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Il Crocifisso di San Damiano

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L'inquadratura
Una moltitudine di conchiglie forma l'inquadratura dell'icona. Presso gli antichi, le conchiglie, per la loro bellezza e la loro durata, erano il simbolo della bellezza e dell'eternità del cielo. L'icona è dunque destinata a rivelare la bellezza del mistero ce leste. Tuttavia, l'inquadratura non è completa: c'è un'apertura alla base, quasi a lasciare una possibile entrata. In questa zona si notano alcuni personaggi, due più chiaramente distinguibili, altri invece appena percepibili, probabilmente rovinati dalla devozione dei fedeli, che baciavano o toccavano il Crocifisso. |
Chi sono questi personaggi con l'aureola? C'è chi pensa a san Rufino, patrono di Assisi, o ai santi Cosma e Damiano, titolari della Chiesa. Ma si può avanzare quest'altra ipotesi. Notiamo, anzitutto, che si trovano dentro l'inquadratura formata dalle conchiglie: sono quindi nel Regno, anche se si trovano in una posizione dalla quale non possono vedere Gesù; inoltre sono gli unici personaggi rappresentati solo con la parte superiore del corpo. In base a queste osservazioni, tali figure potrebbero essere la rappresentazione dei cristiani pellegrini sulla terra: già segnati con il sigillo dello Spirito (cf. Ef 1,13), chiamati al suo Regno e alla sua gloria (cf. 2Ts 2,13), ma ancora in esilio, perché trattenuti nella nostra dimora terrestre (cf. 2Cor 5,1-6).
Questa interpretazione sembra confermata dal fatto che alla base dell'icona è raffigurata, a quanto pare, una pietra, una roccia, che può simboleggiare "la roccia", l'apostolo Pietro, sulla cui autorità è stata edificata, per volere di Cristo, la Chiesa (cf. Mt 16,18). |

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I piccoli personaggi
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Sotto le figure di Maria e del centurione, si notano altre due persone.
A sinistra, riconoscibile dalla veste e dalla lancia, si trova il soldato romano che aprì il costato di Cristo (cf. Gv 19,34), conosciuto, secondo la tradizione, con il nome di Longino. Dall'altra parte, un personaggio senza nome, ma che possiamo identificare con una delle guardie giudee che parteciparono alla crocifissione, forse quello che offrì a Gesù una spugna imbevuta di aceto (cf. Gv 19,28-29). La tradizione assegna un nome anche a questo personaggio: Stèfanon.
Essi rappresentano coloro che sono stati incaricati dell'esecuzione di Gesù, romani ed ebrei, e tuttavia la piccola statura indica che il loro ruolo nella crocifissione è stato piccolo: agli occhi degli uomini è parso che abbiano ucciso Gesù, in realtà è lo stesso Gesù che ha offerto la sua vita, per amore degli uomini (cf. Gv 10,17-18). |
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Il gallo
Vicino alla gamba sinistra di Gesù, l'artista ha dipinto un gallo.
Sarebbe anacronistico vedervi il gallo che ha cantato subito dopo il rinnegamento di Pietro (cf. Gv 18,27): l'icona, infatti, ci mostra il Crocifisso glorificato con i suoi eletti. Il tempo dei rinnegamenti è passato!
Il gallo ci riporta, invece, al giorno che nasce, al sole che sorge. Il "sole che sorge dall'alto" (cf. Lc 1,78) è Gesù stesso, che risorge da morte all'inizio del nuovo giorno (cf. Gv 20,1).
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Storia del Crocifisso di San Damiano
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