo: quello del Cielo e dei suoi amici virtuali; che non ha possibilità di risolvere per problemi economici.
Abbiamo chiesto preghiere, abbiamo pregato tanto attendendo la risposta del Padre Misericordioso.

Fratelli miei, quella risposta è arrivata!

Nel pomeriggio A. mi ha mandato il seguente sms:

Carissima Nico, ho ricevuto oggi a 1/2 giorno assegno di 200 Euro per conto della ML Dio Padre ed i Suoi figli ... Non ho parole per commentare e ringraziare ... non è un piccolo contributo ma un "grande" contributo che non merito.
Ringrazia tutti e per primo Dio Padre e la Sua Divina Provvidenza.
Vi voglio tanto bene.
A.

Commossa e stupita, ma non meravigliata, ho telefonato subito ad A. gioendo con lui della meravigliosa notizia e precisandogli che di questa iniziativa io "a nome della lista" ero all'oscuro.
Sapevo di un iscritto che desiderava aiutare A. ma non pensavo con tanta abbondanza.
A. è commosso sino al profondo del cuore e provvede quanto prima alla riparazione del pc per potervi esternare tutta la sua emozione ed il suo ringraziamento direttamente.

Subito dopo sono andata in Chiesa a ringraziare il Padre Celeste per questo dono grande, ma soprattutto per ringraziarLo del dono dell'Amore che regna nella nostra lista.

Come moderatrice e sorella, non riesco ad esprimere a parole tutto ciò che vorrei dire perchè ho il cuore che mi esplode di gioia per il gesto fatto nei confronti di A. Infatti, ho già precisato in altra occasione, che la mia richiesta per A. era tesa alla "sola preghiera" e non al contributo materiale. Quindi, il gesto è stato veramente grande!

In Chiesa ho pregato per quanti hanno pregato per A. e soprattutto per coloro o per chi ha "materialmente" offerto per risolvere il problema del pc. Ho affidato tutto al Cuore del Padre Celeste che, sono certa, non mancherà di ripagarvi con copiose grazie.

Che Dio Padre vi benedica con la Sua Speciale Benedizione per voi e per i vostri cari!

G R A Z I E!!!!!!!!!
Nicoletta"
Messaggio di Speranza
La Mamma parla agli eletti

Figli cari e tanto amati, gioite, gioite perché vostra Madre è accanto a ciascuno di voi e vi tiene per mano come bambini che vanno ad una festa, ad una grande festa. Vi ho ornati e preparati, ora potete essere tutta gioia, perché grande e sublime è la Festa, quale neppure potete immaginare.

Mi dice la Mia piccola: “Madre Santissima, talora penso: la grande Festa sarà solo quella del Cielo oppure anche sulla terra? Alcuni sono maturi di età, alcuni ancora giovani, altri appena sbocciati come fiori fragranti, alla vita. Talora mi accade di pensare a questo, guardo, poi, il Tuo Volto con il Sorriso sublimissimo e dico a me stessa: la Festa è già iniziata sulla terra, deve solo continuare nel Cielo. Alzo gli occhi verso il Cielo e vedo una scena che incanta per la sua bellezza: miriadi, miriadi di angeli scendono, sono tanti da non riuscire neppure a contarli, sembrano petali soavi di
fiori che volteggiano alla brezza leggera, sono di colore tenue e riempiono l’aria di un delicata fragranza. Capisco che questo è un tempo grande e speciale, Dio Altissimo vuole dare Gioia alle Sue piccole creature, vuole ricolmarle di Felicità. Ecco, ecco, gli angeli annunciano un grande e meraviglioso evento, con la discesa di tante figure angeliche Dio vuole dare al mondo un grande Messaggio di speranza e di Pace. Madre Santissima, tale vista mi ha reso molto felice. Dimmi, Dolcissima; dimmi, Madre amata, che devo dire al mondo?”

Figli amati, la scena che la Mia piccola ha veduto, per Volere di Dio, significa che il Cielo si sta avvicinando sempre più alla terra, questo significa che la pace è vicina e che la gioia presto scorrerà a fiumi per chi in Dio ha creduto ed in Lui ha confidato. Figli amati, pregate, pregate, pregate in tanti, pregate tutti, perché Dio è grande, Dio ama le Sue creature e vuole riversare sulla terra una pioggia di Grazie meravigliose. Ecco, figlia amata, ecco l’altra parte della scena, descrivila.

Mi dici: “Vedo tutta la terra come un globo, gli angeli la circondano da ogni lato, sembrano i petali di un grande fiore, questi petali, di colori diversi, ma tutti molto tenui, non stanno fermi, ma vibrano come se un vento soave li muovesse, girano e vibrano come se obbedissero ad un comando. Che meravigliosa visione! Sono incantata e felice; ecco, la parte interna del fiore meraviglioso si apre, escono Raggi come di fuoco splendenti di Luce mai veduta sulla terra, vedo un Trono tutto d’oro fiammeggiante di Luce fulgidissima. Guardo, guardo, ma non sono abbagliata. Le fiamme escono proprio dal Trono maestoso, vedo la Figura sublimissima del Padre, alla Sua destra ecco Gesù, il Figlio Santissimo, la terra in questo momento, è come scomparsa, mi chiedo che fine abbiano fatto gli abitanti del pianeta: tutto è scomparso, è presente solo lo splendore del Cielo, l’immenso splendore del Cielo; vedo solo lo splendido Fiore Vivente e Vibrante. Nel cuore non mi pongo più domanda alcuna, non chiedo e non penso, la scena è tanto bella che non vi sono parole per descriverla. Vedo avanzare lentamente, lentamente una processione, tutti hanno l’abito lungo, tutti hanno il volto felicissimo, non vedo che figure giovani e felici come se l’anzianità fosse scomparsa e tutti avessero giovane età e grande gioia di vivere. Insieme, angeli ed anime felici, intonano un canto soave: è un inno di gioia, un canto che esalta il Dono della vita, canto di lode e di benedizione volto a Dio per il Dono della vita, in questo momento capisco, come per intuizione, quanto è grande tale Dono; ognuno che vedo è rivestito di giovinezza e di grande Felicità. Dico a me stessa: forse questa è proprio la nuova terra! Ogni volto esprime con chiarezza la grande gioia di vivere, è tutto un canto di lode, di amore, di ringraziamento, volto a Te, Dio Meraviglioso, ed a Te, Madre amata, Che splendi come Regina accanto al Trono del Padre e del Figlio”.

Figlia amata, cari piccoli Miei, apritevi alla speranza, tutto sarà rinnovato secondo le Promesse Divine. Gioite con Me, insieme lodiamo il Nome Santissimo. Ringraziamo, adoriamo. Vi amo tutti.

Ti amo, angelo Mio.
Maria Santissima

del 30.12.2006 - Divina sapienza

(Nota: non risulta che tali messaggi siano stati approvati dalla Chiesa o da Autorità ecclesiastica. La persona che riceve i Messaggi resta nell'anonimato
per Volere Divino, ma, come riportato nel sito ufficiale, si assicura
che non una parola viene pubblicata
senza la visione e l'autorizzazione del sacerdote che la segue nel suo cammino spirituale)

http://www.sapienzaweisheit.com/sapienza/index.htm
visita il suo sito
Mons. Antonio Riboldi - Vescovo emerito di Acerra
Cara Nicoletta,

quello che mi scrivi è come leggere la meravigliosa storia di un’anima in cui Dio ogni giorno scrive la storia del Suo amore.

Quando si ha la grande grazia di ‘stare con Dio’, fino a respirare il respiro del Suo amore, tutto manifesta ciò che ha e dona: il nulla ci si accorge dona il nulla: il vizio dona l’inferno: l’amore dà quella meravigliosa gioia che gli Angeli cantano sempre come se ogni attimo fosse Natale Dio-con-noi: ‘Gloria a Dio in Cielo e pace in terra agli uomini che Egli ama’.

RingraziaLo sempre Dio per questo immenso dono e non perderLo più, nonostante le difficoltà della vita, che è il nostro necessario Calvario.

Mi unisco alla tua gioia, che si fa vera nella comunione di preghiere.

Ti benedico di cuore

Antonio, vescovo

(Nota: voglio condividere con voi questo messaggio non per vanità o superbia, ma solo perchè è gioia grande del mio cuore! Nicoletta)
UN REGALO DI NATALE PER ME!
Grazie Angelo S.!
Tanti auguri a te e famiglia, cara Nicoletta.
Buon Natale e felice anno nuovo.
Ti voglio donare questa immagine Natalizia fatta da me per dirti grazie
x quando e quanto preghi per noi.
Angelo 22.12.06
Da Raggio di sole, luglio-agosto 1967, dell'Unione cattolica ammalati
"È lei: la bimba che è venuta nel mio studio"


Una sera afosa di luglio, uno dei più noti professionisti di Milano, l'istologo A. P (si ta­ce il nome per volontà del protagonista della vicenda) lasciò la clinica per recarsi nel suo stu­dio. Qui visitò un'ammalata, e mentre stava stendendo una breve relazione, entrò l'infer­miera dicendo con voce strana: - Professore, c'è di là una bambina.
Andò in anticamera a vedere.
«In piedi, contro la porta d'ingresso - nar­ra il professore - c'era una bambina di dieci an­ni circa, magrolina, pallida d'un pallore qua­si mortale e nel cui volto brillavano due occhi immensi, febbrili che mi guardavano fissi. Un abitino a fiori di percalle, e due treccine brune ornate da due nodini rossi, ma d'un rosso tanto vivo da dare fastidio. Le chiesi:
- Che vuoi piccola? sei sola?...
Mi guardò fissamente, poi con una voce del tutto imprevista, opaca, disse:
- La mamma è tanto malata! - E... dov'è la tua mamma? - In via Pioppette.
Non so perché rispondo: - Vengo subito.
Vado in studio, depongo il camice e torno in anticamera. La bambina non c'era più. Chiedo: - Dov'è andata?
- È uscita - dice l'infermiera.
Spinto da un'oscura urgenza mi precipito sul pianerottolo. Nulla. Scomparsa. Rimango un attimo perplesso, poi un'ansia sempre più mi pervade, afferro la borsa, scendo, salto in macchina e vado in via Pioppette, nel quartiere più antico di Milano: Porta Ticinese. Ma lì giunto mi accorgo che non conosco il nome della donna né il numero della casa... Come se­guendo un richiamo, m'infilo in un portone. C'è uno stambugio con una vecchia che ac­carezza un gatto. Chiedo se per caso nella ca­sa c'è una donna ammalata che ha una bam­bina così e così. Vedo la vecchia sbarrare gli occhi e dire che sì, è la Caterina Terrani e abita al secondo piano. Salgo le scale e mi trovo davanti a una porta socchiusa. Non so perché, entro... Su un letto c'è una donna di una magrezza spaventosa, che a un primo sguardo pare morta. Mi accosto, respira, ma il polso è quasi nulla e il cuore le batte tanto debolmente da denunciare uno stato preago­nico. Non mi perdo in congetture; faccio su­bito un'iniezione di adrenalina, poi mi siedo, in attesa... Della bambina nessuna traccia. Guardo la donna e scopro su quel volto terreo, già bagnato dal freddo del sudore dell'agonia, una parvenza di colore; vedo le palpebre vi­brare, la bocca socchiudersi, la testa girare come in cerca di respiro. Mi accosto. Il polso ha ripreso un poco, il cuore batte più rego­larmente; provoco con un breve massaggio una ripresa cardiaca.
Dopo un po' quella donna quasi morta apre gli occhi e mi guarda stupita. Dice con la vo­ce appannata:
- Ma lei chi è?
- Sono il dottore...
Sbarra gli occhi e riprende:
- Il dottore? Ma... chi le ha detto di venire qui? Sa, dottore, io sono in questo letto da ie­ri pomeriggio...
Aggiungo:
- E venuta da me una bella bambina con due treccine e un vestito a fiori, e...
La donna spalanca la bocca, si alza sui go­miti, mi guarda con gli occhi sbarrati, atterri-
ti... M'afferra un braccio, lo stringe, parla spa­smodicamente:
- Lo sapevo, lo sapevo. Ho tanto pregato la Madonna che non mi facesse morire senza prima portare la mia Marina al cimitero... Dottore, venga, venga di là.
Non so come trova la forza di alzarsi, e mi trascina a una tenda... Al di là della tenda c'è una stanzetta piccola, immersa in un'ombra cu­pa, appena rischiarata da una candela. Su un misero giaciglio è stesa, nella immobilità del­la morte, una bambina della apparente età di dieci anni, dalle treccine brune ornate da due nastri rossi... Mi chino per guardarla bene, ma so già tutto. È lei, la bimba che è venuta nel mio studio. La guardo senza essere nemmeno spaventato: mi sento schiacciato dal senso oscuro del mistero.
Avverto il mormorio della madre:
- Madonna santa, grazie per aver ascoltato le mie parole. La mia bimba mi ha salvato. Io non so come ciò sia avvenuto.
Poi si volge a me e dice:
- Dottore, quando ieri è morta la mia Ma­rina, io ho avuto un colpo al cuore e dopo averne composta la salma sono caduta su quel letto. Capivo che stavo morendo e mi dispe­ravo, sola com'ero, per non poter fare ciò che era necessario per la mia bambina. E pensavo: O se la mia Marina fosse viva in questo momento. Adesso lei, dottore, è qui e... S'inginocchia, si raggomitola e comincia a piangere tutte le lacrime del suo disperato do­lore e della sua gioia inconcepibile.
Sono passati parecchi anni. Caterina Terra­ni, ancora viva, è terziaria presso un conven­to alla periferia di Milano. Per quanto riguar­da una spiegazione al fatto, io dico che si trat­ta di un autentico miracolo...».
Mattone su mattone, costruiam la nostra casa .... che fatica, che fatica
che si fa: perché?
E' il Signore che ci vuole abitare con te!
Due giovani fidanzati, mio figlio e mia nuora, hanno finalmente realizzato la loro casa.
Sia lode e ringraziamento al Signore!
Non è facile per i giovani di oggi ma non bisogna mai perdere la speranza .... affindandosi al Signore si possono ottenere grandi cose!
Preghiamo per le giovani coppie del mondo, perchè possano costruire la loro casa e perchè Dio Padre Misericordioso possa abitare sempre in loro e con loro!

03.12.2006
Festeggiare la Prima Comunione
Una famiglia ha scelto di festeggiare la Prima Comunione del proprio piccolo con la massima semplicità.

Anziché delegare ad un negozio specializzato la consueta formula "confetti + oggetto", hanno confezionato (fra l'altro lavorandoci a sei mani, mamma e marmocchi) delle "bomboniere" un po' speciali: il ciuffo di confetti era legato ad un grazioso pacchettino contenente...
Indovinate un po'?

Un "farmaco"!
Sì, una scatoletta identica a quelle delle medicine.
Dentro, non compresse o supposte, ma un salutare "Rosario in grani".
E, ovviamente, anche il foglietto illustrativo, spiritosissimo e ineccepibile al tempo stesso!
E questo è il testo del foglietto illustrativo:
______________________________


Farmaco: ROSARIO IN GRANI


COMPOSIZIONE - Ogni rosario contiene: 50 Ave Maria, 5 padre Nostro, 5 Gloria al Padre, 1 Salve Regina.


PRINCIPIO ATTIVO - La Grazia di Dio.


CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA - Santificante effervescente.


USO - Si consiglia il sovradosaggio


SOVRADOSAGGIO - In caso di assunzione di dosi molto elevate si potrebbero
avere manifestazioni di: Scatti di gioia, Lodi improvvise a Dio, Slanci di Carità.


INTERAZIONI - E' possibile, anzi consigliabile, assumerlo insieme ad altre
preghiere ed ai Sacramenti.


DOSI CONSIGLIATE - Da uno a quattro al giorno


INDICAZIONI TERAPEUTICHE - Contro la Tiepidezza spirituale, aiuta nel
cammino verso la Santità, elimina pruriti al sacro, scoraggia dalle tentazioni, toglie acidità e pesantezza di coscienza, libera le anime dal Purgatorio.


POSOLOGIA - Uso orale. Da assumere con devozione e raccoglimento. Gli effetti possono migliorare con l'assunzione in gruppo.


EFFETTI INDESIDERATI - Se recitato bene e ogni giorno può provocare un
cerchio alla testa


CONTROINDICAZIONI - Nessuna


VALIDITA' - Non è soggetta ad alcuna forma di deterioramento


PRODUTTORE - Laboratori M.SS. - Maria Santissima


da:http://www.amicidinet.it/
21 NOVEMBRE 2006
LA MADONNA DI FATIMA A TARANTO
Il 21 Novembre dalle ore 16.00 alle ore 18.00
nella Parrocchia Santa Rita di Taranto,
eccezionalmente, ci sarà la statua della
Madonna,
proveniente dal Santuario di Fatima.
C'è stato un miracolo a Taranto,
una donna è stata guarita dalla Mamma Celeste e,
visto che la statua è in visita a Gallipoli (LE),
è stato chiesto di farla sostare per un po'
nella nostra città.
Chi è di Taranto ed ha la possibilità di venire
a salutare la Mamma, rinvii i suoi impegni,
è un'occasione di grande portata spirituale.
Per coloro che sono impossibilitati,
vi assicuro che sarete tutti nel mio cuore,
unitamente alle vostre intenzioni.
Se potete, unitevi a noi spiritualmente!

Dio vi benedica, Nicoletta
I segni della primavera
di Pietro Squassabia
(Eco di Medjugorie n. 190 . Novembre 2006)
Non so se è un abbaglio, ma non mi
pare: mi sembra di vedere i segni della primavera in questo inverno, direi polare, in cui l’umanità si trova, e di cui anche la Chiesa forse ne risente. Vedo modi di fare diversi, modi di pensare diversi, modi di dire diversi, modi di vivere diversi. Noto attorno a me qualcosa proprio di nuovo, di vero, qualcosa che prelude allo sbocciare della vita, qualcosa che fa pensare ai cieli nuovi e terra nuova di cui parla la scrittura.
Ma no, non è un’utopia, sono segni
troppo evidenti, non possono essere illusioni, direi che sono tangibili, che si toccano con mano. Allora abbiamo fiducia e stiamo vigilanti per cogliere la vita al suo sbocciare, al suo risveglio, per non lasciarci sfuggire il dono che ci viene offerto dall’Alto.
Anche Medjugorje ne è un esempio. La
vita che qui sboccia è una realtà, è una cosa vera il bene che qui viene diffuso senza misura. A noi spetta accogliere prontamente questa grazia veramente smisurata, senza rimandare perché il tempo si è fatto breve.
Maria ci è vicina e ci tiene per mano e
ci consola.