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Intendo ringraziare Andrea
"guruman" Maniero, per i
preziosi consigli (e la pazienza)
che mi hanno permesso di
superare agevolmente gli
inevitabili piccoli problemi
che si incontrano quando
ci si accosta per la prima
volta a un nuovo sistema
(nella fattispecie MOS).
Dopo una lunga pausa, dovuta principalmente ad una serie di impegni di vario genere, torna online questo sito con il quale voglio condividere la mia passione per il computer e per Amiga in particolare: oggi, dopo anni contrassegnati dall'incertezza e dal pessimismo sulle sorti di questa macchina che ha segnato un'epoca, assistiamo al ritorno in produzione di diversi discendenti con un alto contenuto tecnologico; non si tratta più di accrocchi hardware dal costo proibitivo e dalle prestazioni neanche lontanamente paragonabili a quelle dei moderni PC, bensì di prodotti evoluti e maturi, in grado in molti casi di competere con essi ad armi pari. Lo scopo di questo sito é di tenere informati quanti lo vorranno sull'evoluzione in corso.
Ho conservato le sezioni del
mio vecchio sito relative alle espansioni per CD32: chissà,
magari saranno utili a qualcuno
che voglia cimentarsi nella non
facile impresa di cercare di
entrarne in possesso. Per concludere, nella sezione Archivio troveranno posto una serie di argomenti non più recenti e nella sezione "MyAmiga" vi parlerò dei sistemi in mio possesso e di come e dove li ho trovati.
Nella guerra dei sistemi (Amiga O.S. 4.1 e Morphos) sembra si stia lentamente arrivando ad un armistizio: l'uscita del primo per Pegasos sicuramente rappresenta un grosso vantaggio per gli utenti di quest'ultimo, che potranno così scegliere tra i due in base alle proprie preferenze o esigenze. D'altra parte, Morphos mostra (con la versione 2.2) una maggiore maturità. Chissà, magari prima o poi si giungerà ad una versione per Sam440EP (la macchina di ACube-Systems) e allora...vincerà davvero il migliore!
NEWS:

12/10/2010
Uscita la versione 2.6 di MorphOS, con il supporto per i Power Mac
http://www.morphos-team.net/news.html
Da segnalare ScummVm giunto alla versione 1.1.1 (ora supporta anche i primi 2 indimenticabili Discworld, anche nelle versioni per PS1)
Segnalo anche gli splendidi rifacimenti dei primi due episodi di Monkey Island reperibili sul Playstation Network.
Molto spesso si sente dire che “Amiga, più che un sistema, è una filosofia…”
Cosa significa questa affermazione? In un mondo che si è illuso di poter costruire la ricchezza dal nulla, che il denaro potesse produrre altro denaro, che fosse possibile una crescita senza mai fine, qualcuno ha cercato di convincerci che ci mancasse sempre qualcosa; che avessimo bisogno sempre di avere di più, di più potente, di più evoluto, di più performante, per ottenere…più o meno le stesse cose (ma in modo diverso). Chi non ricorda la corsa smodata al “raddoppio della potenza di clock dei processori, della ram” alla produzione di schede video sempre più “pompate” e costose, con incrementi di prestazioni spesso risibili? Salvo poi, a un certo punto, raggiungere l’inevitabile collo di bottiglia rappresentato dal limite per così dire “fisico” dei sistemi odierni. Il costo dei personal computer, occorre ammetterlo, è sceso notevolmente, vuoi per la crisi economica, vuoi per il cambio Euro/Dollaro Usa (molto più conveniente che in passato), vuoi per la riduzione dei costi di produzione, ma non possiamo sottrarci a questa semplice domanda: per svolgere le funzioni tipiche dell’utente medio, abbiamo davvero bisogno di cambiare il pc ogni due o tre anni?
Visto che XP funziona davvero bene, c’era proprio bisogno di tirare fuori Vista (che, tra l’altro, non è che costi proprio due lire…) e adesso, dopo due anni, un nuovo sistema definito necessario perché “gli utenti non hanno accolto bene Vista?” Non sarà che non l’hanno accolto troppo bene perché oltre ad essere troppo costoso in realtà “non ne avevano affatto bisogno”?
Amiga, per contro, ha sempre rappresentato l’esatto contrario: in sintesi “massima leggerezza e minimo impegno di risorse”.
Ecco perché è resistita al tempo, ecco perché se ne parla ancora e qualcuno non si rassegna a doverne fare a meno e, probabilmente, non lo farà mai!

Occorre però che si torni ad una sostanziale unità, non nel senso che debba esistere un solo sistema Amiga-like, ma nel senso (e mi pare che diversi segnali lascino intravedere che proprio questo stia accadendo…) che occorre puntare verso la maggiore “compatibilità” possibile tra i vari sistemi. Il nuovo software deve essere sviluppato tenendo presente tale esigenza primaria e anche le componenti aggiuntive dei vari sistemi devono essere il più possibile “portabili”. Alla fine si giungerà, ne sono sicuro, ad una situazione in cui non ci si dovrà più preoccupare di quale macchina si abbia per far funzionare quel dato programma, gioco, demo o utility. Almeno questo è quanto io, personalmente, mi auguro.
Credere nelle persone: sembra un concetto scontato e invece non lo è affatto. A volte rimango sorpreso nello scoprire quanta passione e competenza ci siano proprio dove non penseresti mai; colleghi, amici, conoscenti, gente comune che fa magari dei lavori noiosi e ripetitivi. Ma poi, se ci parli per un po’ ti accorgi che magari ne sanno di computer più di un tecnico programmatore, oppure di cinema più di un critico cinematografico. Questa enorme mole di interessi e conoscenze spesso rimane confinata nell’ambito degli hobby e del tempo libero; ma, indubbiamente, quando le viene dato modo di esprimersi nell’ambito lavorativo, è proprio essa a fare la differenza. Oggi, con Internet, la condivisione delle informazioni e delle conoscenze è enormemente facilitata: per contro, permane ancora, troppo spesso, una inspiegabile e deleteria resistenza del mondo accademico e universitario al superamento di anacronistiche incrostazioni culturali e inefficienze burocratiche. Il mondo va avanti, e ancora c’è chi rimane indietro a causa di un’ostinata ed ostentata fedeltà a modelli comportamentali vecchi e irranciditi. Troppo spesso è la politica a dettare tempi e regole anche in ambiti dai quali dovrebbe restare esclusa: a solo titolo di esempio, i manager delle aziende pubbliche (sanitarie in primis) dovrebbero essere selezionati in base alle competenze, mentre invece sono imposti dai partiti, con risultati spesso devastanti. Nelle Università dominano le lobby, il nepotismo, le caste, e anche qui la politica (e i sindacati…). Per alcuni prendere la laurea è fin troppo facile, per altri no ma si sa, “la legge è uguale per tutti, ma per alcuni è più uguale che per altri”. E così chi si sa muovere (o ha altre qualità da far valere) va avanti, mentre quelli dei quali non frega niente a nessuno rimangono “ai margini”.
Tuttavia, lo ripeto, bisogna credere nelle persone, in tutte quelle che magari non hanno avuto la fortuna di poter studiare, di frequentare la Luiss o la Bocconi, che hanno dovuto cominciare a lavorare a 16 anni, che faticano ad arrivare alla fine del mese, che possono contare solo su se stesse e sulle proprie forze. Ma per quanto io mi sforzi di guardare l’universo, con le sue meraviglie e le sue incredibili fonti di energia, non trovo nulla di nemmeno lontanamente paragonabile all’immensa potenzialità che sta nella mente di un solo essere umano.
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