Io sono nato a Roma ma la mia famiglia paterna,
MORENO, è originaria di
Sanremo. Mio nonno paterno era medico chirurgo,
aveva lo studio in Via Feraldi 3, in pieno centro di Sanremo. Era noto come "meigo Berasci",
meigo in sanremasco vuol dire medico e Berasci era il soprannome dato alla famiglia, probabilmente per i
capelli riccioluti. Ho iniziato a fare ricerche sui miei avi dopo
aver trovato
tre
estratti di nascita, rilasciati dalla Parrocchia di San Siro a Sanremo, relativi al mio bisnonno, a suo padre e a suo nonno. Ho
preso un foglio di carta a quadretti ed ho cominciato a disegnare
l'albero genealogico
Moreno
a partire dal mio 4° avolo Gio-Batta, sposato con Caterina Robiola. Era la fine
degli anni 70... La mia ricerca si è spesso limitata ad interviste, in modo
informale, con i parenti di Sanremo; ho anche integrato alcuni dati visitando le
tombe Moreno e di altri consanguinei nel cimitero di Sanremo. E per molti anni mi sono limitato alla sola
famiglia Moreno... All'inizio del 2005 ho contattato la Parrocchia di San Siro a
Sanremo, dopo parecchi mesi e notevoli insistenze sono riuscito a risalire al
nome del mio 5° avolo, Giovanni(Joannes) Moreno, sposato con Brigida Massa.

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| Stemmi Dollero e Martin |
Mia mamma
discendeva da una nobile famiglia di Torino, i
DOLLERO. Lo stemma della famiglia Dollero
(a sinistra nella riproduzione qui affianco) è stato unito a quello della famiglia
Martin. Il motto, che inizialmente era "STRENUE UT LILIA
DEFENDAM", è diventato "STRENUE UT LILIA DEFENDAM ET OVEM CRUCEMQUE", con
riferimento alla pecora ed allo stendardo con la croce, raffigurati nello stemma
Martin. Carolina Martin, figlia di Carlo Felice era la moglie del Cav. Giacomo
Dollero, papà del mio bisnonno Tancredi. La famiglia Dollero è oramai
estinta in Italia in quanto sia il nonno Emanuele che i suoi cugini non hanno avuto figli maschi. Il fratello di mio nonno,
Adolfo Dollero,
scrittore e viaggiatore, si era trasferito in America Latina nel 1895. Nel 1898
ha sposato, a Città del Messico, Maria Luisa Paoletti dei Conti di Rodoretto e i
suoi discendenti sono tuttora presenti in Messico, USA e Argentina. A metà
degli anni '90, sono entrato in contatto con uno dei parenti Dollero
d'oltremare che aveva la stessa passione per la genealogia e sono riuscito a
ricostruire la discendenza di Adolfo Dollero. Nel 2006
l'Ing. Domenico Capolongo, ha inserito nel quinto volume della Collana di
Studi Storici
Emigrazione e presenza italiana a Cuba una biografia completa di Adolfo Dollero, risultato di un lavoro
di ricerca sistematico durato un paio d'anni. Ovviamente ne ho tratto vantaggio
anche io ...
Ho pochissime notizie sulla famiglia Olivero, il ramo di mia nonna
paterna, originaria di Caramagna Piemonte, in provincia di Cuneo. Sulla base di un
manoscritto di mio padre, sono
riuscito a trovare il nome dei bisnonni, Francesco Olivero e Giuseppina Casale.
Mia madre raccontava che i Dollero erano imparentati con gli Olivero, Rosalia
Olivero Ved. Cane era la madre di Ernesta Cane sposata Tancredi Dollero, il
padre di Emanule e Adolfo. Secondo una mia probabile ricostruzione Rosalia era
sorella di Francesco, il mio bisnonno. Nel corso del 2010, a seguito della pubblicazioe su Internet dell'Archivio del quotidiano LA Stampa di Torino, ho individuato la data della morte di Rosalia Olivero ved. Cane e successivamente, dal comune di Torino ho ottenuto l'atto di morte contenente il nome dei suoi genitori e del marito. Luigi Olivero è il mio 4° avolo per linea materna ed anche mio trisnonno per linea paterna.
La mamma di mia mamma,
Corinna Drake, era inglese,
anche se era nata a Savona e non è mai stata in Inghilterra. Corinna raccontava di discendere dal famoso pirata
Sir Francis Drake e che
la sua famiglia possedeva una spada ed una coppa d'argento, dono della Regina d'Inghilterra Elisabetta I
al pirata, ma
pare che Sir Francis Drake non abbia avuto figli...
La nonna,
aveva numerosi fratelli e sorelle, ho sentito dire 21, un
manoscritto di mia
mamma ne contava 15, di cui 11 giunti in età adulta. Quattro delle sorelle Drake
si sono sposate in Italia, con italiani: Jane
(1856-1941) ha sposato Giuseppe Sangiorgi nel 1881, Florence
(1857-1939) ha sposato Antonio Riboldi nel 1890 a Milano, Alice (1859-1935) ha sposato
Enea Zuffi e Corinna (1873-1964) ha sposato Emanuele
Dollero nel 1906 a Roma.
Purtroppo non ho mai sfruttato la
memoria storica di mia madre, e tante storie sulla famiglia si sono perse
definitivamente. Non ho potuto che continuare a interrogare in modo sempre meno
strutturato eventuali parenti che mi capitava di incontrare. Curiosando tra le
carte lasciate da mia madre sono riuscito a raccogliere molte informazioni, ma
il ramo Drake è rimasto molto lacunoso. Sono riuscito a risalire solo al nome
dei genitori di mia nonna, James Drake e Jane Moore. Pare che James avesse un
veliero e che girasse il mondo...
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| Stemma dei baronetti Moore |
All'inzio del 2008,
grazie all'aiuto degli amici del forum
Gente di
Mare, sono riuscito a trovare il
certificato di matrimonio di James Drake e Jane Moore e, quindi, a risalire ai
loro padri, Moses Drake e James Adolphus
Moore, quest'ultimo era
nipote di Sir Emanuel Moore, 7°
baronetto di Rosscarbery nella contea di Cork, in Irlanda. A dicembre del 2008, sempre
grazie agli amici del forum Gente di Mare, ho trovato su Ancestry.com un albero
genealogico, redatto da Ian Pace, contenente tutta la discendenza di James
Adolpuhs Moore, inclusi i Drake. Ho aggiunto quindi dei rami collaterali ed ho
anche potuto integrare informazioni sui Drake! A settembre del 2009 sono
riuscito a contattare Ian Pace che è discendente di Anna Maria Luisa Moore,
figlia di James Adolphus e sorella di Jane Moore, mamma della mia nonna materna
Corinna Drake. Ho potuto aggiungere molte foto e documenti della famiglia.
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| Stemma Boyle |
Consultando, su Internet, alcuni libri antichi sulla nobiltà inglese, ho scoperto che il 1° baronetto
Moore, Sir Emanuel, aveva sposato Martha Hull figlia di Sir William e di Jane
Boyle,
discendente da una nobile famiglia il cui capostipite, Lodowick era vissuto all'epoca di Enrico III di Inghilterra. Lodowick Boyle è mio 19° avolo!
La famiglia di mia moglie, Licia
MARTINUZZI, era
originaria di
Tricesimo, in
provincia di Udine. Le prime tracce del nome si trovano nel millequattrocento:
-
anno 1424
Martinucio quondam Zuanitto
di Tricesimo,
-
anno 1450 (da documento scritto in friulano)
mestri Jacum di Martinuç di Tricesimo.
Secondo ricerche d’archivio a cura di Giovanni Fantini (autore, assieme ad Ennio Costantini, del libro "I cognomi del Friuli"):
- anno 1456 – Iacomo Martinuz di Tricesimo
- anno 1534, 6 maggio – m.° Alessandro Martinuzzi calzolaio, figlio di m.° Cristoforo q. Giacomo di Tricesimo, sposa Mara figlia di m.° Pietro de Marcon q. Maino abitante in Adorgnano: dote di ducati 100 e il padre gli dà la sua parte, tra cui una casa posta avanti alla chiesa di Santa Maria di Tricesimo
- anno 1546 – divisione tra Alessandro, Antonio, Picin, Menico e Giuseppe fratelli q. Cristoforo Martinuzzi di Tricesimo
- anno 1575 – Giovanni Martinuzzi di Tricesimo, erede del q. Cristoforo Martinuzzi
- anno 1584 – Pietro Martinuz di Tricesimo
- anno 1605 – ser Petri Martinuccij de Tricesimo
- anno 1630 – Francesco Martinuzzo detto lo Piccinutto, di Tricesimo
La costruzione dell'albero genealogico iniziale della famiglia Martinuzzi
è stata facilitata dal reperimento fra le carte di mio suocero di un suo
manoscritto con la trascrizione di un
albero genealogico redatto proprio da sua zia Giuseppina, contenente sul
retro del foglio la storia iniziale della famiglia,
"Nostro nonno (Giovanni
Pietro [1807-1895] - ndr) diceva che circa 300 anni prima era giunto da
Tricesimo il primo Martinuzzi, che facevo lo scalpellino o forse il muratore,
perché lui o suo figlio costruirono forse una sola parte dell'ala della casa di
Albona..." . Secondo quest'albero il capostipite era Lorenzo
Martinuzzi, nato attorno al 1650 e sposato con Maddalena. Successive ricerche
portate avanti da Alberto Martinuzzi, hanno permesso di individuare sia il padre
di Lorenzo, Bernardino (1610-1674), sposato con Sabbata, che suo nonno Francesco
(1575-1645). Lorenzo ebbe numerosi figli, fra quasti Benardino e Carlo si
dedicarono all'archirtettura, in particolare Carlo si trasferì a Lubiana dove si
possono tuttora vedere numerose sue opere. Alla fine del 1600
Giuseppe
(Iseppo o Gioseffo) Martinuzzi,
scalpellino, si trasferì ad
Albona, in Istria, che allora faceva parte della Repubblica di Venezia.
Giuseppe si sposò in Albona, con Zuanna Bersezan da cui ebbe 7 figli e cominciò a costruire la
casa in cui, nel 1844,
nacque
Giuseppina Martinuzzi, educatrice e scrittrice. La casa è ancora esistente ed
è visibile la
targa in ricordo di
Giuseppina Martinuzzi. Mio suocero era una persona molto ordinata e fra le
sue carte ho trovato molti documenti utili all'arricchimento dell'albero. Un
grossissimo contributo lo ho successivamente ricevuto da Alberto Martinuzzi e da
Giorgio Marsan.
A giugno 2012 "The Church of Jesus Christ of Latter-day Saints" (Mormoni) ha messo in linea sul proprio sito internet
FamilySearch moltissimi documenti fotografati dai registri Parrocchiali in Croazia. Questo mi ha permesso di arricchire ulteriormente l'albero e approfondire la storia
dei Martinuzzi in Albona. Nessuno dei figli di Lorenzo Martinuzzi risulta nato in Albona. Il più antico documento, in mio possesso, contenente il cognome Martinuzzi (o Martinucci/Martinuci) è
l'atto di matrimonio di
Gioseffo Martinuzzi con Zuanna Bersezan, datato 15 marzo 1700.
Anche
la famiglia BARTOLI, questo è il cognome della mamma di mia moglie, era istriana,
originaria di Rovigno e trasferitasi ad Albona forse all'inizio del 1800. Matteo Bartoli nato a Rovigno
nel 1756, la moglie Vincenza Brunelli (n. 1761) ed il figlio
Matteo (n. 1795), anch'essi nati a Rovigno, risultano tutti dcedeuti
ad Albona, dove Matteo, nel 1839, si è sposato con Giacoma Manzoni di antica famiglia
albonese. Le informazioni su questo ramo della famiglia erano inizialmente basate su una lunga chiacchierata con lo Zio Enzo, il
fratello di mia suocera, a settembre 2012, dopo la pubblicazione da parte di FamilySearch dei registri parrocchiali
dell'Istria, è stato possibile convalidarle ed integrale
ulteriormente. Un prozio di Licia era
Matteo
Giulio Bartoli, insigne linguista e glottologo, professore di storia comparativa delle lingue classiche e neo-latine all'università
di Pisa e poi a Torino, uno dei massimi esperti sui
dialetti dalmatici e istriani.