LA SCENA AMIGA
Parlare oggi della Scena Amiga é difficile; non credo che serva fare
un escursus sulla sua evoluzione, né tanto meno parlare di quel (poco)
che rimane oggi della "vecchia guardia" o di quel (pochissimo) che
comincia ad affacciarsi timidamente della "nouvelle vague" su MorphOs,
Pegasos, Amiga One e compagnia bella. Credo serva di più cercare di
far capire a quanti se la sono persa che cosa essa sia stata, qual'era
la filosofia che ne stava alla base, perché essa é nata, si é evoluta
e poi lentamente si é spenta insieme con la macchina (l'Amiga) che ne
era stata la culla più feconda e che aveva contribuito decisamente ad
un fenomeno che rappresenta sicuramente quanto di più vicino ci sia a
quello che io considero "un uso intelliggente del computer". Ai tempi
in cui i giochi stavano (ebbene sì) su un solo floppy, alcuni gruppi
di coder che li sproteggevano cominciarono ad usare delle brevi intro
grafiche e musicali per presentarsi agli utenti: era un segno distintivo,
ma inizialmente secondario rispetto all'aspetto principale che era
appunto quello di rendere possibile la copia di giochi originali. Piano
piano l'aspetto creativo prese il sopravvento e si faceva a gara per
creare le intro più belle, nelle quali iniziavano ad apparire messaggi
rivolti ad altri gruppi e contenuti sempre più evoluti; era nata la c.d.
Scena. Ben presto iniziarono gli scambi di demo ed intro ormai sempre
più sganciate dalla loro origine (la circolazione avveniva, in tempi in
cui internet era ancora per pochi, tramite posta tradizionale, su floppy
che venivano spediti in tutto il mondo), anche se spesso nello stesso
gruppo (che poteva essere composto anche da molte persone sparse in
diversi paesi) continuava a convivere accanto alla sezione per così dire
"creativa" anche quella che si dedicava alla sprotezione. In breve
cominciarono ad essere organizzati dei "Party", veri e propri raduni in
cui i partecipanti si portavano dietro i loro computer affrontando spesso
viaggi di migliaia di Km, per sfidarsi in competizioni "all'ultimo pixel"
nella creazione di opere spesso bellissime, premiate da giurie composte
dagli stessi partecipanti spesso con hardware, software e a volte
(raramente)anche somme di denaro. In ogni caso la soddisfazione maggiore
era nell'affermarsi di fronte agli altri gruppi guadagnandosi "rispetto"
e fama sia pur circoscritta all'ambiente. Appare chiaro comunque che
l'aspetto principale che accomunava tutti era la passione, al di sopra
degli interessi economici o di altro genere. Proprio questo rendeva
veramente grande il fenomeno (che ha interessato, sia pur in modo
discontinuo, anche l'Italia) che raggiunse la sua massima diffusione
in Scandinavia, Inghilterra, Germania e Francia. Credo che meglio di
tante parole giovi allegare alcune immagini tratte da demo e intro
relative a diversi periodi, tanto per ricordare a qualcuno "come
eravamo" e far vedere a tutti gli altri "che cosa si sono persi"...
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