IL SERVIZIO DI RADIOAMATORE

 

 


IL SERVIZIO DI RADIOAMATORE

L’attività di radioamatore, che ha preso l’avvio agli inizi del XX secolo, è una delle più antiche nel campo delle telecomunicazioni. La definizione formale, ed ufficiale, del servizio di radioamatore, è contenuta nel regolamento Internazionale delle Telecomunicazioni, stilato e pubblicato a cura della International Telecommunication Union (I.T.U.). Il radiantismo costituisce l’unico mezzo attraverso il quale singoli individui, distanti fra loro anche migliaia di chilometri, possono venire a contatto ed a conoscenza senza coinvolgere alcun intermediario. Questa é l’impostazione generale dell’attività radiantistica secondo le convenzioni della I.T.U. e della I.A.R.U. (International Amateur Radio Union), l’ente costituito dall’unione di tutte le Associazioni di radioamatori del mondo, e che le rappresenta ad alto livello internazionale.

 

           QUANDO É NATO IL RADIANTISMO

Gli inizi del radiantismo prendono il loro avvio, in analogia con quelli della Radio in generale, dai fenomeni fisici ed elettrici preliminarmente studiati dai precursori del settore. Infatti, dopo le antiche e poco più che casuali ricerche di Ampere, Faraday, Galvani e altri, nonché dopo i primi inquadramenti teorici da parte di Maxwell ed Hertz, fu Guglielmo Marconi che (mettendo in pratica applicazione tutto quanto da altri anticipato, assieme alle proprie intuizioni) sviluppò il primo sistema di telecomunicazione ad onde hertziane, atto a trasmettere e ricevere messaggi via radio. Era il 1895: i mezzi a disposizione, i sistemi adottati, lo spirito, erano quanto di più consono si potrebbe oggi pensare per esemplificare l’attività di radioamatore. Il resto, ormai, è storia: in un paio d’anni i pochi chilometri coperti dalla telegrafia senza fili aumentarono alle decine, alle centinaia; nel 1898 fu stabilito il collegamento fra Dover (Inghilterra) e Vimereux (Francia) attraverso il canale della Manica; nel 1901, infine, la lettera S, sotto forma di tre flebili punti dell’alfabeto Morse, attraversò l’Oceano Atlantico fra Cornovaglia (Poldhu) e San Giovanni di Terranova (Canada). E così mentre il XX secolo iniziava il suo duro e travagliato cammino, centinaia di amatori-sperimentatori che erano subito sbocciati alla notizia dei primi esperimenti, ricevettero la notizia-thrilling che i 3400 km di oceano, contrariamente alle affermazioni della scienza ufficiale, erano stati per la prima volta superati dalle onde radio. Cominciò allora la competizione: nel decennio che seguì, centinaia di rudimentali trasmettitori e ricevitori furono costruiti in Europa ed in America; il movimento dei radioamatori cominciò ad affermarsi in tutti i paesi del vecchio e del nuovo mondo, fino ad arrivare poi al suo riconoscimento ufficiale.

 

I RADIOAMATORI IN ITALIA

Guglielmo Marconi può essere considerato il primo radioamatore del mondo, non solo da un punto di vista scientifico, ma particolarmente cronologico; un radioamatore ante litteram, che fu anche il primo Presidente, nel lontano 1927, dell’allora nascente Associazione che raggruppava i precursori del radiantismo italiano. Ma subito in Italia questa attività venne guardata con sospetto dalle autorità preposte, ed i radioamatori, tra divieti, sequestri ed angherie, mantennero in vita la loro passione ed il loro sodalizio in una atmosfera di clandestinità che terminò solo alla fine della seconda guerra mondiale. Nel 1946 le autorità alleate di occupazione, nei cui paesi il movimento radiantistico si era nel frattempo liberamente sviluppato, emisero i primi permessi provvisori. Fu indubbiamente un grande atto di stima nei riguardi dei radioamatori di un paese vinto ed occupato militarmente. Vennero le alluvioni, i terremoti: dal Polesine a Firenze, alla Sicilia, al Friuli, all’Irpinia. Per la prima volta la cronaca si occupò dei radioamatori, di questi oscuri privati cittadini che erano stati in grado di sostituire le reti ufficiali di telecomunicazione laddove queste ultime erano state interrotte o distrutte. Gli organi dello Stato e l'opinione pubblica cominciarono a rendersi conto dell’utilità del Servizio e dell’opera degli appassionati che, anche nelle condizioni più impensate e con mezzi di fortuna, realizzavano ciò che la potente, ma lenta macchina ufficiale, non era certo in grado di improvvisare. Per ben 48 ore le uniche comunicazioni con Firenze allagata, ad esempio, furono realizzate dai radioamatori, postisi a disposizione delle organizzazioni di soccorso. Non si contano ormai più i casi in cui un appello di ricerca di medicinali lanciato dalla rete dei radioamatori ha permesso di salvare vite umane, o almeno di alleviare le sofferenze di sventurati.

 


                     CHI SONO I RADIOAMATORI

Per la maggior parte, si tratta di persone che esplicano attività che niente a che fare hanno con la radio e l’elettronica; ma c’è anche una nutrita schiera di tecnici professionisti legati all’industria radioelettronica. Sono prevalentemente di sesso maschile, ma non manca una qualificata rappresentanza di radioamatrici. Il numero di radioamatori nel mondo supera oggi i 2 milioni, tre quarti dei quali sono concentrati fra Giappone ed U.S.A.: ciò dimostra quanto l’attività radiantistica sia legata allo sviluppo tecnico e tecnologico. In Italia, il numero complessivo delle autorizzazioni si aggira sulle 40.000. Il possesso di una apposita autorizzazione consente ai radioamatori di comunicare uno con l’altro o per mezzo del codice Morse (telegrafia) o mediante la voce (telefonia). Altri sistemi di comunicazione in uso fra i radioamatori sono anche telescrivente, televisione e trasmissione digitale, codificata secondo gli standard più comuni. Le trasmissioni vengono effettuate su bande di frequenza ben precise, assegnate al servizio di radioamatore secondo rigorose convenzioni internazionali. L’autorizzazione ad operare nelle suddette bande di frequenza significa in pratica, ottenere l’apposita autorizzazione dall’Ente governativo a ciò preposto (in Italia, il Ministero delle Comunicazioni), per operare con apparecchiature riceventi e trasmittenti private e personali dalla propria abitazione, dal proprio automezzo, dalla seconda casa o altrove. L'autorizzazione di stazione di radioamatore, oltre a definire automaticamente le bande di frequenze e la potenza di trasmissione consentite, assegna al radioamatore stesso un ben preciso nominativo personale. Tutti coloro che intendono ottenere una autorizzazione di trasmissione devono prima entrare in possesso della patente di radiooperatore; per questo, è necessario dimostrare, a temine del regolamento emanato dal Ministero delle Comunicazioni, le proprie conoscenze teoriche e l’abilità nel ricevere e trasmettere, nonché la conoscenza dei regolamenti nazionali ed internazionali del Servizio. L’apposito esame va sostenuto presso le sedi periferiche dell’Amministrazione competente, site di norma nei capoluoghi di regione. I radioamatori di tutte le parti del mondo sono, in buona parte, organizzati in Associazioni Nazionali. A loro volta, la maggior parte di queste Associazioni Nazionali fa parte della I.A.R.U., l’Unione Internazionale dei radioamatori, organismo nato 1925 per rappresentare e coordinare l’attività radiantistica in tutto il mondo, specialmente nei confronti delle Amministrazioni e dei Governi. In Italia l’Associazione che rappresenta i radioamatori e ne comprende circa 18.000 è l’A.R.I., Associazione Radioamatori Italiani, fondata nel 1927 dai più bei nomi della radiotecnica italiana del tempo ed eretta in Ente Morale nel 1950.

 

    I RADIOAMATORI E IL PROGRESSO TECNICO

Stante l’aspetto istituzionalmente sperimentale dell’attività radiantistica ne è logicamente conseguito un contributo considerevole allo sviluppo delle radiocomunicazioni, secondo una buona varietà di applicazioni pratiche non associate ad alcun programma ufficiale di ricerca tecnico-scientifica. Molti circuiti furono sviluppati, o anche solo perfezionati, dai radioamatori; certe tecniche, o l’uso di certe frequenze, si sono affermate per merito loro. I radioamatori hanno partecipato, e partecipano tuttora, seppure indirettamente, alle ricerche spaziali, costituendo una potenzialmente enorme organizzazione di radioascolto, ad iniziare dal lancio del primo Sputnik (novembre 1957); ora sono giunti a costruire stazioni ricetrasmittenti ripetitrici installate su satelliti per comunicazioni specifiche del nostro settore e messi in orbita dagli appositi Enti spaziali, attivabili un po’ in tutto il mondo. In moltissimi paesi di tutte le parti del mondo, per iniziativa di gruppi di radioamatori quasi sempre inquadrati nelle rispettive Associazioni, vengono installate maglie di ponti ripetitori (di cui oltretutto viene curata attivazione e manutenzione), non solo allo scopo di ottenere dati tecnico-scientifici sul comportamento delle radioonde alle varie frequenze (specie per quelle più elevate), ma anche per costituire una rete di comunicazioni di emergenza in caso di calamità. Lo studio dei particolari comportamenti delle onde elettromagnetiche si sviluppa con ricchezza di risultati sia verso le anomalie (siano esse sporadiche o più o meno regolari) derivanti da fenomeni astrofisici come aurore boreali, sciami meteorici, ecc., sia verso le zone inesplorate delle più alte gamme di frequenza, vale a dire le microonde: è proprio in questi settori specifici e specialistici che l’apporto dei radioamatori può ancora risultare importante e meritorio.

 

LE PUBBLICAZIONI TECNICO-OPERATIVE

Le associazioni radiantistiche delle nazioni più progredite hanno realizzato, nei molti decenni di attività, una notevole ed importante quantità di letteratura tecnica sui più svariati aspetti della tecnica delle radiocomunicazioni. Molte di queste associazioni, un po’ in tutto il mondo, pubblicano riviste mensili (i loro organi ufficiali) scritte da e per radioamatori, in cui sono descritti gli aspetti tecnici, operativi nonché associativi dell’attività radiantistica; con gli stessi fini, alcune di esse pubblicano manuali e guide che costituiscono praticamente dei veri e propri libri di testo sia sulla teoria elementare che sugli aspetti più specialistici ed avanzati dei vari settori di questa vasta materia.

 

 

 

 

 

 

L’AMICIZIA INTERNAZIONALE

Il radiantismo rappresenta una occasione pressoché unica di amicizie nate "in aria", ma che possono consolidarsi di persona al di fuori, e al di sopra, di differenze geografiche ed etniche. Ne nasce altresì il desiderio di effettuare attività radiantistica in paesi stranieri, cui si aggiunge spesso l’ambizione di attivare zone e paesi difficilmente e raramente collegabili. Per tali motivi, esistono accordi internazionali in base ai quali il radioamatore italiano può esercitare l'attività in molti Paesi stranieri senza alcuna formalità ed analogamente molti stranieri possono operare in Italia. A livello di ciascuna nazione esistono poi, praticamente lungo tutto l’arco dell’anno, svariate possibilità di incontri in occasione delle frequenti manifestazioni, mostre, ecc.

 

 

COLLEGAMENTI E GARE

Un indice concreto dell’attività operativa di ogni radioamatore è costituito dalla cosiddetta QSL, il nome attribuito alla cartolina di conferma personale che ciascuna stazione si scambia dopo ogni nuovo collegamento, e che rappresenta, per ogni radioamatore (chi più, chi meno), il più ambito oggetto di collezione. Esistono inoltre numerosi diplomi o attestati di attività, per aver collegato un predeterminato numero o tipo di stazioni, il cui rilascio di solito può avvenire solamente a chi esibisce, a documentazione della propria attività, il necessario numero di QSL, le quali costituiscono quindi la prova dell’avvenuto collegamento.

 

 

           L’ASPETTO SOCIALE

Ormai da molti decenni i radioamatori, opportunamente inquadrati in gruppi di pronto intervento, sono disponibili anche per mettere a disposizione la loro particolare abilità operativa e preparazione tecnica allo scopo di intervenire, in tempi brevissimi, nelle località che si trovino in situazioni di emergenza derivanti da calamità naturali. Terremoti e inondazioni in particolare hanno sempre visto arrivare per primi i radioamatori ed organizzare la gestione dei collegamenti e delle richieste di intervento almeno sino all’arrivo dei mezzi della pubblica Amministrazione. Occorre anche far notare quello che è un aspetto del tutto diverso e molto più personale, ancorché fortemente meritorio; molte persone malauguratamente soggette a qualche forma di handicap fisico che ne limiti in modo grave le possibilità di inserimento nella vita operativa sociale trovano, nell’attività radiantistica, la possibilità gratificante di instaurare contatti che vanno dalla semplice conoscenza alla vera e propria amicizia.

 

 

I RADIOAMATORI IN PACE ED IN GUERRA

Per oltre 60 anni il Servizio d’Amatore ha fornito una riserva di individui preparati ed esperti nelle tecniche delle radiocomunicazioni, e più recentemente nella teoria e nella pratica dell’elettronica e della propagazione. Durante la prima e la seconda guerra mondiale i radioamatori hanno servito gli eserciti di tutte le nazioni in conflitto. Ma a prescindere dalle esigenze belliche, la massa di tecnici ed operatori che risulta da un affermato Servizio d’Amatore è stata ripetutamente usata per fornire alla pubblica amministrazione validi sistemi ausiliari di comunicazione. I radioamatori infatti hanno spesso fornito servizi di comunicazione alternativi di emergenza ove nessun altro servizio del genere era esistente od ove quelli esistenti erano danneggiati.

          IL FUTURO DEL RADIANTISMO

Il Servizio d’Amatore continuerà a proseguire e ad estendersi fintanto che le pubbliche amministrazioni continueranno a riconoscere l’insostituibile apporto che i radioamatori sanno dare agli interessi dello Stato. Nei paesi in via di sviluppo, la presenza di un attivo movimento radiantistico può persino essere assai più importante che in qualche altro tecnologicamente più avanzato, poiché alcuni servizi effettuati dagli Amatori sarebbero antieconomici o non pratici se effettuati con altri mezzi. Tali paesi hanno ottenuto un’alta considerazione delle loro richieste alle recenti Conferenze delle Telecomunicazioni per i loro servizi interni, di radiodiffusione e radionavigazione. Un efficiente movimento di radioamatori in tali paesi potrebbe costituire una importante riserva umana di tecnici competenti per operare nei servizi governativi e non governativi, come pure fornire assistenza nelle telecomunicazioni in occasione di emergenze.

 

I RADIOAMATORI ED I CB

Il radioamatore (in gergo OM che sta per Old Man oppure HAM all’americana) è una figura diversa dal CB (Citizen Band – Banda Cittadina). Le differenze sono moltissime, a partire dal nominativo: nel caso del radioamatore è rilasciato da un ente statale al conseguimento di una patente, ed è unico in tutto il mondo; per il CB è un nome di pura fantasia (lupo grigio, falco, puffo, ecc...) e viene scelto dal singolo appassionato. Mentre per i radioamatori è necessario avere la patente di radiooperatore (rilasciata a seguito di esami) e la licenza per l’installazione della stazione per i CB è sufficiente chiedere un’autorizzazione e pagare un canone annuo per la concessione governativa. Le attività si svolgono su bande operative differenti: ai CB sono concessi solo alcuni canali sulle frequenze dei 27 MHz ed una potenza massima di 5 W, i radioamatori hanno a disposizione tante bande su frequenze diverse (dalle onde lunghe alle microonde), non sono rigidamente legati a dei canali prefissati, la potenza massima è di 50 o 500 W a seconda della licenza.  Potremmo dire che i CB si “dilettano” con la radio per comunicare tra di loro mentre i radioamatori sono dei professionisti delle telecomunicazioni, che comunque si divertono anch’essi. Un'ulteriore attività è quella degli SWL (Short Wave Listener, ascoltatori di onde corte) e dei BCL (BroadCast Listener, ascoltatori di stazioni di radiodiffusione) che si limitano all'ascolto.

 

LA COMUNICAZIONE TRA I RADIOAMATORI

I radioamatori usano la radio per comunicazioni tecniche. Non è permesso scambiare opinioni politiche, religiose e commerciali. Possono essere scambiate opinioni personali e specialmente pareri tecnici. Durante il collegamento vengono scambiati dei rapporti, composti da numeri, che identificano principalmente la qualità del segnale ricevuto e della modulazione. Nei modi digitali (RTTY, PSK, CW) il rapporto è composto da tre numeri, etichettati come RST (R=radio, S=segnale, T=tono) con i quali si fa conoscere al corrispondente la qualità della sua emissione. In fonia (SSB, FM, AM) il rapporto è composto da due numeri, cioè RS (R=radio, S=segnale).

 

RAPPORTO R-S-T

<TBODY>Valore R

Comprensibilità del segnale

1

Comprensibilità pressoché nulla, QSO quasi impossibile

2

Scarsa comprensibilità, molta difficoltà nel copiare l'emissione

3

Comprensibilità discreta, qualche difficoltà nel copiare l'emissione

4

Comprensibilità quasi totale con lievi difficoltà nel copiare l'emissione

5

Comprensibilità totale

 

Valore <TBODY>S

Intensità segnale

1

segnali appena percettibili

2

segnali debolissimi

3

segnali deboli

4

segnali di media intensità

5

segnali moderatamente buoni

6

segnali buoni

7

segnali moderatamente forti

8

segnali forti

9

segnali fortissimi

 

Valore <TBODY>T

qualità tono nota telegrafica (solo CW)

1

Estremamente rozzo, fischiante

2

Pessima nota, residuo di c.a.

3

Tonalità piuttosto rozza, poco musicale

4

Tonalità moderatamente musicale

5

Tonalità modulata musicalmente, deboli tracce di c.a.

6

Tonalità modulata musicalmente

7

Tonalità quasi costante, variazioni leggerissime

8

Tonalità quasi costante

9

Tonalità purissima

 

 

 

ASCOLTARE GLI OM

A chi si accinge ad ascoltare per la prima volta i propri "fratelli" radioamatori, l’impressione può non essere positiva e piacevole, può apparire proveniente da un altro mondo: spesso sommerse in un mare di disturbi, sono appena percepibili frasi rapide e spezzate in un linguaggio incomprensibile, da iniziati, e con una resa acustica spesso deformata nel tono, nonché coperta dall’interferenza di altre stazioni operanti in fonia e/o telegrafia. Fortunatamente, non è sempre così; si può quindi consigliare, ai meno esperti ed allenati, di cominciare con l’ascolto di quelle trasmittenti che arrivano forti e chiare: ce ne sono a tutte le ore, sulle bande giuste, basta avere la pazienza di cercarle.

Non tutte le bande sono disturbate, e, su quelle giuste, sarà possibile avvicinarsi al mondo degli OM senza subirne uno shock iniziale pericoloso e controproducente; così, ogni giorno che passa, l’ascolto apparirà meno difficile. Potrebbe però rimanere il problema del linguaggio, o meglio, della lingua. Occorre tener conto in partenza del fatto che, nei QSO internazionali, la lingua che risulta praticamente d’obbligo conoscere è l’inglese; ma questo al giorno d’oggi non costituisce un problema insuperabile: oltretutto, nella maggioranza dei casi si tratta di poche frasi ripetitive, sufficienti per lo scambio dei rapporti e dei dati necessari. Le abbreviazioni telegrafiche ed il codice Q semplificano poi nettamente il problema. L’ascolto, che secondo le ultime disposizioni di legge può oggi essere effettuato senza alcuna autorizzazione, è una indispensabile preparazione per conoscere le procedure necessarie ad effettuare i primi collegamenti che possono essere a corta o lunga distanza in funzione della frequenza utilizzata, della potenza impiegata, dell’ora del giorno o della notte, nonché delle condizioni della propagazione. Con l’ascolto si acquisiscono quelle nozioni necessarie, o meglio indispensabili per potere irradiare nello spazio i propri segnali ed avviare quindi i primi collegamenti che, secondo il codice Q che viene utilizzato nelle radio comunicazioni, assumono il nome di QSO. É un momento emozionante, che riempie di soddisfazione perché corona un periodo di impaziente attesa.

 

 

 

 
 
ALFABETO FONETICO INTERNAZIONALE ICAO

 

A

Alfa

 

N

November 

B

Bravo

 

O

Oscar

C

Charlie 

 

P

Papa

D

Delta

 

Q

Quebec 

E

Eco

 

R

Romeo

F

Fox-trot

 

S

Sierra

G

Golf

 

T

Tango

H

Hotel

 

U

Uniform

I

India

 

V

Victor

J

Juliet 

 

W

Whisky 

K

Kilo

 

X

X-Ray 

L

Lima

 

Y

Yankee 

M

Mike 

 

Z

Zulu

 

 

IL NOMINATIVO

Il nominativo del radioamatore è una "sigla" composta da lettere e numeri. Il nominativo è divisibile in due parti: il prefisso ed il suffisso. Esempio: IK1TZO - Il prefisso è IK1, il suffisso è TZO.

Il prefisso è sempre composto da due sezioni, una prima parte composta da una o più lettere ed un numero che indica la zona all'interno della nazione. Il suffisso è un insieme di lettere (da un minimo di un carattere) che identifica univocamente il radioamatore. Nel caso di IK1TZO, il significato è: IK nominativo italiano, 1 la zona italiana che nell'esempio in questione appartiene al Piemonte, TZO le tre lettere che assieme al prefisso identificano il radioamatore. I nominativi italiani sono progressivi, ad esempio per Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria sono stati assegnati i nominativi a partire da I1AAA fino a I1ZZZ. Per l'Italia, il numero che è presente nel prefisso è generalmente in relazione con il CAP del luogo. Attualmente in Italia vi sono diverse tipologie di prefissi, infatti non è difficile ascoltare Radioamatori il cui nominativo è I1, IK1, IZ1, IW1 le prime 3 serie contraddistinguono i radioamatori che hanno conseguito la licenza ORDINARIA, mentre IW indica quelli con licenza SPECIALE. La differenza tra ordinaria e speciale è che la prima permette l'uso di tutte le frequenze attribuite al servizio di radioamatore con potenza massima di 500W, mentre la seconda permette l'uso di frequenze solo al di sopra dei 50MHz (compresi) e con potenze ridotte a 50W.

Regione

Prefisso

Licenze Ordinarie

Licenze Speciali

Liguria

I1

I1,IK1,IZ1

IW1PA

IW1ZZZ

Isole liguri

IP1

 

 

 

Piemonte

I1

I1,IK1,IZ1

IW1AA

IW1OZZ

Valle d'Aosta

IX1

 

IW1AA

IW1OZZ

Lombardia

I2

I2,IK2,IZ2

IW2AA

IW2ZZZ

Veneto

I3

I3,IK3,IZ3

IW3EA

IW3PZZ

Isole venete

IL3

 

 

 

Trentino Alto Adige

IN3

IN3

IW3AA

IW3DZZ

Friuli Venezia Giulia

IV3

IV3

IW3QA

IW3ZZZ

Emilia Romagna

I4

I4,IK4,IZ4

IW4AA

IW4ZZZ

Isole romagnole

IL4

 

 

 

Toscana

I5

I5,IK5,IZ5

IW5AA

IW5ZZZ

Isole toscane

IA5

 

 

 

Marche

I6

I6,IK6,IZ6

IW6AA

IW6LZZ

Abruzzo

I6

I6,IK6,IZ6

IW6MA

IW6ZZZ

Isole abruzz.-marchig.

IL6

 

 

 

Puglia

I7

I7,IK7,IZ7

IW7AA

IW7XZZ

Isole Cheradi

IJ7

 

 

 

Basilicata (pr. Matera)

I7

I7,IK7,IZ7

IW7YA

IW7ZZZ

Isole pugliesi

IL7

 

 

 

Basilicata (pr. Potenza)

I8

I8,IK8,IZ8

IW8ZA

IW8ZZZ

Campania

I8

I8,IK8,IZ8

IW8AA

IW8OZZ

Isole campane

IC8

 

 

 

Calabria

I8

I8,IK8,IZ8

IW8PA

IW8WZZ

Molise

I8

I8,IK8,IZ8

IW8XA

IW8YZZ

Isole calabre-basilicata

IJ8

 

 

 

Sicilia

IT9

IT9

IW9AA

IW9ZZZ

Isole Eolie

ID9

 

 

 

Ustica

IE9

 

 

 

Isole Egadi

IF9

 

 

 

Isole Pelagie

IG9

 

 

 

Pantelleria

IH9

 

 

 

Isole Siciliane

IJ9

 

 

 

Isole molisane

IL9

 

 

 

Sardegna

IS0

IS0

IW0UA

IW9ZZZ

Isole sarde

IM0/IS0

 

 

 

Lazio

I0

I0,IK0,IZ0

IW0AA

IW0PZZ

Isole laziali

IB0

 

 

 

Umbria

I0

I0,IK0,IZ0

IW0QA

IW0TZZ

I radioamatori in origine, quando erano ancora in pochi erano TUTTI contraddistinti dal prefisso I1 e solo due lettere di suffisso, con il passare del tempo sono aumentate le richiesta di nominativi, quindi dapprima è stata aggiunta la terza lettera ed in seguito sono stati suddivisi per regioni I1, I2, I3, I4.... ecc. La continua richiesta ha generato la necessità di ricodificare anche i nominativi su scala regionale in quanto si è raggiunto il nominativo ZZZ. Il Ministero ha pensato quindi di variare il prefisso dal già esistente I1 con IK1 ed ora con IZ1, questo vuole dire che nella zona 1 si possono trovare: I1ABC, IK1ABC, IZ1ABC, e nella categoria licenze speciali IW1ABC. Le regioni a statuto speciale e le isole hanno un loro prefisso particolare.

 

RADIOAMATORI CELEBRI

In questo elenco potrete trovare molti nomi noti che sono, o sono stati, radioamatori ed il nominativo della loro stazione radio. Molti altri sono sicuramente sfuggiti ma la passione per la radio ha sicuramente contagiato in tutti i campi ed in tutti i paesi.

 

W0ORE Tony England Astronauta

K2ZCZ George Pataki Governatore di New York 1994

WA4SIR Ron Parise Astronauta

W5LFL Owen Garriot Astronauta

N5QWL Jay Apt Astronauta

KC5ZTA Koichi Wakata Astronauta

W6EZV Gen. Curtis LeMay

W6ZH Herbert Hoover, Jr. figlio del Presidente

K7UGA Barry Goldwater Senatore degli Stati Uniti

W8JK John Kraus Astronomo

CN8MH King Hassan II Re del Marocco

EA0JC Juan Carlos Re di Spagna

FO5GJ Marlon Brando Attore

GB1MIR Helen Sharman Astronauta

HS1A Bhumiphol Adulayadej Re della Thailandia

I0FCG Francesco Cossiga Presidente Italiano

JI1KIT Keizo Obuchi Primo Ministro del Giappone

JY1 King Hussein Re di Giordania

JY1NH Queen Noor Regina di Giordania

JY2HT Principe Hassan fratello del Re di Giordania

LU1SM Carlos Saul Menem Presidente dell’Argentina

OD5LE Emil Lahoud Presidente del Libano

SU1VN Principe Talal Arabia Saudita

UA1LO Yuri Gagarin primo cosmonauta

U2MIR/UV3AM Musa Manarov cosmonauta

VU2RG Rajiv Ghandi Primo Ministro dell’India

VU2SON Sonia Ghandi moglie di VU2RG

XE1GC Guillermo González Camarena inventore del tubo a colori per la televisione

YU1RL Radivoje "Rasa" Lazarevic Yugoslav ambasciatore del Brasile

K1JT Joe Taylor Premio Nobel per la fisica

SP3RN San Massimiliano Maria Kolbe Sacerdote francescano, teologo e filosofo, morto ad Auschwitz 1941

9K2CS Yousuf Al-Sabah Principe del Kuwait


LE BANDE OPERATIVE

I radioamatori possono operare su bande dello spettro radio ben precise. Le bande sono allocate in HF, VHF, UHF ed SHF, secondo il Piano nazionale di ripartizione delle frequenze, o PNRF, redatto dal Ministero delle Telecomunicazioni, su indicazioni dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni.

 

Bande

Frequenze

Statuto

licenza

Potenza max.

note

VLF

135,7-137,8 KHz

secondario

Solo classe A

1Watt e.r.p.

ultima banda assegnata

160 m

1830-1850 KHz

secondario

500 W

 

80 m

3500-3800 KHz

secondario

 

40 m

7000-7100 KHz

primario

 

30 m

10000-10150 KHz

secondario

esclusivo telegrafia

20 m

14000-14350 KHz

primario

 

17 m

18068-18168 KHz

secondario

 

15 m

21000-21350 KHz

primario

 

12 m

24890-24990 KHz

secondario

 

10 m

28000-29700 KHz

primario

 

6 m

50-51 MHz

secondario

Classi A e B

Classe A – 500W

 

Classe B – 50W

 

2 m

144-146 MHz

primario

Anche servizio satelliti

70 cm

430-434 MHz

secondario

 

435-436 MHz

primario

Anche servizio satelliti

436-438 MHz

secondario

Solo servizio satelliti

23 cm

1240-1245 MHz

secondario

ATV

1267-1270 MHz

secondario

Solo servizio satelliti

1296-1298 MHz

primario

50Watt e.r.p.

 

13 cm

2303-2313 MHz

secondario

Classe A – 500W

 

Classe B – 50W

 

2440-2450 MHz

primario

Anche servizio satelliti

6 cm

5650-5670 MHz

secondario

Solo servizio satelliti

5760-5770 MHz

primario

 

5830-5850 MHz

secondario

Solo servizio satelliti

3 cm

10,45-10,50 GHz

primario

Anche servizio satelliti

 

24,00-24,05 GHz

primario

Anche servizio satelliti

 

47,00-47,20 GHz

secondario

Anche servizio satelliti

 

75,50-76 GHz

secondario

Anche servizio satelliti

 

142-144 GHz

secondario

Anche servizio satelliti

 

248-250 GHz

secondario

Anche servizio satelliti

 

 

 

CODICE Q

Il Codice Q è un codice composto da gruppi di tre lettere da QAA fino a QZZ utilizzato per tutte le comunicazioni radio professionali. I radioamatori ne utilizzano solo alcuni gruppi e tralasciano quelli specifici destinati ai servizi militari, navali, aeronautici. Se il gruppo viene trasmesso seguito da un punto interrogativo ha il significato di domanda (ad esempio QRL ? significa “siete occupato?”).

 

Alcuni gruppi più utilizzati:

QRA Il nome della mia nave (o della mia stazione) è ...

QRB La distanza approssimativa fra le nostre stazioni e di ... miglia marine (o chilometri)

QRG La vostra frequenza esatta (o la frequenza esatta di ...) è ... kHz (o MHz)

QRK La comprensibilità dei vostri segnali è…….

QRL Sono occupato (o sono occupato con...)  (nome o  indicativo di chiamata, o entrambi).  Prego non disturbare

QRM: Disturbi provocati da altre emissioni radio

QRN: Disturbi atmosferici e scariche elettriche prodotte da veicoli

QRO Aumentate la potenza di emissione

QRP Diminuite la potenza di emissione

QRQ Trasmettete più in fretta

QRS Trasmettete più adagio

QRT: Fine trasmissioni

QRV Sono pronto

QRX Vi richiamerò alle ore ...  su ... kHz (o MHz)

QRZ: Nominativo della stazione che chiama

QSA La forza dei vostri segnali è ……..

QSB La forza dei vostri segnali varia.

QSL Vi accuso ricevuta. Confermo

QSO Collegamento. Posso comunicare con ...

QSX Sto in ascolto di ... (nome o indicativo di chiamata, o entrambi) su ... kHz (o MHz).

QSY Passate a trasmettere su altra frequenza (o su...kHz o MHz).

QTC: Messaggio urgente speciale con diritto di precedenza

QTH La mia posizione è ... di latitudine .... di longitudine (o in base a qualsiasi altra indicazione).

QTR: Ora esatta, locale o GMT.

 

 

                       IL "LOG" E LA "QSL"

Al termine della comunicazione è norma compilare il LOG di stazione, un diario obbligatorio, sul quale vengono elencati i collegamenti effettuati. In un secondo tempo vengono compilate le cartoline QSL. Il "registro di stazione", ovvero il LOG (secondo il classico e sintetico termine inglese), non è solamente un documento obbligatorio che va tenuto aggiornato in quanto rappresenta la registrazione ufficiale dell’attività di stazione, ma costituisce anche un utilissimo "diario di bordo" di tutta l’esperienza radiantistica personale maturata giorno per giorno. Su esso vanno registrati, con numerazione progressiva, tutti i collegamenti effettuati, con data e orario d’inizio e fine trasmissione, nominativo del corrispondente, frequenza di lavoro, rapporto dato e ricevuto, tipo di emissione; vi si riportano inoltre note di utilità sul corrispondente (nome, città, varie), nonché notizie sullo scambio di QSL e similari. La cartolina QSL è una cartolina personale, normalmente composta da una immagine o fotografia, con sovrastampato il nominativo della propria stazione ed i dati essenziali del collegamento effettuato. Una tipica QSL da spedire conterrà il nominativo, per esempio IK1TWC, i dati del collegamento effettuato, ossia la banda (ad esempio 20m), il modo (ad esempio SSB), la data e l'ora, unitamente al rapporto dato al corrispondente. Le cartoline QSL sono non soltanto una cortesia, cioè una conferma del collegamento avvenuto, ma diventano utili per l'ottenimento di un diploma. Nell'attività di SWL (Short Wave Listener) la QSL serve a certificare l'avvenuto ascolto (ricezione) di un collegamento bilaterale (QSO) tra due (o più) radioamatori. In questo caso l'SWL invierà la QSL ad entrambi i radioamatori ascoltati fornendo i dati relativi al QSO quali nominativi, data, orario, rapporti RST, banda, nomi, condizioni di ascolto ecc. È quindi doveroso da parte dei radioamatori ascoltati rispondere allo SWL con QSL di conferma che gli permettano il conseguimento dei diplomi.

 

 

I DIPLOMI

Molte associazioni radioamatoriali mondiali rilasciano dei diplomi, cioè degli attestati, a dimostrazione del raggiungimento di un certo numero di collegamenti con un certo numero di referenze. Il diploma più importante, seguito dalla maggioranza dei radioamatori, è il DXCC (DX Century Club) istituito nel lontano 1935 dall'ARRL, l'associazione radioamatoriale degli Stati Uniti d'America. Per ottenere questo diploma è necessario dimostrare, tramite le QSL ricevute, di essersi collegati con almeno 100 differenti Country, ognuna con la conferma della cartolina. Il Country può essere uno stato, ma anche un'isola che disti almeno 100 kilometri dalla terra ferma: in Italia, la Sardegna è un Country, mentre la Sicilia non lo è. Oltre al DXCC, tra i numerosi altri diplomi esistenti sono molto seguiti il diploma delle isole mondiali (IOTA, cioè Island On The Air), il diploma delle 40 Zone in cui è diviso il mondo (WAZ).

 

 


LA RADIO E L'ANTENNA

Per poter trasmettere sulle frequenze radioamatoriali, è necessario un apparato radio adeguato. La radio è collegata ad un'antenna di dimensioni inversamente proporzionali alla frequenza utilizzata. Le antenne innanzitutto si distinguono in direttive o omnidirezionali. Le prime permettono di amplificare il segnale di diverse unità. Un esempio di queste prime sono le antenne che abbiamo sul tetto per ricevere il segnale televisivo, sono puntate verso una sola direzione e amplificano un segnale molto debole. Le antenne omnidirezionali, invece, hanno il vantaggio di ricevere più segnali (provenienti da più parti) ottenendo un guadagno comunque sufficiente. Un esempio di queste ultime è dato dall'antennina dei cellulari.

Le antenne più utilizzate sono la verticale (ground plane), il dipolo, la direttiva Yagi. La frequenza su cui si trasmette determina la lunghezza d'onda e di conseguenza la dimensione fisica dell’antenna. In fisica è la lettera greca λ (Lambda). È calcolabile facendo tale divisione: 300.000 (km/s = velocità della luce) diviso la frequenza sulla quale si vuole trasmettere. Un dipolo per la banda degli 80m (3,6 MHz) sarà lungo circa 42m, una verticale per la banda dei 6m (50 MHz) sarà alta circa 1,5m.

 

 

 

                               ATTREZZATURA TIPO DI STAZIONE

Questo è un argomento su cui si potrebbe scrivere all’infinito, in quanto coinvolge aspetti tecnici, economici, commerciali e, perché no, logistici: oltretutto, la stazione di un radioamatore è una cosa molto personale e quindi ognuno ha una certa tendenza a impostarsela come vuole. Indipendentemente dallo spazio disponibile e dalla tipologia degli ambienti (un’apposita "sala radio" o un angolo della cucina!), vediamo cosa è necessario e cosa lo è di meno, riferendoci ad una stazione per HF. Sono necessari: l’apparato ricetrasmittente (o transceiver), il microfono, meglio se in versione da tavolo, il tasto per il CW, una cuffia adatta, un ROSmetro/wattmetro, l’impianto d’antenna. Il ricetrasmettitore può essere acquistato anche sul mercato dell’usato, cosa consigliabile in particolare ai principianti, magari facendosi consigliare da qualcuno esperto. Se l’apparecchio deve essere alimentato a 12 Volt è necessario un buon alimentatore di adeguata potenza (un tipico trasmettitore da 100W assorbe anche 20-25 Ampere di corrente). Se l’apparecchio è alimentato direttamente dalla rete a 220V, come nel caso dei vecchi ma sempre validi apparati a valvole, non è necessario l’alimentatore. L’ideale sarebbe avere a disposizione un tavolo/scrivania dove poter sistemare le apparecchiature ed avere contemporaneamente la possibilità di scrivere e di utilizzare un personal computer. Quest’ultimo è diventato un utile complemento della stazione radioamatoriale per tante applicazioni che troveremo in seguito. Per quanto riguarda le antenne si spazia dal semplice dipolo costruito in filo di rame, dallo stilo verticale in tubo di alluminio fino a grandi impianti di antenne direttive motorizzate installate su tralicci alti anche più di 20 metri. Tutto dipende dallo spazio disponibile, dai soldi che si è disposti a spendere e dalla tolleranza dei vicini di casa.

 

 

 

 

 


                     STAZIONI IN VHF E PONTI RIPETITORI

L’OM che lavora esclusivamente in VHF (144 – 146 MHz) o sulle UHF, avrà tutto semplificato, almeno sotto molti aspetti: le apparecchiature sono, in genere, più piccole (spesso portatili) ed anche gli impianti d’antenna più ridotti, non certo come prestazioni bensì come dimensioni. Le antenne direttive sono sempre multielementi, orientabili per mezzo di un rotore; la verticale è una scelta più economica e meno ingombrante, anche dal punto di vista estetico ed è l’unica possibilità per le stazioni mobili istallate sulle automobili. Per postazioni fisse sono spesso montati dei raggruppamenti di antenne che consentono direttività e guadagno elevati; si tratta in genere di installazioni di antenne per la ricezione e trasmissione da satelliti oppure per collegamenti a lunga distanza (DX). Dai 144 MHz in su è particolarmente diffusa anche l’attività in FM ed i collegamenti avvengono sia in diretta (simplex) sia mediante ponti ripetitori. Si tratta di stazioni ricetrasmittenti automatiche, in genere operanti in FM e montate in posizioni elevate, in modo da consentire la diffusione dei segnali ritrasmessi in zone ampie oppure non raggiungibili altrimenti allo scopo di estendere la copertura degli apparati mobili e palmari, in modo che essi possano comunicare fra di loro, anche se equipaggiati con piccole antenne e basse potenze. La particolare installazione dei ponti ripetitori li porta ad essere particolarmente utili anche in condizioni di emergenza e/o calamità.

 

 

  LE TECNICHE "AVANZATE"

Quasi tutti i modi di trasmissione che vanno, pertinentemente o no, sotto questo nome sono al giorno d’oggi gestiti dal computer: comunicazioni digitali (PACKET, RTTY, PSK, CLUSTER), inseguimento satelliti, trasmissioni televisive a scansione lenta o veloce (SSTV, ATV). Altri tipi di attività che vanno anch’esse sotto questa denominazione possono essere le comunicazioni in microonde, il meteor scatter, la riflessione lunare o da aurora boreale, e simili. Prima di accingersi ad affrontare queste tecniche, è assolutamente necessario approfondire le specifiche modalità operative su pubblicazioni specializzate (riviste o libri che siano); tuttavia, non possiamo esimerci, anche su questa modesta guida, dal fornire qualche sintetica indicazione a proposito di questi modi di fare attività radiantistica. Essi infatti sono sí più impegnativi da affrontare di quelli più classici ed abituali già citati (fonia e telegrafia), ma sono anche di notevole interesse e soddisfazione, per cui vale la pena di praticarli al meglio, affrontandoli con qualche idea già in partenza, ancor prima di fare delle scelte avventate.

 

                         Il packet-radio

Se si possiede un computer e si ha un po’ di dimestichezza col suo modo di operare, il "PACKET" diventa la naturale estensione dell’attività in VHF. La tecnica è semplice ed il sistema relativamente poco costoso; oltretutto, non è necessario un computer particolarmente potente ed evoluto. Sostanzialmente, tutto ciò che serve è una porta seriale, una scheda audio, che prevedibilmente costituiscono la normale dotazione del PC, una semplice interfaccia ed un programma di comunicazione, oltre naturalmente alla comune attrezzatura di stazione. In questo modo si può scrivere sulla tastiera del PC un messaggio che sarà ricevuto sullo schermo del corrispondente e viceversa. E’ possibile utilizzare altre stazioni (presidiate o meno) come ponti ripetitori del nostro segnale (DIGIPEATER), scambiare file, e-mail, ecc…

 

 

La RTTY

Analoga sotto molto aspetti alla tecnica di comunicazione packet, ma più semplice come prestazioni è la telescrivente via radio; la sigla infatti deriva da radioteletype. L’elemento fondamentale del sistema è sempre il computer che serve a convertire i normali caratteri nel tipico codice usato per questo sistema (il Baudot), oltre a disporre le sequenze di start e stop per la trasmissione e ricezione. Il display, quello che una volta era costituito da una vera e propria macchina (telescrivente), è oggi il normale monitor del PC. Può essere utilizzato un vero e proprio modem o più semplicemente sarà il PC ad assolvere a questa funzione tramite la scheda audio ed un software specifico. Metodi perfezionati ed attualmente in fase di sperimentazione da parte dei radioamatori sono: AMTOR, PSK31.

 

             Le trasmissioni di immagini

É forse il vecchio detto, secondo il quale un’immagine vale più di mille parole, che può giustificare il motivo per cui molti radioamatori sono anche interessati a sperimentare sistemi di comunicazione in grado di scambiarsi non solo parole, ma anche immagini. Fondamentalmente, sono tre i sistemi di comunicazione più comunemente usati, almeno nell’ambiente radiantistico; ciascuno di essi possiede caratteristiche ed applicazioni ben precise. Televisione a scansione veloce (FSTV) chiamata anche ATV (Amateur TeleVision). Rende possibile visualizzare immagini in movimento su un televisore commerciale (suono incluso); è quindi similare alla normale TV. SSTV (Slow Scan TeleVision) ovvero TV a scansione lenta; un’immagine che viene trasmessa lentamente (circa 2-4 minuti). La bassa risoluzione necessaria per immagini ferme, consente l’uso del sistema anche in HF. Facsimile (o fax). Si tratta di immagini ad alta risoluzione, tipicamente usate per la ricezione dei satelliti o comunque delle stazioni meteorologiche.

 

 

 

Tutto il resto

Non basterebbe un libro intero per descrivere quello che i radioamatori di tutto il mondo sperimentano ogni giorno. Citiamo solo alcune delle attività più conosciute e diffuse: comunicazioni in microonde, riflessione sugli sciami meteoritici (meteor scatter), riflessione lunare (EME), propagazione con aurora boreale, satelliti artificiali per telecomunicazioni, ponti radio e trasponder, telemetria, utilizzo delle onde lunghe con telegrafia coerente, ecc…

 

 

 

 


PREFISSI INTERNAZIONALI

AAA-ALZ

United States of America

 

GAA-GZZ

United Kingdom

 

PAA-PIZ

Netherlands (Kingdom of the)

AMA-AOZ

Spain

 

HAA-HAZ

Hungary (Republic of)

 

PJA-PJZ

Netherlands Antilles

APA-ASZ

Pakistan (Islamic Republic of)

 

HBA-HBZ

Switzerland (Confederation of)

 

PKA-POZ

Indonesia (Republic of)

ATA-AWZ

India (Republic of)

 

HCA-HDZ

Ecuador

 

PPA-PYZ

Brazil (Federative Republic of)

AXA-AXZ

Australia

 

HEA-HEZ

Switzerland (Confederation of)

 

PZA-PZZ

Suriname (Republic of)

AYA-AZZ

Argentine Republic

 

HFA-HFZ

Poland (Republic of)

 

P2A-P2Z

Papua New Guinea

A2A-A2Z

Botswana (Republic of)

 

HGA-HGZ

Hungary (Republic of)

 

P3A-P3Z

Cyprus (Republic of)

A3A-A3Z

Tonga (Kingdom of)

 

HHA-HHZ

Haiti (Republic of)

 

P4A-P4Z

Netherlands - Aruba

A4A-A4Z

Oman (Sultanate of)

 

HIA-HIZ

Dominican Republic

 

P5A-P9Z

Democratic Republic of Korea

A5A-A5Z

Bhutan (Kingdom of)

 

HJA-HKZ

Colombia (Republic of)

 

RAA-RZZ

Russian Federation

A6A-A6Z

United Arab Emirates

 

HLA-HLZ

Korea (Republic of)

 

SAA-SMZ

Sweden

A7A-A7Z

Qatar (State of)

 

HMA-HMZ

Democratic Republic of Korea

 

SNA-SRZ

Poland (Republic of)

A8A-A8Z

Liberia (Republic of)

 

HNA-HNZ

Iraq (Republic of)

 

SSA-SSM

Egypt (Arab Republic of)

A9A-A9Z

Bahrain (State of)

 

HOA-HPZ

Panama (Republic of)

 

SSN-STZ

Sudan (Republic of the)

BAA-BZZ

China (People's Republic of)

 

HQA-HRZ

Honduras (Republic of)

 

SUA-SUZ

Egypt (Arab Republic of)

CAA-CEZ

Chile

 

HSA-HSZ

Thailand

 

SVA-SZZ

Greece

CFA-CKZ

Canada

 

HTA-HTZ

Nicaragua

 

S2A-S3Z

Bangladesh (Republic of)

CLA-CMZ

Cuba

 

HUA-HUZ

El Salvador (Republic of)

 

S5A-S5Z

Slovenia (Republic of)

CNA-CNZ

Morocco (Kingdom of)

 

HVA-HVZ

Vatican City State

 

S6A-S6Z

Singapore (Republic of)

COA-COZ

Cuba

 

HWA-HYZ

France

 

S7A-S7Z

Seychelles (Republic of)

CPA-CPZ

Bolivia (Republic of)

 

HZA-HZZ

Saudi Arabia (Kingdom of)

 

S8A-S8Z

South Africa (Republic of)

CQA-CUZ

Portugal

 

H2A-H2Z

Cyprus (Republic of)

 

S9A-S9Z

Sao Tome and Principe

CVA-CXZ

Uruguay (Eastern Republic of)

 

H3A-H3Z

Panama (Republic of)

 

TAA-TCZ

Turkey

CYA-CZZ

Canada

 

H4A-H4Z

Solomon Islands

 

TDA-TDZ

Guatemala (Republic of)

C2A-C2Z

Nauru (Republic of)

 

H6A-H7Z

Nicaragua

 

TEA-TEZ

Costa Rica

C3A-C3Z

Andorra (Principality of)

 

H8A-H9Z

Panama (Republic of)

 

TFA-TFZ

Iceland

C4A-C4Z

Cyprus (Republic of)

 

IAA-IZZ

Italy

 

TGA-TGZ

Guatemala (Republic of)

C5A-C5Z

Gambia (Republic of the)

 

JAA-JSZ

Japan

 

THA-THZ

France

C6A-C6Z

Bahamas (Commonwealth of)

 

JTA-JVZ

Mongolia

 

TIA-TIZ

Costa Rica

C7A-C7Z

World Meteorological Organ.

 

JWA-JXZ

Norway

 

TJA-TJZ

Cameroon (Republic of)

C8A-C9Z

Mozambique (Republic of)

 

JYA-JYZ

Jordan (Hashemite Kingdom)

 

TKA-TKZ

France

DAA-DRZ

Germany (Federal Republic)

 

JZA-JZZ

Indonesia (Republic of)

 

TLA-TLZ

Central African Republic

DSA-DTZ

Korea (Republic of)

 

J2A-J2Z

Djibouti (Republic of)

 

TMA-TMZ

France

DUA-DZZ

Philippines (Republic of the)

 

J3A-J3Z

Grenada

 

TNA-TNZ

Congo (Republic of the)

D2A-D3Z

Angola (Republic of)

 

J4A-J4Z

Greece

 

TOA-TQZ

France

D4A-D4Z

Cape Verde (Republic of)

 

J5A-J5Z

Guinea-Bissau (Republic of)

 

TRA-TRZ

Gabonese Republic

D5A-D5Z

Liberia (Republic of)

 

J6A-J6Z

Saint Lucia

 

TSA-TSZ

Tunisia

D6A-D6Z

Comoros (Islamic Fed. Rep.)

 

J7A-J7Z

Dominica (Commonwealth of)

 

TTA-TTZ

Chad (Republic of)

D7A-D9Z

Korea (Republic of)

 

J8A-J8Z

Saint Vincent and Grenadines

 

TUA-TUZ

Côte d'Ivoire (Republic of)

EAA-EHZ

Spain

 

KAA-KZZ

United States of America

 

TVA-TXZ

France

EIA-EJZ

Ireland

 

LAA-LNZ

Norway

 

TYA-TYZ

Benin (Republic of)

EKA-EKZ

Armenia (Republic of)

 

LOA-LWZ

Argentine Republic

 

TZA-TZZ

Mali (Republic of)

ELA-ELZ

Liberia (Republic of)

 

LXA-LXZ

Luxembourg

 

T2A-T2Z

Tuvalu

EMA-EOZ

Ukraine

 

LYA-LYZ

Lithuania (Republic of)

 

T3A-T3Z

Kiribati (Republic of)

EPA-EQZ

Iran (Islamic Republic of)

 

LZA-LZZ

Bulgaria (Republic of)

 

T4A-T4Z

Cuba

ERA-ERZ

Moldova (Republic of)

 

L2A-L9Z

Argentine Republic

 

T5A-T5Z

Somali Democratic Republic

ESA-ESZ

Estonia (Republic of)

 

MAA-MZZ

United Kingdom

 

T6A-T6Z

Afghanistan (Islamic State of)

ETA-ETZ

Ethiopia (Federal Republic of)

 

NAA-NZZ

United States of America

 

T7A-T7Z

San Marino (Republic of)

EUA-EWZ

Belarus (Republic of)

 

OAA-OCZ

Peru

 

T8A-T8Z

Palau (Republic of)

EXA-EXZ

Kyrgyz Republic

 

ODA-ODZ

Lebanon

 

T9A-T9Z

Bosnia and Herzegovina

EYA-EYZ

Tajikistan (Republic of)

 

OEA-OEZ

Austria

 

UAA-UIZ

Russian Federation

EZA-EZZ

Turkmenistan

 

OFA-OJZ

Finland

 

UJA-UMZ

Uzbekistan (Republic of)

E2A-E2Z

Thailand

 

OKA-OLZ

Czech Republic

 

UNA-UQZ

Kazakhstan (Republic of)

E3A-E3Z

Eritrea

 

OMA-OMZ

Slovak Republic

 

URA-UZZ

Ukraine

E4A-E4Z

Palestine

 

ONA-OTZ

Belgium

 

VAA-VGZ

Canada

FAA-FZZ

France

 

OUA-OZZ

Denmark

 

VHA-VNZ

Australia

VOA-VOZ

Canada

 

3GA-3GZ

Chile

 

8OA-8OZ

Botswana (Republic of)

VPA-VQZ

United Kingdom

 

3HA-3UZ

China (People's Republic of)

 

8PA-8PZ

Barbados

VRA-VRZ

China (Republic of) - Honkong

 

3VA-3VZ

Tunisia

 

8QA-8QZ

Maldives (Republic of)

VSA-VSZ

United Kingdom

 

3WA-3WZ

Viet Nam (Socialist Republic)

 

8RA-8RZ

Guyana

VTA-VWZ

India (Republic of)

 

3XA-3XZ

Guinea (Republic of)

 

8SA-8SZ

Sweden

VXA-VYZ

Canada

 

3YA-3YZ

Norway

 

8TA-8YZ

India (Republic of)

VZA-VZZ

Australia

 

3ZA-3ZZ

Poland (Republic of)

 

8ZA-8ZZ

Saudi Arabia (Kingdom of)

V2A-V2Z

Antigua and Barbuda

 

4AA-4CZ

Mexico

 

9AA-9AZ

Croatia (Republic of)

V3A-V3Z

Belize

 

4DA-4IZ

Philippines (Republic of the)

 

9BA-9DZ

Iran (Islamic Republic of)

V4A-V4Z

Saint Kitts and Nevis

 

4JA-4KZ

Azerbaijani Republic

 

9EA-9FZ

Ethiopia (Fed. Dem. Republic)

V5A-V5Z

Namibia (Republic of)

 

4LA-4LZ

Georgia (Republic of)

 

9GA-9GZ

Ghana

V6A-V6Z

Micronesia (Federated States)

 

4MA-4MZ

Venezuela (Republic of)

 

9HA-9HZ

Malta

V7A-V7Z

Marshall Islands (Republic of )

 

4NA-4OZ

Yugoslavia (Federal Republic)

 

9IA-9JZ

Zambia (Republic of)

V8A-V8Z

Brunei Darussalam

 

4PA-4SZ

Sri Lanka (Dem. Social. Rep.)

 

9KA-9KZ

Kuwait (State of)

WAA-WZZ

United States of America

 

4TA-4TZ

Peru

 

9LA-9LZ

Sierra Leone

XAA-XIZ

Mexico

 

4UA-4UZ

United Nations

 

9MA-9MZ

Malaysia

XJA-XOZ

Canada

 

4VA-4VZ

Haiti (Republic of)

 

9NA-9NZ

Nepal

XPA-XPZ

Denmark

 

4XA-4XZ

Israel (State of)

 

9OA-9TZ

Congo Democratic Republic

XQA-XRZ

Chile

 

4YA-4YZ

Intern. Civil Aviation Organ.

 

9UA-9UZ

Burundi (Republic of)

XSA-XSZ

China (People's Republic of)

 

4ZA-4ZZ

Israel (State of)

 

9VA-9VZ

Singapore (Republic of)

XTA-XTZ

Burkina Faso

 

5AA-5AZ

Libya (Arab Jamahiriya)

 

9WA-9WZ

Malaysia

XUA-XUZ

Cambodia (Kingdom of)

 

5BA-5BZ

Cyprus (Republic of)

 

9XA-9XZ

Rwandese Republic

XVA-XVZ

Viet Nam (Socialist Republic)

 

5CA-5GZ

Morocco (Kingdom of)

 

9YA-9ZZ

Trinidad and Tobago

XWA-XWZ

Lao Democratic Republic

 

5HA-5IZ

Tanzania (United Republic of)

 

 

 

XXA-XXZ

Portugal

 

5JA-5KZ

Colombia (Republic of)

 

 

 

XYA-XZZ

Myanmar (Union of)

 

5LA-5MZ

Liberia (Republic of)

 

 

 

YAA-YAZ

Afghanistan (Islamic State of)

 

5NA-5OZ

Nigeria (Federal Republic of)

 

 

 

YBA-YHZ

Indonesia (Republic of)

 

5PA-5QZ

Denmark

 

 

 

YIA-YIZ

Iraq (Republic of)

 

5RA-5SZ

Madagascar (Republic of)

 

 

 

YJA-YJZ

Vanuatu (Republic of)

 

5TA-5TZ

Mauritania (Islamic Republic )

 

 

 

YKA-YKZ

Syrian Arab Republic

 

5UA-5UZ

Niger (Republic of the)

 

 

 

YLA-YLZ

Latvia (Republic of)

 

5VA-5VZ

Togolese Republic

 

 

 

YMA-YMZ

Turkey

 

5WA-5WZ

Western Samoa

 

 

 

YNA-YNZ

Nicaragua