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                            Poesie

 
Non esitate a contattarmi per ogni chiarimento si dovesse rendere necessario.

POESIE DI LIBERO LEVI

Mio padre, Libero, è un uomo anziano, ma giovanissimo nel cuore e nella mente.
Sono certo che queste sue poesie vi piaceranno (non c'entra nulla con questo hobby, ma ho voluto fargli un dovuto omaggio).
Nubi Sogno utopico? Creature canterine

In cielo nubi a pecorelle
si rincorron senza posa.
Sembrano donzelle
danzanti vestite di rosa.
Ma saran proprio quelle
foriere di temporale imminente.
Esso verserà pioggia a catinelle
sulla terra ardente.
Poi fuggiranno via leggere
come tante pazzerelle.
Non più nubi dense e nere,
ma bianche pecorelle.

Le foglie, mosse da un vento leggero,
d’un olmo gigante d’innanzi al maniero,
rinfrescan l’aria con la loro ombra
ed io riposo con la mente sgombra,
cullato dal canto delle cicale.
M’addormento, e sogno un mondo irreale:
inesistenti guerre, dolori e pene,
sembrano tutti volersi bene.
Hanno la pelle di diverso colore,
ma cantano assieme inni all’amore,
stretti, uniti in fratellanza.
Mi sveglio con la più viva speranza
che un mondo così sia esso reale.
Ne siam certe, m’assicuran le cicale.

Questa è musica che mi piace ascoltare:
all’alba gli uccelli incominciano a cantare,
poi le cicale, celate fra i rami,
inviano alti i loro richiami.
Le cicale tacciono all’imbrunire,
incominciano i grilli a farsi sentire,
continuano senza più sosta
a farsi, in musica, domanda e risposta.
O creature, con sol poche note
rallegrate orchestrando il giorno e la notte.

Rinascita Passeggiata in primavera La genzianella

Quando s’avvicina l’inverno
il vento stacca le foglie,
ancor vestite di sole,
dal ramo materno.
Attende l’albero spoglio
la primavera ambita
che giunga a rinnovare
il ciclo della vita.

Sui pini vedo i germogli
rosei, come candeline
natalizie. Sugli scogli
spruzzan bianche goccioline.
Un gabbiano dalla vista acuta
segue un pesciolin fugace.
Batte l’ali e mi saluta:
“Tu che cerchi?”, dice. “Pace
- rispondo - bella creatura,
essa è qui nella natura.

Infondi tanta tenerezza,
tu genzianella, umile fiore.
Permetti? solo una carezza
per darti un poco di calore,
ché la rugiada ancor ti bagna
e sono freddi corolla e stelo.
Piccolo fiore di montagna,
sol ti sfioro, goccia di cielo.
Or ti illumina il primo raggio,
or sei tu che mi dai coraggio.