| NiKolaJ Schmidt: radioamatore RUSSO a cui essere riconoscenti | ||||||||
| "Nikolaj Schmidt: ecco un nome che bisogna ben
ricordare, perché si deve essere riconoscenti anzitutto a Nikolaj se metà
dei membri della spedizione sono oggi salvi".
Affermazione di Umberto Maddalena, pilota dell’ISAAT-SM55 che individuò per primo la Tenda Rossa sul Pack, il 20 giugno 1928.
Nikolaj Schmidt radioamatore russo del villaggio Wosnessenie Wochma, nella provincia di Arcangelo, intercettò un frammento di messaggio dal quale risulta che i naufraghi dell’Italia sono ancora vivi e dispersi nel pack artico: ITALI NOBILE FRANZ JOSEF SOS SOS SOS TERRA TENGO EH H
Il 5 giugno l’ambasciata Sovietica informò il governo italiano che un S.O.S del dirigibile Italia è stato captato da un giovane contadino sovietico, Nicolaj Schmidt, nella città di Arcangelo, la sera del 3 giugno…" La parola Terra di Francesco Giuseppe intercettata da Schmidt provocò nei naufraghi le più vive apprensioni, in quanto la tenda rossa era ben lontana da quella zona: la parola Fyon (isola di Fyon) usata da Biagi era stata captata come Francesco (isole di Francesco Giuseppe. L’intercettazione del messaggio aumentò la speranza di recuperare l’equipaggio scomparso e innescò le azioni di ricerca e di salvataggio sia nella Baia dei Re che a Roma, da dove Italo Balbo inviò subito un equipaggio al comando di Umberto Maddalena.
Nikolai Schmidt nasce a Kiev nel 1906 e non era un contadino come riportano diversi testi, ma un giovane di città, figlio di un insegnante e con una buona base di studi secondari: a diciotto anni costruì il suo primo ricevitore a reazione e, lavorando come operatore del cinema locale, perfeziona la sua conoscenza del morse, traducendo ad orecchio le battute della macchinetta presso il locale ufficio telegrafico. L'evento che doveva cambiare la sua vita ebbe luogo il 2 giugno 1928: a tarda sera, su 9 MHz, Nicolaj captava distintamente un messaggio di Biagi. I paesani erano increduli, così Schmidt contatta Smirnov, suo maestro e influente persona a livello locale, che abitava a 35 chilometri; i due intercettano altri messaggi di Biagi ed inviano un telegramma a Mosca alla "Società degli amici della radio". Qui ci fu qualcuno che prese sul serio l'informazione e, dopo richieste di dettagli e conferme, venne interessata l'ambasciata italiana: il 4 sera, Roma era in grado di diffondere la strabiliante notizia. Tre mesi dopo, i due amici venivano assunti presso un centro governativo per le comunicazioni ad onde corte a Taskent nel Sud, non lontano da Samarcanda e dai confini dell'Afghanistan. Nell'autunno del 1928 al Bolshoj di Mosca, durante una conferenza dedicata all'impresa del dirigibile ed alla parte avuta dal "Krassin" nel salvataggio dei supestiti, l'ambasciatore italiano donava un orologio d'oro con dedica a Schmidt. Schmidt e Smirnov lavorarono insieme in quel centro sperimentale fino al 1933, poi Smirnov passava a Tbilisi in Georgia. Nicolaj rimase in quella provincia mussulmana, relativamente vicina ad Alma Ata nel Kazahstan, fino alla guerra. Da Alma Ata sono poi pervenute molte notizie di questo benemerito SWL, morto nel 1942 all'età di 36 anni, probabilmente in guerra.
Umberto Nobile "La nota che facevo trasmettere in italiano e francese, talvolta anche in inglese, diceva così: All’improvviso, proprio quando più forte era lo scoramento per la deriva che inesorabilmente continuava a portarci verso sud-est, giunse la notizia ardentemente attesa per quasi due settimane, giorno per giorno, ora per ora, la notizia che doveva mettere a subbuglio il nostro piccolo accampamento sperduto nel pack, facendo rifiorire negli animi speranze ormai quasi perdute. Era la sera del 6 giugno. Biagi, con la cuffia sulle orecchie, trascrive come al solito su un quaderno il bollettino di San Paolo. Ad un tratto esclamò: "Ci hanno intesi!" . Pag 200, "La Tenda Rossa, memorie di neve e di fuoco". Ed. Mondadori, 1969. A pag. 187 nella nuova edizione Oscar Mondadori del 2002.
Alfredo Viglieri "alle ore 21 del 5 giugno attendevamo il solito bollettino di S. Paolo ed eravamo svegli, oltre a Biagi, il Generale ed io…Ad un certo punto Biagi, mentre scriveva alzò il capo verso di noi e, con un soffio di voce, pian piano disse: "ci hanno sentiti". L’Ambasciatore russo a Roma comunicava al nostro Governo che una stazione privata di Arcangelo aveva intercettato alle ore 20 del giorno 3 i seguenti segnali che riteneva provenienti "dall’Italia": S.O.S. Italia Nobile. Il radioamatore, oltre a ciò, non aveva potuto decifrare gli altri segni della misteriosa comunicazione tra i quali egli aveva avuto l’impressione di cogliere solo due parole: "Franz Joseph"…Non c’era dubbio. La notizia era vera com’era pur vero che noi, il 3 e il 4, all’ora indicata dall’Ambasciatore russo, avevamo trasmesso i segnali di soccorso. Quel Franz Joseph? Era evidentemente un malinteso. Nel dare notizia di noi nominavamo l’Isola Foyn comunicando anche la distanza che da questa ci separava. Il radioamatore probabilmente, forse per la ricezione disturbata o male interrpretando l’italiano, aveva scambiato Foyn con Franz". Pagg 105-106 da "48 giorni sul pack". Mondadori 1929
Cesco Tomaselli "Alla Baia dei Re stavano intanto succedendo delle cose straordinarie. Il quattro giugno, verso la una del mattino, la Città di Milano riceveva dalla stazione radiotelegrafica di Mosca la notizia che il giorno prima, alle venti, il radioamatore Schmidt con un apparecchio ad onde corte, aveva raccolto l’S.O.S. dell’Italia. Il Comitato di soccorso dell’Osoaviachim, che aveva trasmesso la comunicazione, aggiungeva essere lo Schimdt persona seria e degnissima di fede. Contemporaneamente altri radioamatori asserivano di aver udito la segnalazione dell’Italia: un avvocato svedese di Talleborg, nella notte tra il tre e il quattro, aveva intercettato la parola "Italia Nobile S.O.S". Il capitano della nave russa Sikvic, in navigazione nel golfo di Botnia, faceva sapere di aver ricevuto un messaggio dell’Italia: in Olanda, nel Belgio, negli Stati Uniti altre stazioni confermavano la segnalazione. In tutti i rami dell’attività umana il dilettantismo è riguardato come un fenomeno di faciloneria e di presunzione: ma nella radiotelegrafia i dilettanti sono, sotto certi aspetti, all’avanguardia, e il contributo che essi danno al perfezionamento della scoperta è senza dubbio considerevole. Nel caso in questione, c’era una circostanza importantissima: i radioamatori possiedono per la maggior parte stazioni a onda corta realizzate da loro stessi, il che spiega, in un certo senso, come essi avessero potuto sentire l’apparecchio di fortuna dell’Italia". Pag. 217 de "L’inferno Bianco" ed. Unitas Milano, 1929. Pag. 139 nella nuova edizione Nordpress del 1998. La radio di Biagi Nella spedizione ITALIA ha un ruolo determinante il ricetrasmettitore campale a onde corte Ondina 33-s, dotata del ricevitore a reazione inventato pochi anni prima da Marconi. L'apparato è alimentato da accumulatori realizzati dalla Tudor nello stabilimento di Melzo (Milano), L'apparato d'emergenza "Ondina" era,infatti, un progetto di Giulio Salom, oggi I0ACL, Presidente Onorario dell'A.R.I. Biagi dopo la caduta sul pack, stringeva fra le braccia un tesoro: l'Ondina-S, apparato d'emergenza, fino ad allora adoperato come sedile nella cabina. "Tre ore dopo la catastrofe, al 55° minuto prima dell'ora, Biagi era già pronto all'ascolto e poté sentire i concitati appelli della nave appoggio, ma il trasmettitore aveva bisogno di riparazioni. Il 26 maggio i primi SOS: delle due frequenze di riserva - 6,4 MHz (47 m) e 9 MHz (33 m) - scelse la seconda, nell'intento di arrivare il più lontano possibile col minor assorbimento da parte della cappa polare: egli infatti disponeva di 5 W e di una modesta antenna, sostenuta da un solo supporto, una struttura tubolare estratta dall'ossatura della cabina infranta. Biagi ascoltava, peraltro benissimo, la stazione della Marina di Roma San Paolo (IDO) sui 9 MHz, era quindi convinto che stando vicino ad essa, negli intervalli, qualcuno avrebbe captato i suoi segnali. Passarono invece lunghi giorni: la batteria cominciava a dare segni di stanchezza, ma il ricevitore "Burndept" aveva una buona scorta di pile, così Biagi seguiva per molte ore "IDO" ed aveva notizie dal mondo". |