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mi chiamo Livio Moreno e questo sito contiene una sintesi delle ricerche genealogiche che ho svolto, da dilettante, prima sulla mia famiglia, Moreno Dollero e successivamente anche su quella di mia moglie, Martinuzzi Bartoli. Le informazioni riportate in questo sito sono relative a 1199 persone e 460 famiglie in 24 generazioni . I miei antenati diretti sono 94 di cui 38 capostipiti, quelli di mia moglie 24 e 11 capostipiti. A giugno 2009 avevo informazioni su 874 persone e 346 famiglie, i miei antenati diretti conosciuti erano 43 e 7 capostipiti. Per motivi di riservatezza, ho omesso di inserire i dettagli relativi a persone che sono attualmente in vita ma ho comunque riportato i loro nomi.

Moreno Dollero

Foto di Sanremo
Io sono nato a Roma ma la mia famiglia paterna, MORENO, è originaria di Sanremo. Mio nonno paterno era medico chirurgo, aveva lo studio in Via Feraldi 3, in pieno centro di Sanremo. Era noto come "meigo Berasci", meigo in sanremasco vuol dire medico e Berasci era il soprannome dato alla famiglia, probabilmente per i capelli riccioluti. Ho iniziato a fare ricerche sui miei avi dopo aver trovato tre estratti di nascita, rilasciati dalla Parrocchia di San Siro a Sanremo, relativi al mio bisnonno, a suo padre e a suo nonno. Ho preso un foglio di carta a quadretti ed ho cominciato a disegnare l'albero genealogico Moreno a partire dal mio 4° avolo Gio-Batta, sposato con Caterina Robiola. Era la fine degli anni 70... La mia ricerca si è spesso limitata ad interviste, in modo informale, con i parenti di Sanremo; ho anche integrato alcuni dati visitando le tombe Moreno e di altri consanguinei nel cimitero di Sanremo. E per molti anni mi sono limitato alla sola famiglia Moreno... All'inizio del 2005 ho contattato la Parrocchia di San Siro a Sanremo, dopo parecchi mesi e notevoli insistenze sono riuscito a risalire al nome del mio 5° avolo, Giovanni(Joannes) Moreno, sposato con Brigida Massa.

Stemmi Dollero e Martin
Mia mamma discendeva da una nobile famiglia di Torino, i DOLLERO. Lo stemma della famiglia Dollero (a sinistra nella riproduzione qui affianco) è stato unito a quello della famiglia Martin. Il motto, che inizialmente era "STRENUE UT LILIA DEFENDAM", è diventato "STRENUE UT LILIA DEFENDAM ET OVEM CRUCEMQUE", con riferimento alla pecora ed allo stendardo con la croce, raffigurati nello stemma Martin. Carolina Martin, figlia di Carlo Felice era la moglie del Cav. Giacomo Dollero, papà del mio bisnonno Tancredi. La famiglia Dollero è oramai estinta in Italia in quanto sia il nonno Emanuele che i suoi cugini non hanno avuto figli maschi. Il fratello di mio nonno, Adolfo Dollero, scrittore e viaggiatore, si era trasferito in America Latina nel 1895. Nel 1898 ha sposato, a Città del Messico, Maria Luisa Paoletti dei Conti di Rodoretto e i suoi discendenti sono  tuttora presenti in Messico, USA e Argentina. A metà degli anni '90, sono entrato in contatto con uno dei parenti Dollero d'oltremare che aveva la stessa passione per la genealogia e sono riuscito a ricostruire la discendenza di Adolfo Dollero. Nel 2006 l'Ing. Domenico Capolongo, ha inserito nel quinto volume della Collana di Studi Storici Emigrazione e presenza italiana a Cuba una biografia completa di Adolfo Dollero, risultato di un lavoro di ricerca sistematico durato un paio d'anni. Ovviamente ne ho tratto vantaggio anche io ...

Ho pochissime notizie sulla famiglia Olivero, il ramo di mia nonna paterna. Sulla base di un manoscritto di mio padre, sono riuscito a trovare il nome dei bisnonni, Francesco Olivero e Giuseppina Casale. Mia madre raccontava che i Dollero erano imparentati con gli Olivero, Rosalia Olivero Ved. Cane era la madre di Ernesta Cane sposata Tancredi Dollero, il padre di Emanule e Adolfo. Secondo una mia probabile ricostruzione Rosalia era sorella di Francesco, il mio bisnonno. Nel corso del 2010, a seguito della pubblicazioe su Internet dell'Archivio del quotidiano LA Stampa di Torino, ho individuato la data della morte di Rosalia Olivero ved. Cane e successivamente, dal comune di Torino ho ottenuto l'atto di morte contenente il nome dei suoi genitori e del marito. Luigi Olivero è il mio 4° avolo per linea materna ed anche mio trisnonno per linea paterna.

La mamma di mia mamma, Corinna Drake, era inglese, anche se era nata a Savona e non è mai stata in Inghilterra. Corinna raccontava di discendere dal famoso pirata Sir Francis Drake e che la sua famiglia possedeva una spada ed una coppa d'argento, dono della Regina d'Inghilterra Elisabetta I al pirata, ma pare che Sir Francis Drake non abbia avuto figli... La nonna, aveva numerosi fratelli e sorelle, ho sentito dire 21, un manoscritto di mia mamma ne contava 15, di cui 13 giunti in età adulta. Quattro delle sorelle Drake si sono sposate in Italia, con italiani: Jane (1856-1941) ha sposato Giuseppe Sangiorgi nel 1881, Florence (1857-1939) ha sposato Antonio Riboldi nel 1890 a Milano, Alice (1859-1935) ha sposato Enea Zuffi e Corinna (1873-1964) ha sposato Emanuele Dollero nel 1906 a Roma.
Purtroppo non ho mai sfruttato la memoria storica di mia madre, e tante storie sulla famiglia si sono perse definitivamente. Non ho potuto che continuare a interrogare in modo sempre meno strutturato eventuali parenti che mi capitava di incontrare. Curiosando tra le carte lasciate da mia madre sono riuscito a raccogliere molte informazioni, ma il ramo Drake è rimasto molto lacunoso. Sono riuscito a risalire solo al nome dei genitori di mia nonna, James Drake e Jane Moore. Pare che James avesse un veliero e che girasse il mondo...

Stemma dei baronetti Moore
All'inzio del 2008, grazie all'aiuto degli amici del forum Gente di Mare, sono riuscito a trovare il certificato di matrimonio di James Drake e Jane Moore e, quindi, a risalire ai loro padri, Moses Drake e James Adolphus Moore, quest'ultimo era nipote di Sir Emanuel Moore, 7° baronetto di Rosscarbery nella contea di Cork, in Irlanda. A dicembre del 2008, sempre grazie agli amici del forum Gente di Mare, ho trovato su Ancestry.com un albero genealogico, redatto da Ian Pace, contenente tutta la discendenza di James Adolpuhs Moore, inclusi i Drake. Ho aggiunto quindi dei rami collaterali ed ho anche potuto integrare informazioni sui Drake! A settembre del 2009 sono riuscito a contattare Ian Pace che è discendente di Anna Maria Luisa Moore, figlia di James Adolphus e sorella di Jane Moore, mamma della mia nonna materna Corinna Drake. Ho potuto aggiungere molte foto e documenti della famiglia.
Stemma Boyle

Consultando, su Internet, alcuni libri antichi sulla nobiltà inglese, ho scoperto che il 1° baronetto Moore, Sir Emanuel, aveva sposato Martha Hull figlia di Sir William e di Jane Boyle, discendente da una nobile famiglia il cui capostipite, Lodowick era vissuto all'epoca di Enrico III di Inghilterra. Lodowick Boyle è mio 19° avolo!

Martinuzzi Bartoli

La famiglia di mia moglie, Licia MARTINUZZI, era originaria di Tricesimo, in provincia di Udine. Le prime tracce del nome si trovano nel millequattrocento:
- anno 1424 Martinucio quondam Zuanitto di Tricesimo,
- anno 1450 (da documento scritto in friulano) mestri Jacum di Martinuç di Tricesimo.
Secondo ricerche d’archivio a cura di Giovanni Fantini (autore, assieme ad Ennio Costantini, del libro "I cognomi del Friuli"):
- anno 1456 – Iacomo Martinuz di Tricesimo
- anno 1534, 6 maggio – m.° Alessandro Martinuzzi calzolaio, figlio di m.° Cristoforo q. Giacomo di Tricesimo, sposa Mara figlia di m.° Pietro de Marcon q. Maino abitante in Adorgnano: dote di ducati 100 e il padre gli dà la sua parte, tra cui una casa posta avanti alla chiesa di Santa Maria di Tricesimo
- anno 1546 – divisione tra Alessandro, Antonio, Picin, Menico e Giuseppe fratelli q. Cristoforo Martinuzzi di Tricesimo
- anno 1575 – Giovanni Martinuzzi di Tricesimo, erede del q. Cristoforo Martinuzzi
- anno 1584 – Pietro Martinuz di Tricesimo
- anno 1605 – ser Petri Martinuccij de Tricesimo
- anno 1630 – Francesco Martinuzzo detto lo Piccinutto, di Tricesimo
La costruzione dell'albero genealogico iniziale della famiglia Martinuzzi è stata facilitata dal reperimento fra le carte di mio suocero di un suo manoscritto con la trascrizione di un albero genealogico redatto proprio da sua zia Giuseppina, contenente sul retro del foglio la storia iniziale della famiglia, "Nostro nonno (Giovanni Pietro [1807-1895] - ndr) diceva che circa 300 anni prima era giunto da Tricesimo il primo Martinuzzi, che facevo lo scalpellino o forse il muratore, perché lui o suo figlio costruirono forse una sola parte dell'ala della casa di Albona.... Nel XVII secolo Lorenzo Martinuzzi, scalpellino, si trasferì ad Albona, in Istria, che allora faceva parte della Repubblica di Venezia. Lorenzo cominciò a costruire la casa  in cui, nel 1844, nacque Giuseppina Martinuzzi, educatrice e scrittrice. La casa è ancora esistente ed è visibile la targa in ricordo di Giuseppina Martinuzzi. Mio suocero era una persona molto ordinata e fra le sue carte ho trovato molti documenti utili all'arricchimento dell'albero. Un grossissimo contributo lo ho successivamente ricevuto da Alberto Martinuzzi e da Giorgio Marsan.

Anche la famiglia BARTOLI, questo è il cognome della mamma di mia moglie, era istriana, Matteo Bartoli era nato a Rovigno nel 1815, ma poi la famiglia si era spostata ad Albona. Le informazioni su questo ramo della famiglia sono abbastanza limitate e sono il risultato di una lunga chiacchierata con lo Zio Enzo, il fratello di mia suocera. Un prozio di Licia era Matteo Giulio Bartoli, insigne linguista e glottologo, professore di storia comparativa delle lingue classiche e neo-latine all'università di Pisa e poi a Torino, uno dei massimi esperti sui dialetti dalmatici e istriani.