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Il velivolo scivolava silenzioso in quella vecchia quiete; dall'interno qualcuno osservava, curioso, l'immenso paesaggio.
“Quello azzurro, cos'è?”
Dal posto di comando una voce si indirizzò da quella parte.
“Quello lì? E' uno dei nostri vecchi esperimenti. Dovrebbe esserci ancora qualcosa in archivio”.
“Bei colori. Risultato di sintesi?”
“No, è proprio fatto così. Ottima atmosfera, condizioni ambientali favorevoli per colture cellulari. Volevamo farne una specie di grosso vivaio. Una volta trovare un posto adatto era una vera fortuna; potevamo spostarci molto meno di adesso”.
“Aminoacidi di base?”
“Sì, ma le nostre ricerche erano agli inizi ed eravamo inesperti ed impreparati sul controllo evolutivo; insomma, quel che vedi è uno dei più grossolani errori che abbiamo commesso”.
“Deve essere stato facile farvi nascere qualcosa”.
“Abbastanza facile. Alcune specie animali, però, sono sfuggite al programma ed una, in particolare, ha preso il sopravvento sulle altre.
Per fortuna non danno alcun fastidio; abbiamo ormai abbandonato il sito e li lasciamo vivere. E' più economico lasciare che si estinguano da soli: le procedure di bonifica sono molto dispendiose.
Non sono molto intelligenti; se vuoi possiamo dare un'occhiata da vicino, cercando di non spaventarli troppo”. |
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16 luglio. Ho accertato la possibilità di scavi fruttuosi. La regione è abitata, non sono ostili.
Oggi ho conosciuto il loro stregone. Vive lontano dal villaggio; è rispettato da tutti ed ho notato che quando fissa qualcuno, questi distoglie lo sguardo e si allontana spaventato.
Di sicuro è venuto fin qui a studiare lo straniero: ha osservato a lungo la sacca che tengo vicino ed ha puntato un dito sulla portatile, attendendo una risposta.
Gli ho fatto vedere alcuni fogli dattiloscritti e, invece di un gesto di sorpresa, ha annuito, serio, fissando la tastiera.
Ho visto per un istante il nero dei suoi occhi brillare, poi è sparìto, svelto, dietro le capanne.
Raccoglierò presto notizie utili su questa zona: la sfrutterò a dovere. sarò ricco in Europa, tanto ricco e potente da sfidare anche la m |
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Tenue luce dorata rischiara appena
i nostri volti immaturi. Si tace.
Fisso le mille tracce, incise sul piano
prima di noi, nelle tante altre sere.
Ho un credito di tempo avanti a me;
si beve, sfidando il mondo, le fedi,
nella maestà dei dubbi irrisolti,
della mia ricchezza spavaldo.
Tenue luce dorata rischiara appena
i nostri volti invecchiati. Si tace.
I nomi scolpiti saranno scomparsi,
le date portano a ricordi confusi.
L'ho speso il mio tempo, è andato.
Solo l'amico è lo stesso. E sorride.
Un velo di schiuma imbianca, pigro,
il mio boccale ormai vuoto. |
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