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   Quando ci si ritrova a dover predisporre la stesura di un Progetto di aula multimediale o di altri ambienti attrezzati per la multimedialità, la prima cosa che si deve affrontare non è una questione propriamente didattica, ma il frutto di una considerazione e di una domanda.

La considerazione: "Arrivano i pc".

La domanda:"Dove li mettiamo?"

Lasciando da parte momentaneamente le battute, ovviamente, tutte le riflessioni che seguono devono essere effettuate prima di richiedere un progetto o un finanziamento (è logico), dal momento che non è possibile improvvisare su un progetto così complesso e che richiede parecchie risorse finanziarie e interventi ad esso collegati ( es. l'intervento del Comune per attrezzare l'aula dal punto di vista degli impianti, dell'arredamento ecc.). La collocazione delle macchine e, di conseguenza, la loro fruibilità, infatti, rispecchia una determinata organizzazione, che a sua volta è frutto di precise scelte didattiche.

Già all'epoca la stessa C.M.282/97 forniva alcune possibili configurazioni:

 

Configurazioni

Possibilità organizzativo-didattiche

1 Aule con una sola stazione multimediale

  • L'unica stazione multimediale dell'aula deve comprendere:

  • la SM con periferiche

  • un sistema di proiezione per rendere visibile la schermata a tutta la classe

  • un sistema di diffusione del suono adatto all'aula

  • possibilmente una linea di collegamento: nel caso di molte aule di questo tipo ciò; è fattibile solo realizzando una rete di scuola (7)

L’utilizzazione di televisori come sistemi di proiezione collegati alla SM appare come il miglior compromesso fra prestazioni e costi. Oltretutto il televisore può essere direttamente collegato a un'antenna e a un videoregistratore.

L'aula attrezzata con una sola stazione multimediale consente la gestione di "lezioni multimediali" con classi intere.

Il docente ha la possibilità di accompagnare le sue esposizioni con la proiezione da materiali di vario genere: schemi e disegni preparati ad hoc, materiali reperiti in Internet, CD-ROM, film ecc.

Non è detto che la lezione debba essere necessariamente di tipo "versativo": come con i mezzi tradizionali è possibile, anzi è più facile, adottare metodi interattivi che coinvolgano l'intera classe.

È anche possibile che singoli studenti vengano chiamati a esporre loro materiali o a interagire con la SM.

2 Aula/laboratorio con alcune stazioni multimediali

Nell'aula vengono installate un numero limitato di stazioni multimediali, tipicamente 3-5, con le periferiche prescelte.

Un sistema di proiezione può non essere necessario se le stazioni sono in rete e se sono opportunamente collocate per consentire la visione a tutti gli studenti (1).

Insieme alle stazioni multimediali debbono essere disponibili spazi di lavoro normali e indipendenti in modo tale da consentire sia lezioni a tutta la classe sia lavoro di gruppo.

Un'aula con poche stazioni multimediali, configurata come descritto, può consentire:

a) la gestione di lezioni multimediali come nel caso dell'aula con una sola stazione, ma ovviamente con qualche possibilità in più;

b) l'uso come laboratorio in cui possono lavorare gruppi di studenti di grosse dimensioni (es: 5-7 studenti per gruppo); questa modalità è utile per attività costruttive che richiedano tempi di studio e preparazione abbastanza lunghi rispetto alla realizzazione multimediale vera e propria. È il caso, ad esempio, di gruppi studenti che progettano e realizzano un ipertesto o un giornale o creano una banca dati di immagini o partecipano a un gioco di simulazione complesso.

3 Aula/laboratorio con molte stazioni multimediali.

Le stazioni multimediali sono tipicamente 10-12 (il numero dipende dal numero delle classi) con le periferiche prescelte.

Si noti che anche in assenza di una rete locale si può utilizzare una sola stampante connessa a tutte le stazioni attraverso la porta parallela.

Debbono comunque essere disponibili spazi di lavoro normali. Questi possono essere associati alle stazioni multimediali creando posti lavoro banco+SM, ma sembra preferibile una soluzione meno rigida che consenta sia le lezioni o le esercitazioni sia il lavoro di gruppi più grandi.

Se gli spazi sono opportunemente progettati e dimensionati questa configurazione consente ovviamente sia la lezione sia i lavori per gruppo di grandi dimensioni.

La caratteristica di questa soluzione, però, è quella di consentire il lavoro di picoli gruppi (2-3 studenti). Questo è necessario per attività di apprendimento che richiedano una forte e continua interazione per un certo periodo di tempo come le esercitazioni e lo studio per l'acquisizione di abilità di vario genere: scrittura, produzione di documenti, disegno, uso di software didattici interattivi.

4 il centro-servizi (centro di documentazione)

Un certo numero di stazioni multimediali può essere collocato in un ambiente nel quale non debbono entrare classi intere, ma che deve comunque avere spazi di lavoro normali.

Il centro può offrire tutta la gamma dei servizi multimediali oppure essere specializzato per alcuni tipi di servizi. Es: stazioni per ricerca in banche dati e sistemi informativi esterni, stazioni per l'edizione avanzata di testi, ipertesti e produzioni video ecc.

Un centro servizi non può ovviamente essere utilizzato per esercitazioni o lezioni. Ad esso possono accedere singoli studenti o piccoli gruppi, generalmente di classi diverse, quando debbono fare un lavoro che richieda l'uso dei servizi del centro.

La situazione è analoga a quella di una biblioteca ben organizzata che prevede spazi di lavoro e può effettivamente essere frequentata dagli studenti. È infatti plausibile che il centro servizi sia collocato

fisicamente in continuità con la biblioteca con la quale potrebbe condividere gli spazi di lavoro.

L'uso di un centro servizi implica ovviamente che la scuola organizzi la didattica in un modo che preveda che gruppi di studenti possano, in certe fasi e per lavori specifici, allontanarsi dalle aule o dai laboratori.

5 Unità mobili

Le stazioni di lavoro possono essere normalmente collocate in un aule in modo da realizzare la soluzione 2 o 3, ma tutte o alcune di esse potrebbero essere mobili e spostate temporaneamente in un'altra aula per realizzare, ad esempio, la soluzione 1.

Questa possibilità è ovvia se si usano SM portatili, che però, in questo momento, costano più di quelli da tavolo.

Il vantaggio della creazione di stazioni multimediali mobili è ovviamente quello della flessibilità e della possibilità di creare, a seconda dei momenti, le soluzioni 1, 2 e 3.

Naturalmente aumenta anche la complessità organizzativa e quindi la necessità di un progetto di scuola e di un insieme di regole ben studiato.

6 Rete locale limitata a un'aula/laboratorio

Le stazioni di un'aula-laboratorio possono essere messe in rete.

Per alcune periferiche è possibile installarne anche un solo esemplare di migliore qualità e velocità (es: una stampante laser) condiviso da tutte le stazioni.

La rete in un'aula richiede la soluzione di problemi software ed hardware (cavi e prese di connessione) che possono essere risolti con l'aiuto del fornitore di attrezzature.

Dal punto di vista delle possibilità didattiche la rete locale aggiunge molto alle aule/laboratori non in rete. Vi sono infatti importanti vantaggi organizzativi, come la possibilità di configurare tutte le stazioni di lavoro installando il software direttamente dal server.

7 Rete locale di scuola estesa a più ambienti (INTRANET)

La rete locale può essere estesa a più ambienti di una scuola fino a consentire, nel caso di scuole con maggiori esperienze e risorse, di creare una "rete di scuola". La situazione che si crea, nel caso di una rete molto estesa, è analoga a quella degli impianti elettrici: ogni ambiente è attrezzato per allacciare apparecchiature

e per fornire ad esse il servizio di una risorsa esterna (in questo caso il server di rete).

La rete estesa a più ambienti può avere varie architetture. Una soluzione possibile è quella di un solo server al quale sono allacciate sia stazioni di lavoro singole sia "grappoli" di stazioni, come nel caso di aule/laboratorio, laboratori e centri servizi.

Questa configurazione richiede la soluzione di problemi impiantistici più complessi e ovviamente costi maggiori di quelli della rete limitata a un'aula. Occorre, fra l'altro una analisi del tipo di informazioni che si vogliono far circolare nella scuola (dati, multimediali digitali o miste con segnali TV) per scegliere, con l'aiuto del fornitore, il tipo di impianto.

Anche il problema del software è più complesso e richiede una analisi del tipo di prestazioni richieste al sistema.

Dal punto di vista organizzativo la rete di scuola crea una situazione del tutto nuova e di grande flessibilità nella collocazione delle stazioni di lavoro e nella fornitura ad esse di servizi.

È possibile in particolare creare servizi fruibili in tutta la scuola.

Intranet può avere una funzione reale, nel senso che ogni informazione creata all'interno o importata dall'esterno, ma anche ogni materiale didattico, può, in forma ipertestuale, essere fruita da tutti.

(dalla C.M. 282/97 Tabella: orientamenti per la scelta delle configurazioni)

Appare subito evidente che l'ultima soluzione, la configurazione n°7, sia quella ideale, ma si scontra con delle problematiche attuali ben precise e concrete: quelle finanziarie. Ho provato, infatti, ad applicare in teoria nella mia scuola (che, premetto, è una scuola di piccole dimensioni) questa configurazione: dovrei "cablare" 9 ambienti ( cioè metterli in rete) disposti su due piani, con diversi metri di cavo e speciali amplificatori di segnale (che tende a calare, oltre una certa distanza) e possedere almeno 18 pc, per favorire un'accesso minimo ad ogni gruppo - classe, per non parlare di altro hardware (stampanti, scanner, un router per accedere ad Internet...) Non penso, francamente, che basterebbe il finanziamento medio di 40 milioni del Progetto 1b o forse potremmo riuscirci, a patto di comprare le sole licenze del sistema operativo: ma, dopo, con cosa faremmo didattica?

Se però consideriamo il modello americano (che ha introdotto la multimedialità nella scuola 2-3 anni prima rispetto a noi), appare evidente la scelta effettuata sopra: infatti, nei diversi progetti (Bell Atlantic - Interactive Multimedia Education Trial - Distance Learning, Apple - Apple Classrooms of Tomorrow o Acot, Microsoft-K12 Education Programs : The road Ahead) ogni classe è stata fornita di un minimo di 2-5 computer, collegati nel network, in modo che ogni insegnante può utilizzare durante la lezione il pc come strumento didattico integrato, per lo sfruttamento del materiale multimediale, per ricerche on line, per confronto con altri gruppi di lavoro, se non, addirittura predisposti anche in altri ambienti.

Una scelta saggia potrebbe essere quella di creare sì un'aula-laboratorio in rete locale, fornita magari di videoproiettore o di un sistema didattico di diffusione/condivisione di immagini ap pc su monitor, senza però non negarsi la possibilità di avere un alternativa, cioè un'altro spazio minimamente organizzato (es. un pc con una televisione collegati tramite scheda-convertitore vga-pal) per non "fare la guerra" sul possesso/utilizzo dell'aula multimediale. In una prima fase, quella in cui bambini compiono un primo "approccio" al pc multimediale, potrebbe essere controproducente disperdere le risorse.

Inoltre, occorrerebbe organizzare l'aula multimediale in modo che ci sia uno spazio "fisico" per il lavoro a piccoli gruppi, o vicino ai pc oppure in uno spazio appositamente finalizzato, dal momento che l'utilizzo del media è solo uno dei momenti delle attività. Per quanto riguarda il possibile utilizzo di unità mobili su carrelli, bisogna considerare la struttura dell'edificio (siete fortunati se è disposto su un solo piano), mentre per quanto riguarda l'acquisto di un computer portatile, tenete presente che costano almeno il doppio di quelli "normali" a pari prestazioni e sono più "delicati".

Ecco, per concludere, alcuni suggerimenti pratici su come organizzare gli spazi, nei limiti del possibile

  • è auspicabile che ogni bambino (o gruppo di bambini) possa avere ben in vista la maggior parte dei compagni ( e l’insegnante) superando l’aspetto isolante ed individualistico del rapporto con la macchina ;

  • la larghezza dei tavoli deve favorire una successiva eventuale espansione del laboratorio, permettendo l’aggiunta di altre macchine ( previa predisposizione della rete) ; inoltre, i tavoli dovrebbero essere forniti di portatastiera a scomparsa ( su piano scorrevole) in modo da poter utilizzare il tavolo anche per scrivere,;

  • la disposizione deve permettere, la possibilità di mantenere una parete libera per poterla sfruttare come luogo di proiezione per una lavagna luminosa o un videoproiettore ; in questa posizione, i bambini avranno la possibilità di seguire con facilità le proiezioni senza doversi continuamente voltare ;

  • possibilità di collocare a parete una lavagna tipo velleda (anche questo media tradizionale, prima o poi, torna sempre utile) dal momento che la polvere creata dai classici gessetti crea problemi ai pc;

  • non devono esistere, per quanto riguarda la sicurezza, parti elettriche o cavetteria a portata degli alunni ;

  • vie di fuga assicurate per gli alunni in caso di necessità  e spazio di movimento adeguato;

  • assicurare uno spazio per un armadio, ove contenere, adeguatamente protetti, prodotti e materiale informatico.

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