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   Il “Picture dictionary”, ovvero un piccolo dizionario con immagini per ogni bambino, può rappresentare alla fine di un percorso di apprendimento di L2 un tassello importante di quel “Portfolio” (di cui si parla tanto ultimamente) che rappresenta, al termine di un percorso di studi, una sorta di “Summa” delle conoscenze dell’allievo. Questo, in primo luogo, può risultare utile per l’alunno stesso, dal momento che rappresenta una sorta di strumento per autovalutarsi e raggiungere una certa consapevolezza del proprio apprendimento. Questo documento dovrebbe raccogliere tutto il lessico e tutte le strutture con le quali il bambino, durante il suo percorso scolastico, è entrato in contatto in maniera non episodica ma strutturata, in quanto facente parte di un progetto didattico strutturato.

Tale Picture Dictionary può essere costruito in diversi modi. Per esempio:

- un quadernone ad anelli con due facciate: su di un lato il quaderno degli esercizi (che raccoglie tutte le attività svolte in classe, fotocopie comprese), mentre sul secondo lato il Picture Dictionary stesso. Il fatto che il quadernone sia ad anelli consente di aggiornare, aggiungendo o togliendo, fogli sia dal primo che dal secondo lato. Tale soluzione, se da una parte è maggiormente comoda (un solo quaderno da portare), crea alcuni problemi, per via dei fogli che si staccano, vanno persi o vengono reinseriti in maniera piuttosto caotica.

- una quadernone normale “extra”, valido per tutti gli anni (tre del secondo ciclo…), che si abbina ad un secondo quadernone (quello degli esercizi). L’unico problema è che spesso i bambini si confondono (occorre una certa pratica) oppure lo dimenticano a casa. Una soluzione può essere quella di lasciarlo a scuola e di portarlo a casa solo in alcune occasioni ( es. ripasso ecc.). Da non perdere, inoltre, al termine dell’anno, per non vanificare, per esempio, il lavoro fatto l’anno precedente. Una soluzione potrebbe essere quella di ritirarlo, a fine anno, con la scusa della correzione da parte del docente.

Lo stesso Picture Dictionary può essere sviluppato in due modi:

- far disegnare ai bambini gli oggetti in questione: molto creativo, ma dispersivo dal punto di vista del tempo impegnato e della resa (molto infatti dipende dalla qualità del disegno fatto dall’alunno, che spesso ricorda vagamente l’oggetto/lemma in questione).

- fornire immagini predisposte dal docente su piccole fotocopie: molto più veloce, i bambini devono solo colorare, il disegno è chiaro (a volte anche accattivante), il lessico è uguale (per una gran parte) a tutti gli alunni.

Questa seconda modalità appare come la più proficua. In ogni caso, sono i bambini che, sotto la guida dell’insegnante, scrivono le parole in inglese corrispondente ad ogni oggetto in uno spazio sottostante appositamente ricavato.

Può risultare utile, inoltre, lasciare spazi di uno/due pagine tra un argomento (topic) e l’altro, in modo da poter integrare, successivamente, con altro lessico, l’argomento svolto, inserendo nuove fotocopie.

Inoltre, è utile creare uno spazio apposito dove inserire tre fogli appositamente predisposti e divisi per anno scolastico, in cui inserire le strutture linguistiche apprese.

   Altro aspetto piuttosto interessante è quello di incentivare l’ordine e la coloritura del Dizionarietto con un piccolo concorso a premi, a metà e a fine anno, dove premiare quelli maggiormente ordinati e chiari, da parte di un docente esterno alla classe, che deve valutare solo i due aspetti sopra citati, mentre la parte linguistica spetta solo al docente di L2.

   Come prima pagina del piccolo Dizionario è risultato proficuo dare una fotocopia con disegno accattivante dove il bambino inserisce il suo nome ed eventualmente (man mano che le strutture vengono approfondite), alcune indicazioni personali (data di nascita, residenza, sport preferito ecc.), in modo da personalizzare ulteriormente tale strumento didattico.

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