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IL SERVIZIO DI RADIOAMATORE
L’attività di radioamatore, che ha preso l’avvio agli inizi del XX secolo, è una delle più antiche nel campo delle telecomunicazioni. La definizione formale, ed ufficiale, del servizio di radioamatore, è contenuta nel regolamento Internazionale delle Telecomunicazioni, stilato e pubblicato a cura della International Telecommunication Union (I.T.U.). Il radiantismo costituisce l’unico mezzo attraverso il quale singoli individui, distanti fra loro anche migliaia di chilometri, possono venire a contatto ed a conoscenza senza coinvolgere alcun intermediario. Questa é l’impostazione generale dell’attività radiantistica secondo le convenzioni della I.T.U. e della I.A.R.U. (International Amateur Radio Union), l’ente costituito dall’unione di tutte le Associazioni di radioamatori del mondo, e che le rappresenta ad alto livello internazionale.
QUANDO É NATO IL RADIANTISMO
Gli
inizi del radiantismo prendono il loro avvio, in analogia con quelli della
Radio in generale, dai fenomeni fisici ed elettrici preliminarmente studiati
dai precursori del settore. Infatti, dopo le antiche e poco più che casuali
ricerche di Ampere, Faraday, Galvani e altri, nonché dopo i primi inquadramenti
teorici da parte di Maxwell ed Hertz, fu Guglielmo Marconi che (mettendo in
pratica applicazione tutto quanto da altri anticipato, assieme alle proprie
intuizioni) sviluppò il primo sistema di telecomunicazione ad onde hertziane,
atto a trasmettere e ricevere messaggi via radio. Era il 1895: i mezzi a
disposizione, i sistemi adottati, lo spirito, erano quanto di più consono si
potrebbe oggi pensare per esemplificare l’attività di radioamatore. Il resto,
ormai, è storia: in un paio d’anni i pochi chilometri coperti dalla telegrafia
senza fili aumentarono alle decine, alle centinaia; nel 1898 fu stabilito il
collegamento fra Dover (Inghilterra) e Vimereux (Francia) attraverso il canale
della Manica; nel 1901, infine, la lettera S, sotto forma di tre flebili punti
dell’alfabeto Morse, attraversò l’Oceano Atlantico fra Cornovaglia (Poldhu) e
San Giovanni di Terranova (Canada). E così mentre il XX secolo iniziava il suo
duro e travagliato cammino, centinaia di amatori-sperimentatori che erano
subito sbocciati alla notizia dei primi esperimenti, ricevettero la
notizia-thrilling che i 3400 km di oceano, contrariamente alle affermazioni
della scienza ufficiale, erano stati per la prima volta superati dalle onde
radio. Cominciò allora la competizione: nel decennio che seguì, centinaia di
rudimentali trasmettitori e ricevitori furono costruiti in Europa ed in
America; il movimento dei radioamatori cominciò ad affermarsi in tutti i paesi
del vecchio e del nuovo mondo, fino ad arrivare poi al suo riconoscimento
ufficiale.
Guglielmo
Marconi può essere considerato il primo radioamatore del mondo, non solo da un
punto di vista scientifico, ma particolarmente cronologico; un radioamatore
ante litteram, che fu anche il primo Presidente, nel lontano 1927, dell’allora
nascente Associazione che raggruppava i precursori del radiantismo italiano. Ma
subito in Italia questa attività venne guardata con sospetto dalle autorità
preposte, ed i radioamatori, tra divieti, sequestri ed angherie, mantennero in
vita la loro passione ed il loro sodalizio in una atmosfera di clandestinità
che terminò solo alla fine della seconda guerra mondiale. Nel 1946 le autorità
alleate di occupazione, nei cui paesi il movimento radiantistico si era nel
frattempo liberamente sviluppato, emisero i primi permessi provvisori. Fu
indubbiamente un grande atto di stima nei riguardi dei radioamatori di un paese
vinto ed occupato militarmente. Vennero le alluvioni, i terremoti: dal Polesine
a Firenze, alla Sicilia, al Friuli, all’Irpinia. Per la prima volta la cronaca
si occupò dei radioamatori, di questi oscuri privati cittadini che erano stati
in grado di sostituire le reti ufficiali di telecomunicazione laddove queste
ultime erano state interrotte o distrutte. Gli organi dello Stato e l'opinione
pubblica cominciarono a rendersi conto dell’utilità del Servizio e dell’opera
degli appassionati che, anche nelle condizioni più impensate e con mezzi di
fortuna, realizzavano ciò che la potente, ma lenta macchina ufficiale, non era
certo in grado di improvvisare. Per ben 48 ore le uniche comunicazioni con Firenze
allagata, ad esempio, furono realizzate dai radioamatori, postisi a
disposizione delle organizzazioni di soccorso. Non si contano ormai più i casi
in cui un appello di ricerca di medicinali lanciato dalla rete dei radioamatori
ha permesso di salvare vite umane, o almeno di alleviare le sofferenze di
sventurati.
CHI SONO I RADIOAMATORI
Per
la maggior parte, si tratta di persone che esplicano attività che niente a che
fare hanno con la radio e l’elettronica; ma c’è anche una nutrita schiera di
tecnici professionisti legati all’industria radioelettronica. Sono
prevalentemente di sesso maschile, ma non manca una qualificata rappresentanza
di radioamatrici. Il numero di radioamatori nel mondo supera oggi i 2 milioni,
tre quarti dei quali sono concentrati fra Giappone ed U.S.A.: ciò dimostra
quanto l’attività radiantistica sia legata allo sviluppo tecnico e tecnologico.
In Italia, il numero complessivo delle autorizzazioni si aggira sulle 40.000.
Il possesso di una apposita autorizzazione consente ai radioamatori di
comunicare uno con l’altro o per mezzo del codice Morse (telegrafia) o mediante
la voce (telefonia). Altri sistemi di comunicazione in uso fra i radioamatori
sono anche telescrivente, televisione e trasmissione digitale, codificata
secondo gli standard più comuni. Le trasmissioni vengono effettuate su bande di
frequenza ben precise, assegnate al servizio di radioamatore secondo rigorose
convenzioni internazionali. L’autorizzazione ad operare nelle suddette bande di
frequenza significa in pratica, ottenere l’apposita autorizzazione dall’Ente
governativo a ciò preposto (in Italia, il Ministero delle Comunicazioni), per
operare con apparecchiature riceventi e trasmittenti private e personali dalla
propria abitazione, dal proprio automezzo, dalla seconda casa o altrove.
L'autorizzazione di stazione di radioamatore, oltre a definire automaticamente
le bande di frequenze e la potenza di trasmissione consentite, assegna al
radioamatore stesso un ben preciso nominativo personale. Tutti coloro che
intendono ottenere una autorizzazione di trasmissione devono prima entrare in
possesso della patente di radiooperatore; per questo, è necessario dimostrare,
a temine del regolamento emanato dal Ministero delle Comunicazioni, le proprie
conoscenze teoriche e l’abilità nel ricevere e trasmettere, nonché la
conoscenza dei regolamenti nazionali ed internazionali del Servizio. L’apposito
esame va sostenuto presso le sedi periferiche dell’Amministrazione competente,
site di norma nei capoluoghi di regione. I radioamatori di tutte le parti del
mondo sono, in buona parte, organizzati in Associazioni Nazionali. A loro
volta, la maggior parte di queste Associazioni Nazionali fa parte della
I.A.R.U., l’Unione Internazionale dei radioamatori, organismo nato 1925 per
rappresentare e coordinare l’attività radiantistica in tutto il mondo,
specialmente nei confronti delle Amministrazioni e dei Governi. In Italia
l’Associazione che rappresenta i radioamatori e ne comprende circa 18.000 è
l’A.R.I., Associazione Radioamatori Italiani, fondata nel 1927 dai più bei nomi
della radiotecnica italiana del tempo ed eretta in Ente Morale nel 1950.
Stante
l’aspetto istituzionalmente sperimentale dell’attività radiantistica ne è
logicamente conseguito un contributo considerevole allo sviluppo delle
radiocomunicazioni, secondo una buona varietà di applicazioni pratiche non
associate ad alcun programma ufficiale di ricerca tecnico-scientifica. Molti
circuiti furono sviluppati, o anche solo perfezionati, dai radioamatori; certe
tecniche, o l’uso di certe frequenze, si sono affermate per merito loro. I
radioamatori hanno partecipato, e partecipano tuttora, seppure indirettamente,
alle ricerche spaziali, costituendo una potenzialmente enorme organizzazione di
radioascolto, ad iniziare dal lancio del primo Sputnik (novembre 1957); ora
sono giunti a costruire stazioni ricetrasmittenti ripetitrici installate su
satelliti per comunicazioni specifiche del nostro settore e messi in orbita
dagli appositi Enti spaziali, attivabili un po’ in tutto il mondo. In
moltissimi paesi di tutte le parti del mondo, per iniziativa di gruppi di
radioamatori quasi sempre inquadrati nelle rispettive Associazioni, vengono
installate maglie di ponti ripetitori (di cui oltretutto viene curata attivazione
e manutenzione), non solo allo scopo di ottenere dati tecnico-scientifici sul
comportamento delle radioonde alle varie frequenze (specie per quelle più
elevate), ma anche per costituire una rete di comunicazioni di emergenza in
caso di calamità. Lo studio dei particolari comportamenti delle onde
elettromagnetiche si sviluppa con ricchezza di risultati sia verso le anomalie
(siano esse sporadiche o più o meno regolari) derivanti da fenomeni astrofisici
come aurore boreali, sciami meteorici, ecc., sia verso le zone inesplorate
delle più alte gamme di frequenza, vale a dire le microonde: è proprio in
questi settori specifici e specialistici che l’apporto dei radioamatori può
ancora risultare importante e meritorio.
Le
associazioni radiantistiche delle nazioni più progredite hanno realizzato, nei
molti decenni di attività, una notevole ed importante quantità di letteratura
tecnica sui più svariati aspetti della tecnica delle radiocomunicazioni. Molte
di queste associazioni, un po’ in tutto il mondo, pubblicano riviste mensili (i
loro organi ufficiali) scritte da e per radioamatori, in cui sono descritti gli
aspetti tecnici, operativi nonché associativi dell’attività radiantistica; con
gli stessi fini, alcune di esse pubblicano manuali e guide che costituiscono
praticamente dei veri e propri libri di testo sia sulla teoria elementare che
sugli aspetti più specialistici ed avanzati dei vari settori di questa vasta
materia.
Il radiantismo rappresenta una occasione pressoché unica di amicizie nate "in aria", ma che possono consolidarsi di persona al di fuori, e al di sopra, di differenze geografiche ed etniche. Ne nasce altresì il desiderio di effettuare attività radiantistica in paesi stranieri, cui si aggiunge spesso l’ambizione di attivare zone e paesi difficilmente e raramente collegabili. Per tali motivi, esistono accordi internazionali in base ai quali il radioamatore italiano può esercitare l'attività in molti Paesi stranieri senza alcuna formalità ed analogamente molti stranieri possono operare in Italia. A livello di ciascuna nazione esistono poi, praticamente lungo tutto l’arco dell’anno, svariate possibilità di incontri in occasione delle frequenti manifestazioni, mostre, ecc.
Un indice concreto dell’attività operativa di ogni radioamatore è costituito dalla cosiddetta QSL, il nome attribuito alla cartolina di conferma personale che ciascuna stazione si scambia dopo ogni nuovo collegamento, e che rappresenta, per ogni radioamatore (chi più, chi meno), il più ambito oggetto di collezione. Esistono inoltre numerosi diplomi o attestati di attività, per aver collegato un predeterminato numero o tipo di stazioni, il cui rilascio di solito può avvenire solamente a chi esibisce, a documentazione della propria attività, il necessario numero di QSL, le quali costituiscono quindi la prova dell’avvenuto collegamento.
Ormai
da molti decenni i radioamatori, opportunamente inquadrati in gruppi di pronto
intervento, sono disponibili anche per mettere a disposizione la loro
particolare abilità operativa e preparazione tecnica allo scopo di intervenire,
in tempi brevissimi, nelle località che si trovino in situazioni di emergenza
derivanti da calamità naturali. Terremoti e inondazioni in particolare hanno
sempre visto arrivare per primi i radioamatori ed organizzare la gestione dei
collegamenti e delle richieste di intervento almeno sino all’arrivo dei mezzi
della pubblica Amministrazione. Occorre anche far notare quello che è un
aspetto del tutto diverso e molto più personale, ancorché fortemente meritorio;
molte persone malauguratamente soggette a qualche forma di handicap fisico che
ne limiti in modo grave le possibilità di inserimento nella vita operativa sociale
trovano, nell’attività radiantistica, la possibilità gratificante di instaurare
contatti che vanno dalla semplice conoscenza alla vera e propria amicizia.
Per
oltre 60 anni il Servizio d’Amatore ha fornito una riserva di individui
preparati ed esperti nelle tecniche delle radiocomunicazioni, e più
recentemente nella teoria e nella pratica dell’elettronica e della
propagazione. Durante la prima e la seconda guerra mondiale i radioamatori
hanno servito gli eserciti di tutte le nazioni in conflitto. Ma a prescindere
dalle esigenze belliche, la massa di tecnici ed operatori che risulta da un
affermato Servizio d’Amatore è stata ripetutamente usata per fornire alla pubblica
amministrazione validi sistemi ausiliari di comunicazione. I radioamatori
infatti hanno spesso fornito servizi di comunicazione alternativi di emergenza
ove nessun altro servizio del genere era esistente od ove quelli esistenti
erano danneggiati.

Il
Servizio d’Amatore continuerà a proseguire e ad estendersi fintanto che le
pubbliche amministrazioni continueranno a riconoscere l’insostituibile apporto
che i radioamatori sanno dare agli interessi dello Stato. Nei paesi in via di
sviluppo, la presenza di un attivo movimento radiantistico può persino essere
assai più importante che in qualche altro tecnologicamente più avanzato, poiché
alcuni servizi effettuati dagli Amatori sarebbero antieconomici o non pratici
se effettuati con altri mezzi. Tali paesi hanno ottenuto un’alta considerazione
delle loro richieste alle recenti Conferenze delle Telecomunicazioni per i loro
servizi interni, di radiodiffusione e radionavigazione. Un efficiente movimento
di radioamatori in tali paesi potrebbe costituire una importante riserva umana
di tecnici competenti per operare nei servizi governativi e non governativi,
come pure fornire assistenza nelle telecomunicazioni in occasione di emergenze.
Il radioamatore (in gergo OM che sta per Old Man oppure HAM all’americana) è una figura diversa dal CB (Citizen Band – Banda Cittadina). Le differenze sono moltissime, a partire dal nominativo: nel caso del radioamatore è rilasciato da un ente statale al conseguimento di una patente, ed è unico in tutto il mondo; per il CB è un nome di pura fantasia (lupo grigio, falco, puffo, ecc...) e viene scelto dal singolo appassionato. Mentre per i radioamatori è necessario avere la patente di radiooperatore (rilasciata a seguito di esami) e la licenza per l’installazione della stazione per i CB è sufficiente chiedere un’autorizzazione e pagare un canone annuo per la concessione governativa. Le attività si svolgono su bande operative differenti: ai CB sono concessi solo alcuni canali sulle frequenze dei 27 MHz ed una potenza massima di 5 W, i radioamatori hanno a disposizione tante bande su frequenze diverse (dalle onde lunghe alle microonde), non sono rigidamente legati a dei canali prefissati, la potenza massima è di 50 o 500 W a seconda della licenza. Potremmo dire che i CB si “dilettano” con la radio per comunicare tra di loro mentre i radioamatori sono dei professionisti delle telecomunicazioni, che comunque si divertono anch’essi. Un'ulteriore attività è quella degli SWL (Short Wave Listener, ascoltatori di onde corte) e dei BCL (BroadCast Listener, ascoltatori di stazioni di radiodiffusione) che si limitano all'ascolto.
I radioamatori usano la radio per comunicazioni tecniche. Non è permesso scambiare opinioni politiche, religiose e commerciali. Possono essere scambiate opinioni personali e specialmente pareri tecnici. Durante il collegamento vengono scambiati dei rapporti, composti da numeri, che identificano principalmente la qualità del segnale ricevuto e della modulazione. Nei modi digitali (RTTY, PSK, CW) il rapporto è composto da tre numeri, etichettati come RST (R=radio, S=segnale, T=tono) con i quali si fa conoscere al corrispondente la qualità della sua emissione. In fonia (SSB, FM, AM) il rapporto è composto da due numeri, cioè RS (R=radio, S=segnale).
RAPPORTO R-S-T
|
<TBODY>Valore R |
Comprensibilità
del segnale
|
|
1 |
Comprensibilità
pressoché nulla, QSO quasi impossibile |
|
2 |
Scarsa comprensibilità,
molta difficoltà nel copiare l'emissione |
|
3 |
Comprensibilità
discreta, qualche difficoltà nel copiare l'emissione |
|
4 |
Comprensibilità
quasi totale con lievi difficoltà nel copiare l'emissione |
|
5 |
Comprensibilità
totale |
|
Valore <TBODY>S |
Intensità
segnale |
|
1 |
segnali appena
percettibili |
|
2 |
segnali debolissimi
|
|
3 |
segnali deboli |
|
4 |
segnali di media
intensità |
|
5 |
segnali
moderatamente buoni |
|
6 |
segnali buoni |
|
7 |
segnali moderatamente
forti |
|
8 |
segnali forti |
|
9 |
segnali fortissimi |
|
Valore <TBODY>T |
qualità tono
nota telegrafica (solo CW) |
|
1 |
Estremamente rozzo,
fischiante |
|
2 |
Pessima nota,
residuo di c.a. |
|
3 |
Tonalità piuttosto rozza,
poco musicale |
|
4 |
Tonalità
moderatamente musicale |
|
5 |
Tonalità modulata
musicalmente, deboli tracce di c.a. |
|
6 |
Tonalità modulata
musicalmente |
|
7 |
Tonalità quasi
costante, variazioni leggerissime |
|
8 |
Tonalità quasi
costante |
|
9 |
Tonalità purissima |
A chi si accinge ad ascoltare per la prima volta i propri "fratelli" radioamatori, l’impressione può non essere positiva e piacevole, può apparire proveniente da un altro mondo: spesso sommerse in un mare di disturbi, sono appena percepibili frasi rapide e spezzate in un linguaggio incomprensibile, da iniziati, e con una resa acustica spesso deformata nel tono, nonché coperta dall’interferenza di altre stazioni operanti in fonia e/o telegrafia. Fortunatamente, non è sempre così; si può quindi consigliare, ai meno esperti ed allenati, di cominciare con l’ascolto di quelle trasmittenti che arrivano forti e chiare: ce ne sono a tutte le ore, sulle bande giuste, basta avere la pazienza di cercarle.
Non
tutte le bande sono disturbate, e, su quelle giuste, sarà possibile avvicinarsi
al mondo degli OM senza subirne uno shock iniziale pericoloso e
controproducente; così, ogni giorno che passa, l’ascolto apparirà meno
difficile. Potrebbe però rimanere il problema del linguaggio, o meglio, della
lingua.
Occorre
tener conto in partenza del fatto che, nei QSO internazionali, la lingua che
risulta praticamente d’obbligo conoscere è l’inglese; ma questo al giorno d’oggi
non costituisce un problema insuperabile: oltretutto, nella maggioranza dei
casi si tratta di poche frasi ripetitive, sufficienti per lo scambio dei
rapporti e dei dati necessari. Le abbreviazioni telegrafiche ed il codice Q
semplificano poi nettamente il problema. L’ascolto, che secondo le ultime
disposizioni di legge può oggi essere effettuato senza alcuna autorizzazione, è
una indispensabile preparazione per conoscere le procedure necessarie ad
effettuare i primi collegamenti che possono essere a corta o lunga distanza in
funzione della frequenza utilizzata, della potenza impiegata, dell’ora del
giorno o della notte, nonché delle condizioni della propagazione. Con l’ascolto
si acquisiscono quelle nozioni necessarie, o meglio indispensabili per potere
irradiare nello spazio i propri segnali ed avviare quindi i primi collegamenti
che, secondo il codice Q che viene utilizzato nelle radio comunicazioni,
assumono il nome di QSO. É un momento emozionante, che riempie di soddisfazione
perché corona un periodo di impaziente attesa.
|
A |
Alfa |
|
N |
November |
|
B |
Bravo |
|
O |
Oscar |
|
C |
Charlie
|
|
P |
Papa |
|
D |
Delta |
|
Q |
Quebec |
|
E |
Eco |
|
R |
Romeo |
|
F |
Fox-trot |
|
S |
Sierra |
|
G |
Golf |
|
T |
Tango |
|
H |
Hotel |
|
U |
Uniform |
|
I |
India |
|
V |
Victor |
|
J |
Juliet
|
|
W |
Whisky
|
|
K |
Kilo |
|
X |
X-Ray
|
|
L |
Lima |
|
Y |
Yankee |
|
M |
Mike |
|
Z |
Zulu |
Il nominativo del radioamatore è una "sigla" composta da lettere e numeri. Il nominativo è divisibile in due parti: il prefisso ed il suffisso. Esempio: IK1TZO - Il prefisso è IK1, il suffisso è TZO.
Il
prefisso è sempre composto da due sezioni, una prima parte composta da una o
più lettere ed un numero che indica la zona all'interno della nazione. Il
suffisso è un insieme di lettere (da un minimo di un carattere) che identifica
univocamente il radioamatore. Nel caso di IK1TZO, il significato è: IK
nominativo italiano, 1 la zona italiana che nell'esempio in questione
appartiene al Piemonte, TZO le tre lettere che assieme al prefisso identificano
il radioamatore. I nominativi italiani sono progressivi, ad esempio per
Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria sono stati assegnati i nominativi a partire
da I1AAA fino a I1ZZZ. Per l'Italia, il numero che è presente nel prefisso è
generalmente in relazione con il CAP del luogo. Attualmente in Italia vi sono
diverse tipologie di prefissi, infatti non è difficile ascoltare Radioamatori
il cui nominativo è I1, IK1, IZ1, IW1 le prime 3 serie contraddistinguono i
radioamatori che hanno conseguito la licenza ORDINARIA, mentre IW indica quelli
con licenza SPECIALE. La differenza tra ordinaria e speciale è che la prima
permette l'uso di tutte le frequenze attribuite al servizio di radioamatore con
potenza massima di 500W, mentre la seconda permette l'uso di frequenze solo al
di sopra dei 50MHz (compresi) e con potenze ridotte a 50W.
Regione
|
Prefisso
|
Licenze Ordinarie |
Licenze
Speciali |
|
|
Liguria |
I1 |
I1,IK1,IZ1 |
IW1PA |
IW1ZZZ |
|
Isole
liguri |
IP1 |
|
|
|
|
Piemonte
|
I1 |
I1,IK1,IZ1 |
IW1AA |
IW1OZZ |
|
Valle
d'Aosta |
IX1 |
|
IW1AA |
IW1OZZ |
|
Lombardia
|
I2 |
I2,IK2,IZ2 |
IW2AA |
IW2ZZZ |
|
Veneto
|
I3 |
I3,IK3,IZ3 |
IW3EA |
IW3PZZ |
|
Isole
venete |
IL3 |
|
|
|
|
Trentino
Alto Adige |
IN3 |
IN3 |
IW3AA |
IW3DZZ |
|
Friuli
Venezia Giulia |
IV3 |
IV3 |
IW3QA |
IW3ZZZ |
|
Emilia
Romagna |
I4 |
I4,IK4,IZ4 |
IW4AA |
IW4ZZZ |
|
Isole
romagnole |
IL4 |
|
|
|
|
Toscana
|
I5 |
I5,IK5,IZ5 |
IW5AA |
IW5ZZZ |
|
Isole
toscane |
IA5 |
|
|
|
|
Marche
|
I6 |
I6,IK6,IZ6 |
IW6AA |
IW6LZZ |
|
Abruzzo
|
I6 |
I6,IK6,IZ6 |
IW6MA |
IW6ZZZ |
|
Isole
abruzz.-marchig. |
IL6 |
|
|
|
|
Puglia
|
I7 |
I7,IK7,IZ7 |
IW7AA |
IW7XZZ |
|
Isole
Cheradi |
IJ7 |
|
|
|
|
Basilicata
(pr. Matera) |
I7 |
I7,IK7,IZ7 |
IW7YA |
IW7ZZZ |
|
Isole
pugliesi |
IL7 |
|
|
|
|
Basilicata
(pr. Potenza) |
I8 |
I8,IK8,IZ8 |
IW8ZA |
IW8ZZZ |
|
Campania
|
I8 |
I8,IK8,IZ8 |
IW8AA |
IW8OZZ |
|
Isole
campane |
IC8 |
|
|
|
|
Calabria
|
I8 |
I8,IK8,IZ8 |
IW8PA |
IW8WZZ |
|
Molise
|
I8 |
I8,IK8,IZ8 |
IW8XA |
IW8YZZ |
|
Isole
calabre-basilicata |
IJ8 |
|
|
|
|
Sicilia
|
IT9 |
IT9 |
IW9AA |
IW9ZZZ |
|
Isole
Eolie |
ID9 |
|
|
|
|
Ustica
|
IE9 |
|
|
|
|
Isole
Egadi |
IF9 |
|
|
|
|
Isole Pelagie |
IG9 |
|
|
|
|
Pantelleria
|
IH9 |
|
|
|
|
Isole
Siciliane |
IJ9 |
|
|
|
|
Isole
molisane |
IL9 |
|
|
|
|
Sardegna |
IS0 |
IS0 |
IW0UA |
IW9ZZZ |
|
Isole sarde |
IM0/IS0 |
|
|
|
|
Lazio
|
I0 |
I0,IK0,IZ0 |
IW0AA |
IW0PZZ |
|
Isole
laziali |
IB0 |
|
|
|
|
Umbria
|
I0 |
I0,IK0,IZ0 |
IW0QA |
IW0TZZ |
I radioamatori in origine, quando erano ancora in pochi erano TUTTI contraddistinti dal prefisso I1 e solo due lettere di suffisso, con il passare del tempo sono aumentate le richiesta di nominativi, quindi dapprima è stata aggiunta la terza lettera ed in seguito sono stati suddivisi per regioni I1, I2, I3, I4.... ecc. La continua richiesta ha generato la necessità di ricodificare anche i nominativi su scala regionale in quanto si è raggiunto il nominativo ZZZ. Il Ministero ha pensato quindi di variare il prefisso dal già esistente I1 con IK1 ed ora con IZ1, questo vuole dire che nella zona 1 si possono trovare: I1ABC, IK1ABC, IZ1ABC, e nella categoria licenze speciali IW1ABC. Le regioni a statuto speciale e le isole hanno un loro prefisso particolare.
In questo elenco potrete trovare molti nomi noti che sono, o sono stati, radioamatori ed il nominativo della loro stazione radio. Molti altri sono sicuramente sfuggiti ma la passione per la radio ha sicuramente contagiato in tutti i campi ed in tutti i paesi.
W0ORE Tony
England Astronauta
K2ZCZ
George Pataki Governatore di New York 1994
WA4SIR Ron Parise
Astronauta
W5LFL Owen
Garriot Astronauta
N5QWL Jay Apt
Astronauta
KC5ZTA Koichi
Wakata Astronauta
W6EZV Gen. Curtis
LeMay
W6ZH Herbert Hoover, Jr. figlio del Presidente
K7UGA Barry Goldwater Senatore degli Stati Uniti
W8JK John Kraus Astronomo
CN8MH King Hassan II Re del Marocco
EA0JC Juan Carlos Re di Spagna
FO5GJ Marlon Brando Attore
GB1MIR
Helen Sharman Astronauta
HS1A
Bhumiphol Adulayadej Re della Thailandia
I0FCG Francesco Cossiga Presidente Italiano
JI1KIT Keizo Obuchi Primo Ministro del Giappone
JY1 King Hussein Re di Giordania
JY1NH Queen Noor Regina di Giordania
JY2HT Principe Hassan fratello del Re di Giordania
LU1SM Carlos Saul Menem Presidente dell’Argentina
OD5LE Emil Lahoud Presidente del Libano
SU1VN Principe Talal Arabia Saudita
UA1LO Yuri Gagarin primo cosmonauta
U2MIR/UV3AM Musa
Manarov cosmonauta
VU2RG Rajiv Ghandi Primo Ministro dell’India
VU2SON Sonia Ghandi moglie di VU2RG
XE1GC Guillermo González Camarena inventore del tubo a colori per la televisione
YU1RL Radivoje "Rasa" Lazarevic Yugoslav ambasciatore del Brasile
K1JT Joe Taylor Premio Nobel per la fisica
SP3RN San Massimiliano Maria Kolbe Sacerdote francescano, teologo e filosofo, morto ad Auschwitz 1941
9K2CS Yousuf Al-Sabah Principe del Kuwait
I radioamatori possono operare su bande dello spettro radio ben precise. Le bande sono allocate in HF, VHF, UHF ed SHF, secondo il Piano nazionale di ripartizione delle frequenze, o PNRF, redatto dal Ministero delle Telecomunicazioni, su indicazioni dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni.
|
Bande |
Frequenze |
Statuto |
licenza |
Potenza max. |
note |
|
VLF |
135,7-137,8
KHz |
secondario |
Solo classe
A |
1Watt e.r.p. |
ultima banda
assegnata |
|
160 m |
1830-1850
KHz |
secondario |
500 W |
|
|
|
80 m |
3500-3800 KHz |
secondario |
|
||
|
40 m |
7000-7100
KHz |
primario |
|
||
|
30 m |
10000-10150
KHz |
secondario |
esclusivo
telegrafia |
||
|
20 m |
14000-14350
KHz |
primario |
|
||
|
17 m |
18068-18168
KHz |
secondario |
|
||
|
15 m |
21000-21350
KHz |
primario |
|
||
|
12 m |
24890-24990
KHz |
secondario |
|
||
|
10 m |
28000-29700
KHz |
primario |
|
||
|
6 m |
50-51
MHz |
secondario |
Classi A e B |
Classe A –
500W Classe B –
50W |
|
|
2 m |
144-146
MHz |
primario |
Anche
servizio satelliti |
||
|
70 cm |
430-434
MHz |
secondario |
|
||
|
435-436
MHz |
primario |
Anche
servizio satelliti |
|||
|
436-438
MHz |
secondario |
Solo
servizio satelliti |
|||
|
23 cm |
1240-1245
MHz |
secondario |
ATV |
||
|
1267-1270
MHz |
secondario |
Solo
servizio satelliti |
|||
|
1296-1298
MHz |
primario |
50Watt
e.r.p. |
|
||
|
13 cm |
2303-2313
MHz |
secondario |
Classe A –
500W Classe B –
50W |
|
|
|
2440-2450
MHz |
primario |
Anche
servizio satelliti |
|||
|
6 cm |
5650-5670
MHz |
secondario |
Solo
servizio satelliti |
||
|
5760-5770
MHz |
primario |
|
|||
|
5830-5850
MHz |
secondario |
Solo
servizio satelliti |
|||
|
3 cm |
10,45-10,50
GHz |
primario |
Anche
servizio satelliti |
||
|
|
24,00-24,05
GHz |
primario |
Anche
servizio satelliti |
||
|
|
47,00-47,20
GHz |
secondario |
Anche
servizio satelliti |
||
|
|
75,50-76
GHz |
secondario |
Anche
servizio satelliti |
||
|
|
142-144
GHz |
secondario |
Anche
servizio satelliti |
||
|
|
248-250
GHz |
secondario |
Anche
servizio satelliti |
CODICE
Q Il Codice Q è un codice composto da gruppi di tre lettere da QAA fino a QZZ utilizzato per tutte le comunicazioni radio professionali. I radioamatori ne utilizzano solo alcuni gruppi e tralasciano quelli specifici destinati ai servizi militari, navali, aeronautici. Se il gruppo viene trasmesso seguito da un punto interrogativo ha il significato di domanda (ad esempio QRL ? significa “siete occupato?”).
Alcuni gruppi più
utilizzati:
QRA Il nome della mia nave (o della mia stazione) è ...
QRB La distanza approssimativa fra le nostre stazioni e di ... miglia marine (o chilometri)
QRG La vostra frequenza esatta (o la frequenza esatta di ...) è ... kHz (o MHz)
QRK La comprensibilità dei vostri segnali è…….
QRL Sono occupato (o sono occupato con...) (nome o indicativo di chiamata, o entrambi). Prego non disturbare
QRM: Disturbi provocati da altre emissioni radio
QRN: Disturbi atmosferici e scariche elettriche prodotte da veicoli
QRO Aumentate la potenza di emissione
QRP Diminuite la potenza di emissione
QRQ Trasmettete più in fretta
QRS Trasmettete più adagio
QRT: Fine trasmissioni
QRV Sono pronto
QRX Vi richiamerò alle ore ... su ... kHz (o MHz)
QRZ: Nominativo della stazione che chiama
QSA La forza dei vostri segnali è ……..
QSB La forza dei vostri segnali varia.
QSL Vi accuso ricevuta. Confermo
QSO Collegamento. Posso comunicare con ...
QSX Sto in ascolto di ... (nome o indicativo di chiamata, o entrambi) su ... kHz (o MHz).
QSY Passate a trasmettere su altra frequenza (o su...kHz o MHz).
QTC: Messaggio urgente speciale con diritto di precedenza
QTH La mia posizione è ... di latitudine .... di longitudine (o in base a qualsiasi altra indicazione).
QTR: Ora esatta, locale o GMT.
Al
termine della comunicazione è norma compilare il LOG di stazione, un diario
obbligatorio, sul quale vengono elencati i collegamenti effettuati. In un
secondo tempo vengono compilate le cartoline QSL.
Il
"registro di stazione", ovvero il LOG (secondo il classico e
sintetico termine inglese), non è solamente un documento obbligatorio che va
tenuto aggiornato in quanto rappresenta la registrazione ufficiale
dell’attività di stazione, ma costituisce anche un utilissimo "diario di
bordo" di tutta l’esperienza radiantistica personale maturata giorno per
giorno. Su esso vanno registrati, con numerazione progressiva, tutti i
collegamenti effettuati, con data e orario d’inizio e fine trasmissione,
nominativo del corrispondente, frequenza di lavoro, rapporto dato e ricevuto,
tipo di emissione; vi si riportano inoltre note di utilità sul corrispondente
(nome, città, varie), nonché notizie sullo scambio di QSL e similari. La
cartolina QSL è una cartolina personale, normalmente composta da una immagine o
fotografia, con sovrastampato il nominativo della propria stazione ed i dati
essenziali del collegamento effettuato. Una tipica QSL da spedire conterrà il
nominativo, per esempio IK1TWC, i dati del collegamento effettuato, ossia la
banda (ad esempio 20m), il modo (ad esempio SSB), la data e l'ora, unitamente
al rapporto dato al corrispondente. Le cartoline QSL sono non soltanto una
cortesia, cioè una conferma del collegamento avvenuto, ma diventano utili per
l'ottenimento di un diploma. Nell'attività di SWL (Short Wave Listener) la QSL
serve a certificare l'avvenuto ascolto (ricezione) di un collegamento bilaterale
(QSO) tra due (o più) radioamatori. In questo caso l'SWL invierà la QSL ad
entrambi i radioamatori ascoltati fornendo i dati relativi al QSO quali
nominativi, data, orario, rapporti RST, banda, nomi, condizioni di ascolto ecc.
È quindi doveroso da parte dei radioamatori ascoltati rispondere allo SWL con
QSL di conferma che gli permettano il conseguimento dei diplomi.
Molte associazioni radioamatoriali mondiali rilasciano dei diplomi, cioè degli attestati, a dimostrazione del raggiungimento di un certo numero di collegamenti con un certo numero di referenze. Il diploma più importante, seguito dalla maggioranza dei radioamatori, è il DXCC (DX Century Club) istituito nel lontano 1935 dall'ARRL, l'associazione radioamatoriale degli Stati Uniti d'America. Per ottenere questo diploma è necessario dimostrare, tramite le QSL ricevute, di essersi collegati con almeno 100 differenti Country, ognuna con la conferma della cartolina. Il Country può essere uno stato, ma anche un'isola che disti almeno 100 kilometri dalla terra ferma: in Italia, la Sardegna è un Country, mentre la Sicilia non lo è. Oltre al DXCC, tra i numerosi altri diplomi esistenti sono molto seguiti il diploma delle isole mondiali (IOTA, cioè Island On The Air), il diploma delle 40 Zone in cui è diviso il mondo (WAZ).
Per
poter trasmettere sulle frequenze radioamatoriali, è necessario un apparato
radio adeguato. La radio è collegata ad un'antenna di dimensioni inversamente
proporzionali alla frequenza utilizzata. Le antenne innanzitutto si distinguono
in direttive o omnidirezionali. Le prime permettono di amplificare il segnale
di diverse unità. Un esempio di queste prime sono le antenne che abbiamo sul
tetto per ricevere il segnale televisivo, sono puntate verso una sola direzione
e amplificano un segnale molto debole. Le antenne omnidirezionali, invece,
hanno il vantaggio di ricevere più segnali (provenienti da più parti) ottenendo
un guadagno comunque sufficiente. Un esempio di queste ultime è dato
dall'antennina dei cellulari.
Le
antenne più utilizzate sono la verticale (ground plane), il dipolo, la
direttiva Yagi. La frequenza su cui si trasmette determina la lunghezza d'onda
e di conseguenza la dimensione fisica dell’antenna. In fisica è la lettera
greca λ (Lambda). È calcolabile facendo tale divisione: 300.000 (km/s =
velocità della luce) diviso la frequenza sulla quale si vuole trasmettere. Un
dipolo per la banda degli 80m (3,6 MHz) sarà lungo circa 42m, una verticale per
la banda dei 6m (50 MHz) sarà alta circa 1,5m.

Questo
è un argomento su cui si potrebbe scrivere all’infinito, in quanto coinvolge
aspetti tecnici, economici, commerciali e, perché no, logistici: oltretutto, la
stazione di un radioamatore è una cosa molto personale e quindi ognuno ha una
certa tendenza a impostarsela come vuole. Indipendentemente dallo spazio
disponibile e dalla tipologia degli ambienti (un’apposita "sala
radio" o un angolo della cucina!), vediamo cosa è necessario e cosa lo è
di meno, riferendoci ad una stazione per HF. Sono necessari: l’apparato
ricetrasmittente (o transceiver), il microfono, meglio se in versione da
tavolo, il tasto per il CW, una cuffia adatta, un ROSmetro/wattmetro,
l’impianto d’antenna. Il ricetrasmettitore può essere acquistato anche sul
mercato dell’usato, cosa consigliabile in particolare ai principianti, magari
facendosi consigliare da qualcuno esperto. Se l’apparecchio deve essere
alimentato a 12 Volt è necessario un buon alimentatore di adeguata potenza (un
tipico trasmettitore da 100W assorbe anche 20-25 Ampere di corrente). Se
l’apparecchio è alimentato direttamente dalla rete a 220V, come nel caso dei
vecchi ma sempre validi apparati a valvole, non è necessario l’alimentatore.
L’ideale sarebbe avere a disposizione un tavolo/scrivania dove poter sistemare
le apparecchiature ed avere contemporaneamente la possibilità di scrivere e di
utilizzare un personal computer. Quest’ultimo è diventato un utile complemento
della stazione radioamatoriale per tante applicazioni che troveremo in seguito.
Per quanto riguarda le antenne si spazia dal semplice dipolo costruito in filo
di rame, dallo stilo verticale in tubo di alluminio fino a grandi impianti di
antenne direttive motorizzate installate su tralicci alti anche più di 20 metri.
Tutto dipende dallo spazio disponibile, dai soldi che si è disposti a spendere
e dalla tolleranza dei vicini di casa.
L’OM
che lavora esclusivamente in VHF (144 – 146 MHz) o sulle UHF, avrà tutto
semplificato, almeno sotto molti aspetti: le apparecchiature sono, in genere,
più piccole (spesso portatili) ed anche gli impianti d’antenna più ridotti, non
certo come prestazioni bensì come dimensioni.
Le
antenne direttive sono sempre multielementi, orientabili per mezzo di un
rotore; la verticale è una scelta più economica e meno ingombrante, anche dal
punto di vista estetico ed è l’unica possibilità per le stazioni mobili
istallate sulle automobili. Per postazioni fisse sono spesso montati dei
raggruppamenti di antenne che consentono direttività e guadagno elevati; si
tratta in genere di installazioni di antenne per la ricezione e trasmissione da
satelliti oppure per collegamenti a lunga distanza (DX). Dai 144 MHz in su è
particolarmente diffusa anche l’attività in FM ed i collegamenti avvengono sia
in diretta (simplex) sia mediante ponti ripetitori. Si tratta di stazioni
ricetrasmittenti automatiche, in genere operanti in FM e montate in posizioni
elevate, in modo da consentire la diffusione dei segnali ritrasmessi in zone
ampie oppure non raggiungibili altrimenti allo scopo di estendere la copertura
degli apparati mobili e palmari, in modo che essi possano comunicare fra di
loro, anche se equipaggiati con piccole antenne e basse potenze. La particolare
installazione dei ponti ripetitori li porta ad essere particolarmente utili
anche in condizioni di emergenza e/o calamità.
Quasi
tutti i modi di trasmissione che vanno, pertinentemente o no, sotto questo nome
sono al giorno d’oggi gestiti dal computer: comunicazioni digitali (PACKET,
RTTY, PSK, CLUSTER), inseguimento satelliti, trasmissioni televisive a
scansione lenta o veloce (SSTV, ATV). Altri tipi di attività che vanno
anch’esse sotto questa denominazione possono essere le comunicazioni in
microonde, il meteor scatter, la riflessione lunare o da aurora boreale, e
simili. Prima di accingersi ad affrontare queste tecniche, è assolutamente
necessario approfondire le specifiche modalità operative su pubblicazioni
specializzate (riviste o libri che siano); tuttavia, non possiamo esimerci,
anche su questa modesta guida, dal fornire qualche sintetica indicazione a
proposito di questi modi di fare attività radiantistica. Essi infatti sono sí
più impegnativi da affrontare di quelli più classici ed abituali già citati
(fonia e telegrafia), ma sono anche di notevole interesse e soddisfazione, per
cui vale la pena di praticarli al meglio, affrontandoli con qualche idea già in
partenza, ancor prima di fare delle scelte avventate.
Se
si possiede un computer e si ha un po’ di dimestichezza col suo modo di
operare, il "PACKET" diventa la naturale estensione dell’attività in
VHF. La tecnica è semplice ed il sistema relativamente poco costoso;
oltretutto, non è necessario un computer particolarmente potente ed evoluto.
Sostanzialmente, tutto ciò che serve è una porta seriale, una scheda audio, che
prevedibilmente costituiscono la normale dotazione del PC, una semplice
interfaccia ed un programma di comunicazione, oltre naturalmente alla comune
attrezzatura di stazione. In questo modo si può scrivere sulla tastiera del PC
un messaggio che sarà ricevuto sullo schermo del corrispondente e viceversa. E’
possibile utilizzare altre stazioni (presidiate o meno) come ponti ripetitori
del nostro segnale (DIGIPEATER), scambiare file, e-mail, ecc…
Analoga sotto molto aspetti alla tecnica di comunicazione packet, ma più semplice come prestazioni è la telescrivente via radio; la sigla infatti deriva da radioteletype. L’elemento fondamentale del sistema è sempre il computer che serve a convertire i normali caratteri nel tipico codice usato per questo sistema (il Baudot), oltre a disporre le sequenze di start e stop per la trasmissione e ricezione. Il display, quello che una volta era costituito da una vera e propria macchina (telescrivente), è oggi il normale monitor del PC. Può essere utilizzato un vero e proprio modem o più semplicemente sarà il PC ad assolvere a questa funzione tramite la scheda audio ed un software specifico. Metodi perfezionati ed attualmente in fase di sperimentazione da parte dei radioamatori sono: AMTOR, PSK31.
É
forse il vecchio detto, secondo il quale un’immagine vale più di mille parole,
che può giustificare il motivo per cui molti radioamatori sono anche
interessati a sperimentare sistemi di comunicazione in grado di scambiarsi non
solo parole, ma anche immagini. Fondamentalmente, sono tre i sistemi di
comunicazione più comunemente usati, almeno nell’ambiente radiantistico;
ciascuno di essi possiede caratteristiche ed applicazioni ben precise.
Televisione a scansione veloce (FSTV) chiamata anche ATV (Amateur TeleVision).
Rende possibile visualizzare immagini in movimento su un televisore commerciale
(suono incluso); è quindi similare alla normale TV. SSTV (Slow Scan TeleVision)
ovvero TV a scansione lenta; un’immagine che viene trasmessa lentamente (circa
2-4 minuti). La bassa risoluzione necessaria per immagini ferme, consente l’uso
del sistema anche in HF. Facsimile (o fax). Si tratta di immagini ad alta
risoluzione, tipicamente usate per la ricezione dei satelliti o comunque delle
stazioni meteorologiche.
Tutto
il restoNon basterebbe un libro intero per descrivere quello che i radioamatori di tutto il mondo sperimentano ogni giorno. Citiamo solo alcune delle attività più conosciute e diffuse: comunicazioni in microonde, riflessione sugli sciami meteoritici (meteor scatter), riflessione lunare (EME), propagazione con aurora boreale, satelliti artificiali per telecomunicazioni, ponti radio e trasponder, telemetria, utilizzo delle onde lunghe con telegrafia coerente, ecc…
PREFISSI
INTERNAZIONALI
|
AAA-ALZ |
United States of America |
|
GAA-GZZ |
United Kingdom |
|
PAA-PIZ |
Netherlands (Kingdom of the) |
|
AMA-AOZ |
Spain |
|
HAA-HAZ |
Hungary (Republic of) |
|
PJA-PJZ |
Netherlands Antilles |
|
APA-ASZ |
Pakistan (Islamic Republic of) |
|
HBA-HBZ |
Switzerland (Confederation of) |
|
PKA-POZ |
Indonesia (Republic of) |
|
ATA-AWZ |
India (Republic of) |
|
HCA-HDZ |
Ecuador |
|
PPA-PYZ |
Brazil (Federative Republic
of) |
|
AXA-AXZ |
Australia |
|
HEA-HEZ |
Switzerland (Confederation of) |
|
PZA-PZZ |
Suriname (Republic of) |
|
AYA-AZZ |
Argentine Republic |
|
HFA-HFZ |
Poland (Republic of) |
|
P2A-P2Z |
Papua New Guinea |
|
A2A-A2Z |
Botswana (Republic of) |
|
HGA-HGZ |
Hungary (Republic of) |
|
P3A-P3Z |
Cyprus (Republic of) |
|
A3A-A3Z |
Tonga (Kingdom of) |
|
HHA-HHZ |
Haiti (Republic of) |
|
P4A-P4Z |
Netherlands - Aruba |
|
A4A-A4Z |
Oman (Sultanate of) |
|
HIA-HIZ |
Dominican Republic |
|
P5A-P9Z |
Democratic Republic of Korea |
|
A5A-A5Z |
Bhutan (Kingdom of) |
|
HJA-HKZ |
Colombia (Republic of) |
|
RAA-RZZ |
Russian Federation |
|
A6A-A6Z |
United Arab Emirates |
|
HLA-HLZ |
Korea (Republic of) |
|
SAA-SMZ |
Sweden |
|
A7A-A7Z |
Qatar (State of) |
|
HMA-HMZ |
Democratic Republic of Korea |
|
SNA-SRZ |
Poland (Republic of) |
|
A8A-A8Z |
Liberia (Republic of) |
|
HNA-HNZ |
Iraq (Republic of) |
|
SSA-SSM |
Egypt (Arab Republic of) |
|
A9A-A9Z |
Bahrain (State of) |
|
HOA-HPZ |
Panama (Republic of) |
|
SSN-STZ |
Sudan (Republic of the) |
|
BAA-BZZ |
China (People's Republic of) |
|
HQA-HRZ |
Honduras (Republic of) |
|
SUA-SUZ |
Egypt (Arab Republic of) |
|
CAA-CEZ |
Chile |
|
HSA-HSZ |
Thailand |
|
SVA-SZZ |
Greece |
|
CFA-CKZ |
Canada |
|
HTA-HTZ |
Nicaragua |
|
S2A-S3Z |
Bangladesh (Republic of) |
|
CLA-CMZ |
Cuba |
|
HUA-HUZ |
El Salvador (Republic of) |
|
S5A-S5Z |
Slovenia (Republic of) |
|
CNA-CNZ |
Morocco (Kingdom of) |
|
HVA-HVZ |
Vatican City State |
|
S6A-S6Z |
Singapore (Republic of) |
|
COA-COZ |
Cuba |
|
HWA-HYZ |
France |
|
S7A-S7Z |
Seychelles (Republic of) |
|
CPA-CPZ |
Bolivia (Republic of) |
|
HZA-HZZ |
Saudi Arabia (Kingdom of) |
|
S8A-S8Z |
South Africa (Republic of) |
|
CQA-CUZ |
Portugal |
|
H2A-H2Z |
Cyprus (Republic of) |
|
S9A-S9Z |
Sao Tome and Principe |
|
CVA-CXZ |
Uruguay (Eastern Republic of) |
|
H3A-H3Z |
Panama (Republic of) |
|
TAA-TCZ |
Turkey |
|
CYA-CZZ |
Canada |
|
H4A-H4Z |
Solomon Islands |
|
TDA-TDZ |
Guatemala (Republic of) |
|
C2A-C2Z |
Nauru (Republic of) |
|
H6A-H7Z |
Nicaragua |
|
TEA-TEZ |
Costa Rica |
|
C3A-C3Z |
Andorra (Principality of) |
|
H8A-H9Z |
Panama (Republic of) |
|
TFA-TFZ |
Iceland |
|
C4A-C4Z |
Cyprus (Republic of) |
|
IAA-IZZ |
Italy |
|
TGA-TGZ |
Guatemala (Republic of) |
|
C5A-C5Z |
Gambia (Republic of the) |
|
JAA-JSZ |
Japan |
|
THA-THZ |
France |
|
C6A-C6Z |
Bahamas (Commonwealth of) |
|
JTA-JVZ |
Mongolia |
|
TIA-TIZ |
Costa Rica |
|
C7A-C7Z |
World Meteorological Organ. |
|
JWA-JXZ |
Norway |
|
TJA-TJZ |
Cameroon (Republic of) |
|
C8A-C9Z |
Mozambique (Republic of) |
|
JYA-JYZ |
Jordan (Hashemite Kingdom) |
|
TKA-TKZ |
France |
|
DAA-DRZ |
Germany (Federal Republic) |
|
JZA-JZZ |
Indonesia (Republic of) |
|
TLA-TLZ |
Central African Republic |
|
DSA-DTZ |
Korea (Republic of) |
|
J2A-J2Z |
Djibouti (Republic of) |
|
TMA-TMZ |
France |
|
DUA-DZZ |
Philippines (Republic of the) |
|
J3A-J3Z |
Grenada |
|
TNA-TNZ |
Congo (Republic of the) |
|
D2A-D3Z |
Angola (Republic of) |
|
J4A-J4Z |
Greece |
|
TOA-TQZ |
France |
|
D4A-D4Z |
Cape Verde (Republic of) |
|
J5A-J5Z |
Guinea-Bissau (Republic of) |
|
TRA-TRZ |
Gabonese Republic |
|
D5A-D5Z |
Liberia (Republic of) |
|
J6A-J6Z |
Saint Lucia |
|
TSA-TSZ |
Tunisia |
|
D6A-D6Z |
Comoros (Islamic Fed. Rep.) |
|
J7A-J7Z |
Dominica (Commonwealth of) |
|
TTA-TTZ |
Chad (Republic of) |
|
D7A-D9Z |
Korea (Republic of) |
|
J8A-J8Z |
Saint Vincent and Grenadines |
|
TUA-TUZ |
Côte d'Ivoire (Republic of) |
|
EAA-EHZ |
Spain |
|
KAA-KZZ |
United States of America |
|
TVA-TXZ |
France |
|
EIA-EJZ |
Ireland |
|
LAA-LNZ |
Norway |
|
TYA-TYZ |
Benin (Republic of) |
|
EKA-EKZ |
Armenia (Republic of) |
|
LOA-LWZ |
Argentine Republic |
|
TZA-TZZ |
Mali (Republic of) |
|
ELA-ELZ |
Liberia (Republic of) |
|
LXA-LXZ |
Luxembourg |
|
T2A-T2Z |
Tuvalu |
|
EMA-EOZ |
Ukraine |
|
LYA-LYZ |
Lithuania (Republic of) |
|
T3A-T3Z |
Kiribati (Republic of) |
|
EPA-EQZ |
Iran (Islamic Republic of) |
|
LZA-LZZ |
Bulgaria (Republic of) |
|
T4A-T4Z |
Cuba |
|
ERA-ERZ |
Moldova (Republic of) |
|
L2A-L9Z |
Argentine Republic |
|
T5A-T5Z |
Somali Democratic Republic |
|
ESA-ESZ |
Estonia (Republic of) |
|
MAA-MZZ |
United Kingdom |
|
T6A-T6Z |
Afghanistan (Islamic State of) |
|
ETA-ETZ |
Ethiopia (Federal Republic of) |
|
NAA-NZZ |
United States of America |
|
T7A-T7Z |
San Marino (Republic of) |
|
EUA-EWZ |
Belarus (Republic of) |
|
OAA-OCZ |
Peru |
|
T8A-T8Z |
Palau (Republic of) |
|
EXA-EXZ |
Kyrgyz Republic |
|
ODA-ODZ |
Lebanon |
|
T9A-T9Z |
Bosnia and Herzegovina |
|
EYA-EYZ |
Tajikistan (Republic of) |
|
OEA-OEZ |
Austria |
|
UAA-UIZ |
Russian Federation |
|
EZA-EZZ |
Turkmenistan |
|
OFA-OJZ |
Finland |
|
UJA-UMZ |
Uzbekistan (Republic of) |
|
E2A-E2Z |
Thailand |
|
OKA-OLZ |
Czech Republic |
|
UNA-UQZ |
Kazakhstan (Republic of) |
|
E3A-E3Z |
Eritrea |
|
OMA-OMZ |
Slovak Republic |
|
URA-UZZ |
Ukraine |
|
E4A-E4Z |
Palestine |
|
ONA-OTZ |
Belgium |
|
VAA-VGZ |
Canada |
|
FAA-FZZ |
France |
|
OUA-OZZ |
Denmark |
|
VHA-VNZ |
Australia |
|
VOA-VOZ |
Canada |
|
3GA-3GZ |
Chile |
|
8OA-8OZ |
Botswana (Republic of) |
|
VPA-VQZ |
United Kingdom |
|
3HA-3UZ |
China (People's Republic of) |
|
8PA-8PZ |
Barbados |
|
VRA-VRZ |
China (Republic of) - Honkong |
|
3VA-3VZ |
Tunisia |
|
8QA-8QZ |
Maldives (Republic of) |
|
VSA-VSZ |
United Kingdom |
|
3WA-3WZ |
Viet Nam (Socialist Republic) |
|
8RA-8RZ |
Guyana |
|
VTA-VWZ |
India (Republic of) |
|
3XA-3XZ |
Guinea (Republic of) |
|
8SA-8SZ |
Sweden |
|
VXA-VYZ |
Canada |
|
3YA-3YZ |
Norway |
|
8TA-8YZ |
India (Republic of) |
|
VZA-VZZ |
Australia |
|
3ZA-3ZZ |
Poland (Republic of) |
|
8ZA-8ZZ |
Saudi Arabia (Kingdom of) |
|
V2A-V2Z |
Antigua and Barbuda |
|
4AA-4CZ |
Mexico |
|
9AA-9AZ |
Croatia (Republic of) |
|
V3A-V3Z |
Belize |
|
4DA-4IZ |
Philippines (Republic of the) |
|
9BA-9DZ |
Iran (Islamic Republic of) |
|
V4A-V4Z |
Saint Kitts and Nevis |
|
4JA-4KZ |
Azerbaijani Republic |
|
9EA-9FZ |
Ethiopia (Fed. Dem. Republic) |
|
V5A-V5Z |
Namibia (Republic of) |
|
4LA-4LZ |
Georgia (Republic of) |
|
9GA-9GZ |
Ghana |
|
V6A-V6Z |
Micronesia (Federated States) |
|
4MA-4MZ |
Venezuela (Republic of) |
|
9HA-9HZ |
Malta |
|
V7A-V7Z |
Marshall Islands (Republic of
) |
|
4NA-4OZ |
Yugoslavia (Federal Republic) |
|
9IA-9JZ |
Zambia (Republic of) |
|
V8A-V8Z |
Brunei Darussalam |
|
4PA-4SZ |
Sri Lanka (Dem. Social. Rep.) |
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9KA-9KZ |
Kuwait (State of) |
|
WAA-WZZ |
United States of America |
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4TA-4TZ |
Peru |
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9LA-9LZ |
Sierra Leone |
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XAA-XIZ |
Mexico |
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4UA-4UZ |
United Nations |
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9MA-9MZ |
Malaysia |
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XJA-XOZ |
Canada |
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4VA-4VZ |
Haiti (Republic of) |
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9NA-9NZ |
Nepal |
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XPA-XPZ |
Denmark |
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4XA-4XZ |
Israel (State of) |
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9OA-9TZ |
Congo Democratic Republic |
|
XQA-XRZ |
Chile |
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4YA-4YZ |
Intern. Civil Aviation Organ. |
|
9UA-9UZ |
Burundi (Republic of) |
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XSA-XSZ |
China (People's Republic of) |
|
4ZA-4ZZ |
Israel (State of) |
|
9VA-9VZ |
Singapore (Republic of) |
|
XTA-XTZ |
Burkina Faso |
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5AA-5AZ |
Libya (Arab Jamahiriya) |
|
9WA-9WZ |
Malaysia |
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XUA-XUZ |
Cambodia (Kingdom of) |
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5BA-5BZ |
Cyprus (Republic of) |
|
9XA-9XZ |
Rwandese Republic |
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XVA-XVZ |
Viet Nam (Socialist Republic) |
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5CA-5GZ |
Morocco (Kingdom of) |
|
9YA-9ZZ |
Trinidad and Tobago |
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XWA-XWZ |
Lao Democratic Republic |
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5HA-5IZ |
Tanzania (United Republic of) |
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XXA-XXZ |
Portugal |
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5JA-5KZ |
Colombia (Republic of) |
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XYA-XZZ |
Myanmar (Union of) |
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5LA-5MZ |
Liberia (Republic of) |
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YAA-YAZ |
Afghanistan (Islamic State of) |
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5NA-5OZ |
Nigeria (Federal Republic of) |
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YBA-YHZ |
Indonesia (Republic of) |
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5PA-5QZ |
Denmark |
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YIA-YIZ |
Iraq (Republic of) |
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5RA-5SZ |
Madagascar (Republic of) |
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YJA-YJZ |
Vanuatu (Republic of) |
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5TA-5TZ |
Mauritania (Islamic Republic ) |
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YKA-YKZ |
Syrian Arab Republic |
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5UA-5UZ |
Niger (Republic of the) |
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YLA-YLZ |
Latvia (Republic of) |
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5VA-5VZ |
Togolese Republic |
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YMA-YMZ |
Turkey |
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5WA-5WZ |
Western Samoa |
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YNA-YNZ |
Nicaragua |
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