{TESTO}
MARILENA CICCIU'
Beauty is truth, truth beauty, - that is all Ye know on earth, and all ye need to know
La bellezza è verità, la verità bellezza, - è che tutti voi sapere sulla terra, e tutti voi necessità di sapere
PAESAGGIO PURO FANTAFISICO

BIENALE INTERNAZIONALE DI ARTISTI CONTEMPORANEI PRESSO SALE DEL BRAMANTE, PIAZZA DEL POPOLO ROMA
L'ACCESO MONDO PITTORICO DI MIA


Maria Maddalena Cicciù in arte Mia, artista molto versatile, sa ben avvalersi dell’esperienza e degli insegnamenti acquisiti nel frequentare lo studio del suo Maestro, l’indimenticabile pittore fantafisico calabrese Cristoforo Taglieri (Crista), scomparso alcuni anni fa, che oltre ad insegnarle le varie tecniche ne ha stimolato la personale sensibilità per il colore spronandola anche ad una continua ricerca filosofica e spirituale. Infatti Mia è un’artista che sa cogliere “l’animus” più intimo delle cose e ne trasmette l’essenza. La sua pittura è aperta sia su ampie distese dell’anima, immaginate, sognate, arricchite dalla luminosità mediterranea, piena di calore e di sole, sia sul mare della sua terra, la Calabria, dalle tonalità ammalianti sempre in continuo movimento. Ma anche i pesci sui fondali marini o altre specie del mondo animale attraggono la sua creatività e diventano espressione e metafora della vita, un racconto colorato di grande suggestione. In ogni opera si coglie una sensitiva bellezza ed un profondo “afflatus dei” e si percepisce la dissonanza tra la realtà che la circonda e quella forza che solo un’anima che vibra di emozioni e sensazioni possiede. Nei paesaggi, i colori strutturano l’equilibrio di una tavolozza affinata, personale, cromaticamente completa, calda, vibrante che ingloba nel diario della memoria gli elementi formali e crea il risultato di una dinamica visiva che spazia fin dove l’orizzonte diventa infinito e rende l’atmosfera senza tempo, sospesa nel sogno verso i confini della mente, nell’immensità dove annega ogni pensiero. Sono tele emotivamente intense, poetiche, nelle quali si avverte quanto sia vitale l’amore per la bellezza della natura, per la vita, per l’arte di questa artista gentile, preparata, all’apparenza fragile e così forte da trovare nella passione artistica una fonte sempre nuova di energia e di speranza. In una recente mostra personale le opere di Mia, una festa di colori, mi hanno riportato alla mente alcuni versi del poeta calabrese Antonio De Marco: “E’ la visione … che mi fa dipingere, /diamante solitario / che accende e fa vibrare i miei colori /anche se cala il sole della sera/!/ Per me sei l’alba / prendo la luce agli occhi tuoi / … e la mia tavolozza … è sempre d’oro”.

Mara Ferloni


Roma, agosto 2009
ARLECCHINO CHE GIOCA CON LA SUA OMBRA
ARTE SECONDO D.E.G.A.S.
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G enerare
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S servizi
Analizzando da vicino il mercato dell’arte lo trovo asfittico, strozzato direi quasi ghettizzato ed a volte anche manipolato da pochi per pochi che parlano sempre e solo tra loro e con un linguaggio lontano dal vero pubblico che ama l’arte ormai ridotto a solo spettatore. Linguaggio spesso dettato solo dai critici che vantano la pretesa di capire ed esser solo loro i depositari delle segrete chiavi espressive con cui l’artista dialoga con il mondo. Trovo tutto aberrante e falsato in quanto credo che la storia insegna che PRIMA è la sensibilità dell’artista che spingendosi oltre i confini del presente, percepisce e poi c’illustra i nuovi orizzonti espressivi, quindi, solo poi DOPO, il critico capace ne coglie il messaggio ed il suo perché divulgandolo dandone la collocazione epocale. Ecco quindi che le gallerie oggi si trovano a rincorrere le mode dettate dalla critica dimenticando, a volte, chi crea l’opera che viene valorizzato solo se interprete del messaggio voluto dal critico. Le gallerie devono riprendere il loro ruolo tradizionale di fautori del mercato valorizzando e promuovendo artisti che poi il pubblico giudicherà decretandone il successo sul mercato. Oggi invece i mercanti, con un gioco al massacro al ribasso, sono costretti a ridurre anche un’opera d’arte a semplice oggetto d’arredamento a prezzi irrisori per l’artista mentre le gallerie investono forti somme su avanguardie spesso incomprensibili ai più e che solo pochi ricchi magari solo per snobismo comprano a prezzi allucinanti. Il nostro paese, da sempre ricco di fermenti artistici, ci offre una platea enorme di artisti capaci di cogliere e trasmettere il messaggio che la nostra epoca genera. È a questa platea che la galleria D.E.G.A.S. di Cristina Casavecchia si rivolge e dalla quale estrapola e propone artisti che creano opere significative ed innovative, interpreti del presente e precursori dell’immediato futuro. Tra questi la galleria propone, il 17/1/2009 con una mostra personale Marilena Cicciù in arte “ MIA” , un’artista calabrese che, con coraggio e vera passione, ci offre opere particolari che, rifacendosi al solo e puro linguaggio del colore spesso liberato dalle limitazioni del soggetto, ce ne offre una sua evoluzione con opere “ FANTAFISICHE” . Ricerca evolutiva di un equilibrio emotivo razionale tra il reale finito e l’immaginario infinito, superando e trasformando un momento oggettivo in una condizione soggettiva imprimendola in un’opera che, in chiave liberatoria del solo colore, diventa pura emozione per l’artista impegnato e l’osservatore coinvolto.— Scrive N. Micalizzi in “ IPOTESI DI UN LINGUAGGIO” : La novità di tale linguaggio diverso dal surrealismo, del quale non condivide il dogmatismo irrazionalistico, diverso anche dalla metafisica, del quale non accetta lo stato di “sospensione mentale”, lontano altresì dagli atteggiamenti storici del “ fantastico”, frutto d’esigenze ed istanze culturali diverse… è un linguaggio, il fantafisico, che non tende all’estraniazione ed all’evasione, piuttosto alla trasmissione, attraverso il codice di una figurazione essenziale e pura, di una socialità, perché contiene i segni della riflessione attenta sui postulati esistenziali dell’io. L’inaugurazione della mostra sarà alle 18,30 del 17/1/2009 con un rinfresco presso la galleria D.E.G.A.S. in via della stazione del lido 32 Ostia. La mostra terminerà il 1/2/2009. ingresso libero
dalla finestra del mio piccolo studio di...Scilla si trova all'ingresso dello Stretto di Messina nella punta estrema della Calabria. E' un paese molto antico, abitato gia' nel periodo greco-romano, al quale sono sempre state legate miti e leggende. Punto centrale di Scilla è la rocca sovrastata dal castello Ruffo, che divide i due rioni di Marina Grande e Chianalea entrambi adagiati sul mare, mentre alle spalle del castello si sviluppa il rione S. Giorgio. Un soggiorno a Scilla è una parentesi di vita di mare per chi vive normalmente in città, durante l'anno il ritmo della natura scandisce le giornate, mentre nel periodo estivo Scilla si concede una parentesi di mondanità soprattutto nel rione di Marina Grande, non lasciando pero' piu' di tanto al turismo di massa.
Il traffico e lo stress di alcune località balneari a Scilla sono, per fortuna, pressoche' inesistenti. La sera si possono frequentare birrerie e gelaterie aperte sul lungomare di Marina, altrettanto per i ristoranti che offrono una cucina a base di pesce con un punto di forza nelle pietanze di Pescespada, qui pescato ancora con il metodo antico della fiocina a mano.
PIANTE PARTICOLARI SI TROVANO A REGGIO!!!!!CALABRIA NATURALMENTE
CONCORSO DEDICATO AD ANTONIO DE MARCO
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