Ancora un nome bulgaro, stavolta vuol dire "Furbo". Si tratta di
un'unità di preamplificazione Phono autonoma, da collegarsi tra la
testina ed un ingresso linea di altro preamplificatore od amplificatore
integrato, per l'ascolto di dischi analogici. E' configurabile in due
modi: uno per le testine a bobina mobile a bassa impedenza, con
tensione di uscita a 5 cm/s compresa tra 0,1 ed 1 mV RMS, l'altro per
tutti gli altri tipi (magnete mobile, ferro mobile, o bobina mobile ad
alta uscita), con tensione di uscita pari o superiore a 2 mV a 5 cm/s.
Praticamente, è compatibile con qualsiasi testina presente sul
mercato. La "commutazione" tra le due modalità si effettua
spostando quattro ponticelli di tipo analogo a quelli con cui si
configurano gli hard disk, posti sul lato rame della scheda circuito:
non è comodo come il solito bottoncino, ma evita cablaggi aggiuntivi e
tutti i problemi connessi ad una commutazione su segnale a bassissimo
livello.
Ovviamente, chi preferisce usare la propria testina a bobina
mobile con un trasformatore di interfaccia, anziché amplificarla
direttamente, può benissimo farlo: basta connettere il secondario del
trasformatore all'ingresso MM.
Inizialmente nato in un unico telaio, successivamente ne ho
sviluppato una versione a due telai dotata di alimentazione separata
per i due canali ("dual-mono"), "I Due Furbi". I due telai sono
compattissimi (circa 20x6,5x27 cm LxHxP); uno ospita il solo circuito audio, mentre l'altro contiene l'alimentazione. La connessione tra di essi avviene tramite un opportuno cavo, terminato dal lato del
circuito audio con un connettore multipolare. Questa versione, che è quella mostrata nelle foto, ha di fatto sostituito l'originaria monotelaio.
La circuitazione è ibrida; gli stadi di amplificazione in
tensione fanno uso di tubi termoionici, con l'ausilio di un paio di
transistor bipolari ed un diodo LED per canale; il guadagno a 1 kHz è
di circa 41 dB in MM, con impedenza di ingresso di 47 kohm, e 67 dB,
con impedenza di ingresso di circa 4 kohm, in MC. La controreazione è
assente, e l'equalizzazione RIAA è implementata con due reti passive
separate; è la cosiddetta "split RIAA", utilizzata rarissimamente -per
non dire mai- sulle apparecchiature commerciali.
La costruzione è tutto sommato semplice, ma il circuito audio è
costruito su una basetta stampata di dimensioni molto ridotte (16x5,5
cm) con valvole saldate e, se riprodotto con una costruzione più
"normale", il sofisticato stadio di uscita (un inseguitore catodico con
carico attivo a transistor) tende ad oscillare a radiofrequenza.
E' quindi una realizzazione piuttosto ostica per un autocostruttore,
per il quale è molto consigliabile accontentarsi di caricare tale
stadio con un semplice resistore a filo da 10-15kohm/5W al posto del
pozzo di corrente. Il circuito in questo modo ha prestazioni un
po' inferiori, ma funziona benissimo lo stesso.
La sua qualità sonora è molto elevata e, secondo me, per molti
versi superiore a quella del mio precedente, e più costoso, progetto
pubblicato su CHF 22 e 43, che però è molto più adatto
all'autocostruzione.
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