Giochi da costruire 

quando parlavamo con due barattoli legati a un filo...

IL FONOBARATTOLO "TELEFONO"  DI BRUNO

(Un semplice baracchino Ante-litteram)

Chissà perchè sono in molti, mi chiedevo cinquant’anni orsono, a chiamarlo “telefono senza fili”, mentre era proprio un semplice filo teso tra due barattoli a farla da protagonista. Nella memoria dei più anziani si confondono ricordi legati ai successi di Marconi ed alle sue trasmissioni di notizie attraverso l'etere. Non dobbiamo però dimenticare che già negli anni Trenta il telefono aveva una sua diffusione, ancorchè limitata alle famiglie più abbienti. Di qui il desiderio di possedere uno strumento così misterioso e affascinante, costruito con quello che c’era a disposizione. L’idea di riproporlo, magari ai più piccoli come un divertente gioco d’altri tempi, mi è ritornata alla mente grazie proprio ad un caro ricordo della mia infanzia, di quando in quel di via Palestro all'11/15, l’amico Bruno, allora studente iscritto alla Facoltà di  Fisica dell'Università di Genova, che assieme a mio padre si dilettava con i trasformatori di Tesla, nel suo piccolo laboratorio allestito in uno sgabuzzino della terrazza di fronte alla nostra,  ed accendeva con quel sistema alla distanza di circa un metro i tubi catodici (RCT) dell’allora televisione in B/N: tubi forniti dai recuperi del laboratorio di mio padre. Bruno, allora, accortosi che io giocavo, urlando a squarciagola con il mio coetaneo dirimpettaio. Sì, certo, dirimpettaio a vista d’occhio (?), giacchè egli, Luigi, si trovava su di un terrazzo dell’edificio di fronte a quello dove mi trovavo (Bruno era nel mezzo e più in basso), approssimativamente ad una distanza di cinquanta metri. Bruno, allora, ci venne in aiuto e costruì per noi questo telefono a filo: due barattoli di conserva ed un lungo spago. Escogitò anche una particolare fionda per poter lanciare sul terrazzo di Luigi uno dei barattoli con il suo filo. Da quel giorno e per molto tempo ancora, quello fu il mezzo di comunicazione prediletto tra me e Luigi, il nostro telefono personale: un fantastico gioco che la nostra fantasia arricchiva con fantastiche avventure. Grazie Bruno, con due barattoli e un poco di filo hai reso la nostra infanzia più allegra e felice, e hai rinvigorito, almeno per me, che seguivo il lavoro di mio padre, quel lumicino che già ardeva sulla scienza delle comunicazioni.

Ricordo personale di Luciano Bezerédy

Metà degli anni cinquanta del secolo scorso

Veduta dal terrazzo di Via Palestro Io al tempo in cui Bruno costruì il fonobarattolo Il caro amico Bruno, che costruì il fonobarattolo 

 


Un telefono artigianale, A COSTO ZERO aLLA portata di tutti!

Vuoi costruire un telefono con cui comunicare con i tuoi amici mentre giocate a casa?
Ecco come, semplicemente e divertendoti, puoi costruirne uno!

Indicazioni tecniche

  • Procuratevi due barattoli di latta (i barattoli, quelli ha strappo, dei pomodori -pelati,  vanno benissimo) ribattere, con l'aiuto di un piccolo martello, e di una tavoletta di legno dove poggiare il barattolo, il bordo che, causa l'apertura a strappo, può essere tagliente, per essere più sicuri ritagliare due cerchi di cartone (a misura del diametro Ø interno del barattolo) da incollare all'interno (bordo) di una delle estremità di ogni barattolo.

  • Nella parte inferiore dei due barattoli - proprio al centro - si fanno due piccoli fori, attraverso i quali possa passare un capo del filo (spago sottile, del tipo di quello usato per legare il trancio di carne per fare l'arrosto [in questa autocostruzione la culinaria tra pelati e arrosti la fa da padrona : Hi... Hi...] ). Questo, annodato, non "scapperà" fuori neppure sotto la leggera pressione necessaria per mantenerlo teso (vedi figura sotto). Occorre uno spazio libero sufficiente a che il filo possa stendersi in tutta la sua lunghezza, poi uno da una parte con il bussolotto all'orecchio e uno dall'altra che lo tenga alla bocca: la conversazione può iniziare, con risultati migliori se il filo viene passato con cera (paraffina) o con pece da calzolaio.

  • Ora, tenendo teso il filo, parla all’interno del tuo barattolo e chi avrà all’orecchio il tubo all’altra estremità del filo sentirà quello che gli starai dicendo!

Buon QSO!

 


I bambini, parlando in due barattoli collegati con uno spago, riescono a comunicare

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