IL SITO E' DEDICATO AD ANTONIO SERRA, ECONOMISTA DEL '600 E AL SUO: "BREVE TRATTATO DELLE CAUSE CHE POSSONO FAR ABBONDARE LI REGNI D'ORO E D'ARGENTO DOVE NON SONO MINIERE CON APPLICAZIONE AL REGNO DI NAPOLI", SCRITTO DALLE CARCERI DELLA VICARIA DI NAPOLI NEL 1613.
DAL 2 APRILE 2010 IL SITO SI OCCUPA ANCHE DI FRANCESCO SAVERIO SALFI CON IL LIBRO: "I TEMPLARI".
(Copyright: Leonardo Granata: 2007/2011).
Il Dipinto raffigura Antonio Serra dalle carceri della Vicarìa di Napoli.
E' firmato dal Pittore Rocco Lotufo in data 1867.
Misura cm 108 x cm 160 e si trova nella Stanza Presidenziale della Camera di Commercio di Cosenza.
SERRA MERIDIONALISTA INCONSAPEVOLE

Davvero strano e per certi versi allettante il titolo scelto da Leonardo Granata nel dare alle stampe, presso l'Editore Santelli, l'edizione anastatica del: "Breve Trattato delle cause che possono far abbondare li Regni d'oro e d'argento dove non sono miniere, con applicazione al Regno di Napoli, di Antonio Serra calabrese".
Granata, riprendendo usi tipici della trattatistica cinque-seicentesca ,spedisce nel titolo da lui scelto la tesi di fondo del suo studio sul grande Studioso Cosentino: "Antonio Serra economista e meridionalista inconsapevole e il suo Breve Trattato in stampa anastatica".
Che Serra sia stato tra i primi studiosi dei fenomeni economici dell'età moderna è tesi accettata dalla teoria economica fin dal secolo scorso e sono assai noti i tentativi di accreditarlo quale anticipatore del "mercantilismo" e quelli di segno opposto di vederlo come anticipatore della "fisiocrazia" e del "liberoscambismo" settecentesco.
Le indagini sulle sue sottili analisi macro e micro economiche (per usare terminologie allora anacrostiche) sono tuttavia campo di intervento per specialisti non tanto, come si può pensare e credere, dell'analisi economica, quanto più opportunamente degli storici economici, a cui tocca il compito di valutare la compatibilità delle sue teorie con i meccanismi di funzionamento dei sistemi economici dell'antico regime.
Non casualmente, superate le polemiche sulla posizione del Serra nel pensiero economico, è toccato a storici dell'economia moderna come Luigi De Rosa offrire un contributo di studi di notevole spessore sul valore della posizione scientifica del Serra nel dibattito economico a lui contemporaneo.
Non ha torto quindi Granata nell'intuire il carattere inconsapevole del meridionalismo di Serra. Nel senso che l'Economista Cosentino non si rese conto a sufficienza delle ragioni che portavano il Mezzogiorno, agli inizi del seicento, in una condizione di arretratezza rispetto al resto della penisola italiana. Si rifletta ad esempio su uno dei brani più famosi del suo "Breve Trattato" in cui disserta sulla "qualità della gente", condizione che si ha "quando gli abitatori del paese sono di natura industriosi, o diligenti e d'invenzioni che non solo trafficano nel medesimo loro paese ma fuori, e discorrono dove e in che modo possono applicare le loro industrie, per le quali senza dubbio abbonderà le città d'oro e d'argento, poiché non solo caveranno denari dalle industrie che si possono fare nel paese proprio, ma da quelle che si possono fare nel paese d'altri".
Serra, naturalmente, indica tra i popoli italiani dotati di questo "accidente", in primo luogo i Genovesi, poi i Fiorentini e i Veneziani.
Quanto a Napoli il suo giudizio è scontato: "la città di Napoli sarà quella insieme col suo regno, dove il predetto accidente non si ritrova ma vi è tutto il contrario, poiché gli abitatori del paese sono tanto poco industriosi che non trafficano fuori del loro paese..., né fanno le industrie del paese loro stesso, e in quello vengono a farle gli abitatori d'altri luogo.
Davvero strano che il dotatissimo Intellettuale Cosentino non si sia reso conto che quelle "qualità della gente" proprio non erano mancate ai Meridionali nel corso del secolo precedente, da poco concluso, tanto da portarli sulla soglia, non superata tuttavia, dello sviluppo economico e che i dotatissimi Genovesi, Fiorentini e Veneziani, erano anche loro sulla soglia dell'arretratezza economica, dopo secolo di splendore e di primato economico a livello europeo.
Peccato che Granata non abbia insistito su una lettura più storica e meno teorica dell'opera del Serra, da consegnare a un dibattito quanto mai attuale sui tempi dello sviluppo, come su quelli del sottosviluppo.
(Prof. Fausto Cozzetto).
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