Istituto Tecnico per
Geometri "O. Belluzzi" -- Rimini
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O B I il BOllettino della BIblioteca Nuovi acquisti, informazioni, consigli di lettura a cura del prof. Loris Pellegrini |
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Non si può parlare di uomini e computer senza accennare al genere letterario che si ispira a questo rapporto: la letteratura Cyberpunk. Il termine viene da cybernetic, e da punk, un tipo di ideologia libertaria e ribelle molto in voga nella Londra di qualche anno fa. Risultato della fusione? «Cyber-punk: utente evoluto delle tecnologie telematiche che le utilizza in modo critico per opporsi al controllo della comunicazione e della diffusione del sapere da parte di governi e multinazionali. La cultura (o il movimento cyberpunk) è sorta intorno a una corrente della fantascienza, il cui massimo rappresentante è considerato William Gibson» (D'Auria, Dizionario Internet, Ed. Riuniti). Mondi più o meno possibili, umanità in bilico tra futuro e medioevo, personaggi inquieti. Avete visto Blade runner o Nirvana? Il mondo è quello. Ecco i titoli che potete trovare in biblioteca:
William Gibson, Luce
virtuale
L.V. è la sigla di "Luce Virtuale", il procedimento che permette di
vedere il mondo non come è, ma come potrebbe diventare. Chi porterà quelle
lenti speciali sarà il padrone del XXI secolo, il signore della realtà.
Sembrano semplici occhiali ma nascondono un segreto rivoluzionario. Chevette
Washington, corriere informatico, per quel segreto è pronta a rischiare la
vita. Ma quella città è troppo brutale per una donna. (Dalla nota editoriale)
William Gibson, La
notte che bruciammo Chrome
Libro-culto che riunisce i principali racconti di W.G., uno dei più importanti
esponenti del movimento Cyberpunk. Assassine professioniste con protesi
incorporate, yakuza al servizio di multinazionali, tecnocrati e contrabbandieri
di organi e di tutto quanto può essere venduto, i "cowboy della
consolle", sono i protagonisti di un mondo degradato, dove la nuova cultura
delle realtà virtuali sostituisce tutti i valori, dove non sembra esserci più
spazio per concetti come amore, lealtà, benessere, amicizia. (Dalla nota
editoriale)
Mirrorshades.
L'antologia della letteratura Cyberpunk,
a cura di Bruce Sterling
Come si sarebbe comportato Mozart se fosse andati in giro abitualmente con un
paio di occhiali a specchio? Quale pubblico applaudirà Houdini quando si
libererà dai legami più stringenti che si possono immaginare? Come reagirà il
colonnello Korolev, eroe sovietico dello spazio, alla chiusura di Kosmograd?
(...) Al lettore viene offerto l'incontro con una nuova sensibilità
elettronica, con la scrittura che ha anticipato le realtà virtuali e
l'esplosione del movimento degli "hacker", con la letteratura della
società postindustriale. (Dalla nota editoriale)
Cuori elettrici.
L'antologia essenziale del cyberpunk,
a cura di Daniele Brolli
Una scorribanda alle frontiere dell'umano, in compagnia degli autori che hanno
inventato la più avventurosa, intelligente, godibile narrativa d'anticipazione
del nostro tempo. Per scoprire che gli alieni e i mutanti non abitano più nello
spazio, ma nel profondo del nostro cuore. (Dalla nota editoriale)
Cavalieri elettrici.
La prima antologia post-cyberpunk,
a cura di Daniele Brolli
Si consiglia: a chi ritiene che Blade Runner abbia segnato un'epoca; a
chi ama Philip K. Dick; a chi si sente orfano di un'avanguardia letteraria; a
chi pensa che i computer non provino sentimenti; a chi usa i computer e si crede
protagonista del nuovo millennio; a chi si interessa di gnosticismo ed
esoterismo e non per questo si sente di destra. (Dalla nota editoriale)
Buona lettura e arrivederci al prossimo numero di BOBI!
Sono gli scrittori italiani dell' ultimissima generazione: qualcuno scrive del suo quotidiano, qualcuno del suo immaginario, qualcuno ha già un passato, qualcuno pensa di non avere un futuro. E c'è anche chi scrive semplicemente per il gusto di scrivere, e racconta solide storie. Leggeteli, comunque: per il gusto di leggere, e per sapere che oggi, in Italia, si scrive anche così.
Niccolò Ammanniti, Branchie
Le avventure di Marco Donati, dalla Roma minimalista di Campo de' Fiori
all'India vorticosa dell'orrendo Subotnick. Tra Alice di Lewis Carroll e i film
di arti marziali, un gioiello di felicità narrativa, già culto della sua
generazione. (Dalla nota editoriale)
Enrico Brizzi, Jack
Frusciante è uscito dal gruppo
«È bello questo romanzo perché in ogni pagina ci sono almeno cinque o sei
parole accese, e perché contiene il giusto dosaggio di talento, sarcasmo e
mitologia giovanile (...) Dicono sia diventato un cult dei giovanissimi
l'esordio narrativo di Enrico Brizzi. Provo a immaginare: liceali sparsi per i
corridoi delle scuole, seduti per terra, a leggere in un angolo questo romanzo;
Smemorande farcite di citazioni tratte dal libro, ad esempio quella che
trascriverei io: "Bisogna avere molta cautela con chi è felice";
conversazioni convulse e appassionate imperniate sulle gesta del protagonista,
Alex D. Be', sarebbe una gran cosa, se fosse vero: sarebbe veramente una gran
cosa.» (Sandro Veronesi , «L'Unità», novembre 1994)
Enrico Brizzi, Bastogne
Pensavi di essere vittima di un'ingiustizia originale. "C'è un ordine che
premia i più ubbidienti", diceva Cousin Jerry, "ma noi siamo stati
chiamati a partecipare a un'altra festa." E visto che gli ubbidienti erano
difesi, con la forza, dagli sbirri, Cousin Jerry si sentiva pienamente in
diritto di usare la forza anche lui. "è una sfida a chi si fa male prima,
e noi saremo gli ultimi a cadere." (Dalla nota editoriale)
Giuseppe Culicchia, Tutti
giù per terra
Che fare una volta arrivati ai vent'anni, con davanti a sé il servizio
militare, l'incubo quotidiano di "Telemike" e un'improbabile carriera
alla FIAT? Meglio, tanto per cominciare, dichiararsi obiettori di coscienza. Così
ecco il nostro eroe, un Walter qualsiasi, impigliato tra raccomandate con
ricevuta di ritorno, assessorati plurisessuati, insegnanti in menopausa e
piccoli zingari da trattare coi guanti (di plastica). Circondato da cani e
porci, donne e armadilli, uomini e topi, Walter scenderà sui tram sferraglianti
lungo i gironi dell'inferno urbano... (Dalla nota editoriale)
Giuseppe Culicchia, Bla
Bla Bla
E se un giorno uno di noi scegliesse la libertà assoluta, abbandonando tutto e
tutti? Se uno di noi, improvvisamente, senza una ragione, rifiutasse le
sicurezze e le frustrazioni, gli affetti e le incomprensioni, il lavoro e il
divertimento forzato? Il protagonista di Bla Bla Bla decide di perdersi nel
flusso della metropoli, nel caos ruvido della realtà. Intraprende un viaggio
alla scoperta del lato oscuro del mondo dove viviamo, verso il buio dove
sprofondano le illusioni. (Dalla nota editoriale)
Carlo Lucarelli, L'estate
torbida
Nell'estate torbida seguente al tracollo del fascismo, il commissario De Luca,
richiamato ufficiosamente a indagare, si occupa di una strage dai misteriosi
moventi e dalle delicate implicanze. (...) E dalla storia della polizia
repubblichina, Lucarelli ha tratto, non tanto un singolo caso misterioso, quanto
una atmosfera torbida, foriera di ogni possibile intrigo e di disillusione
inquieta degli onesti: un miscuglio, letterariamente felice, di modernità
raggiunta e senso dell'abisso, di lusso e precarietà, di lotta per la
sopravvivenza e abbandono al destino. (Dalla nota editoriale)
Carlo Lucarelli, Carta
bianca
Aprile 1945. Negli ultimi giorni della repubblica di Salò, un omicidio dei
quartieri alti apre a chi indaga squarci sul mondo dei gerarchi, su un traffico
finanziario-spionistico tra il regime e nazisti, sulla corruzione di una classe
dirigente dai giorni contati. E a poche ore dal crollo finale, il Commissario De
Luca scopre una torbida verità e, nella confusione e la paura, è chiamato a
una scelta. (Dalla nota editoriale)
Chiara Zocchi, Olga
La vita che Olga - la bambina narratrice e protagonista - registra ogni giorno
nel proprio diario è soprattutto quella familiare: un padre assente, un
fratello drogato, una madre che si barcamena come può tra le difficoltà
quotidiane; e poi un amico del cuore candido come certi personaggi
dostoevskiani. Olga non sarebbe che l'ennesima storia della realtà e dei
rapporti degradanti dei nostri anni se tutta la sua materia non fosse presentata
attraverso gli occhi di un' innocente: il candore della protagonista apre
prospettive inattese sull'esistenza degli altri personaggi; nello stesso tempo,
la sua sensibilità e la sua fragilità ci rivelano anche le ferite e lo
spaesamento che accompagnano l'uscita dall' infanzia. (Dalla nota editoriale)
Under 25 I: Giovani
Blues, a cura di
Pier Vittorio Tondelli
In forma di diario o di finta confessione, di ironiche poesie o di elogio della
motocicletta, di parabola o di storia di viaggio, i dolori e le nostalgie e le
rabbie e i desideri dei giovani diventano altro da ciò che sono momento per
momento: si fanno ritmo e melodia di un'epoca. A metà tra un'inchiesta di
sociologia culturale e un'esperienza di "scrittura collettiva", il
progetto Under 25 promosso da Pier Vittorio Tondelli ha prodotto la prima
indagine concreta sulle tematiche, gli stili, gli umori narrativi e letterari
delle generazioni di aspiranti scrittori nati dopo il 1960. (Dalla nota
editoriale)
Buona lettura e arrivederci al prossimo numero di BOBI!
"Beat generation": movimento letterario sorto nel dopoguerra, tra New York e San Francisco, intorno ad alcune figure carismatiche di narratori e poeti: Kerouac, Burroughs, Ginsberg, Ferlinghetti, Corso, Orlowsky. Si trattò, simultaneamente, dell' invenzione di uno stile di vita e della ricerca di nuove forme di espressione. Al trionfo della civiltà dei consumi e all'irrigidimento conservatore dell'America di Eisenhower i beats opposero il loro individualismo anarchico, il dissenso politico, l'utopia della povertà e della vita comunitaria. E nelle pratiche che la società borghese e puritana aveva bandito - la libertà sessuale, la vita vagabonda, l'alcool e le droghe - ricercarono altrettanti strumenti di liberazione e di esplorazione della coscienza. (Dall'Enciclopedia della letteratura Garzanti)
Jack Kerouac, Sulla
strada
Divenuto vangelo della "beat generation", Sulla strada è la storia di
un lungo vagabondaggio i cui protagonisti appaiono impegnati in un' avventura
morale ancora prima che fisica. Inquieti, tormentati, in preda a un' esaltazione
mistica, essi percorrono gli Stati Uniti sperimentando se stessi e il mondo
circostante alla ricerca di una realtà trascendente in cui poter credere: per
questo vivono come vagabondi, si ubriacano, guidano le auto a folle velocità,
sfogando la loro avidità di vita nelle avventure più folli e accumulando
disordinatamente sempre nuove, eccitanti esperienze. E tuttavia non v'è
degradazione e turpitudine in questo abbandonarsi con primitiva spontaneità
alle leggi naturali e all'istinto individuale, bensì una patetica aspirazione
all'innocenza perduta. (Dalla nota editoriale)
Jack Kerouac, Il
dottor Sax
Nella storia dell' adolescente franco-canadese turbato dal contrasto tra i
rigori dell' educazione cattolica e la lettura quasi morbosa dei fumetti, già
si annuncia quello della letteratura "pop" affermatasi negli anni
successivi. I personaggi suscitati dalla mente distorta del ragazzo - Faustus,
il Conte Vampiro, la Contessa Vampiro, il genio benefico dottor Sax e il Grande
Serpente suo nemico - creano un mondo esagitatamente fantastico, non estraneo a
quello che conosciamo attraverso la lettura delle stripes, o delle gesta
fantascientifiche e un po' crudeli di Batman e Superman. (Dalla nota editoriale)
Jack Kerouac, I
sotterranei
Re della beat generation, papa dei beatnik, Omero dell'età di James Dean, J.K.
è stato senza dubbio la più singolare figura di scrittore del dopoguerra
americano. Canadese di nascita, autore di un romanzo di fattura classica,
Metropoli e città (che fu lodato dalla critica), raggiunse la fama con Sulla
strada e I sotterranei. è questa la storia d'amore tra un bianco e
una negra, amore commosso e nevrotico tra due esseri che si rincorrono e si
respingono, nell' ambiente delle caves di San Francisco popolati di giovani
ribelli. (Dalla nota editoriale)
Jack Kerouac, Visioni
di Gerard
In questo racconto l'autore fa rivivere le scene e le sensazioni della prima
infanzia, dei primi quattro anni di Ti Jean Duluoz, che sono anche gli ultimi
della breve, tragica, felice vita di suo fratello Gerard. La vicenda è quella
di Gerard; del suo amore per gli animali, per la madre, il padre, i fratellini,
per l'universo intero; del suo desiderio di pace, delle sue visioni celestiali,
della sua lotta con il dolore e la morte. (Dalla nota editoriale)
Allen Ginsberg, Juke
box all'idrogeno
Quando A.G. si affacciò sulla scena letteraria leggendo la sua poesia Urlo
davanti al pubblico elettrizzato di San Francisco, nel 1956, la cronaca si
impadronì del nuovo poeta creandone un personaggio. Questo personaggio ispirò
la cosiddetta beat generation che a volte ne imitò gli atteggiamenti esteriori
non sempre individuandone le vere qualità di poeta e di umanista. (Dalla nota
editoriale)
Lawrence Ferlinghetti, Poesie
Negli anni Cinquanta la sua casa editrice di San Francisco, la City Lights
Bookshop, fu il punto di riferimento culturale della "San Francisco
Reinassance" e della "beat generation": epicentro di quel
rinnovamento del rapporto tra poesia e pubblico che portò al recupero della
parola poetica come messaggio orale e del poeta come protagonista.
(Dall'Enciclopedia della letteratura Garzanti)
Battuti e beati. I
Beat raccontati dai Beat,
a cura di Emanuele Bevilacqua
I Beat ci corrono incontro, "beati, non battuti", in un
autobus-autoritratto di gruppo costruito con lettere, confessioni, scherzi
d'autore, resoconti e memoriali. Tutto raccontato "in diretta": lo
Zen, i viaggi, le droghe, gli amori, la morte, la ribellione e i sogni di una
generazione che voleva un mondo diverso; quello che hanno da dire su se stessi e
il loro stile di vita. Se la Beat Generation ha avuto un'anima - di tela ruvida,
di musica, di Oriente - in questa antologia torna ad incarnarsi. (Dalla nota
editoriale)
Poiché non è facile trovare le opere poetiche di alcuni rappresentanti della cultura beat, può risultare utile l'antologia:
Poesia degli ultimi
americani
Curata da Fernanda Pivano (una vera autorità in materia) raccoglie, fra
l'altro, poesie di Corso, Kerouac, Orlovski, Ferlinghetti, Ginsberg.
E infine un libro per approfondire l'aspetto letterario del fenomeno "beat":
Vito Amoruso, La
letteratura beat americana
Si parla, in questo libro, di Kerouac, Borroughs, Ginsberg, Corso: le figure di
punta della beat generation, gli emblemi più vistosi di una rivolta letteraria
dilagata poi in fenomeno di costume. Viene studiata la loro opera poetica e,
insieme, il rapporto fra intellettuale e società nell'America degli anni '50.
L'analisi dei meccanismi linguistici e dei miti culturali spiega il senso della
rivolta beat contro la società di massa, e ne chiarisce aspetti anarchci e
idilliaci.
Buona lettura e arrivederci al prossimo numero di BOBI!
Quella del romanzo "gotico" fu una moda letteraria di straordinario successo tra la fine del Settecento e i primi dell'Ottocento, ed ebbe in Inghilterra la sua patria d'elezione (come le storie di fantasmi, del resto). Si diceva "gotico" perché evocava un medioevo gremito di terrori, di fatti soprannaturali, di angosce d'ogni genere: tombe, spettri, trabocchetti, castelli fatati, prigioni tenebrose, selve intricate, fughe, inseguimenti, torture, morti strazianti; sino, naturalmente, al trionfo dell'innocenza e alla sconfitta delle forze malvagie. E anche se oggi certe eccessi, così come certe ingenuità, possono oggi farci sorridere, a suo tempo il romanzo "gotico" fu letto e apprezzato anche da celebri scrittori, che ne furono influenzati. Vale dunque la pena di riscoprire alcuni titoli che costituirono, a quell'epoca, veri casi letterari.
Horace Walpole, Il
castello d'Otranto, Bompiani
Questo romanzo, pubblicato per ma prima volta nel 1769, costituì già a
quell'epoca un "caso letterario" sensazionale, e ottenne un successo
senza precedenti. L'intera Inghilterra si appassionò alle vicende del principe
Manfredo, triste figura di malvagio, dipinta nelle tinte più cupe secondo la
tradizione dell'italiano machiavellico. Il rapporto tra Manfredo e le potenze
ultaterrene è la molla che regola tutto il congegno del racconto, scatenando
nel lettore i voluttuosi brividi di paura legati poi per sempre alle fortune del
romanzo "nero". Horace Walpole è considerato, ancora oggi, un
capostipite e un maestro. Las sua abilità nel maneggiare gli ingredienti della
suspense è indiscutibile, e sa avvincerci come un sortilegio. (Dalla nota
editoriale)
Matthew G. Lewis, Il
monaco
Malgrado il suo notevole influsso sulla letteratura europea del primo Ottocento,
Il monaco di Lewis fu ristampato raramente dopo la sua prima apparizione nel
1796, e solo in edizioni abbreviate o più o meno clandestine. Il relativo oblio
dopo l'enorme risonanza fu dovuta anche alla "scandalosità" (per
l'epoca, ovviamente) della vicenda. Sotto le mentite spoglie di novizio, Matilda
riesce ad entrare nel convento di Ambrosio e a confessare il suo amore al monaco
che fino allora era stato in fama di santo. Il monaco non sa resistere alla
seduzione. Ma poi è lui ad innamorarsi dell'innocente Antonia e Matilde...
Ann Radcliffe, L'Italiano
Pubblicato nel 1797, condivide con il Il monaco di Lewis il titolo di
"capostipite" del romanzo "nero", e come quello tratta il
tema della fanciulla perseguitata. Vincenzo ama Elena ma la famiglia della
ragazza si oppone al matrimonio servendosi di un losco individuo, Schedoni, ora
monaco ma dal misterioso passato. Elena viene rapita e portata in un convento e
costretta a sposare la persona scelta dalle famiglia, ma...
Ann Radcliffe, I
misteri di Udolpho
La bella Emily resta orfana e cade sotto la dispotica tutela della zia madama
Cheron, che ha sposato un sinistro italiano, il signor Montoni. Per strapparla
all'amore del giovane Valancourt, la zia la rinchiude nel cupo castello di
Udolfo, sugli Appennini. Dove, ovviamente, si aprono passaggi segreti, si
sentono musiche misteriose, si scoprono cadaveri di cera...
William Beckford, Vathek
Scritto di getto in tre giorni nel 1781, quando l'autore aveva ventun anni,
Vathek è la storia di un califfo che, frenetico d'ambizione e insoddisfatto dei
piaceri che la vita concede a un buon musulmano, attraverso la pratica indefessa
del delitto, della magia nera, del sacrificio alle potenze malefiche, conquista
insieme alla donna amata il Regno del Fuoco Sotterraneo, che sarà quello della
loro eterna disperazione.
Clara Reeves, Il
vecchio barone inglese
"Una storia gotica" dice il sottotitolo del romanzo, la cui autrice si
richiama esplicitamente al Castello di Walpole. Si parte, come in tutte le
storie misteriose che si rispettino, da un vecchio manoscritto. Poi c'è un
castello, un vecchio proprietario, una Lady, un fantasma, un giovane
innamorato... La riscoperta di una scrittrice dimenticata che può essere,
invece, una sorpresa.
Mary Shelley, Frankenstein
Anche se, a rigore, non si tratta di un vero e proprio romanzo
"gotico", non si può non ricordare il racconto di Mary Shelley, non
foss'altro che per la sua straordinaria fortuna ,testimoniata da innumerevoli
riprese e variazioni, soprattutto cinematografiche. La storia fu scritta in
seguito a una scommessa fra Mary, suo marito, il celebre poeta Percy Bysshe
Shelley, lord Byron e il suo medico, Polidori: ognuno avrebbe dovuto scrivere
una storia di fantasmi. Ma il racconto di Mary Shelley non parla affatto di
fantasmi, bensì di un "mostro", una creatura fabbricata con macabri
resti e misteriose armi chimiche dal dottor Frankenstein (il cui nome poi
identificherà il mostro). Il suo aspetto ripugnante racchiude tuttavia un animo
sensibile. Ma la gente ne è impaurita, lo scaccia, e solo la solitudine e la
mancanza d'amore lo spingono al delitto. Una storia sulla diversità dell'
"altro" che può ancora far riflettere.
E infine un romanzo di una scrittrice che sta tornando in voga grazie ad alcuni film di successo tratti dai suoi libri (Ragione e sentimento, Emma) e che tratta l'argomento da un punto di vista ironico:
Jane Austen, L'abbazia
di Northanger
È la storia di una giovane, ingenua e romantica, convinta che la vita sia fatta
a somiglianza dei romanzi "gotici" della Radcliffe, e che solo alla
fine arriverà a capire il senso della realtà quotidiana.
Buona lettura e arrivederci al prossimo numero di BOBI!
Non c'è forse storia inventata dall'uomo che non veda, prima o poi, la comparsa di un animale. Forse perché gli animali sono il nostro sostegno e la nostra compagnia, e negli animali vediamo, come in uno specchio, i nostri vizi e le nostre virtù: la volpe è furba, il lupo cattivo, l'agnello innocente. Così, spesso, nei racconti, gli animali si comportano come gli uomini, e dalle loro vicende possiamo trarre insegnamenti per la nostra vita. Perché gli uomini, in fondo, sono animali. Solo, un po' più stupidi...
Martin Hocke, L'antico
regno del silenzio
Tra vecchie rovine e prati immersi nella luce lunare, una comunità di gufi vive
la sua pacifica esistenza notturna, fino a quando la notizia dell'imminente
arrivo di un mostruoso e sanguinario Gufo Reale fa scattare l'allarme. L'evento
sconvolge i piani del giovane gufo Hunter, agli inizi del suo periodo
d'apprendistato lontano da casa. Proprio attraverso le vicende di Hunter - i
preparativi della difesa e il tumulto della battaglia, una nuova consapevolezza
della realtà e la scoperta dei sentimenti - l'autore disegna e anima questa
singolare comunità di volatili, nella quale vediamo riflessi desideri e
lacerazioni del mondo degli uomini. Con le forme e i personaggi avvincenti delle
fiabe e del romanzo d'avventura L'antico regno del silenzio ci
restituisce - trasfigurandoli - problemi e scelte del nostro tempo. (Dalla nota
editoriale)
Richard Adams, La
collina dei conigli
Il saggio Moscardo, l'ingegnoso Mirtillo, il prode Argento e tanti altri sono
gli eroi di questo meraviglioso romanzo epico sui Conigli: un drappello di
amanti della libertà che lottano contro il generale Vulneraria alla ricerca di
un avvenire più sicuro nelle ridenti colline del Berkshire.
Richard Adams, I cani
della peste
La vicenda di Snitter e Rauf, due cani, prende l'avvio da una rocambolesca
evasione allorché i due cani riescono a dileguarsi da un Centro per Ricerche su
animali dove venivano usati come cavie del presunto progresso scientifico. La
libertà duramente conquistata pone compiti sempre più duri a Snitter e Rauf,
respinti ai margini del mondo civile, falsamente accusati di essere portatori di
un orribile morbo, e infine vittime di una spietata caccia al cane. La lotta per
la sopravvivenza costringe i due cani della peste a retrocedere di millenni
verso uno stato ferino primordiale, che impone loro la dura legge della giungla:
uccidere o essere uccisi... (Dalla nota editoriale)
Richard Bach, Il
gabbiano Jonathan Livingston
Jonathan Livingston è un gabbiano che abbandona la massa dei comuni gabbiani,
per i quali volare non è che un semplice e goffo mezzo per procurarsi il cibo,
e impara a eseguire il volo come atto di perizia e intelligenza, fonte di
perfezione e di gioia. Diventa così un simbolo, la guida ideale di chi ha la
forza di ubbidire alla propria legge interiore quando sa di essere nel giusto,
nonostante i pregiudizi degli altri. E con Jonathan il lettore viene trascinato
in un entusiasmante avventura di volo, di aria pura, di libertà. (Dalla nota
editoriale)
George Orwell, La
fattoria degli animali
Gli animali di una fattoria si ribellano , dopo aver cacciato il proprietario,
cercano di creare un nuovo ordine fondato su un concetto utopistico di
uguaglianza. Due sono i capi della rivolta: Napoleon, un grosso maiale che vuol
sempre fare a modo suo, e Palla di neve, che è soprattutto un tecnico e
organizzatore. Ma il nuovo regime non sembra essere molto migliore del vecchio,
e un giorno i maiali si presentano agli altri animali ritti su due zampe: ormai
tra loro e gli uomini non c'è più alcuna differenza! Un libro sulla libertà
che è ormai un piccolo classico del Novecento.
Russell Hoban, Il
topo e suo figlio
Da banco di un negozio di giocattoli, un topo meccanico e suo figlio precipitano
in un immondezzaio di periferia. Essi coltivano nei loro minuscoli corpi di
latta il sogno di autocaricarsi per sfuggire alla dipendenza dal mondo. Ma la
vita li trascinerà in un turbine di avventure: conosceranno schiavitù,
rapimenti, profezie, duelli. Sfuggono a una compagnia di teatranti diretta da
due corvi, e riflettono sulle sentenze di una tartaruga metafisica in fondo a
uno stagno. Dietro a tutto, li segue l'ombra perenne di un feroce persecutore,
il Ratto Manny. Una delle più belle storie fantastiche degli ultimi anni.
E infine, i due padri di tutti i libri che parlano di animali che parlano: le favole di Esopo e di Fedro. Due gioielli tutti da riscoprire!
Esopo, Favole
Vissuto nel VI secolo a.C. è a ragione considerato il padre della favola, e
gran parte delle sue favole (o a lui attribuite: Esopo, come Omero, è un autore
i cui contorni si perdono nella leggenda) ha per protagonisti animali. Sono
favole talmente famose che famose che sembra di conoscerle da sempre. Chi non ha
mai sentito la storia della volpe e dell'uva? O del lupo e dell'agnello alla
fonte? Si possono rileggere per il gusto di una lettura rapida e saporosa, ma
anche perché le favole, si sa, insegnano sempre qualcosa...
Fedro, Favole
Schiavo d'Augusto prima, liberto poi, Fedro non poté esprimere se non
allegoricamente i suoi giudizi perché "al plebeo non era lecito parlare
dello Stato". Nacquero così queste favolette di animali parlanti, che
seguono le vicende sia della vita imperiale romana che della vita stessa del
poeta.
Buona lettura e arrivederci la prossimo numero di BOBI!
Scrittrice di non eccezionali virtù stilistiche, Agatha Christie si è guadagnata ciononostante l'appellativo di "Regina del giallo" per la sua inesauribile capacità di inventare meccanismi narrativi perfetti. I suoi libri sono veri e propri congegni a orologeria il cui ticchettìo implacabile accompagna, inquieta, angoscia il lettore, che, in corsa col tempo, deve cercare di dipanare l'intricata matassa della storia. Chi è il colpevole? Tutto è stato detto, tutto è stato spiegato, eppure qualcosa ancora non è chiaro. Chi è il colpevole? Tic, tac, tic, tac, tic, tac...
Nella fine è il mio
principio
Da sempre un'oscura maledizione colpisce il Campo degli Zingari, un vasto
terreno nel quale sono avvenute molte terribili disgrazie. Eppure, da quando
l'ha visto, il giovane Michael Rogers non ha che un'idea in mente: acquistarlo,
costruirvi sopra la casa dei suoi sogni e andarvi ad abitare con la ragazza che
ama. Il suo desiderio sembra irrealizzabile, Michael è disperatamente povero.
Poi, a un tratto, un colpo di fortuna... Nella fine è il mio principio
è un sorprendente groviglio di personaggi ambigui, torturati da presenze
impalpabili. Un racconto lucido e inquietante, narrato in prima persona.
Il giorno dei morti
Chi voleva uccidere la bella, sciocca e imprudente Rosemary Burton? Un marito
tradito, un amante annoiato, una sorella invidiosa, una rivale gelosa? O
l'assassino si trova in realtà al di fuori dell'ambigua e enigmatica cerchia di
sei invitati a una cena di compleanno? O ancora Rosemary Burton non è stata
uccisa, ma si è veramente uccisa come ha concluso la polizia all'inchiesta? è
un suicidio quello che ha fatto crollare improvvisamente sul tavolo la povera
Rosemary sotto lo sguardo sconvolto dei clienti di uno dei più eleganti
ristoranti di Londra, o un astutissimo delitto? Quel che è certo è che la
bella, ricca, all'apparenza felice Rosemary aveva più di un segreto nella sua
vita e conosceva qualcosa che avrebbe, per il suo bene, dovuto ignorare.
Il segreto di
Chimneys
Scritto nel 1925, appartiene primo periodo creativo della Christie. Re e
rivoluzioni, lettere d'amore e furti di gioielli: una trama insolita nella
produzione della regina del giallo, tessuta, pare, al ritmo incalzante di
un'operetta di Lehar.
Dieci piccoli indiani
Dieci persone estranee una all'altra sono state invitate a soggiornare in una
splendida villa a Nigger Island senza sapere il nome del generoso sopite.
Eppure, chi per curiosità, chi per bisogno, chi per opportunità, hanno
accettato l'invito. E ora sono lì sull'isola. Ma non c'è nessun padrone di
casa ad aspettarli. E poi comincia l'incubo. Uno alla volta - proprio come i
piccoli negretti della filastrocca appesa in ogni camera - muoiono. E dall'isola
nessuno può allontanarsi. Un geniale capolavoro dell'impossibile possibile.
Le due verità
Un terribile rimorso affligge il dottor Calgary. Per colpa sua un ragazzo di
nome Jack Argyle è stato condannato per l'assassinio della propria madre ed è
morto in prigione. Il dottor Calgary sa che Jack era innocente: all'ora del
delitto, infatti, il giovane era con lui. Ma lo studioso non aveva potuto
testimoniare in sua difesa perché all'epoca delle indagini si trovava in
Antartide con una spedizione scientifica. Ritornato in patria e venuto a
conoscenza del processo, il dottore si precipita dagli Argyle per riabilitare la
memoria di Jack. Ma la famiglia accoglie le sue dichiarazioni con ostilità:
l'innocenza di Jack getta ora nuovi terribili sospetti su tutti i membri della
famiglia. Chi è dunque l'assassino della signora Argyle?
C'era una volta
Per una volta niente cottage di provincia, né verdi praterie inglesi: siamo
invece a Tebe, nell'antico Egitto, intorno al duemila avanti Cristo, all'epoca
dell'XI dinastia. Renisenb, in seguito alla morte del marito, torna nella grande
casa del padre Imhotep, sacerdote del Ka. La giovane, dopo la disgrazia che l'ha
colpita, è in cerca di conforto e nella casa natale, vicino ai parenti e ai
servi fedeli, ha l'impressione di poter riacquistare la perduta serenità. Ma la
realtà in cui si imbatte è assai diversa: i suoi tre fratelli, il debole
Yamhose, il prepotente Sobek e il viziato Ipy, sono sempre in contrasto tra di
loro, mentre le cognate e la vecchia, malvagia Henet gettano olio sul fuoco. E
la situazione è destinata a peggiorare ancora con l'arrivo della sensuale e
affascinante Nofret, la giovanissima nuova concubina di Imhotep. In questa
atmosfera di gelosia, passioni e rancori scoppia ben presto una vera e propria
tempesta e incominciano a verificarsi strane morti misteriose, attribuite dalla
famiglia alla oscura maledizione degli dèi, mentre la verità si nasconde in
mezzo agli uomini...
E infine due storie che vedono protagonista Hercule Poirot, l'investigatore dall'apparenza innocua che, insieme alla "terribile" signorina Marple, è uno dei parti più felici della fantasia della Christie.
L'assassino di Roger
Ackroyd
Tutto si svolge in un piccolo paese, King's Abbott, in cui tutti si conoscono,
in cui tutti sanno tutto di tutti, e che è insomma come una famiglia; e nello
spazio di un week-end. La signora Ferrars muore nella notte dal giovedì a
venerdì, ma il vero delitto è un altro. Hercule Poirot, il celebre
investigatore, scioglie qui uno degli intrecci più diabolici inventati dalla
Christie: tutto è avvenuto dalle nove alle dieci...
Assassinio
sull'Orient-Express
Sul mitico Orient-Express, bloccato dalla neve e isolato dal mondo, un
passeggero viene assassinato. E l'assassino deve essere per forza a bordo. La
principessa russa? La turista americana? Il rappresentante italiano? Per fortuna
sul treno c'è anche il celebre investigatore Hercule Poirot. E prima che
giungano i soccorsi.... Una delle storie più celebri della Christie, da cui è
stato tratto un ottimo film.
Buona lettura e arrivederci la prossimo numero di BOBI!
Il termine "fantasy" indica un genere letterario, diverso dalla fantascienza, caratterizzato dal recupero di atmosfere medievaleggianti, di mitologie nordiche, di personaggi fiabeschi e del mondo magico e fatato. Il "padre" di tutti i romanzi fantasy contemporanei è senza dubbio:
J. R. R. Tolkien, Il
Signore degli Anelli
Il Signore degli Anelli è un romanzo d'eccezione, al di fuori del tempo:
chiarissimo ed enigmatico, semplice e sublime. Esso dona alla felicità del
lettore ciò che la narrativa del nostro secolo sembrava incapace di offrire:
avventure in luoghi remoti e terribili, episodi di inesauribile allegria,
segreti paurosi che si svelano a poco a poco, draghi crudeli e alberi che
camminano, città d'argento e di diamante poco lontane da necropoli tenebrose in
cui dimorano esseri che spaventano solo al nominarli, urti giganteschi di
eserciti luminosi e oscuri; e tutto questo in un mondo immaginario ma
ricostruito con cura meticolosa, e in affetti assolutamente verosimile, perché
dietro i suoi simboli si nasconde una realtà che dura oltre e malgrado la
storia: la lotta, senza tregua, fra il bene e il male. Leggenda e fiaba,
tragedia e poema cavalleresco, il romanzo di Tolkien è in realtà un'allegoria
della condizione umana che ripropone in chiave moderna i miti antichi. (Dalla
nota editoriale)
Tolkien ha scritto poi anche:
J. R. R. Tolkien, Lo
Hobbit
Questa è la storia di Bilbo Baggins, uno Hobbit che viene strappato dalla sua
confortevole casa nel fianco della collina e si trova violentemente sbalzato tra
foreste incantate e minacciose montagne, ad affrontare perfidi orchi e ragni
giganti, alla ricerca di un tesoro. Con il suo incantevole realismo Tolkien ha
creato il romanzo-fiaba per lettori di ogni età. Lo Hobbit costituisce
l'inizio della saga del Signore degli Anelli e racchiude il germe di un sottile,
inquietante e polemico messaggio, sull'uomo di oggi e sull'uso del potere.
(Dalla nota editoriale)
Ma la narrativa fantasy si ramifica poi in diversi filoni. Ad esempio quello fantascientifico, con storie ambientate in un futuro dalle sfumature medievali, con astronavi e principesse, armi al laser e corazze lucenti. Di questo "futuro barbarico" un esempio è:
E. R. Burroughs, Sotto
le lune di Marte
Solo alcune tribù semibarbariche che si combattono senza requie: Ecco quanto
resta di un'antica civiltà su un pianeta Marte in completa decadenza. In questo
strano mondo, la forza bruta e la scienza convincono, tant'è che, spesso,
l'abilità e la forza nel maneggiare la spada possono avere la meglio su
qualsiasi ritrovato scientifico. Il romanzo è il primo di un ciclo in cui si
narrano le vicende del capitano John Carter, approdato sul pianeta rosso dove
incontra la bellissima principessa Dejah Thoris... (Dalla nota editoriale)
Ma ci sono anche storie ambientate in un non meglio precisato "passato" terrestre, un'età mitica abitata da super-eroi, difensori dei deboli e restauratori della giustizia. Ecco, ad esempio, un titolo in cui appare un eroe che ha avuto anche una fortunata versione cinematografica, Conan:
Robert Ervin Howard, L'ora
del dragone
Comandante dell'esercito di Aquilonia, Conan, imprigionato dal Re Numedide
geloso dei suoi successi, riesce a fuggire e, postosi a capo di una rivolta di
ufficiali, succede al re. Persa e riconquistata la corona, questa avventura lo
vede saldamente sul trono di Aquilonia, che sta vivendo un periodo di pace e
prosperità. Ma le oscure forze di una magia antichissima sono all'opera contro
di lui nella confinante terra di Nemedia, e Conan dovrà fare ricorso a tutta la
sua forza per avere ragione di un nemico estremamente pericoloso. (Dalla nota
editoriale)
E qualche volta le carte si mescolano, e ci troviamo di fronte a storie di sfrenata "fantasia" che bene giustificano il termine "fantasy" che le contraddistingue. Ecco tre titoli di un autore "classico", a lungo dimenticato, e ora giustamente riscoperto:
Henry Rider Haggard, La
principessa splendente
Tre amici, dopo essere naufragati su un'isola misteriosa dei Mari del Sud,
vengono inseguiti dagli indigeni locali e trovano rifugio in mezzo ad un lago su
un promontorio roccioso che viene considerato tabù. Qui trovano un uomo e una
donna addormentati in due singolari contenitori trasparenti. Al loro risveglio
si scopre che hanno dormito per oltre 250.000 anni e sono gli ultimi
sopravvissuti di un'antichissima civiltà. I due esseri sono dotati di poteri
soprannaturali come la telepatia, la traslazione-spazio temporale e la capacità
di viaggiare nella quarta dimensione. Mentre però la Principessa Splendente è
ben disposta verso gli uomini, suo padre è fermamente intenzionato a
distruggere la civiltà del pianeta perché non la giudica meritevole di
sopravvivere... (Dalla nota editoriale)
Henry Rider Haggard, La
donna eterna
Nel cuore dell'Africa, lontano da ogni centro abitato e da ogni via di
comunicazione, vive un popolo che obbedisce ad Ayesha, la Donna Eterna, la
regina che decide della vita e della morte di chiunque si trovi nel confine del
suo regno. La donna ha un solo scopo a cui tende con tutte le sue forze e che
spera di vedere realizzato il più presto possibile: ricongiungersi con il suo
amato, Callicrate, dal quale è ormai separata da millenni. L'arrivo di due
esploratori bianchi nel suo territorio alimenta le sue speranze: in uno di loro
ella ravvisa infatti l'uomo di cui è profondamente innamorata e decide di
immergerlo nel fuoco che dona l'immortalità... Il romanzo, per chi lo avesse
gradito, ha anche un "seguito": Il ritorno di Ayesha. (Dalla nota
editoriale)
Buona lettura e arrivederci la prossimo numero di BOBI!
Quello di Sherlock Holmes è il tipico caso in cui l'invenzione supera l'inventore. Mi spiego. Non tutti sanno che è Miguel de Cervantes, ma certo tutti hanno sentito parlare almeno una volta di Don Chisciotte, protagonista di un romanzo scritto proprio da Cervantes. Ci sono insomma personaggi della letteratura la cui fama supera e a volte oscura quella del suo creatore. Così non tutti conoscono Arthur Conan Doyle, ma certo tutti hanno presente il longilineo investigatore che, armato di mantellina, pipa e lente, apostrofa ironicamente il suo compagno di avventure dicendogli: "Elementare, Watson!". Ma Conan Doyle, oltre alla serie di romanzi e racconti che hanno per protagonista l'infallibile Sherlock Holmes, ha scritto molti altri libri: storici, di avventura, di mistero. Libri che spesso sono una sorpresa per la loro piacevolezza di lettura e che forse sono invecchiati meno delle storie di Sherlock. Eccone alcuni.
Il mondo perduto
Il professor Challenger, protagonista di questo romanzo, è un
"antenato" di Indiana Jones: amante delle sfide, si trova impegnato in
un'impresa ai limiti delle possibiltà umane, in compagnia di un altro
scienziato, di un giornalista e di un nobile sportsman. Prigionieri in un mondo
davvero perduto, un'isola geologica sopravvissuta misteriosamente nel cuore
della giungla amazzonica (e da qui ha certo preso lo spunto Spielberg per il suo
Jurassic Park), i protagonisti si imbatteranno in fantastiche avventure tra
dinosauri, pterodattili, iguanodonti e uomini scimmia, coinvolgendo
completamente il lettore.
La nube avvelenata
Ancora un'avventura per il professor Challanger, questa volta alle prese con un
terribile pericolo che minaccia l'umanità: una cintura di atmosfera avvelenata
si appresterebbe ad avvolgere la Terra sterminandone gli abitanti. Unico a
conoscenza di questa ineluttabile catastrofe, Challanger chiama a sé alcuni
amici con i quali si rinchiude in una stanza ermeticamente sigillata e si
appresta a sopravvivere nche di poco per poter osservare il compiersi della
tragedia prima di soccombere a sua volta. Ma...
L'abisso di Atlantide
Il professor Maracot, studioso eccentrico e avventuroso, nel corso di una
spedizione oceanografica in cui lo accompagnano il marinaio americano Bill
Scanlan e l'aiuto Cyrus Haedley, s'immerge con un batiscafo al largo delle
Azorre. è l'inizio di una fantasmagorica avventura che porterà Maracot e i
compagni a scoprire il sommerso regno d'Atlantide, i suoi segreti, la sua storia
millenaria, le sue conquiste tecnologiche, ma anche l'indicibile orrore che pesa
sul suo destino.
Le cinque rose
Primo d'una serie di romanzi di ambientazione trecentesca, Le cinque rose ha per
protagonista sir Nigel Loring. Aristocratico Robin Hood di incantevole ingenuità,
sir Nigel si muove sullo sfondo di un Medio Evo cavalleresco e leggendario, in
una cavalcata di personaggi, storici e inventati, di amori, avventure,
cavalieri, sovrani, spie, misteri e inseguimenti narrata con uno straordinario
senso del colore e con un ritmo che non conosce momenti di stanchezza.
Le tre imprese
Ecco il giovane sir Nigel, ancora scudiero, deciso a conquistarsi, con tre
imprese degne di fama e di onore, gli speroni d'oro del cavaliere e la mano
della donna che ama. Battaglie navali, assedi, agguati di spie: a ogni pagina le
occasioni di gloria, le avventure e le sorprese si offrono a Nigel e ai suoi
compagni; a ogni pagina l'affascinante affresco medievale si arricchisce di
nuove emozioni, intrecciando personaggi storici e inventati, vicende reali e
fantasia.
Il principe nero
Il giovane scudiero delle Cinque rose e delle Tre imprese è ora uno dei più
illustri cavalieri inglesi, capitano della Compagnia Bianca, piccolo e
invincibile esercito al servizio dell'erede al trono d'Inghilterra, il Principe
Nero, ma il suo bellicoso eroismo non è mutato. Tenacemente fedele alla sua
dama e al suo onore, non dimentica mai, però, i suoi doveri verso i lettori, ai
quali riserva fino all'ultimo il gusto della fantasia e della sorpresa.
Le avventure di
Gerard
Dal medioevo di sir Nigel Loring all'età napoleonica: questa infatti fa da
sfondo alle gesta del generale Gerard, che narra in prima persona al lettore le
sue mille avventure.
Racconti d'acqua blu
Sei racconti in cui protagonista è il mare, anzi i sette mari della tradizione
marinara. Ciò che li accumuna sono i comandanti, i marinai e gli avventurieri
che li solcano. Su tutto aleggiano i temi sempre cari all'autore: il mistero, il
terrore, il senso dell'umorismo, l'avventura e il sottile alone di
"romance". E benché siano meno conosciute, queste pagine sono
all'altezza del resto della produzione di questo abile narratore (Dalla nota
editoriale)
Il capitano della
stella polare
Sei storie fantastiche: vicende macabre, spettrali, sovrannaturali, spiritiche e
fantascientifiche, in cui Conan Doyle rivela un aspetto della sua narrativa
pressoché sconosciuto nel nostro Paese, dimostrando la sua grandezza anche nel
genere fantastico. (Dalla nota editoriale)
Il dèmone dell'isola
Quattro racconti del mistero e del sovrannaturale che colpiscono anche per la
garbata carica umoristica di puro stampo britannico: Il bravaccio di Brocas
Court; Il pezzo n. 249; John Barrington Cowles; Il demone dell'isola.
Buona lettura e arrivederci la prossimo numero di BOBI!
In un precedente numero di BOBI - L'arca di Noè - abbiamo parlato di animali "parlanti", protagonisti di storie e favole. Ma anche senza parlare gli animali dialogano con l'uomo da millenni e l'uomo spesso si incanta a guardarne gli usi e costumi. Ecco ancora un numero di BOBI dedicato agli animali.
Jean-Henri Fabre, Ricordi
di un entomologo
Sotto questo titolo un po' anonimo si nasconde uno dei monumenti della scienza
ottocentesca: dieci volumi scritti tra il 1879 e il 1907, frutto di lunghe
pazienti osservazioni sul comportamento degli insetti, non in laboratorio, ma
all'aria aperta, tra i vasti orizzonti della Provenza. E le osservazioni si
trasformano in veri e propri racconti i cui protagonisti assomigliano a quelli
dei romanzi del naturalismo francese: astuti, violenti o leggeri, alle prese con
la vita, le sue bellezze e le sue crudeltà. Una lettura entusiasmante tutta da
riscoprire. In questa edizione sono raccolti i primi due volumi dell'opera
completa di Fabre, quelli dedicati agli insetti.
Maurice Maeterlinck, Vita
delle api
Scrittore belga di lingua francese, premio Nobel nel 1911, ha scritto poesie,
saggi e soprattutto opere drammaturgiche. Eppure una delle sue opere più famose
resta questa Vita della api, che insieme con La vita delle formiche e
La vita delle termiticostituisce uno straordinario esempio di lettura del
mondo scientifico da parte di un poeta. Qui, l'osservazione dei piccoli animali
è il pretesto per riflessioni filosofiche che non però appesantiscono la
lettura, lettura che rimane, dopo quasi un secolo, ancora fresca e piacevole.
Marcel Roland, Le
meraviglie del microscopio, Canti d'uccelli e musiche d'insetti, Vita e morte
degli insetti, Amore Armonia Bellezza.
Nel solco aperto da Fabre un altro francese ha scritto libri deliziosi di
racconti sugli insetti, gli animali microscopici, il grillo e l'usignolo. Una
lettura divertente e poetica.
Konrad Lorenz, L'anello
di re Salomone
L'anello del re Salomone si diceva che avesse la straordinaria capacità di far
comprendere il linguaggio degli animali. E Konrad Lorenz, fondatore della
moderna etologia (la scienza che studia il comportamento animale), premio Nobel
1973, sembra averlo posseduto questo magico anello: le sua pagine sull'oca
Martina, sui cani cani, sui pesci del suo acquario sono tra le più piacevoli e
nello stesso tempo sorprendenti letture che si possano immaginare. Un fantastico
libro di scienza.
Jules Renard, Storie
naturali
Appassionato osservatore della natura quotidiana, ma anche scrittore dalla penna
intinta di humour e poesia, Renard in queste sue Storie mette insieme uno
zoo colorato e domestico abitato dagli animali incontrati durante le sue
passeggiate tra cascine e aie, viottoli e pozze d'acqua: l'anitra immobile nello
stagno, il pesce che salta a pancia in su, la tacchina tronfia delle sue piume,
e cigni e farfalle e lucertole. Un libro delizioso e un piccolo classico.
Gerald Durrell, La
mia famiglia e altri animali
"Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso da ragazzo, con la
mia famiglia nell'isola greca di Corfù": così l'autore presenta il suo
libro, che è la storia di un Paradiso Terrestre e di un ragazzo che vi
scorrazza instancabile, curioso di scoprire la vita (che per lui, futuro
zoologo, è soprattutto la natura e gli animali), passando attraverso avventure,
tensioni e turbamenti, ma stemperati in un'atmosfera di tale felicità che il
lettore ne viene contagiato fin dalle prime pagine.
J.A. Baker, Colline
d'estate
Un bel libro sul paesaggio e gli animali che lo popolano: volpi, tassi,
capinere, tortore e picchi. Sulle stagioni e il loro alternarsi, sui profumi,
sui rumori di una natura che noi, poveri abitanti di città, abbiamo ormai
dimenticato.
James Herriot, Creature
grandi e piccole, Beato fra le bestie, Cose sagge e meravigliose, E il Signore
le creò, Per amore di tutte le creature
Veterinario di campagna, l'autore racconta in questa serie di libri che hanno
avuto uno straordinario successo, la sua vita familiare e professionale. Ma i
veri protagonisti, naturalmente, sono i cani, i gatti, le pecore, gli agnelli,
le mucche, i vitelli, i maiali, gli uccelli, i tori, i cavalli, tutte quelle
"creature grandi e piccole" insomma, che si ammalano, guariscono
muoiono, come qualsiasi essere umano. Fa da sfondo la verdissima campagna
inglese dello Yorkshire, costellata di villaggi e fattorie, dove l'autore
confessa di sentirsi veramente "beato" fra gli uomini e soprattutto
fra le bestie.
Giovanni Rajberti, Del
gatto
Autore dimenticato del nostro Ottocento, Rajberti è invece una piacevole
sorpresa, in particolare questo suo libro dedicato al gatto, (non "ai
gatti", ma al gatto in sé, come entità biologica e morale). E i titoli
dei capitoli parlano da soli: Il vero padrone della casa, Apologia dell'ozio,
Il gatto filosofo, Amori del gatto. Un piccolo capolavoro di psicologia
animale e contemporaneamente un'ironica presa in giro dei costumi e dei difetti
dell'uomo.
Robert Delort, L'uomo
e gli animali dall'età della pietra a oggi
Rifacendosi ai testi scientifici, ma anche ai testi sacri, alla letteratura, ai
racconti epici del medioevo, ai trattati di caccia, ai manuali di veterinaria,
alla storia dell'arte, al folklore, l'autore traccia una storia della
"convivenza" fra uomini e animali dalle origini della civiltà ad
oggi. E in particolare ci racconta storia e curiosità di alcune specie a noi
così familiari come la cavalletta e l'ape, il lupo e il coniglio, il cane e il
gatto. Un libro "scientifico" ma che si legge come un romanzo.
Buona lettura e arrivederci la prossimo numero di BOBI!
Siccome ci si lamenta sempre della propria condizione, è molto istruttivo andare a vedere come se la passavano gli adolescenti di qualche generazione fa. Che di problemi ne avevano almeno quanto quelli dei ragazzi di oggi e forse qualcuno in più. Ma sono diventati grandi lo stesso...
Louisa May Alcott, Piccole
donne
Le quattro ragazze March, Meg, Jo, Beth e Amy, conversano sferruzzando
serenamente in una serata invernale davanti al caminetto: partendo da questo
idilliaco quadretto le seguiamo attraverso tutta la loro allegra adolescenza.
Scontri, difficoltà, amori, gioie, pettegolezzi, guai familiari e disagi
economici ci rivelano la tenerezza ma anche la determinazione di queste quattro
giovani vite. E così, pur lontano dalle esperienze e dalla sensibilità dei
giovani d'oggi, Piccole donne è un classico che può ancora insegnarci
qualcosa.
Archibald J. Cronin, Anni
verdi
Robert Shannon, rimasto orfano e privo d'ogni mezzo per vivere, va da Dublino a
Levenford, una cittadina puritana della Scozia, presso i nonni materni, dove
incontra però un ambiente ostile. Ma Robert trova conforto e aiuto nella figura
del bisnonno, un vecchio bizzarro, enfatico e squattrinato, che ama la vita e
l'avventura...
Charles Dickens, Oliver
Twist
La narrazione dell'infanzia dell'orfano Oliver è l'occasione, per Dickens, di
descrivere, con immagini da incubo, la Londra grigia, triste e sporca della metà
del secolo scorso, e le spietate leggi sociali che la governavano. Famose le
pagine che descrivono la vita nell'orfanotrofio prima, e nella banda di ladri
dove finisce Oliver, poi. E il lieto fine non impedisce al libro di essere uno
spietato atto d'accusa verso una società, quella vittoriana, ipocrita e
perbenista.
Guido Nobili, Memorie
lontane
È uno dei più bei racconti autobiografici del nostro Ottocento,
semisconosciuto e proprio per questo da riscoprire. Il ricordo di una infanzia
lontana e ammantata di dolcezza, con un che di amaro, di incompiuto, in fondo. E
la figura della piccola Filli, di cui il giovanissimo protagonista si innamora,
sboccia nella memoria del narratore, e in noi, come un fiore delicato.
Jules Renard, Pel di
carota
È la propria infanzia campagnola quella che Renard racconta qui, piena di
talpe, e pidocchi, umiliazioni e ferocie, di solitudini e torbide inquietudini,
tra le angherie della madre, l'indifferenza del padre, l'egoismo del fratello.
Non è un affatto libro "da ragazzi", come spesso è stato
considerato, ma, certo, ai ragazzi può piacere, specialmente a quelli che,
ribelli e teneri insieme, possono riconoscersi nel "ragazzaccio" dal
cuore d'oro preso in giro da tutti per i suoi capelli rossi.
Lev Tolstoj, Infanzia
È il primo libro di Tolstoj, e già questo è motivo d'interesse. Ma c'è poi,
in questa rievocazione della fanciullezza, un tono malinconico e realistico
insieme che rende il racconto vivo e palpitante. E ne esce un quadro perfetto di
un'adolescenza russa ottocentesca, così lontana dal nostro mondo, così vicina
in fondo a quella di un qualunque adolescente di qualunque epoca e qualunque
luogo.
Ivan Turgheniev, Primo
amore
Il primo amore è quello di Vladimir per Zinaida. Ma sullo sfondo c'è la figura
del padre, con il suo amore per la vita e le sue passioni. E c'è la sorpresa di
una scoperta dolorosa e di un confronto attraverso il quale Vladimir diventa
adulto. Un libro piccolo ma intenso di una scrittore meno conosciuto, forse,
della grande stagione narrativa russa.
Thomas Mann, Tonio Kröger
È la storia del lento pervenire di un adolescente alla consapevolezza del
proprio essere, della propria diversità, attraverso l'amicizia incompresa e il
confronto con il vitale e solare Hans, e il silenzioso amore per Ingeborg. Un
piccolo romanzo che tratta però grandi temi: il rapporto tra dovere e piacere,
tra vita intellettuale e vita artistica, tra Amore e Morte. Una lettura semplice
ma straordinariamente "profonda" consigliata a chi un libro non lo
trangugia, ma ci parla.
Mark Twain, Le
avventure di Tom Sawyer e Le
avventure di Huckleberry Finn
Tom è un "furbetto" che ne combina di tutti i colori. Ma un giorno,
insieme al suo inseparabile amico Huck Finn s'infila in una brutta avventura: c'è
di mezzo un cimitero, un delitto, una banda di criminali. E prima di arrivare al
lieto fine ci sono mille peripezie da vivere, e da raccontare in un lingua piena
di strafalcioni, modi di dire, pasticci.
Le avventure proseguono con il tredicenne Huck che scappa dal padre, violento e
ubriacone, in compagnia di uno schiavo negro in fuga verso gli stati
abolizionisti del Nord. E dal suo racconto colorito e scoppiettante emerge il
ritratto dell'America dei battelli fluviali e degli avventurieri, dell'età
dell'oro e della colonizzazione. Un classico che gli americani amano molto e la
cui vivacità nulla ha perso dopo più di cento anni.
Hermann Hesse, Sotto
la ruota
La "ruota" del titolo è quella che schiaccia e annienta il giovane
studente Hans, che, spinto dall'ambizione di emergere ad ogni costo, vuole
sottrarsi con lo studio alla vita meschina che lo attende nel suo villaggio
della Foresta Nera. Ma il fragile e sensibile Hans deve fare i conti con la
rigida e stupida "macchina" scolastica tra i cui ingranaggi finisce
impigliato. Un racconto doloroso e appassionante insieme.
Ferenc Molnar, I
ragazzi della via Pàl
Che cosa cercano, in fondo, le due bande rivali dei "ragazzi della via Pàl"?
L'una di mantenere, l'altra di conquistare un terreno per giocare. Ma la lotta
per quel terreno incolto, e prossimo a essere spazzato via dall'avanzare della
città, è il simbolo della lotta dei ragazzi contro il mondo degli adulti, un
mondo però che - contraddizone dolorosa - essi imitano e nel quale finiscono
inesorabilmente con l'entrare. E la figura del piccolo ed eroico Nemecsek è di
quelle che non si dimenticano, anche quando non si è più ragazzi.
Buona lettura e arrivederci al prossimo numero di BOBI!
In che cosa i "ragazzi di oggi" sono diversi dai "ragazzi di ieri"? Forse niente. Crescere è un'arte che si impara vivendo, e dunque il problema si ripresenta ad ogni generazione. Ma, certo, il mutare di certe condizioni ambientali muta anche il modo di affrontarle. L'approccio alla vita di Holden non è certo quello degli adolescenti di Hermann Hesse. Ecco allora alcune storie di ragazzi, molto diverse fra loro, ma accumunate da una certa "modernità" di fondo. Anche se la modernità, lo abbiamo detto, spesso è solo apparente: 15 anni sono sempre 15 anni...
Carlo Cassola, Tempi
memorabili
Siamo nel luglio di un anno poco dopo il '30, a Marina di Cècina, dove Fausto
passa le solite vacanze estive. Ma già i piccoli incidenti dell'arrivo e dei
primi giorni al mare fanno intuire che qualcosa è cambiato. Fausto comincia a
sentire il bisogno di distaccarsi dalla famiglia e di aprirsi a nuovi legami.
Una ragazzina, Gabriella, gli ispira i primi sentimenti amorosi, ma Fausto si
accorgerà con stupore (è la scoperta di quanto strane sono le vie dei nostri
sentimenti) di essere innamorato sì, ma di Anna non di Gabriella. E la
consapevolezza di questo innamoramento segna anche il passaggio dall'infanzia a
una nuova stagione della vita.
Natalia Ginzburg, La
strada che va in città
Primo romanzo della Ginzburg, con già tutte le caratteristiche del suo stile.
una prosa semplice, quasi povera, eppure così calda e viva. Tutto è normale,
quotidiano, vero. "Il Nini abitava con noi fin da quando era piccolo. Era
figlio d'un cugino di mio padre. Non aveva più i genitori e avrebbe dovuto
vivere col nonno, ma il nonno lo picchiava con la scopa e lui scappava e veniva
da noi. Finché il nonno morì e allora gli dissero che poteva stare sempre a
casa."
Marina Jarre, Negli
occhi di una ragazza
Maria Cristina, la tredicenne protagonista del libro, è una ragazza qualunque
di una qualunque metropoli. Ha un padre artigiano, confinato nelle sue
delusioni, un fratello che "fa la rivoluzione al telefono", un'amica
emancipata che scappa con un coetaneo. Poiché non ha memoria e non ha fantasia
va male a scuola (tranne che in disegno, in cui eccelle), in famiglia la
considerano uno stupida. Scopre che nessuno la ama e si accorge di vivere
anch'essa in questo vuoto di sentimenti. Scopre anche, con stupore, che la
condizione femminile è fatalmente servile, ma quando vogliono rinchiuderla in
un destino di lavoro domestico trova la forza di liberarsi.
Alberto Moravia, Agostino
"Nei primi giorni d'estate, Agostino e sua madre uscivano tutte le mattine
sul mare in pattino". Ma questo rapporto del tredicenne Agostino con una
madre giovane e desiderosa di vita è destinato a incrinarsi: le uscite in mare
della madre col giovane bagnino, i nuovi compagni che Agostino comincia a
frequentare lo turbano e lo costringono a pensare, a provare emozioni, a
crescere. Ma Agostino ancora non è un uomo "e molto tempo infelice sarebbe
passato primo che lo fosse".
Pier Antonio Quarantotti
Gambini, I giochi di Norma
Autore poco conosciuto, Quarantotti Gambini ha scritto invece pagine felicissime
sul mondo dell'infanzia e dell'adolescenza. Nei Giochi di Norma c'è
tutta la luce delle libere giornate infantili: Paolo e Norma passano tutto il
loro tempo fra canneti e sabbia, cani e cavalli, nella tenuta di Semedella. Ma
si intravedono, alle loro spalle, vicende segrete di adulti, e una vita
famigliare piena di ombre. Sopravvengono mutamenti, scompaiono figure amate, e
Paolo vede estinguersi questo tempo felice. È il prezzo che si paga per
diventare grandi.
J.D. Salinger, Il
giovane Holden
Un libro "mitico" per gli adolescenti, americani e non. È la storia
di pochi giorni nella vita di Holden, il ribelle, dolcissimo, arruffato,
confuso, deciso Holden, che ammira il fratello maggiore D.B., ama la sorellina
Phoebe, rimpiange il fratellino morto e cerca disperatamente se stesso. Cacciato
ancora una volta dal collegio, vagabonda qualche giorno prima di tornare a casa
e racconta al lettore di sé, dei suoi guai, delle sue cotte, della sua sete di
vita e di amore. Un libro straordinario che non ha eguali.
Sue Townsend, Il
dario segreto di Adrian Mole
Ignorato da una madre troppo occupata dalle proprie questioni sentimentali,
goffo e impacciato nelle relazioni con gli altri, Adrian racconta
spassionatamente, nel suo diario, i primi timidi approcci con il sesso opposto,
le fatiche scolastiche, i rapporti con i vicini, i piccoli grandi problemi della
sua età. E lo fa con il linguaggio crudo e ingenuo insieme di un
quattordicenne. Un libro divertente che sdrammatizza un passaggio d'età visto
spesso come un trauma.
Susan Heloise Hinton, I
ragazzi della 56a strada
Ponyboy ha quattordici anni, ma sa da tempo quanto è difficile la vita: per
lui, per i suoi fratelli e per tutti gli amici della banda di Greaser,
colpevoli di vivere "nella parte sbagliata della città". Ambientato
nell'America degli anni '60, il romanzo parla di solitudine, disadattamento; ma
anche del bisogno di affetto, di giustizia, di amicizia. E se alla fine sembra
profilarsi un lieto fine è solo perché, come nei Ragazzi della via Pàl (che
costituisce il modello del romanzo) il cuore dei giovani è sempre più rande
della società che li ospita.
Ray Bradbury, L'estate
incantata
Viaggio in quella strana età fra infanzia e adolescenza, L'estate incantata è
un'opera unica nella produzione di Bradbury, noto soprattutto come autore di
fantascienza. Non ci sono qui mondi e situazioni irreali, al contario: c'è la
realtà, non meno magica e misteriosa, del mondo così come appare agli occhi di
un ragazzo. Il tutto visto attraverso la lente del ricordo, il ricordo di quella
meravigliosa estate del '28, un'estate incantata, appunto.
Buona lettura e arrivederci al prossimo numero di BOBI!
Si ha un bel dire ma le storie d'amore piacciono sempre, e non solo alle ragazze. Sarà perché una storia d'amore ha sempre - va da sé... - due protagonisti, e il lettore o la lettrice, dunque, hanno sempre un personaggio con cui identificarsi. O forse sarà semplicemente perché l'amore è vecchio come il mondo ma non passa mai di moda, e sotto questo aspetto che un romanzo sia ambientato nella preistoria o nel futuro più lontano non fa alcuna differenza. Ecco allora qui di seguito alcuni titoli, vecchi e nuovi, perché l'amore non ha età...
Johann Goethe, La
affinità elettive
Le "affinità elettive" sono, in chimica, proprietà che accomunano
certi elementi. E il romanzo, scritto nel 1809, narra la storia di Edoardo e
Carlotta, giovani sposi, che si amano in serenità e armonia. La loro unione si
incrina, però, con l'arrivo al castello di due giovani, Ottilia e il Capitano.
Giorno dopo giorno questa nuova coppia fa nascere sentimenti contrastanti nei
giovani sposi fino a che ambedue accettano di avere una relazione con i nuovi
arrivati. Nasce ai due sposi una bambina, ma...
Emily Brontë, Cime
tempestose
È l'unico romanzo di Emily Brontë - una delle tre sorelle Brontë - ed è un
capolavoro della letteratura inglese. Narra le vicende di amore e di odio di
Heathcliff, figlio di ignoti che viene allevato dal sig. Earnshaw e delle figlia
di questi, Catherine, capricciosa e appassionata, morbosamente legata a
Heathcliff. Alla morte del padre adottivo, Heathcliff deve sopportare le
angherie del fratellastro Hindley, e l'apparente indifferenza di Catherine.
Fugge, per tornare ricco e disincantato. Trova Catherine già sposata ma il loro
incontro risveglia una passione mai sopita. E inizia una serie di vicende di
amore, passione, vendetta, tradimento, che non ha pari nella letteratura inglese
dell'Ottocento. Una romanzo scioccamente ritenuto "per ragazze" e che
è invece un trattato sulla crudeltà dell'amore.
Stendhal, Il rosso e
il nero
Nella Francia della Restaurazione il giovane Julien Sorel aspira al riscatto
sociale, alla gloria e all'amore. Obiettivi che intende raggiungere non con le
armi (il "rosso" appunto) quanto attraverso una opportunistica
carriera ecclesiastica (il "nero"). Divenuto precettore presso nobili
famiglie, Julien incontra la signora di Rênal, devota, tenera e passionale, e
Matilde de la Mole, forte e cerebrale; e Julien vive l'amore come rivincita
sulla propria condizione di precettore-servitore. Ma il calcolatore Julien si
tradisce, e in un attimo perde tutto ciò che la sua tenace volontà era
riuscito a conquistare.
Alexandre Dumas
(figlio), La signora delle camelie
Una storia resa immortale da Giuseppe Verdi che ne trasse ispirazone per la sua Traviata.
Nella Parigi della prima metà dell'Ottocento, Margherita, una
"cortigiana" corteggiata da numerosi amanti, si innamora, ricambiata,
di Armando. Ma il padre di lui contrasta fortemente questo amore del figlio per
una donna "dissoluta"; si reca quindi da Margherita per parlarle, e
Margherita...
Nathaniel Hawthorne, La
lettera scarlatta
Nella puritana Boston del XVII secolo, Hester Prynne, sposata a un uomo anziano,
ha una figlia al di fuori del matrimonio. Per questo motivo viene crudelmente
punita: esposta alla berlina e condannata a portare per tutta la vita la lettera
A , come "adultera", sul petto. Nonostante ciò, Hester non rivelerà
mai il nome del padre di sua figlia, che è, d'altra parte, una persona
insospettabile...
Fedor Dostoevskij, Le
notti bianche
La quintessenza delle storie d'amore: lui, romantico e sognatore, lei
appassionata e sensibile. E, naturalmente si tratta di un amore impossibile: lui
è un solitario, lei ha il cuore già impegnato. Eppure... Sullo sfondo una
Pietroburgo bella e triste che diventa la terza protagonista della storia.
Raymond Radiguet, Il
diavolo in corpo
Scritta da Radiguet a diciassette anni (Radiguet morirà ancora giovanissimo
qualche anno dopo) questa storia d'amore tra un adolescente e una donna sposata
conserva ancora oggi un fascino straordinario, e la narrazione ha una freschezza
e un ritmo inimitabili. Dal libro, negli anni Quaranta, fu tratto un celebre
film con Gérard Philipe.
Carlo Cassola, La
ragazza di Bube
La "ragazza di Bube" - Bube è un ex partigiano che si mette nei guai
con la giustizia - è Mara, che lo conosce quasi per caso, ma che si lega a lui
in modo profondo. Siamo negli anni confusi e gloriosi dell'immediato dopoguerra,
e la storia di Mara e Bube s'intreccia a quella di un'Italia che rinasce dopo i
disastri della guerra. Un racconto semplice e dolente la cui malinconia sa
ancora commuovere.
Dino Buzzati, Un
amore
L'amore di un uomo maturo per una ragazza molto più giovane di lui. Lui,
rimasto giovane nell'intimo, crede che il sentimento sia ancora capace di tutti
i miracoli; lei, moralmente "vecchia", ha tutta la cinica
spregiudicatezza dell'Italia del miracolo economico, la stanchezza morale di
un'epoca. Sullo sfondo la "metropoli", Milano, con i suoi grovigli di
grandi strade e piccoli vicoli, i suoi inferni vecchi e nuovi.
Giuseppe Berto, Anonimo
veneziano
Una delicata storia di amore tra le "calli " di una Venezia che sta
morendo come il protagonista del libro. La storia dell'ultimo incontro di un
uomo, un musicista, cui restano solo pochi giorni di vita, con la donna che un
tempo lo ha molto amato, che lo ha lasciato, ma forse l'ama ancora. L'uomo e la
donna si cercano, si ritrovano, riscoprono la loro giovinezza e il loro amore.
Buona lettura e arrivederci al prossimo numero di BOBI!
Un volta tanto l'aggettivo "grande", parlando di Honoré de Balzac, è quanto mai appropriato: era di taglia piuttosto abbondante... Grande bevitore di caffè, scrisse in vent'anni di lunghe notti insonni una quantità stupefacente di romanzi e racconti che dovevano concorrere, tutti, a formare una "commedia umana" (umana almeno quanto quella di Dante era divina), un grande affresco della società francese dell'Ottocento. Così, spesso, i personaggi secondari di un romanzo diventano protagonisti di quello successivo, e ci si può immergere nella lettura come in una foresta popolata da mille creature. E quanti personaggi indimenticabili! Eugénie, Rastignac, Goriot, Bette...
Eugenia Grandet
Grandet è uomo ricchissimo e avaro che costringe la moglie e la figlia,
Eugenia, a vivere nelle ristrettezze. Quando Carlo, figlio di un fratello di
Grandet suicidatosi in seguito a un fallimento, è ospite dei Grandet, Eugenia
si innamora di lui, ma non può aiutarlo a risollevarsi dal dissesto
finanziario. Carlo parte in cerca di fortuna, e la vita in casa Grandet continua
monotona, mentre il vecchio è sempre più morbosamente attaccato al denaro.
Passa il tempo e un giorno...
La cugina Betta
Adeline Fischer, dolce e soave creatura andata sposa al barone Hulot, fa venire
a Parigi, dalla provincia, la cugina Betta che cela sotto un aspetto angelico un
animo meschino e invidioso. Gelosa e piena di rancore verso la fortuna degli
altri comincia tramare la sua vendetta, rovinando i suoi protettori, che
continuano a considerarla il loro angelo tutelare. Un ritratto
"diabolico" che rende il libro interessante e "moderno"...
Papà Goriot
È la triste storia di un vecchio padre - papà Goriot, appunto - che si spoglia
di ogni avere per accontentare le figlie, egoiste della peggior specie, che poi
lo abbandonano. Intorno a questo nucleo vengono poi a costruirsi altre storie,
altri personaggi, come quelli di Vautrin, ex-forzato, o Rastignac, giovane
ambizioso alla conquista di Parigi. E si fronteggiano due Parigi distinte:
quella aristocratica e mondana del Fauburg Saint-Germain (strade ordinate e
silenziose, palazzetti solenni, carrozze e divertimenti...), e quella sordida e
pittoresca della Montagne Saint-Genéviève, dove ha sede la pensione Vaquer,
campionario umano di fallimenti e speranze, in cui risiedono molti personaggi di
questa storia.
La storia dei tredici[composto
da tre episodi: Ferragus, La duchessa di Langeais, La fanciulla
dagli occhi d'oro]
Nei primi decenni dell'Ottocento un'ondata di criminalità si abbatté sulla
Francia. I cittadini onesti avevano paura, ma, al sicuro nelle loro case,
divoravano avidamente sui giornali i romanzi a puntate: storie d'orrore e di
mistero, memorie di criminali, resoconti delle indagini poliziesche. In questo
clima nasce La storia dei tredici, storia cioè di una società segreta
fra uomini senza scrupoli, che conducono con disinvoltura una doppia vita. Nei
tre racconti sono descritte le attività dei Tredici, ma acquistano rilievo
soprattutto i casi e i caratteri delle vittime, l'audacia di alcune situazioni,
la vitalità dei personaggi, e le descrizioni stupende di una Parigi notturna e
sinistra.
La pelle di zigrino
Il giovane marchese Raphaël, povero e ambizioso, trova da un rigattiere una
pelle di zigrino (cioè di squalo) che ha, così gli confida il vecchio
negoziante, la magica proprietà di realizzare i desideri di chi la possiede. Ma
ad ogni desiderio si rimpicciolisce, e con essa si abbrevia la durata della vita
del suo proprietario. Raphaël accetta il rischio e comincia una vita di lusso e
di felicità, ma...
Illusioni perdute
Un giovane e ambizioso scrittore di provincia, Lucien Chardon, che si fa
chiamare Lucien de Rubembré, si reca a Parigi per far fortuna nel mondo del
giornalismo e delle lettere. E la fortuna arriva ma arrivano anche i compromessi
e il tradimento degli ideali. In un momento di sconforto, quando è sull'orlo
del suicidio, incontra il falso prete spagnolo Carlos Herrera (in realtà il
forzato evaso Collin meglio noto con nome di Vautrin) e ne rimane affascinato e
soggiogato...
Splendori e miserie
delle cortigiane
È il seguito di Illusioni perdute. Herrera promette a Lucien di fargli
riacquistare la gloria e la potenza nel bel mondo parigino. Lucien ama la figlia
della duchessa di Grandlieu, ma il padre si oppone almeno fino a quando Lucien
non sia diventato ricco. Nel frattempo di Lucien si innamora la cortigiana
Ester, amata a sua volta dal vecchio barone di Nucingen. Intanto
Herrera-Collin-Vautrin viene scoperto, incarcerato, ma sventando un misfatto
comincia una seconda vita come poliziotto... Insomma: un romanzo intricatissimo
nel quale Balzac ha profuso il suo genio inventivo e il suo gusto dell'intrigo.
La donna di
trent'anni
Un ritratto di donna di straordinaria finezza psicologica. Julie è una donna di
trent'anni del bel mondo parigino. Fedele alla memoria di un amore perduto,
moglie e madre inappagata e disillusa, Julie, nel conflitto tra valori morali e
desiderio, riconosce come unico bene il desiderio amoroso e acconsente così a
una relazione extra-coniugale con un giovane di belle speranze...
Memorie di due
giovani spose
È l'unico romanzo epistolare di Balzac. Protagoniste sono Louise e Renée,
giovani aristocratiche che, lasciato il collegio per sposarsi - da brave ragazze
di buona famiglia - si scrivono raccontandosi le proprie esperienze di spose.
Molto diverse fra loro - romantica Louise, più saggia e riflessiva Renée - le
due amiche conducono anche una vita diversa: la maternità per una, la passione
per l'altra. Ma ciò che le accumuna, e le rende così "moderne", è
la ricerca ostinata della propria identità, il desiderio di indipendenza e di
affermazione.
Buona lettura e arrivederci al prossimo numero di BOBI!
I due grandi conflitti del nostro secolo - le due guerre mondiali - hanno prodotto una quantità di memorie, cronache, racconti. E alcuni di questi libri contengono un messaggio "universale" che va molto al di là della vicenda che narrano. Il diario di Anna Frank, per intenderci, non è solo la storia di Anna, ma quella di qualunque infanzia negata. E le sofferenza dei ragazzi tedeschi sul "fronte occidentale" della prima guerra ci dicono che il dolore non ha patria. Ecco allora alcuni titoli, per capire gli orrori della guerra, per chiedersi perché.
Prima guerra mondiale
Paolo Monelli, Le
scarpe al sole
Scritto subito dopo la fine del conflitto, questo libro è un insieme di
cronache, di storie gaie e tristi "di alpini, di muli, di vino", come
le ha definite lo stesso autore, che queste vicende ha vissuto in prima persona.
È un diario gremito di personaggi e di episodi, da cui emerge il mondo della
montagna e della trincea, nella sua cruda realtà: l'orrore della prima linea e
l'ambigua tranquillità delle retrovie, il cameratismo consolatorio e la
nostalgia di casa. Un libro poco conosciuto che merita di esserlo di più.
Emilio Lussu, Un anno
sull'altipiano
Con un linguaggio asciutto e anti-retorico, l'autore rievoca il dramma vissuto
da interi reparti di soldati italiani che, immersi nel fango delle trincee,
vedono infrangersi i miti della gloria e dell'eroismo romantico, nei quali pure
avevano creduto. Mentre si fa strada, in loro, la convinzione che la pace sia
l'unica degna condizione "umana": la guerra è stupida.
Erich Maria Remarque, Niente
di nuovo sul fronte occidentale
La prima guerra mondiale vista dalla parte dei vinti, un gruppo di ragazzi che,
illusi dalla propaganda militaristica, partono per il fronte sognando gloria e
conquiste. Ma la realtà che li aspetta al fronte è ben diversa; e Remarque,
che ha vissuto in prima persona quell'esperienza, narra con una prosa
miracolosamente povera di retorica le tristi vicende di quella giovane
generazione ingannata e delusa. Alla fine la guerra si rivela per quello che è:
un massacro privo di senso.
Seconda guerra mondiale
Elio Vittorini, Uomini
e no
È il romanzo del periodo più tetro e arroventato della Resistenza, dopo il
settembre del '43, a Milano. Pagine letterarie che sono anche un esempio di
letteratura civile. Un libro che è divenuta una testimonianza storia e sociale
del movimento della Resistenza e di quello che esso fu per l'Italia.
Renata Viganò, L'Agnese
va a morire
I partigiani della valle di Comacchio, la loro lotta, ma soprattutto lei,
l'Agnese, una donna pronta a tutto pur di difendere i propri ideali. Un
bellissimo libro sulla resistenza italiana e soprattutto su una grande figura
femminile.
Giuseppe Berto, Il
cielo è rosso
Durante la seconda guerra mondiale un bombardamento distrugge un intero
quartiere di Milano e mette dei ragazzi sulla strada: senza casa, senza parenti,
senza protezione. Comincia una dura lotta per la sopravvivenza. Tullio, il più
grande, è la mente e l'anima del gruppo; Carla, dura e apparentemente sicura di
sé, anche se non ha ancora 15 anni, è costretta a fare la vita; Giulia è
ancora una bambina; Daniele, dolce e insicuro, proviene da un altro ambiente e
trova nel gruppo la famiglia perduta. Un romanzo sugli orrori della guerra, ma
che parla anche di coraggio e speranza.
Beppe Fenoglio, Il
partigiano Johnny
Trovato tra le carte di Fenoglio, scomparso nel 1943 a soli quarant'anni, Il
partigiano Johnny è una umanissima Odissea della guerriglia partigiana: le
imboscate, i rastrellamenti, le esecuzioni, le fughe, la fame, la paura, gli
inverni, la solitudine, sono rappresentati con una sorprendente intensità
espressiva. Un libro antieroico e antiretorico.
Beppe Fenoglio, I 23
giorni della città di Alba
Il paesaggio è quello "pavesiano" delle langhe piemontesi; i
personaggi, partigiani esperti e giovanissimi, militari sbruffoni, ragazze con
l'argento vivo addosso: tutta gente che vive a "muso duro" e a muso
duro affronta la morte. E si alternano nel libro racconti di guerra e racconti
di pace, anche se di una pace così cruda da far pensare a un'altra guerra.
Mario Rigoni Stern, Il
sergente nella neve
È il diario delle tragiche giornate della ritirata di Russia tra la fine del
'42 e il principio del '43, raccontate dall'autore in prima persona. Un
caposaldo di alpini, accampato in un villaggio di pescatori sulle rive del Don,
riceve l'ordine di ritirarsi di fronte all'armata russa che avanza. E le pagine
raccontano la lenta, inesorabile marcia, e la lotta degli uomini contro la
stanchezza, la fame, il freddo dell'inverno russo.
Primo Levi, Se questo
è un uomo. La tregua
In due brevi romanzi raccolti in un unico volume, la testimonianza forse più
agghiacciante e più umana dei campi di concentramento nazisti. La storia
autobiografica dell'autore, la sua prigionia e la sua liberazione, narrate con
uno stile che, proprio nella sua semplicità quasi cronachistica, mette ancor più
in evidenza la tragedia nazista. E al di là del valore "documentario"
il libro rivela uno scrittore che è ormai da considerare tra i nostri maggiori
del secolo.
Buona lettura e arrivederci al prossimo numero di BOBI!
Dieci romanzi sull'antica Roma che sono libri d'avventura ma anche l'occasione per riscoprire un mondo lontano, eppure, in fondo, così vicino a noi. Perché la storia è più di un insieme di nomi e date.
Henrik Sienkiewicz, Quo
vadis?
L'azione si svolge ai tempi di Nerone: il giovane patrizio Vinicio si innamora
di Licia, figlia di un re straniero data in ostaggio a Roma, ed educata da una
famiglia convertita al cristianesimo. Ignorando che anche lei lo ama, Vinico
chiede aiuto al raffinato e scettico Petronio, amico di Nerone. Ma nel frattempo
Ursus, schiavo fedele di Licia, la fa fuggire presso una comunità cristiana e
Vinico che riesce a raggiungerla scopre anche lui il fascino della nuova
religione. Intanto, sullo sfondo, Roma, incendiata da Nerone, brucia, e comincia
la persecuzione dei cristiani...
Lew Wallace, Ben
Hur
È senza dubbio, insieme a Quo
vadis, il più famoso romanzo sull'antica Roma. Ma qui la vicenda copre una
trentina d'anni e si svolge prevalentemente in Siria e in Giudea, strettamente
intrecciata alla narrazione evangelica. Ben Hur è un giovane ebreo appartenente
a un ricca e nobile famiglia di Gerusalemme. Un banale incidente basta perché i
romani, che governano la Giudea, lo imprigionino e cominci così per lui un
periodo di avventure e privazioni. Ma la ruota della fortuna gira e, dopo mille
peripezie, ad Antiochia Ben Hur sconfigge in una memorabile gara di bighe il suo
antico compagno d'infanzia Messala divenuto nel frattempo suo persecutore.
Convertitosi al cristianesimo metterà infine tutte le enormi ricchezze nel
frattempo accumulate al servizio della causa cristiana.
Mika Waltari, Marco
il Romano
Dello stesso autore di Sinhue l'egiziano, Marco il Romano è la
storia di un giovane che vive le contraddizioni di una Roma all'apice della sua
potenza, sotto il regno di Tiberio, mentre nasce il cristianesimo. E il patrizio
Marco sceglie proprio di rinnegare i privilegi della sua casta per abbracciare,
in nome della nuova religione, la causa degli umiliati e degli offesi. La
costruzione del romanzo - una sequenza di undici lettere che Marco scrive sa
Tullia - consentono al lettore di entrare "dentro" la storia come
fosse una confessione.
Edward Bulwer-Lytton, Gli
ultimi giorni di Pompei
Scritto nel 1834 è forse il primo dei romanzi moderni sull'antico mondo romano,
nato dall'interesse suscitato dagli allora recenti scavi di Pompei. Il tema
centrale del romanzo è l'amore di Glauco e Jone, ma intorno a loro tutta la
società pompeiana dell'epoca: giocatori d'azzardo, poeti, gladiatori,
sacerdoti, schiavi. E nonostante il racconto sia, ovviamente, fantastico, ha una
straordinaria concretezza storica e sa restituire il colore dell'antica Pompei
così come era nel 79 dopo Cristo, a un passo dalla grande tragedia
dell'eruzione.
Thornton Wilder, Le
idi di marzo
Il romanzo narra gli avvenimenti dell'inverno che precede le celebri "idi
di marzo" del 46 a.C. in cui Giulio Cesare venne assassinato, e lo fa
raccogliendo lettere e documenti che coinvolgono tutti i personaggi più
significativi dell'epoca, da Cicerone a Catullo, da Cleopatra a Bruto. Quando
Cesare viene trafitto, Alina, la moglie do Cornelio Nepote, dice "Questa è
la fine... Tutti dicono: è la fine..." Ma la fine, ora lo sappiamo, fu
anche un inizio.
Rosario Magrì, L'imperatore
Nove imperatori si avvicendano al potere nei quarant'anni raccontati in questo
romanzo (60-100 d.C.), in cui il lettore incontra anche gladiatori, legionari,
aurighi, marinai, legionari, santi, prostitute e avventurieri. Si tratta di una
vera e propria saga della Roma imperiale, di un vivace affresco delle stanze del
potere e dei bassifondi dell'antichità.
Robert Graves, Io,
Claudio
e Il divo Claudio
Nei primi tumultuosi anni della Roma imperiale, Claudio è, fra i membri della
famiglia imperiale, uno studioso, un uomo mite, schivo, impacciato, che zoppica
un po' (ancora oggi si dice "claudicante"). Improvvisamente e
inaspettatamente la sua vita cambia: i pretoriani, alla morte di suo nipote
Caligola, lo acclamano imperatore. Comincia così la seconda parte della sua
vita, piena di intrighi, passioni, tradimenti (non dimentichiamo che è marito
di Messalina e padre adottivo di Nerone) che lo scuotono ma non lo travolgono.
anzi, sotto il suo impero Roma domina la Gran Bretagna, e San Pietro porta il
cristianesimo nell'Urbe. Attraverso al figura di Claudio Robert Graves rievoca
le vicende e i costumi della Roma imperiale dei primi tempi, sullo sfondo, di
volta in volta, del palazzo imperiale, del deserto libico, di un accampamento
romano nei Balcani o di una casa abitata dagli spiriti in Antiochia. Una lettura
affascinante e una ben documentata ricostruzione della storia di Roma.
Hubert Monteilhet, Neropolis
Siamo ormai al tramonto della dinastia dei Cesari. È lo stesso avvenire di Roma
che è in gioco. Secondo l'ambizioso disegno di Nerone la vecchia Roma è
destinata a scomparire: dalle sue ceneri dovrà rinascere una Roma nuova,
splendente, meravigliosa, che nei suoi sogni d'artista egli pensa di battezzare
con il suo nome: Neropolis. Intanto, i nuovi "soldati di cristo"
proclamano l'imminenza di una immancabile apocalisse...
Lindsay Davis, Le
miniere dell'imperatore
Un giallo ambientato nella Roma del 70 d.C.! Protagonista un "investigatore
privato", Marcus Didius Falco, che non se la passa troppo bene. Poi, un
giorno, incontra la giovane e bella Sosia Camillina che gli racconta di essere
perseguitata da due loschi personaggi. Ma indagare per conto di Sosia nella Roma
turbolenta di quegli anni non è facile. E poi c'è di mezzo un lingotto
d'argento rubato che ha a che fare con un complotto per detronizzare
l'imperatore Vespasiano.
E infine un romanzo memorabile, un libro senza tempo, opera prima di una delle grandi scrittrici di questo secolo:
Marguerite Yourcenar, Le
memorie di Adriano
Il più bel romanzo sul mondo romano e uno dei capolavori del Novecento. In
questo immaginario diario dell'imperatore Adriano la storia si unisce alla vita
privata, i fasti dell'impero alla quotidianità. Un esempio di come può essere
proposto un romanzo storico senza cadere nella pedanteria, ma avvicinando gli
eventi storici agli eventi umani.
Buona lettura e arrivederci al prossimo numero di BOBI!
Il successo, in questi ultimi anni, della letteratura "fantasy" (romanzi, ma anche film e videogiochi) ha riportato all'attenzione il mondo della preistoria, anche se si tratta di una preistoria favolosa. Qual era invece la vita quotidiana dei popoli primitivi? Come combattevano? E, perché no?, come si innamoravano? Ecco alcuni romanzi "preistorici".
Jane M. Auel, Ayla,
figlia del fuoco
È la storia di un popolo, il clan dell'Orso della caverna: come è vissuto, gli
animali che ha cacciato, i grandi totem che ha adorato. Ma è anche la storia di
Ayla, la bambina che il clan trova e raccoglie dopo un terremoto. Ayla è
diversa: per il clan i suoi lunghi capelli biondi e gli occhi azzurri la rendono
una misteriosa straniera. Inoltre Ayla si comporta in modo strano: ride, piange,
ha la capacità di parlare. Ma non è tutto: grazie alla sua intelligenza
superiore, è desiderosa di conoscere il mondo che la circonda. Proprio per
questo, qualcuno , nel clan, vorrebbe allontanarla, ritenendola una minaccia.
Nasce un conflitto fra il vecchio clan - legato alle tradizioni - e Ayla,
appartenente a una razza più giovane e destinata a mutare la faccia della
terra. Finché Ayla non si avventura dove nessuna donna del clan ha mai osato
spingersi: guidata dal destino e dal desiderio di sopravvivere, Ayla infrange i
tabù e... (Dalla nota editoriale)
Roy Lewis, Il più
grande uomo scimmia del Pleistocene
Tanto tempo è passato da quando vissero Ernst, il narratore di questo libro,
con la sua ingegnosa famiglia, suo padre Edward, "il più grande
uomo-scimmia del Pleistocene", quell'amabile reazionario dello zio Vania,
che tornava sempre a vivere sugli alberi, e quel viaggiatore incallito dello zio
Ian. Per non parlare delle ragazze... Un curioso gruppetto, che si trova, sotto
la guida del grande Edward, nella delicata situazione di chi dà all'evoluzione
una spinta che non si rieliquibrerà mai: la spinta da cui siamo nati tutti noi.
Ragionando con impeccabile acume scientifico, nonché con delizioso humour,
Edward e i suoi scoprono "alcune delle cose più pericolose su cui la
specie umana abbia messo le mani: il fuoco, la lancia, il matrimonio e così
via", sempre sulla base di una elementare esigenza: quella di
"cucinare senza essere cucinati e mangiare senza essere mangiati". Un
libro di "storia" che fa sorridere e pensare. (Dalla nota editoriale)
Josè Henry Rosny, La
guerra del fuoco
Scritto nel 1911, questo libro è da allora un classico dell'avventura, un misto
di Verne e Salgari. E la recente versione cinematografica ci testimonia che
nulla ha perso della sua capacità di avvincere. La scoperta del fuoco,
dell'amore , della magia, all'alba della civiltà, anzi prima ancora: all'alba
dell'Homo Sapiens.
Stanis Mulas, L'Uomo
dei Balzi Rossi
L'Uomo dei Balzi Rossi - l'Uomo di Neanderthal - visse nel suo territorio
bagnato dal mare per cinquantamila anni. L'Uomo uccideva e mangiava animali, ma
poteva anche accadere il contrario. Tuttavia il maggior pericolo era un altro.
Un gruppo di Cro-Magnon (della specie Homo Sapiens) è in viaggio alla
ricerca dei territori caldi e della Grande Acqua Salata. Lo scontro con l'Uomo
dei Balzi Rossi è inevitabile...
Jack London, Prima di
Adamo
In questo romanzo, meno conosciuto forse di altre sue celebri opere (Zanna
Bianca, ad esempio, o Il richiamo della foresta) London immagina di
ricostruire l'esistenza di un proprio antichissimo "io", Gran Dente,
(un antenato? un'esistenza precedente che egli ha già vissuto?) così come gli
appare da sogni frequenti e ripetuti. Ricostruisce così la propria infanzia
sugli alberi, la vita presso un gruppo di cavernicoli che non conosce il fuoco,
la fuga in terre inospitali con la sua compagna. Un tipico "eroe" di
London, impegnato in una disperata lotta per la sopravvivenza.
V. Gordon Childe, L'alba
della civiltà europea
In questo "viaggio" alla ricerca delle nostre radici, Childe (uno dei
maggiori studiosi di preistoria del nostro secolo) comincia da Creta, per
passare poi a Troia, all'Anatolia, alle Cicladi, e di lì risalire ai villaggi
agricoli dei Balcani, alle culture danubiane, alle pianure russe, trovando
ovunque le tracce del "popolo delle ciotole"; e passare poi
all'attività di agricoltori e mercanti in Italia e in Sicilia, agli
insediamenti alpini, all'Europa atlantica e alle isole britanniche. Un libro di
sicura documentazione e facile lettura.
Piero e Alberto Angela, La
straordinaria storia dell'uomo
Come in un libro "giallo" gli autori conducono "indizio per
indizio un'investigazione sulle nostre origini". Una storia raccontata con
un linguaggio avvincente - che si avvale anche di ricostruzioni
"narrate" - frutto di uno stimolante incontro tra divulgazione e
ricerca.
E infine un libro illustrato con disegni e cartine, fatto a forma di atlante:
Le prime terre abitate: dai Primati
all'Homo sapiens
14 tavole che vanno dall'origine della vita al Paleolitico e alla diffusione
dell'Uomo moderno nel mondo.
Buona lettura e arrivederci al prossimo numero di Bobi!
Civiltà egizia
Da almeno duecento anni - dalla campagna d'Egitto di Napoleone, cioè - il mondo egiziano ci affascina e ci incuriosisce. E il recente successo dell'opera in più volumi di Christian Jacq(Il romanzo di Ramses: Il figlio della luce, La dimora millenaria, La battaglia di Qadesh, La regina di Abu Simbel, L'ultimo nemico) ne è una conferma. Ma prima di Jacq molti altri libri hanno raccontato, e spesso egregiamente, la vita, le imprese e le abitudini del popolo misterioso egiziano. Possiamo ricordare almeno due titoli:
Mika Waltari, Sinhue
l'egiziano
Un classico fra tutti i romanzi "egiziani". Vi si narrano le avventure
(poi approdate anche al grande schermo) di Sinhue, un medico, che, diventato
anziano e saggio, racconta la lunga avventura della propria vita.
Bruno Tacconi, Lo
schiavo Hanis
Per chi ama i romanzi a sfondo storico, Bruno Tacconi rappresenta senza dubbio,
uno dei maggiori scrittori di questo genere. In questo libro l'autore narra la
storia di Hanis, uno schiavo egiziano, che diventa "scriba" e compie
una rapida ascesa sociale.
Civiltà greca
I greci come forse non li conosciamo, al di là degli eroismi delle Termopili e di Salamina.
Valerio Manfredi, Lo
scudo di Talos
Talos, lo storpio, è cresciuto tra gli iloti (cioè tra gli schiavi stranieri
appartenenti allo Stato), pastore tra i pastori. Brithos, l'intrepido, è stato
allevato per essere guerriero, nobile fra i nobili. Due fratelli separati in
nome della legge più crudele di Sparta. Ma per vie tortuose il fato li
riavvicina, li schiera fianco a fianco nella lotta contro gli invasori persiani.
Atene e Sparta, la gloriosa vittoria di Maratona e l'eroico sacrificio delle
Termopili: la grande storia dei greci fa da cornice a questa tormentata storia
familiare. Un romanzo di passioni politiche ed affetti, di coraggio e di
avventura. (Dalla nota editoriale)
Valerio Manfredi, Le
paludi di Hesperia
Il naufrago abbandonato sulla spiaggia, nei pressi della foce del Po, lo
sconosciuto senza patria che racconta una storia terribile, la vera ragione per
cui è stata combattuta al guerra di Troia, è l'ultimo dei grandi eroi omerici:
Diomede. Perseguitato da divinità ostili, tradito dalla moglie che vuole
ucciderlo, non gli resta che volgere le vele verso occidente, verso Hesperia, la
terra misteriosa avvolta da brume, che un giorno avrebbe preso il nome d'Italia.
Ma Hesperia si rivela una trappola mortale di paludi e boschi impenetrabili,
abitata da popoli laceri e feroci, ignari delle regole dell'onore, costretti a
combattere per la sopravvivenza. E da nord incombono le orde dei Dor, i Dori,
guerrieri rozzi e invincibili che hanno armi di ferro e montano i cavalli a
pelo... (Dalla nota editoriale)
Schliemann, La
scoperta di Troia
Personaggio straordinario che da povero garzone divenne ricchissimo
commerciante, Schliemann aveva un'idea fissa: trovare la leggendaria città di
Troia, cantata da Omero. Nell'estate del 1868 cominciò la grande avventura:
basandosi solo sull'Iliade e l'Odissea, cominciò a setacciare Itaca, Argo,
Micene, certo che la e "storie" raccontata da Omero dovevano essere
vere. E giunse ad individuare il colle di Troia, e a ritrovare il
"tesoro" di Priamo. Oggi sappiamo che non tutte le sue scoperte furono
scientificamente ineccepibili, ma in questa sua autobiografia c'è la forza che
comunica chi ha raggiunto, credendoci fermamente, lo scopo della propria vita. E
questo, forse, vale più di una scoperta archeologica.
Omero, Odissea
È forse il più bel libro di avventura di tutti i tempi. Magari da gustare in
una traduzione in prosa che ne tradirà certamente il valore poetico ma gli
restituisce certo il suo tono di romanzo d'avventura.
Altre civiltà
Abituati a considerare il Mediterraneo centro del mondo, può costituire una piacevole sorpresa scoprire che il ''mondo'' è molto più grande...
Gary Jannings, L'azteco
Mixtli l'Azteco ci racconta la sua avventurosa vicenda personale e, insieme,
l'affascinante storia della meravigliosa civiltà che ebbe la sua culla in
quella parte della Terra che gli aztechi chiamavano l'Unico Mondo. assistiamo
con lui ai barbari massacri e alle glorie delle Guerra dei Fiori, allo splendore
delle bandiere di piume che sventolano si Tenochtitlàn, alla fiera civiltà del
Popolo delle Nubi, a storie perverse di sangue e di passione fino all'arrivo di
Hernàn Cortés. (dalla nota editoriale)
Nicholas Guild, L'assiro
Assiria, VII secolo avanti Cristo. Ninive è la capitale di un impero nel qual
convivono sofisticata raffinatezza e primordiale barbarie. Nel palazzo reale,
dove regna il potente Sennacherib, Signore dei Quattro Angoli della Terra,
vivono felici i due fratellastri Tiglath assur e Asarhaddon. Ma il loro rapporto
muta bruscamente quando si innamorano della stessa donna, una affascinante
principessa, dalla quale dipendono i loro destini e lo stesso destino
dell'Assiria. Per l'oro si imporrà una drammatica scelta tra la ragion di Stato
e quella del cuore.
Buona lettura e arrivederci al prossimo numero di BOBI!
La scuola, parlando di romanzi dell'Ottocento, ci ha abituati ai soliti nomi: Manzoni, Verga, D'annunzio, e, forse, Nievo. Ma c'è tutta un'altra letteratura, nascosta fra le pieghe delle antologie scolastiche, che merita di essere riscoperte e gustata. Ad esempio...
Luigi Capuana, Il
marchese di Roccaverdina
È la storia di un delitto in Sicilia, la storia tragica di un proprietario
terriero tormentato dai rimorsi e della sua amante completamente asservita. Una
storia che al realismo aggiunge una profonda analisi psicologica dei personaggi
da farne degli stereotipi universali.
Carlo Collodi, Le
avventure di Pinocchio
Un libro che rappresenta una tappa fondamentale nella vita di ogni essere umano
dall'Ottocento ad oggi. Un libro che ha fatto storia, che ha insegnato a grandi
e piccini e che continua ad essere fonte inesauribile di insegnamenti e valori
morali. Un classico per tutti da leggere e rileggere!
Edmondo De Amicis, Cuore
Per chi vuol conoscere la Piccola vedetta Lombarda o l'eroe di Sangue Romagnolo
o per chi vuole solo provare l'intensità dei sentimenti, un classico della
letteratura italiana.
Emilio De Marchi, Demetrio
Pianelli
Un libro denso di sentimento e di introspezione. Cesarino Pianelli, modesto
impiegato si perde in un groviglio di debiti fino a suicidarsi lasciando la
responsabilità della famiglia al fratello Demetrio. Demetrio, pur avendo una
vita assai modesta, si impegna fino ai limiti massimi del sacrificio per
proteggere la famiglia del fratello e la sua onestà a giungere al punto di
fargli sacrificare anche i sentimenti.
Federico De Roberto, I
viceré
È un caposaldo della letteratura italiana e anche il romanzo più conosciuto
dell'autore. Lo sfondo è quello dell'Italia dopo l'Unità la storia quella di
una famiglia aristocratica siciliana che non vuol perdere i propri privilegi
nonostante il cambiare dei tempi. Un romanzo che, in qualche modo, anticipa Il
gattopardo di Tommasi di Lampedusa.
Antonio Fogazzaro, Piccolo
mondo antico
Scrittore vissuto in piena età risorgimentale se ne distacca per la sua
tendenza all'idillio alla comunione con la natura, ma soprattutto a storie
d'amore drammatiche, ma comunque cariche di fermenti interiori che gli
procurarono addirittura, la censura. In quest'opera, che è anche il suo
capolavoro, la scenografia è quella dell'Italia risorgimentale dalle delusioni
del 1848 alla riscossa del 1859, narrata attraverso la storia familiare di
Franco Maironi e sua moglie Luisa. Una storia bellissima dove i sentimenti sono
in primo piano.
Antonio Fogazzaro, Malombra
È la storia di Marina di Malombra che giunge alla follia e all'omicidio in una
villa dove aleggiano ossessionanti idee di reincarnazione. Un libro tra reale e
soprannaturale, tra sogno e mistero, una storia dove alla forte personalità
della protagonista si uniscono il giallo e la suspense
Alessandro Manzoni, Storia
della colonna infame
Schiacciato dalla fama dei Promessi sposi questo libro è la
ricostruzione un episodio drammatico verificatosi durante la peste di Milano. È
un racconto brevissimo dove il Manzoni, quasi come un cineasta, mette in primo
piano un singolo episodio di quello che fu il male del secolo nella società del
seicento. Una pagina buia della storia giudiziaria che il grande scrittore
propone con le caratteristiche proprie della sua poetica.
Ippolito Nievo, Confessioni
di un italiano
L'opera rappresenta la tappa fondamentale della letteratura italiana fra Verga e
Manzoni. La scenografia è quella dell'ottocento risorgimentale, le vicende sono
quelle autobiografiche dell'autore dove spiccano in maniera sorprendente, per la
poesia e la freschezza, le pagine dedicate al periodo della fanciullezza dove il
mondo del castello di Ripafratta diventa un mondo quasi fiabesco.
Silvio Pellico, Le
mie prigioni
Scrittore e patriota, Silvio Pellico visse dieci anni in carcere tra Milano,
Venezia e il famigerato Spielberg in Moravia. L'opera è il testamento di questi
anni di carcere, un documento storico che è denuncia politica, ma anche la
storia di un'anima. Un libro che fece scalpore e che continua ad essere di
un'attualità sorprendente.
Giovanni Verga, Storia
di una capinera
Una storia d'amore bellissima che ebbe successo fin dalla sua prima
pubblicazione. È la storia di una novizia, che condannata a diventare suora, si
innamora suo malgrado di un giovane da cui viene ricambiata. Le convenzioni
sociali, la ristretta mentalità costringeranno la protagonista a soffocare la
sua passione. una storia "vera" in cui ha risvolto la grande
descrizione del sentimento d'amore.
Buona lettura e arrivederci al prossimo numero di BOBI!
Molto è cambiato da quando Verne, alla fine dell'Ottocento, scriveva i suoi romanzi "fantascientifici", e molte delle cose da lui sognate sono oggi realtà. Ma le sue storie non hanno per questo perso fascino, anzi. Perché, in fondo, un viaggio in mongolfiera è più eccitante che non in aereo. E la cosa che sorprende di più, nel rileggere oggi queste avventure scritte per i ragazzi, è che risultano piacevolissime anche per i "grandi". Forse perché l'avventura, come l'amore, non ha età ...
Il giro del mondo in
80 giorni
Il metodico e inglesissimo Phileas Fogg scommette con gli amici del suo club che
riuscirà a fare il giro del mondo in 80 giorni (siamo alla fine dell'Ottocento
e non c'era ancora l'aeroplano...). Partito da Londra, accompagnato dal fedele
Passe-partout - e seguito da un poliziotto che è convinto di aver scoperto in
lui lo svaligiatore di una banca - torna, fra mille avventure, dopo 81 giorni:
la scommessa sembrerebbe persa, ma...
Viaggio al centro
della terra
Il ritrovamento del misterioso messaggio cifrato di un antico esploratore
convince il professor Lindebrock, accompagnato dal nipote con la fidanzata e una
guida, a intraprendere un viaggio nelle misteriose profondità della terra alla
scoperta di un mondo sconosciuto agli uomini. Ma in quegli abissi il tempo
sembra essersi fermato e ci si può imbattere in mostri antidiluviani, piante
enormi, mari sconosciuti. Un'avventura che dopo un secolo non ha perso nulla del
suo fascino.
Michele Strogoff
Michele Strogoff, il corriere dello Zar, è la personificazione del coraggio e
della più assoluta devozione, e affronta i più terribili rischi per recapitare
un importante messaggio imperiale. E, tra i rischi, alcuni sono veramente
terribili: come quando Strogoff vien fatto prigioniero dal Ogareff, il ribelle,
e viene accecato con una lama rovente..
César Cascabel
César Cascabel è un girovago francese che, fattosi un bel gruzzoletto in
America, decide di tornare in patria. Ma il gruzzolo gli viene rubato. Rimasto
senza soldi non può fare il viaggio in nave e la fa allora per terra, nella sua
pittoresca "Belle-Roulotte", passando addirittura lo stretto di
Behring! Un viaggio indimenticabile.
Cinque settimane in
pallone
Le cinque settimane sono il tempo impiegato dal dottor Ferguson i suoi compagni
di viaggio per la traversata "aerea" dell'Africa, da Zanzibar al
Senegal, sorvolando la foresta equatoriale, il lago Vittoria e le maestose
cateratte del Nilo. Il primo dei "grandi viaggi" di Verne.
Dalla terra alla lunae
Intorno alla luna
Anticipando i tempi, Verne immagina, in questi due romanzi, il primo viaggio
nello spazio. Chiusi in un "proiettile-navicella" i nostri
"astronauti" vengono "sparati" verso la luna da un
gigantesco cannone, ruotano attorno al satellite osservandone l'affascinante e
spettrale paesaggio, e tornano infine sulla terra. E il fatto che le cose poi,
nella realtà, non siano andate così non toglie nulla alla lettura di questa
fantastica avventura.
Le avventure del
Capitano Hatteras
Un avvincente romanzo ispirato alle imprese polari. Salpato da Liverpool per
piantare la bandiera inglese sul Polo Nord, il capitano Hatteras affronta le più
tragiche avventure: l'ammutinamento dell'equipaggio, il disperato cammino nel
deserto di ghiaccio, il freddo, la fame, la solitudine di un intero inverno,
pagando l'audace impresa con infinite sofferenze, sino ad essere travolto nel
turbine della follia.
Le avventure di
Hector Servadac
Capitano di stato maggiore della guarnigione francese in Algeria, Ettore
Servadac diventa protagonista di una straordinaria avventura interplanetaria:
una cometa, sfiorando la terra, risucchia una piccola parte della sua
superficie, trascinandola con sé negli spazi. Su quella porzione di Terra
volante ci sono appunto il capitano Servadac e altri pochi uomini. La cometa,
nel suo fantastico viaggio, gira attorno al sole e finalmente riporta i nostri
"astronauti" al punto di partenza.
Le tribolazioni di un
cinese in Cina
Una storia ripresa più volta anche dal cinema. Un ricco mandarino cinese, che
tutto ha provato nella vita, alla notizia di essere completamente rovinato,
decide di provare l'ultimo brivido incaricando un sicario (oggi diremmo un
"killer") di ucciderlo senza preavviso. Ma una volta dato l'ordine, la
notizia della rovina economica si rivela fasulla. Il problema adesso è: come
fermare il killer? Un storia ricca di humour e suspense.
E infine la celebre trilogia formata da I
figli del capitano Grant,20.000 leghe sotto i mari,
L'isola misteriosa
Una bottiglia trovata in mare restituisce il messaggio del capitano Grant,
vittima di un naufragio. Lord Glenarvan parte con i figli del capitano nella
speranza di salvare i naufraghi. È l'inizio di una avventura che li conduce fra
i marosi degli oceani, sulla cordigliera delle Ande, nelle boscaglie di
eucalipti dell'Australia, fra i Maori antropofagi. Il capitano Grant, alla fine,
viene tratto in salvo, ma le avventure non sono finite. Nel secondo romanzo, il
celebre 20.000 leghe sotto i mari, i nostri eroi esplorano il mondo degli
abissi, guidati dal misterioso Capitano Nemo. L'ultimo romanzo della trilogia,
sembra, coi suoi prigionieri della guerra di secessione americana che fuggono in
pallone, allontanarsi dalle storie precedenti, ma la ricomparsa di due
personaggi che si credevano scomparsi lega alla fine passato e presente
Buona lettura e arrivederci al prossimo numero di BOBI!
Come vedono le donne, le donne? Come descrivono, le scrittrici, le protagoniste delle loro storie? Cosa fanno loro pensare, cosa fanno loro dire? Ecco dieci titoli, diversissimi fra loro, accumunati dal fatto di essere tutti "femminili"; dieci ritratti che sono anche l'occasione per conoscere meglio dieci scrittrici a vario titolo straordinarie.
Jane Austen, Emma
Come gli altri libri della Asten, Emma rappresenta un capolavoro di
equilibrio tra sentimento e ragione, tra poesia e realtà. E attorno alla
protagonista si muovono gli affari di cuore, le vanità e i piccoli egoismi di
un piccolo paese di provincia, nell'Inghilterra del primo Ottocento. Storie,
quelle della Austen, che sembrano scritte per pochi intimi, e forse è proprio
così: basta rendersi conto che gli "intimi" siamo noi.
Charlotte Bronte, Jane
Eyre
A differenza di Cime tempestose, della sorella Emily, Jane Eyre ebbe
fin dal suo apparire un successo straordinario. È la storia di una povera
orfana che, dopo anni di sofferenze in uno di quei terribili collegi inglesi in
cui l'arte di sopravvivere era la materia più importante da imparare, riesce a
diventare insegnante. Con tale compito viene assunta come istitutrice di una
bambina, figlia naturale del signor Rochester, uomo malinconico e sarcastico.
Affascinato dalla forza di Jane, Rochester se ne innamora, ricambiato. Ma c'è
qualcosa di oscuro in Rochester, qualcosa che sembra provenire dal suo
passato...
Luisa May Alcott, Piccole
donne
Un "classico" della letteratura Nord Americana, che è divenuto un
bestseller per intere generazioni. Sullo sfondo della guerra civile la storia di
quattro fanciulle e della loro madre che da sole affrontano la vita di tutti i
giorni ma soprattutto, la "crescita" materiale e spirituale delle
quattro sorelle. Un libro in cui le protagoniste rappresentano l'affacciarsi
alla vita adulta di ogni adolescente. Il libro ebbe un tale successo che la
stessa autrice decise di scriverne il seguito in Le piccole donne crescono.
George Eliot, Il
mulino sulla Floss
Giudicato ancora oggi come uno dei primi "manifesti" femministi,
l'opera è, almeno in parte, l'autoritratto dell'autrice, Mary Ann Evans che
scelse, per scrivere, lo pseudonimo (maschile!) di George Eliot. E a distanza di
più di secolo dal suo apparire, la figura di Maggie Tulliver, la protagonista,
è ancora emblematico della situazione della donna oggi. Attraverso le vicende
di Maggie, la Eliot afferma, infatti, che per una donna "autentica",
che rifiuti cioè di venir meno a se stessa, non c'è spazio vitale.
Carolina Invernizio, Primo
amore
Gramsci la definì una "onesta gallina" della letteratura. Ma non è
un'accusa, è piuttosto un riconoscimento quasi affettuoso dell'alacrità con
cui Carolina Invernizio (1851-1916) scodellò romanzi su romanzi per le lettrici
più semplici. Storie di orfane, finte morte, fanciulle indifese che lottano per
conquistare l'amato e una buona posizione sociale. Storie che oggi possono far
sorridere ma spiegano molto bene stato e aspettative della donna italiana tra i
due secoli. E comunque, sono sempre narrate con un piglio e una scioltezza che
farebbero comodo a molte giovani scrittrici di oggi.
Neera, Teresa
La piacevole riscoperta di una scrittrice (il cui vero nome è Anna Zuccari,
1846-1918) dimenticata. Teresa è uno dei romanzi più notevole
dell'ultimo ventennio del secolo scorso. Storia di un amore contrastato ma
tenace tanto da resistere al tempo e alle delusioni. E il ritratto che ne esce
è quello di una donna sottomessa dal dovere e dall'assenza di libertà, ma
capace di amare e decidere infine con una forza che contrasta con l'idea della
donna tranquilla e sottomessa borghese.
Sibilla Aleramo, Una
donna
Romanzo autobiografico che rappresenta una delle pagine più belle e
significative della letteratura femminista in Italia, ma che è più di un
semplice "documento", percorso com'è da una forte vena morale e,
insieme, lirica. E rivela anche una scrittrice un po' dimenticata e che merita
invece maggiore attenzione.
Virginia Woolf, La
signora Dalloway
La descrizione di una giornata che è la descrizione di un'intera vita. La
signora Dalloway dà una festa e il libro è la storia di ciò che avviene
durante il giorno, fra parenti e amici. Ma le impressioni fisiche si mescolano a
quelle psicologiche, la realtà alla riflessione, il presente al passato, e
nascono per considerazioni che non valgono per un solo giorno, ma per un'intera
vita.
Dacia Maraini, La
lunga vita di Marianna Ucrìa
La Sicilia della prima metà del Settecento; una grande famiglia palermitana
dalle grandi arroganze e dalle molte miserie; Marianna, una bambina: destinata a
sposarsi ed arricchire di nuovi eredi il casato, o vestire il velo di monaca. Ma
Marianna è sordomuta, e se vuole comunicare con il mondo che la circonda, e nel
quale vuole vivere, deve imparare a esprimersi scrivendo. E dal libro
esce il ritratto di una donna e di un'epoca.
Nina Berberova, L'accompagnatrice
Il legame tra una povera pianista - l'accompagnatrice - e una cantante lirica di
successo, un legame che l'autrice scandaglia con rara finezza psicologica. Un
"piccolo" libro che però ha le movenze e lo stile di un grande
romanzo russo.
Buona lettura e arrivederci al prossimo numero di BOBI!
Caro amico, non dimenticare che questa pagina è
frutto del mio lavoro; perciò se riterrai opportuno servirtene (e ne sarò
lieto) ti chiedo:
- di non usarla a fini di lucro senza il mio permesso;
- di non modificare il testo;
- di citarmi come fonte: Loris Pellegrini, BOBI - Il bollettino
della biblioteca in BISCO
- La pagina del bibliotecario scolastico
In ogni caso ti sarei grato se tu volessi inviarmi una mail per una critica, un
suggerimento o, perché no?, un complimento. Si vive anche di questo... Stai
bene!