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Introduzione

   Avendo la possibilità di incontrare diversi docenti nei corsi di aggiornamento e potendomi confrontare con formatori ai corsi relativi all'introduzione e alla pratica degli strumenti multimediali nella didattica, mi sono fatto alcune idee circa le problematiche connesse a questo dinamismo di novità presente nella scuola italiana, parlandone direttamente con gli interessati. Ecco cosa ne emerge:

I problemi

1) E' presente una richiesta, ancora molto forte, di formazione di base, segno evidente che non tutti i docenti sono stati raggiunti dai progetti 1a, o meglio, che la fase auspicata di coinvolgimento a catena, da parte dei docenti formati nell’1a, degli altri colleghi, non vi è stato o è stato fatto con estrema difficoltà.

2) Molti docenti, già formati nelle capacità di base, continuano a chiedere di approfondire o “ripassare” alcuni aspetti tecnici della multimedialità pur avendo già partecipato a diversi corsi di aggiornamento a riguardo.

3) Diversi docenti che partecipano ai corsi di aggiornamento dichiarano di non possedere a casa propria un computer oppure di essere privi di altre periferiche (scanner, modem, masterizzatore).

4) Diversi docenti, pur possedendo il computer a casa propria, non hanno un allacciamento ad Internet (pur essendo questo oramai gratuito) o possiedono il collegamento (i figli o il marito hanno predisposto la connessione) ma non l’utilizzano; non tutte le scuole hanno una postazione Internet accessibile al docente, ma capita che questo rimanga relegato nella segreteria della scuola.

5) Colleghe e colleghi spesso si lamentano del fatto che i computer hanno problemi o non riescono ad utilizzare certe periferiche per via di problemi tecnici spesso risolti dopo un lungo periodo di inattività; Le scuole cercano docenti esperti disponibili 24 ore su 24.

6) I corsi di aggiornamento classici attivati in passato (con un percorso di formazione proposto a tutti i docenti) hanno incontrato il favore dei docenti ma sono stati in diversi casi scarsamente proficui, dal momento che raggruppavano docenti con diversi livelli di abilità, per cui chi si trovava al secondo passo di creazione di un ipertesto (per esempio) doveva attendere chi si trovava a litigare con il mouse o non riusciva ad aprire il menù che conteneva la funzione richiesta dal programma.

7) La creazione di gruppi di livello, se da un lato ha il pregio di venire incontro alle richieste di docenti forniti di certe abilità didattiche e tecniche, tende a richiudere inesorabilmente i colleghi/e forniti di minori abilità nel loro stretto cerchio di conoscenze ed abilità.

8) Le difficoltà maggiori permangono, tuttavia, a livello didattico. I Corsi sono sempre stati impostati fornendo ipotesi e costruzioni di modelli applicabili nella didattica (per es., per la lingua straniera, un ipermedia dove i bambini di una classe di presentano in Inglese…), per poi affrontare gli aspetti tecnici di creazione del prodotto. Tuttavia, le difficoltà nell’esplorare ed individuare quegli aspetti della multimedialità utilizzabili, in modo proficuo, in ambito didattico, permangono, dal momento che i docenti, non conoscendo le possibilità tecniche, non ne intravedono l’uso didattico. E’ un cane che si morde la coda.

9) Molti colleghi/e che possiedono un computer a casa lo utilizzano essenzialmente per la videoscrittura e solo se hanno figli/mariti disponibili si avventurano in Internet o nell’utilizzo dello scanner.

10) Molte colleghe spesso fanno notare la difficoltà nel coniugare gli aspetti familiari (nella scuola elementare sono la maggioranza le donne e, tra queste, con famiglia a carico) con una familiarizzazione con le nuove tecnologie che richiede parecchio tempo. Servirebbe un training molto lungo (qualcuno mi ha ricordato il cosiddetto "anno sabbatico" come possibilità di formazione a lungo termine).

Le possibili soluzioni

- Una prima ipotesi di soluzione potrebbe venire dal superamento del vecchio modello di Corso di Aggiornamento, modello di"massa" e poco attento a determinate problematiche, tra le quali, è utile ricordare, la specificità del contenuto di aggiornamento stesso, un "argomento" (le nuove tecnologie) che è ben poco teorica, ma necessita di forti attività di laboratorio e di sperimentazione. Per fare un'esempio, se risulta facile per il 99% delle persone seguire un corso di "scrittura creativa" (tutti i maestri/e sanno scrivere), per farne uno di videoscrittura le cose cambiano e, ovviamente, la discriminante si individua nel possesso e/o conoscenza dell'uso del pc (nei suoi diversi livelli di abilità). Sarebbe a questo punto utile attivare un servizio di consulenza tramite il quale fornire assistenza tecnica ai colleghi ed alle colleghe.

- Periodi sabbatici per i docenti che effettivamente devono seguire questi corsi per aggiornarsi. Questo per favorire periodi intensivi alla formazione, che tuttavia deve essere indirizzata alla produzione di un qualcosa, valutabile ai fini della progressione di carriera.

- Incentivare la formazione e la partecipazione ai corsi di aggiornamento (allo stato delle cose non appetibile neppure a livello di riconoscimento economico).

- Incentivare la creazione di figure di sistema o docenti esperti su reti di scuole, attraverso il riconoscimento per la carriera (ed eventuali incentivi o facilitazioni).

 

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