Mentre viene pubblicato il nuovo Maisie (recensione in questo numero), continua il viaggio nei colori della messinese Snowdonia con un disco come questo dei Tottemo Godzilla Riders, formazione italo-japanese di Nicola Mazzocca e Tae Tokui. Un lavoro al solito, come da tradizione snowdoniana, che non segue altra ispirazione se non le proprie ossessioni, i propri mondi fantastici. Nello specifico è come se la musica riflettesse le immagini ipnagogiche di un cartone animato che sta andando a dormire. Rapidi flash che impazzano simpatici da un emisfero cerebrale all'altro. Satie che scandisce il tempo in una riunione ai piani alti della yakuza. I My Bloody Valentine senza strumenti, in un avamposto ferroviario. Orchestre glitch-maniache tra video-games senza vita e CD incantati. Il banchetto degli dei, e tanti di gomma. Pensieri pop e rischi disco, lambrette sordinate e sgusciate uffagoers. Tuorli cremosissimi, lovolandie sfocate, e Yellow Train che ostenta una bellezza indecifrabile. Tutto in una freschezza sgorgante, trasparente, rigogliosa. Tutto rarefatto e gentile. "Niente, è solo una farfallina. Niente ci fa. Lei vola. Guarda come gira. Ora è attorno alla luce. Ma i pipistrelli sono buoni. La farfalla è cattiva. I pipistrelli sono fetusi. Guardala. Impazzisce attorno alla luce. Ora brucia". (8)
Christian Zingales - Blow Up
Here are some reviews of our CD. They are all in italian, sorry, soon will be available an english translation.
Enjoy!
Alessandro "ALes" Mattiuzzo - Musicboom
Sergio Eletto - Kathodik
Un disco piacevole.
Può essere tutto quello che chiedete… o quello che si ottiene, più semplicemente.
Non vi perdete.Chiedere è lecito. Son qui per questo.Avanti, cosa vorreste?
Vi piacerebbe immergervi in una sauna caldissima e deliziosamente desolata, un take-away colmo di gente ma nel quale, stranamente, ognuno sembra avere la propria parte di spazio, aria densa di odori carichi e delicati, tv afflitte da cambiatori di canale con una strana poesia nelle vene, sale giochi nelle quali risuona la storia di centinaia di flippers, oasi verde marziano nelle quali ascoltare i propri passi risuonare?
Anche a me.
Non vorrei passare per uno spacciatore di surrogati ma… immagino vi starete chiedendo cosa c’entri questo con il cd dei dei Tottemo Godzilla Riders (Nicola Mazzocca e Tae Tokui). Semplicemente questo è l’environment-immaginario che mi fanno apparire di fronte, senza nessuna forzatura, uno (Nicola) mettendo del suo da Caserta, l’altra (Tae) regalandoci cartoline sonore dal Giappone. Il tutto mirabilmente frullato-unito con gli altri progetti di Nicola Soundish e Klippa Kloppa nei quali si affianca ad altri musicisti collaboratori senza tradire lo spirito dell’opera.Un piano figlio della migliore panoramica di Hana Bi (Joe Hisaishi), macchine da scrivere, oggettini, synth old fashioned, strumenti tradizionali e non, chitarre corposamente acustiche carezzate e percosse, saltelli rotondi alla ratti di marte, miagoliii, squittii, voci suadenti e un senso pervasivo di gioia agrodolce.Fattezze italiasian (?) potremmo azzardare (rubacchiando e mediando da terminologia di collezionisti di manga, videogames e oriental POP objects in genere), ci deliziano per un cd zeppo di intuizioni, giochetti, e pop songs istantanee.Uno spirito giocoso carino (kawaaaaiiiii!) ma minuziosamente tratteggiato, tanto da farci sospettare che sia adulto (Princess Mononoke cristallizza abbastanza in effetti. Dice qualcosa a voi? Spero di si!) pervade l’intero lavoro e alla fine anche noi.
Delizioso.
Però, aspettate un attimo…
Ma dove sono finite le mie cassette di Lamù?
Mmmmhh…
Jeeg Robot d’acciaio? Hihihi, ma si… buonanotte.
Luca Confusione - Evol
Dopo diversi mesi di latitanza ecco che l’etichetta Snowdonia ritorna sulle scene con un programma serrato di uscite che si prospettano di sicuro interesse per gli appassionati delle bizzarrie strumentali, nonché per gli amanti della goliardia in musica. Niente sembra essere cambiato rispetto al passato come dimostrano i primi episodi di questa serie, il nuovo lavoro dei Maisie, di cui potete leggere la recensione in altre parti della rivista, e quello dei Tottemo Godzilla Riders (uhm, chissà dove va l’accento…) di cui ci occupiamo in questa sede.
In realtà il cd si divide in tre parti nelle quali il minimo comun denominatore è la presenza costante di Nicola Mazzocca, principale compositore ed esecutore di tutto il materiale. Nella prima parte Mazzocca è affiancato dalla giapponese Tae Tokui - con la quale fa coppia anche nella vita - e che imprime alle composizioni il piglio tipico della sua terra d’origine. Così mentre i brani strumentali spaziano per i lidi più esotici del panorama post-rock, dalle sinfonie country di David Grubbs (“Onaka Ga Suita”), al pianoforte echeggiante Satie (“Godzilla ga kita!!”), i brani cantati ricordano soprattutto l’estro scanzonato delle voci femminili di Pizzicato Five o di OOIOO. Il punto di arrivo di questa ricerca è “Mosura”, eccellente esempio di come sia possibile tracciare un parallelo tra due culture, in questo caso l’asse è nippo-casertano, e aggiornarne i risvolti folkloristici alle sonorità elettroniche.
La seconda parte del cd è accreditata al solo Mazzocca, mentre la terza vede il nostro assecondato da una serie di musicisti coi quali forma un vero e proprio ensemble. La differenza tra i due approcci è che nel primo caso prevalgono le composizioni studiate, nel secondo prende il sopravvento l’improvvisazione d’insieme. In ogni caso si tratta di brani strumentali genericamente riconducibili alla new age e molto vicini per spirito alla tradizione progressiva. Gli appassionati di questi generi troveranno sicuramente materiale interessante, ma personalmente mi sembra che a parte qualche pregevole episodio (su tutti “Harmony concepts”) alla fine prevalga la ridondanza. Di sicuro una scrematura di 10-15 minuti non avrebbe che giovato alla riuscita finale del cd.
Massimilano Osini - Rockit
Solo la Snowdonia poteva dar voce al duo nippo-casertano dei TottemoGodzilla Riders ed alle sue sbalorditive invenzioni in stile home-recording. Un album dove vengono presentati tre progetti riconducibili ad un'unica idea comune, ma la cui partenza è affidata a Nicola Mazzocca e Tae Tokui,intestatari del disco nonché straordinari inventori di melodie rette sul filo della dolcissima voce della giapponese e delle luccicanti musiche del suo compagno. Brani spesso semplici - all'apparenza più vicini alle nenie popolari che alla musica bislacca dei colleghi di etichetta - e dotati di una sorprendente capacità di imprimersi nella memoria dell'ascoltatore. Si rimane spiazzati da un'attitudine così sincera nel proporsi al pubblico, ma anche affascinati dall'uso del giapponese (quanta contaminazione ci sarà nelloro linguaggio?) e perfino dai miagolii e pigolii nella penombra creata da 'Più'. Una fiaba moderna che si distende lungo otto tracce per poi far spazio ai piccoli acquerelli realizzati con tastiere e chitarra dal solo Mazzocca (sotto le mentite spoglie del moniker Soundish). La mancanza del cantato si fa sentire ed i brani perdono un po' di smalto pur riservando momenti interessanti, come nella leggera e disinvolta 'Harmony Concepts'. Al compositore casertano, infine, si affiancano Di Gennaro, Fusco e Diglio,realizzando melodie dagli accostamenti più fantasiosi. I Klippa Kloppa si mostrano estrosi in 'Concrete Spell', preparano sbilenche riflessioni poetiche in 'And What About The Dog?', si dilettano con le prese in giro electroniche di 'Sweet Girl' e accecano con le lucentezze spietatamente pop di 'Yellow Train'. Un disco che allieta il cuore.
Michele Casella - Neural
Semplici melodie, abili ad accoglierti senza alcuna presunzione. Introdotti dalla pacata (ma incessante) “Shiba-inu”, Nicola e Tae sfogliano un libro dai mille colori, con immagini variegate, luminose e dolcemente deviate. A tratti sembra di essere all’interno di una colonna sonora da cartone animato (“Ka Kirai”), in altri istanti incontriamo una fresca quiete, non distante da ipotetici Stereolab trapiantati a Messina, pronta a lasciare improvvisamente spazio alla grezza elettricità di una “Godzilla Ka Kita!” sempre circondata, in sottofondo, da un istinto giocoso ancor più affascinante perché in apparenza fuori luogo. Nell’essenza reale, e non in quella creata da valori esterni e spesso decisi a tavolino, ogni minimo bozzetto è un dipinto compiuto, con tinte oggi rare e poco canoniche. Sono brani distanti dalla solita forma canzone, ma volendo ancora più accessibili, sia che dominino gli strumenti più classici sia che risaltino le macchine. “Snoopy is around the corner” è lo-fi indietronico asiatico, “The Chiller Man Song “ una filastrocca da cantare ogni pomeriggio primaverile in cui si riesce solo a sorridere, “Ai-chan, Momo-chan, Ryu” un intreccio pianistico che potremmo vivere con fidanzate varie, “Franco e Ciccio nel Far West” è un (purtroppo brevissimo) festoso miscuglio di suoni per esseri umani disposti ancora all’illusione infantile.
La solita semplicità fantasiosa delle località Snowdonia. Volete giocare? Fatelo con i Tottemo Godzilla Riders. I pentimenti sono esclusi.
Marco Delsoldato - Kronic
The first time I met Nicola Mazzocca I thought he was a rock critic. He knew more bands than I did. He could write better than me. He was funnier and taller than me (although not as stylish). So I instinctively hated the guy. Until he told me he had a band.Tottemo Godzilla Riders is that band, and only one of many projects of Nicola, a true renaissance man whose many musical interests have a thing in common: he tries to make the unlistenable listenable, a at which he has an almost supernatural talent.Basically, he takes avant-garde structures and concrete music, fills it with hooks, pop jingles, drones, and the odd refrain, then shakes everything until his arm hurts. What comes out of the mixer is avant-garde disguised as a cute and fluffy bear.On Tottemo he is joined by Tae, a Japanese girl from Matsuyama (I wrote she was from Osaka last month, and the girl is obviously mad at me, since Osaka is apparently known for exporting Japanese Mafia worldwide. She's right of course, but how was I supposed to know? It's not because I'm Italian that I should be a mob expert, although my car is covered in Mafia stickers and I write the word with a capital M out of respect. Please forgive, I'm a wreck at geography anyway) and a real driving force behind Tottemo: her gentle voice suits perfectly the musical textures of Nicola, opening them to endless possibilities. Acoustic guitars, keyboards and traditional Japanese instruments merge with her playful vocals in what is best described, in the band's own words, as "simple-naive-happy-strange-music for the relax of your ears". And indeed J-pop, improvisation, fingerpickin' and videogame music take turns in entertaining the listener in a series of unchiseled yet gentle diamonds that explore the outer boundaries of pop music. And while things appear never to get any serious, the songs are always able to convey emotion in the most effortless way. It's the triumph of creativity over technology.Tottemo Godzilla Riders have a CD coming out from the Snowdonia label. It's not only about Tottemo, though their eight songs are obviously the main course. As a bonus you'll also find a solo project by Nicola (Soundish, a smart experiment in folk music, electronics, pop, jazz and the lot) and a bunch of precious songs recorded with his old band Klippa Klokka, alongside with Marco di Gennaro (voice, guitar, keyboards), Sisto Fusco (voice, electronics) and Giangiacomo Diglio (electronics).Just how good is this album? Let me put it this way: from the moment you put it on your CD player, it will not accept anything less than unconditioned love. I don't even want to think what would this man do with a real studio at his disposal. He'd probably write a symphony to god.
Salvatore Patti - Diskant
Hey! Questi hanno le palle di andare contro tutto e tutti! Volete provare un’emozione forte? Sparatevi questo cd in cuffia e chiedetevi “Ma è possibile? Che cazzo di roba è?!?”.
Da urlo, come sempre, l’artwork e l’intera veste grafica del cd.
Fatevi un giro su http://snowdonia.interfree.it e non rimarrete delusi!
Dj Tiki - Alternatizine
Dietro a questi curiosi moniker si nascondono tre progetti del musicista casertano Nicola Mazzocca, una raccolta di brani accomunati da una squisita ricerca tra oriente e occidente. Il primo vede la partecipazione della compagna giapponese Tae Tokui, il secondo è un lavoro solista, mentre il terzo accredita Marco di Gennaro, Sisto Fusco e Giangiacomo Diglio.
Quella dei Klippa Kloppa/Soundish/Tottemo Godzilla Riders è un omaggio al mondo dell´infanzia, alla sua ludica attitudine, al suo stretto legame con oggetti culturali nipponici quali robot di plastica e catoons; in settanta minuti, questa weltanschauung, concede momenti di pura innocenza, giocose sparatorie elettroniche, bolle di sapone cosmiche e valanghe di neve radioattiva.
Mazzocca alterna momenti descrittivi, dove lascia che l´ispirazione venga dal gioco dei bambini alle prese con i giocattoli (Godzilla, Gig Robot d'acciaio), a episodi dove è lui stesso a creare delle fantastiche guerre stellari, traducendo, in suoni e impressioni, i duelli di quei disegni animati, tra esplosioni e raggi laser. S´avvicendano, dunque, bozzetti nostalgici per pianoforte, con suoni onomatopeici (della Tae), e field recording, a momenti giocosi, tra barracuda elettronici e detriti analogici.
Tra tutte le tracce, quelle con la compagna, risultano le più intriganti, lì il Nostro è un abile alchimista: l´estetica e la dinamica ludica giapponese si mescolano al chic occidentale. Technicolor e design futurista targato sessanta.
Musicologicamente parlando, Mazzocca s'avvale, in un certo senso come gli Asa Chang nel loro splendido debutto, di variegate suggestioni della cultura musicale orientale, nel suo caso oltre alla rituale e la popolare, troviamo le sigle dei cartoons e il pop da classifica giapponese (quello di Mayya Sakamoto, Morning Musume, Futada Hikaru); mentre per quelle occidentali l´accento è posto sulla sensibilità elettro-pop tedesca, il minimalismo di Reich, l'avanguardia di John Zorn e Ikue Mori, e infine i pianismi psico-ambientali di Eno, nonché, quelli mitteleuropei di fine ottocento/inizio novecento.
Le tracce sicuramente da menzionare sono: Shiba-Inu, Momjij, Ka Kirai Ai-Chan Momo-Chan Ryu, The Chiller Man Song, Frozen Tears, Suki-Yo, in queste è presente anche un tocco aereo alla Robert Wyatt e del romanticismo fanciullesco alla Robert Smith. Mazzocca preferisce l'approccio avanguardistico dal volto umano alle sperimentazioni ardite: anche nei momenti più ostici - Tenera-Cuta (con minimalismi alla Sonic Youth) e Yellow Train - il tutto si riconduce alla leggerezza e allo humor. Non è un caso che in Godzilla Ga Kita!!! compare a sorpresa una marcetta in perfetto stile Residents).
Il lavoro, tuttavia, soffre in alcuni punti della propria frammentarietà: Harmony Concepts, Snoopy Is Around The Corner e Concrete Spell sono punti di fuga che potrebbero far disperdere il valore del lavoro complessivo.
Edoardo Bridda - Sentireascoltare
Se per qualcuno la durata massima del supporto CD è un invito a piazzare inutili riempitivi e materiali raccogliticci all'interno di lavori altrimenti interessanti, Nicola Mazzocca compie una scelta più intelligente ed onesta, presentandoci tre progetti musicali in un colpo solo, con un taglio conciso ed essenziale. Tottemo Godzilla Riders, il più divertente dei tre, è un duo con la cantante giapponese Tae Tokui: utilizzando il piano come timbro prevalente, spesso con effetti da toy music e sempre per linee sghembe e un po' bizzarre, vengono allineati otto brani che spaziano dal technopop assurdo di "Ka Kirai" al camerismo precario e zoppicante di "Onaka Ga Suita...", passando per il kraut robotico in salsa di soia di "Godzilla Ga Kita!!!". Peccato non potere apprezzare i testi, sicuramente da sballo. Soundish è un progetto solitario di un artista che si muove per schizzi e bozzetti brevi, con caratterizzazioni intense come "Franco e Ciccio Nel Far West", qualche cineseria ed occasionali svarioni romantici. Il tutto sembra opera di un dilettante genialoide, tuttavia le linee melodiche contrapposte di "Suki-yo" fanno venire il dubbio che dietro questa immagine naif vi sia tecnica compositiva in abbondanza. Klippa Kloppa invece è un quartetto che dovrebbe essere in azione da più tempo, visto che alcuni brani promozionali in formato mp3 sono in circolazione da un po' sulla rete. Brani ancora più noisy e sbilenchi, lo-fi carico di understatement e autoironia si protraggono per nove canzoni, tra le quali spiccano però le sovrapposizioni di "And What About The Dog?" (vedi il discorso fatto per "Suki-yo") e l'animata atmosfera elettronica di "Yellow Train", complice del Brian Eno di "Another Green World".
Enrico Ramunni - Rockerilla
Tre progetti per 70 minuti di musica. Procediamo con ordine
Tottemo Godzilla Riders: Nicola e Tae disquisiscono di geografie e culture attraverso una musica chiamata poesia e un’attitudine chiamata amore, le distanze vengono abbattute dalla melanconia minimale di Shiba-Inu, i ponti gettati dalla soave e leggiadra Momiji, ovvero Nino Rota che si innamora della Penguin Cafè Orchestra, o di Serge Gainsbourg. Pausa di riflessione. Si tratta di pop? o semplicemente di musica d’autore? Se Britney è pop i Tottemo sono qualcosa d’altro, certo, provenienti da un altrove da collocarsi sempre nella landa desolata della nostra epoca massificata e popolare, ibrida-a-tutti-i-costi, ovvero in quel luogo in cui il mutare della tradizione in avvenirismo si condensa e si carica di un’umanità assoluta. In questo senso Britney e i Tottemo sono colleghi e, forse, si caricano dello stesso significato attraverso opposti significanti. Già perché disquisizioni etiche e culturali sulla peculiarità umana e musicale dei Tottemo sono inutili e assurde, quando il cuore si apre e il culo si muove e gli occhi ruotano quasi automaticamente cercando quel cubetto di cielo che sbuca dalla finestra. Tom Waits suona un piano mentre un tenero gattino asiatico sussurra la sua Soldier’s Things, “Più”. Le Cibo Matto poi stanno proprio dietro l’angolo, e sbucano all’improvviso con “ka kirai” (che significa, tradotto, “non mi piacciono le zanzare”). Dimenticavo, c’è un pezzo di piano condito da scorrere d’acqua, soffici gemiti e un piano alla Daniel Johnston, il suo titolo è “Onaka Ga Suita” e vuol dire “Ho Fame”. Districandosi tra pop-dance, easy listening, musica d’autore, tradizione giapponese e musica da film italiana, i Tottemo sono forse la band più vera del 2003, e anche e sicuramente la più naif. Amateli se e solo se avete visto qualche volta Godzilla in pizzeria, Holli e Benji al fungo peyote, Kitano con la chitarra in mano – beh, le avete visti di certo, ragazzi, siamo nel 2003.
Soundish: progetto solitario di Nicola che da sfogo al suo ego, classicheggiante, leggiadro, bozzettistico, ancora divertente (Ciccio e Franco nel Far West, con scatolone di gelato Sammontana a mo di batteria e un saluto a questi due grandi grandissimi eroi), bellissime idee e grande ispirazione, anche se la materia sonora risulta un po’ meno affascinante di quella creata in compagnia di Tae – forse si fa sentire la mancanza di un cantato? o mancano solo i miagolii di “Più”?
Klippa Kloppa: stavolta Nicola sta nei Klippa Kloppa assieme a Marco di Gennaro, Sisto Fuso e Giangiacomo Diglio. La consistenza elettronica predomina e si fa sentire un’insistente arsura estiva, la stessa narrataci tempo addietro da Fausto Balbo. Se il finale di un disco è il suo tramonto – e il tramonto non sempre è un tramonto - le nuvole dei Klippa Kloppa sono bianche, arancioni, post-moderne: tanta elettronica ora vicino al chill-out (certi Mouse on Mars non sono troppo distanti) ora vicino a certo…. Boh? a certo qualcos’altro che non conosco troppo bene in quanto musicalmente sono ignorante come un mulo… grandi pezzi, solo questo è vero, elettroniche calde, eclettroniche del cuore (colpa di quel basso avvolgente? In “mia cara tecnologia” per esempio). Pezzo migliore: Yellow Train, chiara summa dell’arte da sound-track di videogame commodore 64 ma anche cavalcata post-krauta, i Neu! davanti all’Atari? Ma anche quel canticchiare di The Chiller Man Song sa rimanere in testa districandosi tra balletti neo-folk in technicolor.
Bene così, ho detto tutto: ascoltate e inebriatevi di questi sogni cyber-classici tra il sushi e la mozzarella di bufala, e ditemi se non è questo il disco italiano del 2003.
BakuniM - SuccoAcido
Cd che racchiude tre progetti del casertano Nicola Mazzocca, con Tae Tokui nei T.G.R, con Marco Di Gennaro, Sisto Fuso e Giangiacomo Diglio nei Klippa Kloppa e da solo in Soundish.
Al di là della musica questo lavoro risulta anche un'operazione estetica per la sensibilità del musicista campano di creare giostrine sonore di gusto unendo elementi mutuati dal mondo giocoso dell'infanzia, dall'oriente, dall'elettronica non invasiva e dai compositori per piano più influenti del novecento.
L'intero album assume la levità del riso preparato nei ristoranti giapponesi ed è costantemente bagnato da una lenta rugiada di perline trasparenti.
Ci sono intro pianistiche la cui compostezza formale tende alla simbiosi con quella orientale e spesso il ritmo è solo discreta presenza. Tastierine raccontano storielle nelle quali nascondersi in compagnia di piccole presenze aliene saltellanti nello spazio circostante, emettendo ora teneri guaiti ora strampalati gorgoglii.
Il tutto in un'atmosfera rigorosamente minimalista. Siamo in casa Snowdonia ovviamente.
A.Giulio Magliulo - Freak Out
Minimalfriend - Hilotunez